{"id":268264,"date":"2025-12-19T16:06:14","date_gmt":"2025-12-19T16:06:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268264\/"},"modified":"2025-12-19T16:06:14","modified_gmt":"2025-12-19T16:06:14","slug":"viaggio-a-bengasi-tra-leoni-domestici-e-grattacieli-nella-nuova-dubai-un-cantiere-ogni-50-metri-appena-tre-librerie-e-pochi-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268264\/","title":{"rendered":"Viaggio a Bengasi, tra leoni domestici e grattacieli: nella \u00abnuova Dubai\u00bb un cantiere ogni 50 metri, appena tre librerie e pochi diritti"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Andrea Galli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Le Libie sono due. Se a Tripoli girano jeep di soldati e s\u2019allestiscono posti di blocco, a Bengasi c&#8217;\u00e8 un solo obiettivo: edificare. Le aziende aumentano e il generale Haftar, con i suoi quattro figli, ha un potere sconfinato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fra questi vicoli di palazzi bianchi in stile coloniale, bassi, simmetrici, vicino al Mediterraneo, costruzioni nate sopra la stratificazione delle epoche, greca, romana, bizantina e ottomana, si sparavano addosso anche con la mascherina sulla bocca. La pandemia. <b>In quel 2020 di Libia, la pandemia dentro la guerra civile e viceversa. <\/b>Appena cinque anni fa: a ottobre si raggiungeva un primo accordo di pace. Adesso a Bengasi sorge un cantiere ogni cinquanta metri.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Grattacieli, ospedali compresi <b>quelli specializzati nell\u2019infanzia,<\/b> ristoranti, centri commerciali, negozi di profumi, trucchi, tessuti e telefonini. Le immancabili caserme su spazi giganteschi. Gli studi di veterinari in quanto si diffonde una cultura rispettosa dei cani, finora randagi centrati dai proiettili di fucile come passatempo, e permane <b>la moda dei leoni domestici.<\/b> Talmente inflazionate, povere bestie, da esser ormai vendute a 400 euro a esemplare dai trafficanti per tenerle in giardino fin quando sopravvivono, in media due anni soltanto, mangiando cibo per gatti e a volte divorando i poveracci, <b>servi delle famiglie ricche,<\/b> adibiti alla cura e sorveglianza.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Su turni di 24 ore, non di rado, a quanto vediamo, in condizioni di insicurezza,<b> nessuna imbragatura, niente guanti n\u00e9 caschi, <\/b>lavorano carpentieri, fabbri, falegnami, muratori, elettricisti, operai tutti quanti \u2014 ma proprio tutti \u2014 immigrati, palestinesi e siriani, sudanesi ed egiziani, in una nazione che <b>necessita di manodopera altrimenti va in stallo <\/b>perch\u00e9 i libici, per loro ammissione, nemmeno se ne parla d\u2019andare nei cantieri.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vengono realizzate corsie aggiuntive ai lati delle strade d\u2019asfalto bucato, percorse da <b>un traffico monumentale (nel Nordafrica soltanto il Cairo supera Bengasi)<\/b>, e del resto nella Libia settimo Paese nella classifica dell\u2019Opec, l\u2019Organizzazione intergovernativa di esportatori di petrolio, la benzina \u00e8 pressoch\u00e9 gratis.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Insomma, si scava, erige, allarga, potenzia, alza polvere; e in tutto questo vorticoso costruire, un dinamismo straniante in un luogo cos\u00ec rilassato per sua natura stessa, <b>viene evocata una nuova Dubai ripensando alla citt\u00e0 emiratina negli anni Ottanta rivoluzionata dallo sviluppo urbanistico.<\/b> Un caso pressoch\u00e9 unico per la velocit\u00e0 esecutiva e i volumi di metri cubi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A Dubai nel 1977 gli abitanti erano 200mila e nel Duemila un milione; <b>da dicembre scorso la popolazione di Bengasi \u00e8 cresciuta di 100mila unit\u00e0 sfiorando il milione come mai successo in passato. <\/b>In meno d\u2019un anno. <br \/>Compaiono complessi, distretti, quartieri sulle campagne di terra rossa, e ancora polvere che vola e s\u2019insinua, stavolta insieme alla sabbia dal deserto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Fondo per lo sviluppo e la ricostruzione della Libia, regista unico e assoluto d\u2019ogni operazione fondiaria e immobiliare, dispone di un portafoglio (ufficiale) equivalente a<b> 12 miliardi di euro per il triennio 2025-2027. <\/b>Un miliardo \u00e8 stato investito nella ristrutturazione dello stadio internazionale inaugurato il 5 ottobre dall\u2019amichevole<b> tra l\u2019Inter di Milano e l\u2019Atletico di Madrid: <\/b>il Memorandum firmato nel 2017 tra Italia e Libia si rinnova in forma automatica ogni 3 anni, prevede reciproci obblighi, aiuti, favori (dunque anche usando il calcio, vorace passione locale), nell\u2019ambito di una marcata realpolitik, e la realpolitik  non si occupa di libert\u00e0 e diritti impediti,<b> omosessuali costretti a rimaner nascosti o scappare,<\/b> il dissenso non tollerato, la stampa imbavagliata; certi nostri colleghi libici, ancora oggi, sono in difficolt\u00e0 quando domandiamo loro di segreti legati a storie losche, di carnefici e fantasmi, e non si fidano a narrare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il dittatore <b>Mu\u2018ammar Gheddafi<\/b>, al potere dal 1969 al 2011, l\u2019anno della cosiddetta Primavera araba, aveva soffocato ogni voce e chiuso i giornali. Nelle ore successive alla rivoluzione, che ebbe nell\u2019anti gheddafiana Bengasi una fonte primaria di arsenali e guerriglieri, si diffusero duecento fra quotidiani e bollettini e riviste,<b> la carta diveniva padrona delle strade, <\/b>i fogli stesi sui marciapiedi poich\u00e9 avevano riempito i negozi. Oggi sono di nuovo spariti; quanto alle tre librerie, vanno cercate a lungo, una sorge in un appartamento, bisogna salir le scale e passare la porta<b> entrando tipo in soggiorno;<\/b> flash dal passato, sotto il dittatore i libri \u201cproibiti\u201d stavano nascosti nelle case.<\/p>\n<p>    Le due Libie<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dei cantieri edili, i principali appartengono a <b>societ\u00e0 degli Emirati nonch\u00e9 di Egitto e Turchia,<\/b> si calcolano antenati turchi per centinaia di migliaia di libici sui 7 milioni complessivi che abitano il diciassettesimo Stato al mondo per superficie. <b>L\u2019occupazione ottomana dur\u00f2 quasi quattro secoli.<\/b> E dopo gli ottomani arrivammo noialtri. Non fossero stati cos\u00ec divisi, i libici, ci avrebbero subito cacciato, e pure fischiettando talmente eravamo al solito male in arnese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 uno dei temi ancestrali e che dominano le riflessioni sul futuro, quello delle Libie. <b>L\u2019una che guarda al Maghreb,<\/b> in lingua araba la zona dove tramonta il sole, la Tripolitania della capitale Tripoli, quella Tripoli sede del Governo ufficiale, il Ponente; e l\u2019altra Libia mille chilometri a est, <b>la Cirenaica, dove Bengasi \u00e8 la citt\u00e0 principale, <\/b>tesa sul Mashrek, il luogo dell\u2019alba, il Levante.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E se a Tripoli girano jeep di soldati e s\u2019allestiscono posti di blocco (almeno tre le bande armate che vogliono comandare), <b>a Bengasi risultano plastici gli obiettivi. Edificare. <\/b>Fin dove e fin quando per\u00f2 lo s\u2019ignora. Una tale massiccia riqualificazione innescher\u00e0 \u2014 trattasi d\u2019un passaggio naturale \u2014 mutamenti sociali. Vi saranno errori, e tonfi pesanti, nel processo di crescita. Logico. Prevedibile. Ma per intanto,<b> confida Saleh Larbad, manager specializzato nel movimento terra<\/b>, \u00ababbiamo ripreso a vivere, regalarci momenti belli, uscire la sera, stare insieme\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019incontriamo con Larbad prima sul Mediterraneo dall\u2019impressionante trasparenza, stabilimenti balneari riservati in forma unica a donne oppure uomini o famiglie; <b>lo rivediamo insieme alla fidanzata, ingegnera, <\/b>a tracolla il borsone della palestra, di sera in un ristorante di pesce, il bancone del ghiaccio con cernie, triglie e calamari appena pescati (da pescatori in maggioranza egiziani) e a volte ancora vivi.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;universit\u00e0 di Bengasi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il ristorante non sorge nella sede originale, che era al porto e fu distrutta dalle battaglie. <b>Alla pari dell\u2019universit\u00e0, eretta nel 1955,<\/b> la prima in Libia, sotto la guerra trasformata dalle milizie dell\u2019Isis in un campo base per gli addestramenti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nulla di quegli edifici rimase intatto, racconta il rettore,<b> <\/b>Ali Younis Ezzedine, formazione umanistica, a capo di un ateneo da <b>3 mila docenti, 50mila studentesse e 20mila studenti<\/b> che frequentano 33 corsi di laurea, una generazione, la definisce il dottor Ezzedine, \u00abforte, passionale, coraggiosa\u00bb. Erano bambini e adolescenti, in quella stagione di violenze.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuest\u2019ateneo\u00bb, prosegue il rettore, con una certa commozione, bevendo in un unico sorso un caff\u00e8 denso lasciato raffreddare, \u00ab\u00e8 rinato, intendo nel senso vero del termine\u00bb; gli chiediamo se siano un simbolo, l\u2019universit\u00e0 e la sua giovent\u00f9, lui respira a lungo, \u00abs\u00ec, un simbolo dell\u2019intera Libia. <b>Abbiamo avuto un recente passato di tremenda incidibile sofferenza<\/b>, di autentico terrore\u00bb. I fondamentalisti andavano di casa in casa a sgozzare.<\/p>\n<p>    Le aziende italiane<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019et\u00e0 media in Libia \u00e8 di 27,7 anni, bassa se rapportata all\u2019Europa ma<b> alta in confronto al continente africano (19 anni e 16 in talune nazioni);<\/b> lo stipendio medio \u00e8 l\u2019equivalente di 300 euro e una pensione di 120, un monolocale in affitto richiede 90 euro, mezzo chilo di pasta costa 60 centesimi, un chilo di mele un euro.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cifre relative poich\u00e9, oltre ai vantaggi della menzionata benzina, <b>i libici beneficiano della gratuit\u00e0 di servizi (l\u2019elettricit\u00e0)<\/b> nonch\u00e9 dell\u2019assenza di tasse. Condizioni vantaggiose pure per chiunque scelga di fare impresa, infatti Bengasi \u00e8 frontiera di affari e investimenti delle <b>aziende italiane<\/b> in disparati settori, dall\u2019informatica alla sanit\u00e0, dalle bonifiche alle demolizioni, nella scia aperta dalla Camera di commercio italo-libica diretta da <b>Nicola Colicchi<\/b>, un ente che fa pi\u00f9 del suo ruolo istituzionale, per costruire alleanze.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le nostre aziende aumentano. E aumenteranno. <\/b>Laddove tenga la stabilit\u00e0 interna, ovvio. La tenuta della Libia: il vero tema. La logica della compensazione per bilanciare le trib\u00f9 in cui la popolazione \u00e8 divisa. Un esercizio della compensazione \u00e8 anche la strategia pratica del <b>generale Khalifa Belqasim Haftar<\/b>, di anni 83, malato eppure mai domo, amico poi nemico di Gheddafi, venerato dai bengasini avendoli salvati dai fondamentalisti dell\u2019Isis; aveva anche provato a invadere la capitale per <b>riunire sotto di s\u00e9 la Libia<\/b>, e nell\u2019andare e venire dall\u2019Europa per curarsi ha diviso il potere fra i figli.\u00a0<\/p>\n<p>    Il regno di Haftar<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quattro in particolare sui nove totali (tre le donne, beneficiarie di nulla a livello di incarichi istituzionali): <b>Khaled, Saddam, Obka Khalifa e Belqasim,<\/b> quest\u2019ultimo, ingegnere, a capo del Fondo per lo sviluppo e la ricostruzione della Libia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Khaled \u00e8 il primogenito, ha una rete di contatti diplomatici, ambisce a un ruolo egemone;<b> nella cultura araba il primogenito gode di maggior \u201crispetto\u201d<\/b>, ed \u00e8 sempre col nome del primogenito che si possono anche chiamare gli uomini, anzich\u00e9 il loro nome di battesimo il prefisso \u00abpadre\u00bb seguito, per appunto, dal nome del figlio (regola che non vale per le figlie). <b>Obka Khalifa <\/b>presiede una Fondazione operativa nel settore informatico. Saddam \u00e8 il pi\u00f9 problematico, inutile girarci intorno, promosso dal pap\u00e0 ai vertici militari, associato a circuiti criminali nella costruzione del suo impero finanziario, chiamato in causa nell\u2019omicidio dell\u2019avvocata e attivista per i diritti umani <b>Hanan al Barassi <\/b>nel 2020, associato a crimini di guerra da Ong e Nazioni unite come comandante della Brigata Tariq Ben Zeyed.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La famiglia Haftar \u2014 che \u00e8 gi\u00e0 saga, che \u00e8 gi\u00e0 romanzo popolare e forse insieme intrigo di Palazzo \u2014<b>rappresenta Bengasi, la Cirenaica, la prossima Libia. Incarna il potere. <\/b>Lo possiede. Un potere sconfinato. L\u2019ambizione del generale era \u2014 rimane \u2014 divenire il generalissimo delle forze armate riunificate. Quella dei figli qual \u00e8? <b>Secondo un detto libico, tutte le cose importanti succedono a Bengasi. <\/b>E secondo un detto bengasino, la citt\u00e0 pu\u00f2 dormire per anni silente ma quando si sveglia accelera in modo impetuoso, finanche sfrenato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il luogo del cuore del generale sta quass\u00f9 sulla <b>Jebel Akhdar, la Montagna Verde<\/b>, in un\u2019antica base aerea che \u00e8 stato il fortino contro l\u2019invasione dell\u2019Isis e fu anche un bastione della resistenza contro gli italiani di Mussolini; la geografia dei figli invece \u2014 credeteci, li abbiamo inseguiti invano tutt\u2019e quattro o almeno uno di essi per due giorni interi poggiandoci su amici, alleati, conoscenti, loro debitori \u2014 li registra lontano. In viaggio perenne. Sedi governative a <b>Roma e Parigi, Pechino e Istanbul,<\/b> Unione europea e Onu, le corti arabe.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Scendiamo a mare, prendiamo a camminare a Suw al Hout, il quartiere costiero, <b>ancora decine le case pericolanti,<\/b> dimezzate dalle bombe, senza pi\u00f9 pareti e invase da quest\u2019immane luce di Bengasi che \u00e8 come una presenza fisica, dominante; case circondate da recinzioni per mettere le aree in sicurezza e insieme non mostrarle. Ci fermano dei passanti, una specie d\u2019azione corale, di comune riflesso condizionato, <b>invitano a smetterla di fotografare, basta, basta, basta macerie; <\/b>dopo la guerra civile, le autorit\u00e0 hanno messo fretta ai proprietari, prendete i soldi, andate altrove che dobbiamo buttar gi\u00f9, inutile perder mesi a riparare, si riparta daccapo ancora e ancora una volta, ancora.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-11T15:58:42+01:00\">18 dicembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Andrea Galli Le Libie sono due. 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