{"id":269547,"date":"2025-12-20T13:03:12","date_gmt":"2025-12-20T13:03:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/269547\/"},"modified":"2025-12-20T13:03:12","modified_gmt":"2025-12-20T13:03:12","slug":"meno-giocattoli-sotto-lalbero-ha-chiuso-un-negozio-su-cinque-i-bambini-vogliono-la-console","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/269547\/","title":{"rendered":"Meno giocattoli sotto l\u2019albero.\u00a0Ha chiuso un negozio su cinque:\u00a0\u201cI bambini? Vogliono la console\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Firenze, 20 dicembre 2025 \u2013\u00a0La zona Cesarini dei regali di Natale all\u2019ultimo tuffo \u00e8 alle porte. Ma Babbo Natale <strong>avr\u00e0 a disposizione meno \u2018fornitori\u2019 a cui rivolgersi<\/strong> per i regali per bambini. Questo perch\u00e9 la crisi del giocattolo morde anche Firenze. Il dato dei dati: dal 2014, oltre il 18% dei bandoni \u00e8 andato gi\u00f9 per sempre, tra citt\u00e0 e provincia. Questo il verdetto dell\u2019ufficio studi statistica della Camera di Commercio di Firenze: dalle 201 \u201cunit\u00e0 locali attive\u201d siamo passati alle 164 del dicembre 2024.<strong> In dieci anni nell\u2019area comunale<\/strong> le attivit\u00e0 commerciali di vendita al dettaglio di giochi e giocattoli (inclusi quelli elettronici) la parabola \u00e8 discendente: da 69 esercizi totali (fra sedi logistiche e punti vendita) siamo passati ai 63 del 2019 fino ai 58 di fine \u201824 (-15,9%).  <\/p>\n<p> <img alt=\"In 10 anni perse 37 attivit\u00e0 in provincia. Tra le cause denatalit\u00e0, concorrenza sleale e tecnologia\" loading=\"lazy\" width=\"1728\" height=\"1152\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/in-10-anni-perse-37-attivita-in-provincia-tra-le-cause-denatalita-concorrenza-sleale-e-tecnologia.we.webp\"\/><\/p>\n<p>In 10 anni perse 37 attivit\u00e0 in provincia. Tra le cause denatalit\u00e0, concorrenza sleale e tecnologia<\/p>\n<p>Stesso trend in provincia: 132 attivit\u00e0 nel 2014, 114 nel 2019 e 106 nel 2024 (-19,7%). Cifre e numeri che necessitano di un contesto. Intrecciato da un insieme di fattori a mo\u2019 di tempesta perfetta <strong>che spiegano il crollo verticale del comparto:<\/strong> meno nascite e meno carrozzine a scandire un inverno demografico sempre pi\u00f9 freddo, calo dei consumi interni, potere d\u2019acquisto delle famiglie eroso da salari stagnanti e che non crescono compensando i tassi d\u2019inflazione.  <\/p>\n<p>La polaroid nazionale \u00e8 scattata da Infocamere-Unioncamere tramite la banca dati di Movimprese e archivio Inps. <strong>A fine \u201824 si contano 17mila realt\u00e0 attive<\/strong> nei principali settori dell\u2019economia dell\u2019infanzia, in calo del 16% rispetto al 2014. Tradotto: -3.300 imprese in totale. Con la manifattura d\u2019area specializzata nella fabbricazione dei giocattoli e passeggini in caduta libera (-32,7% in dieci anni). Idem gli occupati della filiera (30.400, il 7% in meno del 2014). La ciliegina sulla torta <strong>\u00e8 il dato demografico che certifica la crisi. <\/strong>Al primo gennaio \u201825 il bacino di potenziali consumatori si componeva di 4,8 milioni di bambini nella fascia d\u2019et\u00e0 0-10. Il saldo dei residenti calcolato da InfoCamere-Unioncamere \u00e8 -1,2 milioni.  <\/p>\n<p>\u201cLa crisi dei negozi di giocattoli \u00e8 il segnale di una trasformazione profonda del commercio di prossimit\u00e0, <strong>messo sotto pressione dall\u2019aumento dei costi,<\/strong> dalla concorrenza dell\u2019online e dal cambiamento delle abitudini di consumo. Perdere queste attivit\u00e0 significa impoverire i quartieri e il tessuto sociale della citt\u00e0, per questo servono politiche di sostegno mirate e una riflessione seria sul futuro del commercio tradizionale\u201d, l\u2019analisi di Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze. In soccorso arriva il commento di Giuseppe Salvini, segretario generale della Camera di commercio di Firenze: <strong>\u201cI dati confermano una difficolt\u00e0 strutturale<\/strong> che non riguarda solo il settore dei giocattoli, ma molte piccole attivit\u00e0 specializzate. Come Camera di commercio di Firenze accompagniamo le imprese in un percorso di innovazione, aiutandole a intercettare nuovi modelli di consumo\u201d.  <\/p>\n<p>A complicare il quadro degli esercenti che scelgono di rimanere sul campo e sul mercato \u00e8<strong> la concorrenza agguerritissima dei portali online<\/strong> e dei giocattoli venduti a due spiccioli importati dall\u2019Asia. Merce che risulta spesso contraffatta, peraltro, o quantomeno non conforme secondo le normative nazionali e europee. <\/p>\n<p>L\u2019altra constatazione \u00e8 di carattere tecnologico. Nell\u2019era del gaming virtuale e delle console all\u2019avanguardia con cui giocare virtualmente con il compagno di banco, anche se distante fisicamente per chilometri, passa di moda il gioco fisico per il bambino. Che sogna meno la Playmobil e pi\u00f9 la PlayStation 5.<strong> Il colpo di reni arriva dall\u2019adulto, <\/strong>che si \u00e8 riscoperto (nerd) collezionista di Lego, o di modellini di Warhammer. Ma \u00e8 magra la consolazione al tempo dei social network o <strong>delle sedute notturne alla Play per battersi nell\u2019arena di Call of Duty, <\/strong>perch\u00e9 come sottolinea Silvia Dreoni (nell\u2019intervista qui di fianco, ndr), titolare insieme alla sorella della storica giocattoleria fiorentina, \u201criusciamo a vendere ai bambini fino agli 8 anni. Perch\u00e9 poi gi\u00e0 guardano ad altro, rinunciando alla fantasia\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Firenze, 20 dicembre 2025 \u2013\u00a0La zona Cesarini dei regali di Natale all\u2019ultimo tuffo \u00e8 alle porte. 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