{"id":27033,"date":"2025-08-04T04:03:13","date_gmt":"2025-08-04T04:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/27033\/"},"modified":"2025-08-04T04:03:13","modified_gmt":"2025-08-04T04:03:13","slug":"fine-vita-quanti-dubbi-sulla-uscita-di-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/27033\/","title":{"rendered":"Fine vita, quanti dubbi sulla \u201cuscita di sicurezza\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Di fine vita, <strong>suicidio assistito<\/strong> , testamento biologico, eutanasia si \u00e8 tornati a parlare con particolare intensit\u00e0 nelle ultime settimane. Ad accendere l&#8217;attenzione sono stati non solo alcuni recenti passaggi legislativi e giudiziari \u2013 in particolare i disegni di legge che il Parlamento, con colpevole ritardo, discuter\u00e0 a settembre \u2013 ma anche gli accorati. Commoventi, appelli di alcune donne la cui volont\u00e0 di porre fine alla loro vita si \u00e8 scontrata con l&#8217;assenza di una legge organica e con le pastoie delle procedure previste dalle leggi vigenti. <\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 l&#8217; <strong>oggetto del contendere<\/strong> ? Per quel che ho capito leggendo le proposte di legge, fondamentalmente il conflitto \u00e8 fra quanti vorrebbero estendere il pi\u00f9 possibile il diritto a essere aiutati a morire, coinvolgendo il sistema sanitario nazionale e riducendo al minimo i requisiti per esercitare tale diritto, e quanti invece vorrebbero introdurre requisiti stringenti ed escludere <strong>il servizio sanitario nazionale<\/strong> . <\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"8992869\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/esteri\/martina_oppelli_suicidio_assistito_svizzera_sclerosi_multipla-8988840.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Martina Oppelli morta in Svizzera col suicidio assistito, era affetta da sclerosi multipla<\/a><\/p>\n<p>Nella versione pi\u00f9 restrittiva, il diritto al \u201c <strong>suicidio assistito<\/strong> \u201d, oltre ad alcuni requisiti ovvi (come la gravit\u00e0 della patologia e la volont\u00e0 di morire espressa liberamente) prevede che il paziente si sottoponga a cure palliative, sia tenuto in vita da \u201ctrattamenti di sostegno vitale\u201d (senza i quali morirebbe), e sia in grado di autosomministrarsi il farmaco letale. Nella versione pi\u00f9 permissiva, invece, si consente l&#8217;accesso al suicidio assistito anche a chi non dipende da trattamenti vitali, rifiuta le cure palliative, e non \u00e8 in grado di auto-somministrarsi il farmaco. Quanto al requisito della volont\u00e0 liberamente espressa dal paziente, alcuni ritengono che siano sufficienti le indicazioni fornite nelle disposizioni anticipate di trattamento (Dat, o testamento biologico), altri pensano che non si possa \u201csomministrare la morte\u201d sulla sola base di <strong>disposizioni formulate in un passato pi\u00f9 o meo remoto<\/strong> . <\/p>\n<p>Entrambe le posizioni, quella permissiva e quella restrittiva, <strong>hanno le loro buone ragioni<\/strong> . La posizione permissiva difende il diritto all&#8217;autodeterminazione e al rifiuto dei trattamenti sanitari, entrambi costituzionalmente garantiti (art. 13 e 32). La posizione restrittiva poggia sulla preoccupazione che, indebolendo sempre di pi\u00f9 i requisiti di accesso al suicidio assistito, si finisca per aprire la strada a suicidi indotti dalle pressioni familiari verso quei malati che il welfare domestico non \u00e8 pi\u00f9 in grado di gestire (una preoccupazione forse irrilevante in un paese scandinavo, ma pi\u00f9 che comprensibile in Italia, dove lo Stato scarica sulle famiglie l&#8217;onere dell&#8217;assistenza agli anziani). <\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"8992869\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/cronaca\/fine_vita_laura_santi_video_appello_ultime_notizie-8975231.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il video di Laura Santi per i parlamentari: \u00abQuando votate sul fine vita siate umani\u00bb<\/a><\/p>\n<p>Se per\u00f2 esaminiamo da vicino <strong>i principali disegni di legge proposti <\/strong>\u2013 in particolare quello governativo e quello dell\u2019associazione Luca Coscioni \u2013 possiamo notare, in entrambi i testi, una comune presenza e una comune assenza. La comune presenza \u00e8 quella di una asfissiante burocrazia etico-sanitaria-giudiziaria. Chi vuole essere aiutato a morire \u00e8 costretto a infilarsi in una trafila estenuante, umiliante, e piena di incertezze. Una trafila che, si noti, non riguarda solo i casi controversi, in cui il dubbio \u00e8 pi\u00f9 che legittimo, ma affligge chiunque, compresi i casi eclatanti e per cos\u00ec dire ovvi di cui si \u00e8 parlato tante volte (Luana Englaro, Piergiorgio Welby, Dj Fabo, e nei giorni scorsi Martina Oppelli e Laura Santi). <\/p>\n<p>La comune assenza <strong>\u00e8 quella di misure che prendano sul serio i meccanismi <\/strong>di formazione della volont\u00e0 suicidaria, che non dipende solo dalla gravit\u00e0 della malattia, ma anche dalle condizioni in cui i malati si trovavo a vivere e interagire con gli altri. Anche su questo vi sono state, nei mesi scorsi, testimonianze toccanti, ma di segno opposto. Pazienti come Dario Mongiano, Maria Letizia Russo, Lorenzo Moscon, hanno chiesto di essere ascoltati dalla Corte Costituzionale, allora in procinto di pronunciarsi sul fine vita. Il loro ragionamento ribalta completamente la prospettiva. Anzich\u00e9 chiedere allo Stato di permettere loro di esercitare il diritto alla morte, chiedono allo stato di proteggerli dalla tentazione di ricorrervi. \u00c8 vero che si tratta di pazienti in condizioni meno estreme di quelle che hanno afflitto i casi pi\u00f9 noti, da Englaro e Welby in poi. Ma il loro ragionamento merita attenzione. Per loro quella del suicidio \u00e8 una tentazione che nasce anche dall\u2019abbandono, dalla mancanza di cure e sostegno. E il concedere il diritto al suicidio rischierebbe di diventare una comoda scorciatoia che lo Stato imbocca perch\u00e9 n\u00e9 lo Stato stesso n\u00e9 la societ\u00e0 civile riescono a fare abbastanza per sostenere la volont\u00e0 di vivere. Se passasse l\u2019idea del suicidio assistito, dice uno di loro (affetto da tetraparesi spastica), \u201cio potrei richiederlo. E non voglio che lo Stato mi dia questa possibilit\u00e0. La mia vita sarebbe meno protetta perch\u00e9 tutto dipenderebbe esclusivamente dalla mia capacit\u00e0 di resistere al dolore. Sarei lasciato solo, ricadrebbe tutto sulle mie spalle e in alcuni momenti \u00e8 molto difficile fare affidamento <strong>soltanto sulla propria forza di volont\u00e0<\/strong>\u201d (corsivo mio). <\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"8992869\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/cronaca\/laura_santi_morta_suicidio_assistito_sclerosi_multipla_ultime_notizie-8971102.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Laura Santi morta per suicidio assistito dopo la lotta con la sclerosi multipla: \u00abDobbiamo decidere noi della nostra vita\u00bb<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00c8 una mossa paradossale<\/strong>: si chiede meno libert\u00e0, per ritrovare la forza di esercitare la vera libert\u00e0, che \u00e8 quella di voler vivere, nonostante tutto e a dispetto di tutto. Un po\u2019 come Ulisse che chiede ai marinai di legarlo all\u2019albero della nave, perch\u00e9 sa che \u2013 se fosse libero \u2013 cederebbe al canto delle sirene e morirebbe. <\/p>\n<p>Chi ha ragione? Forse tutti e nessuno. Il suicidio \u00e8 l&#8217;uscita di sicurezza da una condizione insopportabile e non di rado umiliante. Uno Stato civile non pu\u00f2 ergersi ad arbitro di chi pu\u00f2 e chi non pu\u00f2 passare per quella porta. Ma nemmeno pu\u00f2 continuare a fare cos\u00ec poco perch\u00e9 non siano troppi a volervi transitare per quella porta. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di fine vita, suicidio assistito , testamento biologico, eutanasia si \u00e8 tornati a parlare con particolare intensit\u00e0 nelle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":27034,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,16649,2343,4403,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-27033","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-editoriale","11":"tag-eutanasia","12":"tag-fine-vita","13":"tag-health","14":"tag-health-care","15":"tag-healthcare","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27033","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27033"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27033\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27034"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27033"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27033"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27033"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}