{"id":269114,"date":"2025-12-20T05:43:13","date_gmt":"2025-12-20T05:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/269114\/"},"modified":"2025-12-20T05:43:13","modified_gmt":"2025-12-20T05:43:13","slug":"latina-figlia-picchiata-perche-troppo-occidentale-arrestata-a-terracina-madre-55enne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/269114\/","title":{"rendered":"Latina, figlia picchiata \u00abperch\u00e9 troppo occidentale\u00bb. Arrestata a Terracina madre 55enne"},"content":{"rendered":"<p>I\u00a0poliziotti\u00a0dell&#8217;ufficio immigrazione del commissariato di Terracina hanno\u00a0sgranato gli occhi quando se la sono trovata davanti. La donna tunisina aveva fatto la fila e arrivato il suo turno ha cheisto informazioni per una pratica collegata al permesso di soggiorno. Uno degli agenti in particolare la ricordava perfettamente anche se erano passati diversi anni dal giorno in cui era stata condannata e si era resa irreperibile. Per questo i poliziotti del commissariato, diretto da Anna Tocci, hanno invitato la 55enne tunisina ad accomodarsi, hanno effettuato le verifiche e alla fine l&#8217;hanno arrestata notificandole un ordine di esecuzione per la carcerazione.\u00a0<\/p>\n<p>La donna infatti deve espiare una pena complessiva di\u00a04 anni e 6 mesi di reclusione, oltre all\u2019interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, per reati gravi,\u00a0tra cui\u00a0sequestro di persona e maltrattamenti,\u00a0e odiosi,\u00a0perch\u00e9 commessi nei confronti della figlia, all\u2019epoca dei fatti\u00a0minorenne. Il motivo dei maltrattamenti? La donna accusava la figlia\u00a0\u00abdi essere troppo occidentale\u00bb nelle abitudini e nel modo di vestire.<\/p>\n<p>Anche all&#8217;epoca i fatti emersero casualmente. I poliziotti delle Volanti intervennero a Terracina dopo la\u00a0segnalazione di un presunto furto all\u2019interno di un\u2019abitazione in disuso. All\u2019interno dell\u2019immobile, gli operatori si trovarono davanti una giovane in grave stato di disagio psico-fisico, che si era introdotta\u00a0nella casa abbandonata nel tentativo di trovare rifugio. Si scopr\u00ec che stava cercando solamente di\u00a0sottrarsi alle violenze subite in ambito familiare.<\/p>\n<p>La ragazza aveva 17 anni ed era nata in Italia da genitori tunisini. \u00abAveva manifestato nel tempo comportamenti e stili di vita ritenuti \u201coccidentalizzati\u201d rispetto alle tradizioni familiari &#8211; ricordano i poliziotti pi\u00f9 anziani in servizio nel commissariato &#8211; Tale circostanza aveva innescato una serie di vessazioni e punizioni da parte dei genitori, finalizzate a costringerla a conformarsi ai loro dettami\u00bb.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca, considerata la gravit\u00e0 dei fatti, la minore venne\u00a0immediatamente collocata in ambiente protetto, le fu\u00a0garantita\u00a0assistenza psicologica e adeguate misure di tutela. \u00abDai suoi racconti emerse\u00a0un quadro di estrema violenza &#8211; spiegano i poliziotti &#8211; La ragazza era stata sottoposta a ripetute punizioni corporali, percosse. In alcuni casi era stata anche\u00a0immobilizzata legandole polsi e caviglie\u00bb. Il particolare pi\u00f9 drammatico \u00e8 che la madre aveva coinvolto negli abusi i due fratelli minori, che avevano 15 e 6 anni. \u00abErano stati costretti ad assistere o partecipare alle punizioni a scopo \u201ceducativo\u201d\u00bb spiegano dalla questura pontina diretta da Fausto Vinci.<\/p>\n<p>\u00abLa ragazza presentava inoltre una cicatrice visibile al collo, compatibile con una ferita da arma da taglio, provocata dalla madre pochi giorni prima della fuga, dopo averla immobilizzata &#8211; prosegue il racconto &#8211; Le successive indagini, supportate da perquisizioni domiciliari e presso altri luoghi nella disponibilit\u00e0 dell\u2019indagata, consentivano di rinvenire e sequestrare strumenti riconducibili alle violenze denunciate. L\u2019analisi del telefono cellulare sequestrato alla donna permetteva inoltre di acquisire messaggi scambiati con familiari residenti all\u2019estero, nei quali la stessa faceva riferimento alle modalit\u00e0 con cui stava \u201crieducando\u201d la figlia\u00bb.<\/p>\n<p>All\u2019esito di quelle investigazioni era stata aperta una inchiesta sfociata in un processo al termine del quale, il Tribunale di Latina, \u00abvalutato il grave quadro probatorio, ha emesso sentenza di condanna per\u00a0sequestro di persona commesso in danno di un discendente, aggravato dall\u2019et\u00e0 della vittima e dall\u2019aver indotto altri minori a concorrere nel reato\u00bb. Ma la donna era sfuggita all&#8217;arresto. Oggi, dopo anni, \u00e8 rispuntata sempre a Terracina e grazie alla memoria storica degli agenti, uno in particolare,\u00a0\u00e8 stata tratta in arresto e condotta presso la\u00a0Casa Circondariale di Rebibbia, dove sconter\u00e0 la pena ormai definitiva.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Gli eventi del fine settimana, ogni gioved\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I\u00a0poliziotti\u00a0dell&#8217;ufficio immigrazione del commissariato di Terracina hanno\u00a0sgranato gli occhi quando se la sono trovata davanti. 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