{"id":269317,"date":"2025-12-20T09:38:20","date_gmt":"2025-12-20T09:38:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/269317\/"},"modified":"2025-12-20T09:38:20","modified_gmt":"2025-12-20T09:38:20","slug":"palazzo-grassi-object-trouve-daniela-trincia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/269317\/","title":{"rendered":"Palazzo Grassi: object Trouv\u00e9 | Daniela Trincia"},"content":{"rendered":"<p>\u00abNon propongo una serie di eventi per intrattenere il grande pubblico, ma allestisco un universo e il visitatore \u00e8 libero di entrarvi o di rifiutarlo\u00bb. Cos\u00ec, in un\u2019intervista del 2022, Tatiana Trouv\u00e9 splendidamente sintetizza in quale modo affronta ogni sua mostra e come ogni sua mostra affronti lo spazio che l\u2019accoglie. Un\u2019attitudine ben strutturata sin dai suoi primissimi lavori, mai pensati come semplici oggetti messi nello spazio, ma sempre parti di un meccanismo pi\u00f9 ampio e articolato. Propensione ben presente gi\u00e0 in Bureau d&#8217;activit\u00e9s implicites, \u201cmatrice generale della mia produzione artistica\u201d dalla quale, come dei rivoli che si espandono nelle diverse direzioni, si sono generati tutti i suoi successivi lavori che, con disinvoltura, vanno dalle installazioni ai disegni, alle sculture, ai dipinti, lavorando sempre per serie. Iniziato nel 1997, per ben dieci anni, fino al 2007, si \u00e8 dedicata al progetto del Bureau. Composto da diversi moduli, per l\u2019esattezza tredici, tra cui Module des titres, che contiene circa duecento titoli di opere la maggior parte mai realizzate; Module d\u2019attente, col quale materializza il tempo improduttivo; Module \u00e0 lapsus, i falsi annunci ideati dall\u2019artista stessa; Module \u00e0 r\u00e9miniscence, un modulo di memoria interna dello stesso Bureau; Cellule de sable, che evoca l\u2019oblio e il passare del tempo. Il Bureau \u00e8, quindi, l\u2019\u201cautoritratto di una giovane artista che cerca di lavorare\u201d. Unit\u00e0 con le quali ha creato un ipotetico e asettico archivio\/ufficio. Elementi dove, metodicamente e in maniera sistematica, ha raccolto tutta la sua attivit\u00e0 all\u2019indomani dell\u2019inizio della sua ricerca di un impiego. Cos\u00ec, ha catalogato curriculum inviati, lettere di presentazione, domande di sovvenzione e di lavoro, le risposte standardizzate delle aziende di &#8220;rifiuto&#8221; e di &#8220;mai&#8221;. Un progressivo accumulo che, gradualmente, ha occupato diversi ambienti che, in qualche modo, rievocano il noto Merzbau di Kurt Schwitters. Una raccolta con la quale ha acutamente messo in evidenza l&#8217;assurdit\u00e0 e la disumanit\u00e0 della societ\u00e0 del lavoro e di un altrettanto assurdo e disumano, kafkiano, sistema burocratico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"ju\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"b5d6cf42-d398-4812-b184-a9de81a46631\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/iv_tatianatrouve\u0301_3.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nTatiana Trouv\u00e9\u200b, Hors-sol (detail), 2025, Collection of the artist \u00a9 Tatiana Trouv\u00e9, by SIAE 2025. Installation view, \u201cTatiana Trouv\u00e9. The strange Life of Things\u201d, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto \/ Marco Cappelletti Studio \u00a9 Palazzo Grassi, Pinault Collection.<\/p>\n<p>Da un rivolo di Bureau hanno preso vita i Polder. Termine olandese che indica un terreno un tempo ricoperto dal mare, che, per l\u2019artista, individua uno spazio immaginario strappato alla realt\u00e0. Ed \u00e8 con una versione di Polder (Noir) che partecipa alla 50.Biennale di Venezia nel 2003 (e con Sans Titre, parteciper\u00e0 a quella del 2007, col quale sviluppa ulteriormente Cellule de sable).<\/p>\n<p>Mentre al 2014 risale I tempi doppi al Museion di Bolzano, la sua prima mostra in un museo italiano. Una suggestiva e notevole installazione composta da 350 Points towards Infinity (2009), definizione che determina una sequenza o un valore che cresce senza limiti e pu\u00f2 indicare qualcosa che dura per sempre. Concetto che Tatiana Trouv\u00e9 ha materializzato attraverso 350 pendoli, ognuno con un andamento diverso e con angoli impossibili, che costruiscono un\u2019estraniante atmosfera: da quali entit\u00e0 \u00e8 attraversata? Quali energie e presenze la abitano?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"0f46dc08-723f-4db1-b5b9-ad069e4a0833\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/iv_tatianatrouve\u0301_5.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nTatiana Trouv\u00e9\u200b, Notes on Sculpture, April 27th, \u201cMaresa\u201d, 2022-25, Collection of the artist and Y.Z. Kami \u00a9 Tatiana Trouv\u00e9, by SIAE 2025. Installation view, \u201cTatiana Trouv\u00e9. The strange Life of Things\u201d, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto \/ Marco Cappelletti Studio \u00a9 Palazzo Grassi, Pinault Collection.<\/p>\n<p>Di rivolo in rivolo, \u201cperch\u00e9 \u2013 come afferma \u2013 tutte le mie opere sono collegate l\u2019una all\u2019altra [\u2026] in un eco-sistema\u201d (eco nel senso di fenomeno acustico), \u00e8 giunta alla grande personale veneziana. Curata da Caroline Bourgeois e James Lingwood, La strana vita delle cose, titolo ideato dall\u2019artista stessa, che potrebbe avere come sottotitolo \u201cla finzione \u00e8 un\u2019ulteriore forma di realt\u00e0\u201d, si spalma nella totale interezza degli ambienti di Palazzo Grassi, non mero contenitore, ma organismo da modellare e piegare a seconda delle proprie necessit\u00e0. Prova tangibile \u00e8 il muro abbattuto al primo piano, che ha messo in comunicazione la sala 4 con la 7. Altres\u00ec, chiaramente attestato sin dalla prima grande installazione approntata nell\u2019atrio. Hors-sol (2025), non solo occupa l\u2019intero pavimento del pian terreno, ma ha una doppia fruizione: dal basso, la si pu\u00f2 attraversare e, dall\u2019alto, dai piani superiori, la si pu\u00f2 ammirare e, in un colpo d\u2019occhio, si riesce a cogliere l\u2019aspetto pi\u00f9 immaginifico: gli elementi fissati nel bitume, appaiono come astri che danno forma a un\u2019inedita costellazione. Cos\u00ec, l\u2019artista, da subito, annuncia ed enuclea i principi fondanti dell\u2019intera macchina espositiva.\u00a0<\/p>\n<p>A cominciare da un soggetto sottinteso: l\u2019acqua. Anzi, a cominciare dal titolo di quest\u2019opera, perch\u00e9 hors-sol indica una tecnica di coltivazione, l&#8217;idroponica o aeroponica, dove le piante crescono senza terreno, usando acqua e nutrienti in sospensione. Ma, come accaduto per Polder, anche in questo caso l\u2019artista assegna al termine un altro significato, per indicare qualcosa &#8220;fuori posto&#8221;, &#8220;fuori contesto&#8221;. Tuttavia, \u00e8 interessante ricordare che, sulle pareti del suo studio, Tatiana Trouv\u00e9 ha trascritto la frase di Astrida Neimanis, teorica culturale che lavora all&#8217;intersezione tra femminismo e cambiamento ambientale: \u00abIl mare che ora \u00e8 nel tuo corpo forse un tempo \u00e8 stato un fiume, forse un tempo ha fatto parte di un oceano\u00bb. Quindi, l\u2019elemento acqua, seppur invisibile, \u00e8 fortemente presente nella sua ricerca, sentito come collante fra gli esseri viventi e tra loro e l\u2019ambiente nella sua totalit\u00e0. Perci\u00f2, quale altra citt\u00e0, se non Venezia, immediatamente si identifica e si associa a questo elemento naturale? Principio preponderante nel corpo dell\u2019essere umano, nonch\u00e9 dell\u2019emisfero terreste che, indubbiamente, impercettibilmente, lega qualsiasi particella vivente e la pone in una forte e stretta interdipendenza. Questi flussi, che circolano al di sotto dei nostri piedi, simbolicamente sono rappresentati dai diversi tombini che, come preziose gemme, sono incastonati nell\u2019asfalto steso sul pavimento. Chiusini che Tatiana Trouv\u00e9 ha prelevato in diverse citt\u00e0 del mondo e qui riuniti, con i quali voleva \u201ccostruire una carta antica che raffigura fiumi pi\u00f9 lunghi del mondo e li concentra in un unico punto, del tutto irrealistica\u201d (conclusione a cui giunse lo stesso Alighiero Boetti nel suo celebre lavoro\u00a0I mille fiumi pi\u00f9 lunghi del mondo\u00a0cui si dedic\u00f2 per sette anni a partire dal 1970).\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"5e5293f6-21ef-4941-8d2d-de40135fb4f2\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/iv_tatianatrouve\u0301_18.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nTatiana Trouv\u00e9\u200b, Le voyage vertical, from the series Les dessouvenus, 2022, Pinault Collection; Untitled, from the series Les dessouvenus, 2024, Collection of the artist, courtesy Gagosian \u00a9 Tatiana Trouv\u00e9, by SIAE 2025. Installation view, \u201cTatiana Trouv\u00e9. The strange Life of Things\u201d, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto \/ Marco Cappelletti Studio \u00a9 Palazzo Grassi, Pinault Collection.<\/p>\n<p>Ed ecco un\u2019altra tematica fondante il lavoro dell\u2019artista italo-francese: l\u2019objet trouv\u00e9, di duchampiana memoria, raccolto e conservato, quale portatore di tracce del tempo e narratore di possibili storie. Storie che si intrecciano con la cronaca, con il suo mondo interiore, con la sua biografia. Si veda, ad esempio, la sua prima mostra nel 1995, realizzata a Villa Arson a Nizza, dove ha compiuti i suoi studi. Bench\u00e9 nata a Cosenza nel 1968, dopo diverse peregrinazioni, \u00e8 approdata a Parigi, avvertita come il vero punto di partenza della sua attivit\u00e0. Infatti, la collettiva del 2001, \u201cEcco il mondo nella testa\u201d, al Muse\u00e9 d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris a Parigi, curata da Susanne Pag\u00e8, la considera come il vero inizio del suo percorso. Perch\u00e9 ogni lavoro intreccia sempre il suo quotidiano col collettivo. Linea presente anche in quei lavori che, apparentemente, sono i pi\u00f9 \u201cdistaccati\u201d e \u201cavulsi\u201d, come la serie Notes on Sculpture (2025), che combina oggetti diversi nella quale ogni opera prende il nome da un momento particolare e da una persona allora presente nei pensieri di Trouv\u00e9 all&#8217;epoca della realizzazione della scultura. Un intreccio che coinvolge anche l\u2019interno e l\u2019esterno, ottimamente rappresentato da Storia notturna, 30 giugno 2023 e Navigation Gates (2024), entrambe della serie Sitting Sculpture. Una coppia di cancelli in bronzo, realizzata con i calchi di radici e rami, ad evocare sia i rifugi temporanei dei nomadi nel deserto, che le carte nautiche a bastoncini delle Isole Marshall, per indicare le antiche tecniche di orientamento basate sulla memoria, si apre verso l\u2019attigua sala dove troneggia una grande installazione, realizzata con calchi in gesso di quanto Trouv\u00e9 ha raccolto (resti di cassonetti, plastiche bruciate, vetrine rotte: un ambiente in cui l\u2019essere umano ha agito, del quale si ha la sensazione della sua presenza, la stessa che si avverte in molte opere di Mike Nelson) nelle strade di Montreuil all\u2019indomani dei disordini scoppiati in seguito all\u2019uccisione a bruciapelo, da parte di un agente di polizia, di un ragazzo di appena diciassette anni, di origine nordafricana. Materiali notevolmente ingranditi per dar vita a un immaginario paesaggio attestante la rabbia di coloro a cui sono sottratti dei diritti.\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"1ab067bd-732f-482e-843d-eb9ab07a2899\" height=\"613\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/iv_tatianatrouve\u0301_17.jpeg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nTatiana Trouv\u00e9\u200b, From March to May, 2020, Pinault Collection \u00a9 Tatiana Trouv\u00e9, by SIAE 2025. Installation view, \u201cTatiana Trouv\u00e9. The strange Life of Things\u201d, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto \/ Marco Cappelletti Studio \u00a9 Palazzo Grassi, Pinault Collection.<\/p>\n<p>Una quotidianit\u00e0 che esplode anche nella serie di boettiana memoria From March to May (2020): 56 quadri con il disegno delle prime pagine dei quotidiani internazionali pubblicati durante la pandemia. Un disegno al giorno, che spazia dall\u2019interno del suo studio a alberi, globi, e cos\u00ec via, a partire dal 15 marzo, due giorni prime del lockdown in Francia, con la prima pagina di \u201cLib\u00e9ration\u201d che titolava \u201cCoronavirus: le jour d\u2019avant\u201d, per le successive otto settimane, usando, ad esempio, \u201cEl Pa\u00eds\u201d, \u201cLa Repubblica\u201d, \u201cThe New York Times\u201d, \u201cThe Guardian\u201d, il \u201cSouth China Morning Post\u201d, con i quali ha registrato la paura, nonch\u00e9 la confusione, collettiva di quei giorni. Ma quelle che maggiormente hanno attirato l\u2019attenzione di chi scrive sono: I cento titoli (2025 \u2013 sono i titoli di opere, reali e potenziali, che, con la valigia, richiamano una destinazione non ben precisata e i titoli, stampati su altrettante etichette, cambiano a seconda del momento \u2013 la prima corrisponde all\u2019anno di nascita dell\u2019artista \u2013 e del luogo in cui \u00e8 installata e quindi si concluder\u00e0 esattamente cento anni dopo la nascita di Trouv\u00e9); L\u2019inventario (2024 \u2013 che, in qualche maniera ricorda la catalogazione di Anselm Kiefer, ripropone oggetti e strumenti immagazzinati nel suo studio, con i quali realizza disegni e sculture, costruendo cos\u00ec una vera e propria stanza della memoria); La misura delle cose (2011 \u2013 un bellissimo lavoro col quale Tatiana Trouv\u00e9 racconta, in modo completamente inedito e originale, la propria vita: attraverso dei segni sul muro \u2013 simili a quelli che molti genitori segnano sul muro per rendere evidente la crescita del proprio figlio \u2013 l\u2019artista segna l\u2019altezza delle singole opere con i relativi titoli, comprese sia opere gi\u00e0 esposte che quelle ancora in fase gestionale). Una nota giocosa \u00e8 senza dubbio segnata da The corridor rooms (2025), una piccola porta di vetro, che subitamente richiama il mondo al contrario di Alice, si apre su un ambiente a cui non \u00e8 consentito accedere, si pu\u00f2 sbirciare all\u2019interno, ma non attraversare, una sorta di sogno ad occhi aperti, che guardiamo da lontano. Come Joy Gregory crea la descrizione di una donna, attraverso gli oggetti che possiede, allo stesso modo Tatiana Trouv\u00e9 ci racconta il suo mondo e il suo immaginario, attraverso gli oggetti cui conferisce nuova vita e nuovo significato, portandoci in luoghi immaginari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"25b48a4c-56f0-4862-b538-6e6633021925\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/iv_tatianatrouve\u0301_6.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nTatiana Trouv\u00e9\u200b, Navigation Gate, 2024, Collection of the artist; Sitting Sculpture, 2024, Collection of the artist, courtesy Gagosian; Storia Notturna, 30 giugno 2023, 2024, Collection of the artist \u00a9 Tatiana Trouv\u00e9, by SIAE 2025. Installation view, \u201cTatiana Trouv\u00e9. The strange Life of Things\u201d, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto \/ Marco Cappelletti Studio \u00a9 Palazzo Grassi, Pinault Collection.<\/p>\n<p>Sebbene alcuni abbiano avvertito in questa monografica una sorta di ripetitivit\u00e0 col conseguente svuotamento dell\u2019oggetto della \u201csua forza esperienzale trasformandola in reliquia\u201d, in realt\u00e0, ogni elemento \u00e8 una singola parola proiettata a comporre l\u2019intero discorso, perch\u00e9 ciascuno \u00e8 propriamente una reliquia di un tempo, di una memoria, fossilizzato per non perderne traccia nella nebbia dei ricordi e del trascorrere del tempo. Quella memoria, e quel tempo, che Kemal ossessivamente conservava, per non perdere il ricordo della splendida Fusun, una gelosa custodia che ha spinto Kemal a preservare ogni singolo oggetto proprio perch\u00e9 appartenuto all\u2019amata. Similmente, Tatiana Trouv\u00e9 preserva oggetti e elementi, casualmente trovati, perch\u00e9 appartenenti a una storia, a un momento. Come \u201cfotografie\u201d. Non a caso, Nicholas Mirzoeff sostiene che \u201ctutte queste fotografie [\u2026] sono il nostro tentativo di vedere il mondo [\u2026] parte essenziale del nostro sforzo di capire il mondo che sta cambiando intorno a noi e con esso la nostra collocazione al suo interno\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"7603d34c-f5ab-41a6-8b65-112a6921f715\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/iv_tatianatrouve\u0301_10.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nTatiana Trouv\u00e9\u200b, The Great Atlas of Disorientation, 2017; Untitled 2017-2025; Somewhere in the Solar System, 2017; Untitled, 2021; Untitled, 2021; Untitled 2021, Collection of the artist \u00a9 Tatiana Trouv\u00e9, by SIAE 2025. Installation view, \u201cTatiana Trouv\u00e9. The strange Life of Things\u201d, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto \/ Marco Cappelletti Studio \u00a9 Palazzo Grassi, Pinault Collection.<\/p>\n<p>E le sculture, create attraverso l\u2019assemblaggio di determinati elementi, con la loro tridimensionalit\u00e0 e l\u2019obbligo a girare intorno, consentono di cogliere, a seconda del punto di vista, nuovi dettagli non individuati da una posizione diversa, una simultaneit\u00e0 dell\u2019accumulo o, meglio, della stratificazione. E, parafrasando Riccardo Falcinelli, le grandi installazioni di Tatiana Trouv\u00e9 possono essere ammirate \u201ccome dei grandi affreschi da esplorare come una mappa, che il colpo d\u2019occhio generale non concede di cogliere i dettagli\u201d. Come scrive Emma Lavigne, ogni mostra per Tatiana Trouv\u00e9 significa \u201criuscire a comporre [\u2026] un nuovo racconto, una cartografia inedita [\u2026]. Sebbene tutte le sue opere esistano nella propria singolarit\u00e0 e unicit\u00e0 si inscrivono anche in un ciclo narrativo pi\u00f9 ampio che si sviluppa nel tempo\u201d. Infatti, molti dei lavori esposti, circa una ventina (tra cui Intraquillity, Les dessouvenus, The guardians), sono quelli appartenenti alla Collezione Pinault, affiancati a nuovi lavori, attraverso i quali ha cos\u00ec composto un originale e inedito racconto, per generare ci\u00f2 che Tatiana Trouv\u00e9 definisce \u201cintermondi\u201d, \u201cdove l\u2019esperienza reale \u00e8 resa fertile dall\u2019immaginario e dalla memoria\u201d.<\/p>\n<p>In copertina, Tatiana Trouv\u00e9\u200b, L\u2019inventario, 2003-2024, Collection of the artist \u00a9 Tatiana Trouv\u00e9, by SIAE 2025. Installation view, \u201cTatiana Trouv\u00e9. The strange Life of Things\u201d, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto \/ Marco Cappelletti Studio \u00a9 Palazzo Grassi, Pinault Collection.<\/p>\n<p>Tatiana Trouv\u00e9 | <a href=\"https:\/\/www.pinaultcollection.com\/palazzograssi\/it\/tatiana-trouve-la-strana-vita-delle-cose\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La strana vita delle cose<\/a><br \/>Venezia, Palazzo Grassi<br \/>fino al 4 gennaio 2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abNon propongo una serie di eventi per intrattenere il grande pubblico, ma allestisco un universo e il visitatore&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":269318,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1617,158560],"class_list":{"0":"post-269317","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-mostre","20":"tag-tatiana-trouve"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115751231047064237","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/269317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=269317"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/269317\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/269318"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=269317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=269317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=269317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}