{"id":268442,"date":"2025-12-19T18:34:13","date_gmt":"2025-12-19T18:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268442\/"},"modified":"2025-12-19T18:34:13","modified_gmt":"2025-12-19T18:34:13","slug":"identificato-un-nuovo-bersaglio-terapeutico-per-il-tumore-del-colon-retto-lo-studio-unipd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268442\/","title":{"rendered":"Identificato un nuovo bersaglio terapeutico per il tumore del colon-retto: lo studio Unipd"},"content":{"rendered":"<p>Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Biologia dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, coordinato dalla professoressa Gaia Codolo, ha identificato un possibile nuovo bersaglio terapeutico per la cura del carcinoma del colon-retto. Si tratta del recettore immunitario CD300e, espresso da particolari cellule del sistema immunitario presenti nel microambiente tumorale. La ricerca \u00e8 stata sostenuta dalla Fondazione Airc per la Ricerca sul Cancro.<\/p>\n<p>I risultati, pubblicati sul Journal for ImmunoTherapy of Cancer, mostrano che CD300e contribuisce a indirizzare i macrofagi, cellule dell\u2019immunit\u00e0 innata, verso uno stato che favorisce la crescita tumorale e riduce l\u2019efficacia della risposta immunitaria. Inibire o silenziare questo recettore potrebbe quindi riattivare le difese immunitarie e potenziare l\u2019efficacia delle immunoterapie oggi disponibili. \u00abAbbiamo scoperto che CD300e \u00e8 fortemente indotto da segnali prodotti dal tumore stesso, che riprogrammano i macrofagi rendendoli meno capaci di sostenere la risposta delle cellule T\u00bb, commenta la professoressa Gaia Codolo, coordinatrice della ricerca. Le cellule T sono un\u2019altra componente fondamentale del sistema immunitario e sono implicate, tra le altre cose, nel riconoscimento e nell\u2019eliminazione delle cellule tumorali. \u00abL\u2019identificazione di CD300e come uno dei regolatori chiave di questo processo apre nuove prospettive per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative\u00bb, riprende Codolo.<\/p>\n<p>Le prime autrici dell\u2019articolo, Annica Barizza e Stefania Vassallo, nonch\u00e9 ricercatrici del Dipartimento di Biologia dell\u2019Ateneo patavino, hanno guidato le parti sperimentali pi\u00f9 complesse del progetto. Spiega Barizza: \u00ab\u00c8 stato un lavoro impegnativo, iniziato letteralmente da zero. Abbiamo dovuto costruire passo dopo passo l\u2019intero sistema sperimentale che ci ha permesso di identificare il ruolo di CD300e\u00bb. Aggiunge Vassallo: \u00abSiamo rimaste colpite nell\u2019osservare che, interferendo con questo recettore, si potesse modificare profondamente il comportamento delle cellule immunitarie. Questo ci ha indicato subito che stavamo osservando qualcosa di molto rilevante\u00bb. Conclude Codolo: \u00abLa collaborazione con clinici, bioinformatici e ricercatori di altre discipline \u00e8 stata fondamentale. La complessit\u00e0 dei tumori richiede approcci integrati, capaci di mettere insieme dati immunologici, molecolari e omici\u00bb.<\/p>\n<p>I ricercatori sottolineano che CD300e potrebbe rappresentare un bersaglio promettente per sviluppare trattamenti in grado di riprogrammare i macrofagi tumorali e rendere il microambiente pi\u00f9 favorevole a una risposta immunitaria efficace. L\u2019obiettivo ultimo \u00e8 comprendere se un trattamento mirato a CD300e possa essere integrato con le immunoterapie attualmente in uso, migliorandone l\u2019efficacia soprattutto nei pazienti che oggi non rispondono a queste cure. Lo studio ha visto la collaborazione del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanit\u00e0 Pubblica dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, l\u2019Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova, il Dipartimento di Medicina Molecolare della Sapienza Universit\u00e0 di Roma e il Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell\u2019Universit\u00e0 di Brescia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Biologia dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, coordinato dalla professoressa Gaia Codolo, ha identificato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":268443,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[158100,24397,239,1537,90,89,614,240,2128,1900,5276],"class_list":{"0":"post-268442","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-bersaglio-terapeutico","9":"tag-colon-retto","10":"tag-health","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-ricerca","15":"tag-salute","16":"tag-studio","17":"tag-tumore","18":"tag-universita-degli-studi-di-padova"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115747675511132597","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/268442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=268442"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/268442\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/268443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=268442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=268442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=268442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}