{"id":268629,"date":"2025-12-19T21:11:15","date_gmt":"2025-12-19T21:11:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268629\/"},"modified":"2025-12-19T21:11:15","modified_gmt":"2025-12-19T21:11:15","slug":"lora-del-pasto-michele-profondo-come-una-salita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268629\/","title":{"rendered":"L&#8217;ORA DEL PASTO. MICHELE, PROFONDO COME UNA SALITA"},"content":{"rendered":"<p><strong>Maggio 2002. Il Giro d\u2019Italia cominciava nei Paesi Bassi, a Groeningen.<\/strong> Avevo chiesto il permesso di tenere<strong> un \u201cdiario del gregario\u201d<\/strong>, permesso accordato, purch\u00e9 fosse pubblicato non sul quotidiano cartaceo ma sul sito Internet, meglio &#8211; pensai \u2013 cos\u00ec rimarr\u00e0 per sempre. Andai all\u2019aeroporto, era provinciale, un paio di capannoni, le squadre arrivavano a singhiozzo, i corridori a grappoli. <strong>Avevo scelto il corridore con il cognome meno adatto a un corridore: Scarponi, Michele Scarponi<\/strong> dell\u2019Acqua &amp; Sapone-Cantina Tollo, dorsale numero 17. Incuriosito, divertito, spensierato, mi disse subito di s\u00ec. Sarebbe stato, per tutti e due, il primo Giro d\u2019Italia.\n            <\/p>\n<p><strong>Tutte le volte che si parla di Scarponi, si comincia dalla fine,<\/strong> si \u00e8 assaliti e annichiliti dalla sua fine, dalla sua morte, in una rotonda, schiacciato dal furgone guidato da un compaesano, che lo conosceva, ma che, abbagliato dal sole, non lo aveva visto. <strong>Per questo ho cominciato ricordando l\u2019inizio<\/strong> \u2013 l\u2019inizio della nostra conoscenza e amicizia -, <strong>cos\u00ec come Alessandra Giardini ha cominciato la storia di Scarponi scrivendo dall\u2019inizio<\/strong>, l\u2019inizio della vita di Michele. \u201cCantalupo \u00e8 un bar, una balera, una scuola d\u2019infanzia, una fabbrica tessile, una ventina di case, tanti tanti campi. Un po\u2019 di fossi, qualche albero, e tanto cielo. Michele scorrazzava dappertutto, senza fermarsi un attimo. Era nato trascinatore. Quando la sera finalmente lo mettevano a letto, si spegneva di colpo, stremato\u201d.\n            <\/p>\n<p><strong>E\u2019 il terzo libro su Michele Scarponi:<\/strong> dopo due antologie (\u201cCaro Michele \u2013 una vita alla Scarponi\u201d, la prima parte nel 2021, la seconda nel 2023), <strong>ecco \u201cMichele Scarponi \u2013 profondo come una salita\u201d<\/strong> (192 pagine), scritto da Giardini e anche questo voluto dalla Fondazione Michele Scarponi per ricordarlo, tramandare la sua parabola, forse anche<strong> insegnare perch\u00e9 ogni esistenza pu\u00f2 essere un insegnamento<\/strong>, e comunque per continuare a battere la strada, ma una strada dove si rispetti chi appare pi\u00f9 piccolo e debole, chi \u00e8 pi\u00f9 fragile e indifeso. Un lungo racconto attraverso la famiglia e gli amici, le corse e i corridori, i Giri e i Tour, le Liegi e i Lombardia, il Sassotetto e l\u2019Etna, il Colle Gallo e il Rifugio Gardeccia, gli altari e le polveri, compresa la squalifica di 18 mesi per \u201cuso o tentato uso di metodo vietato\u201d. Doping. <strong>Dunque le cadute e le risalite<\/strong>. \u201cProfondo come una salita\u201d \u00e8 un bel titolo, rende l\u2019idea non solo dei percorsi pi\u00f9 adatti alle caratteristiche tecniche di Michele, ma anche di tutto quello che ci sta prima e dopo, davanti e dietro, sopra e sotto, la sofferenza, i sacrifici, le rinunce, ma anche i segreti, i misteri, i silenzi. Una vita, appunto.<\/p>\n<p><strong>Scarponi sorrideva e rideva, scherzava e bluffava. Scarponi era un attore in bicicletta, un commediante mancato, un cartone animato.<\/strong> Scarponi aveva la battura pronta, immediata, istintiva, e una faccia mobile, plastica, da effetti speciali. <strong>Scarponi era generoso, trasmetteva allegria,<\/strong> diffondeva buonumore. Scarponi sembrava prendere tutte le cose con un senso di leggerezza, fin troppa. Eppure quella volta che lo chiamai per un\u2019intervista, lui si arrabbi\u00f2, ma veramente, perch\u00e9 avrebbe voluto un\u2019intervista seria, banale, noiosa, come quelle che si facevano agli altri presunti campioni, gli spiegai che il suo bello era la spontaneit\u00e0, poi chiss\u00e0 se lo fece per amicizia, o per convinzione, o per rassegnazione, ma <strong>l\u2019intervista fu di quelle \u201calla Scarponi\u201d, il risultato esilarante, a met\u00e0 fra \u201cZelig\u201d e \u201cColorado\u201d, fra surrealismo e cabaret,<\/strong> fra il Battista di Achille Campanile e il gregario di Gianni Rodari. Perch\u00e9 lui, Michele, era proprio cos\u00ec: speciale, particolare, unico.<\/p>\n<p><strong>NB<\/strong> Il libro non si vende nelle librerie. Per prenotarlo bisogna fare una donazione minima di 50 euro (ma se si va a ritirarlo in ufficio a Jesi o a Filottrano, si pu\u00f2 fare una donazione in contanti e ritirare il libro) o di 55 euro se si vuole riceverlo a casa con corriere; inviare la ricevuta del bonifico. Questi i dati per il bonifico: Fondazione Michele Scarponi \u2013 ETS IBAN IT81N0854937360000000040274 Banca di credito cooperativo di Filottrano Causale: Donazione Michele<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Maggio 2002. Il Giro d\u2019Italia cominciava nei Paesi Bassi, a Groeningen. 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