{"id":269900,"date":"2025-12-20T18:12:39","date_gmt":"2025-12-20T18:12:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/269900\/"},"modified":"2025-12-20T18:12:39","modified_gmt":"2025-12-20T18:12:39","slug":"ma-che-cura-sarebbe-laborto-il-cortocircuito-di-strasburgo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/269900\/","title":{"rendered":"Ma che &#8220;cura&#8221; sarebbe l&#8217;aborto? Il cortocircuito di Strasburgo"},"content":{"rendered":"<p>Mettiamo pure di crederci. Che, come ci dicono gli esperti, la risoluzione di Strasburgo per l\u2019aborto \u201csicuro e accessibile\u201d in tutta l\u2019Unione Europea sia poco pi\u00f9 che un generico appello; che tanto poi ci penseranno Commissione e Consiglio, l\u2019anno prossimo, a fermare la corsa della \u201cIniziativa di Cittadini europei\u201d per facilitare le interruzioni di gravidanza anche nei Paesi dove non sono del tutto liberalizzate; e che, alla fine, a decidere sono sempre i singoli Stati. Ma a noi piace guardare i fatti dritti negli occhi. E il voto col quale mercoled\u00ec, a larga maggioranza, l\u2019Assemblea parlamentare ha detto che l\u2019Europa oggi ha bisogno di pi\u00f9 aborti dice molte cose. I sostenitori della petizione, firmata da un milione e 200mila cittadini dei 27 Paesi nell\u2019anno previsto dalle regole Ue per le iniziative popolari, dicono che oggi abortire pu\u00f2 essere molto complicato e pericoloso perch\u00e9 \u2013 si legge nel sito dell\u2019Iniziativa \u2013 \u00abpi\u00f9 di 20 milioni di donne in tutta l\u2019Ue non hanno accesso a cure abortive sicure\u00bb. Potremmo andare avanti a citare gli organizzatori che parlano anche di \u00abingiustificabile stress economico e mentale per loro e per le proprie famiglie\u00bb.<\/p>\n<p>Ma confessiamo di non riuscire proprio ad andare oltre quella espressione sottoscritta con il loro voto da 358 deputati (inclusi molti italiani): che \u201ccure\u201d sarebbero quelle \u201cabortive\u201d? Esiste un ossimoro pi\u00f9 paradossale di questo? Cosa \u201ccura\u201d l\u2019aborto? La gravidanza \u00e8 forse una malattia? Il bambino al centro della \u201ccura abortiva\u201d di quale \u201ccura\u201d sarebbe oggetto? E la mamma \u00e8 \u201ccurata\u201d da un aborto, o in lei si apre una ferita che tutt\u2019attorno le dicono di nascondere e tenere per s\u00e9? Se la petizione chiede che si renda l\u2019aborto pi\u00f9 \u201caccessibile e sicuro\u201d, i parlamentari convinti che si tratti di una \u201ccura\u201d hanno aggiunto, con un emendamento, che sarebbe bene includerlo nella Carta dei Diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea, accanto al \u201cDiritto alla vita\u201d (articolo 2). Potranno replicarci: il diritto alla vita \u00e8 di chi \u00e8 gi\u00e0 nato. Ma nella societ\u00e0 dell\u2019inclusione, delle libert\u00e0 e dei diritti per tutti, il solo escluso sembra l\u2019essere umano che ha il torto di essere ancora nel grembo materno, discriminato per la sua condizione di \u201cnon-nato\u201d pur essendo con ogni evidenza vita umana. \u201cUno di noi\u201d, come disse con felicissima espressione Carlo Casini lanciando nel 2012 l\u2019Iniziativa precedente e opposta a questa e che raccolse 800mila firme in pi\u00f9 ma venne fermata dai Palazzi europei perch\u00e9 chiedeva l\u2019inosabile: di lasciar stare l\u2019embrione, considerandolo soggetto di diritti in quanto vita umana individuale.<\/p>\n<p>Questa Europa alla quale manca il coraggio di guardare la vita che chiede il solo diritto di nascere \u00e8 la stessa che si sta avvitando in una spirale demografica negativa e che, come risposta politica, non sa inventarsi altro che il tragico malinteso dell\u2019auspicio di poter presto avere pi\u00f9 aborti e, dunque, meno nascite. Un messaggio persino chiarissimo, disperato nel suo lodare la prospettiva di erigere l\u2019aborto a diritto dell\u2019Unione Europea come forma di \u201clibert\u00e0\u201d. Pu\u00f2 forse, un\u2019Europa che ammette questo, pensare di tornare a fiorire di nuova vita, di futuro, di speranza, di creativit\u00e0, di idee e sogni? Aver smarrito la cognizione elementare del punto di svolta simbolica di un voto come quello sulla petizione per l\u2019aborto come diritto mostra che a essersi persi nella nebbia etica e ideale sono i fondamenti stessi dello stare insieme come popoli uniti da un destino e da un desiderio comune. Desiderio di cosa, signori eurodeputati? Di vite spente sul nascere come obiettivo della vostra azione di nostri rappresentanti? Di giovani ai quali si dice che concepire pu\u00f2 essere un male da curare, salvo poi chiedersi come mai le culle di un continente mai tanto vecchio sono sempre pi\u00f9 vuote?<\/p>\n<p>S\u00ec, il voto di Strasburgo potr\u00e0 essere dimenticato quando \u2013 forse, si spera \u2013 le istituzioni di governo della Ue non arriveranno a un accordo unanime e archivieranno \u201cMy voice my choice\u201d come \u201cUno di noi\u201d. Ma non vogliamo dimenticare il giorno in cui l\u2019espressione democratica dell\u2019Europa, sulla cui identit\u00e0 a lungo ci siamo interrogati prima del pi\u00f9 recente rinnovo del Parlamento di Strasburgo, ha detto che una nuova vita pu\u00f2 essere un male che va estirpato in modo pi\u00f9 efficiente. Siamo davanti all\u2019espressione plastica di un cortocircuito che allontana quote crescenti di opinione pubblica da un\u2019idea di unit\u00e0 dei popoli costruita attorno alla \u201ccura\u201d rovesciata: quella che nega la vita e non sa farsene carico, dal suo principio alla fine. Stiamo parlando della stessa Europa dove si espande il favore \u2013 politico, mediatico e di mentalit\u00e0 diffusa \u2013 verso il suicidio assistito e l\u2019eutanasia, e che davanti all\u2019irrompere della guerra alla sua frontiera orientale ha saputo parlare sin dal primo giorno quasi solo la lingua della risposta armata, ignorando ogni altro registro, condannandosi all\u2019afon\u00eca diplomatica e alla dipendenza rispetto al dilagare della legge del pi\u00f9 forte, dettata da altri.  \u00abSe non c\u2019\u00e8 una speranza attiva, se manca una utopia realistica non c\u2019\u00e8 futuro, non c\u2019\u00e8 impegno per la vita e prevale la morte. Dobbiamo essere consapevoli del primato della morte nelle nostre societ\u00e0 e della conseguente sottovalutazione del valore della vita. L\u2019insensibilit\u00e0 alla morte di milioni di persone, procurata da deliberate scelte politiche, porta allo sfaldamento dei legami culturali che tengono insieme l\u2019umanit\u00e0. Per ricostituirli \u00e8 necessaria una cultura della vita contro una cultura della morte. Cultura della vita significa reclamare innanzitutto la difesa della vita come dovere prioritario delle autorit\u00e0 politiche\u00bb. L\u2019ha scritto pochi mesi fa su Avvenire una voce laicissima come quella di Luciano Violante. Europa, cura te stessa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mettiamo pure di crederci. 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