{"id":270922,"date":"2025-12-21T11:15:15","date_gmt":"2025-12-21T11:15:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/270922\/"},"modified":"2025-12-21T11:15:15","modified_gmt":"2025-12-21T11:15:15","slug":"pupi-avati-docufilm-del-regista-mauro-bartoli-un-viaggio-nella-sua-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/270922\/","title":{"rendered":"Pupi Avati, docufilm del regista Mauro Bartoli.\u00a0\u201cUn viaggio nella sua vita\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cTutti gli autori sono unici, ma forse Pupi lo \u00e8 pi\u00f9 degli altri\u201d. \u2018<a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/bologna\/cultura\/rinnamorarsi-ancora-avati-ho-rivisto-7a69953e\" target=\"_blank\"><strong>Pupi Avati<\/strong><\/a>. Che cinema la vita!\u2019 \u2013 scritto e diretto dal <strong>regista imolese Mauro Bartoli <\/strong>assieme a Lorenzo Stanzani e prodotto da Lab Film \u2013 non \u00e8 una semplice biografia.<\/p>\n<p>\u00c8 un \u201c<strong>viaggio sincero<\/strong>\u201d nell\u2019universo creativo e personale del maestro bolognese, nel quale cinema e vita vissuta si intrecciano fino a diventare una cosa sola. A dare profondit\u00e0 al ritratto, le testimonianze di chi ha lavorato al suo fianco \u2013 come <strong>Neri Marcor\u00e8, Lodo Guenzi, Steve Della Casa, Ezio Greggio e Filippo Scotti<\/strong> \u2013 e della sua famiglia: la <strong>sorella <\/strong>Mariella, la <strong>figlia <\/strong>Mariantonia e il <strong>fratello <\/strong>Antonio. Impreziosita dalla <strong>colonna sonora<\/strong> di Giacomo Toni, di Forlimpopoli,\u00a0e Roberto Villa, la narrazione alterna scene sul set, interviste esclusive, materiali d\u2019archivio e momenti privati. Ora il documentario \u00e8 disponibile su <strong>RaiPlay<\/strong>, dopo essere andato in prima serata, su Rai 3, venerd\u00ec. <\/p>\n<p><strong>Bartoli, qual \u00e8 stato il vostro approccio nel raccontare una figura che ha segnato decenni di cinema italiano?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSiamo partiti dal fatto che Pupi \u00e8 un regista abituato a raccontarsi. Lo fa quando \u00e8 ospite di trasmissioni televisive e durante gli incontri con il pubblico. Pi\u00f9 volte ha parlato di come ha iniziato, dei successi e dei fallimenti. Ha un\u2019innata capacit\u00e0 di raccontarsi. I suoi ricordi sono ricchi di colpi di scena, tanto da sembrare una sceneggiatura. Quindi, abbiamo trovato interessante raccontarne la carriera mescolando ci\u00f2 che lui dice di s\u00e9 stesso e le sue pellicole. Da qui nasce il titolo: rappresentare il lavoro di un artista come se fosse un film\u201d. <\/p>\n<p><strong>Come ha reagito quando gli avete proposto questo progetto?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cHa accettato subito e, fin dal primo incontro, si \u00e8 dimostrato una persona molto disponibile. Non ci ha posto limiti, ci ha lasciato la massima libert\u00e0 creativa. Siamo stati con lui per pi\u00f9 di un anno, sul set e nel tour promozionale de \u2018L\u2019orto americano\u2019 e alla Mostra del cinema di Venezia per esempio. Quando noi cercavamo di realizzare il nostro film, lui ne ha girati tre\u201d. <\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 stato difficile racchiudere in soli novanta minuti la vita di un autore cos\u00ec prolifico?<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 l\u2019ostacolo pi\u00f9 grande quando si realizza un racconto biografico. Condensare sessant\u2019anni di lavoro in un\u2019ora e mezza significa fare delle scelte. Qualcosa rimane fuori per forza. Noi ci siamo concentrati sull\u2019idea di raffigurare un artista che mette tanto di s\u00e9 nelle proprie opere, ma che, allo stesso tempo, si racconta come se fosse in un film\u201d. <\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 qualche scena in particolare che le \u00e8 dispiaciuto tagliare dal montaggio finale?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCerto, a vent\u2019anni, Pupi voleva fare il musicista e suonava il clarinetto in una band di Bologna. Ma Lucio Dalla, che ovviamente aveva pi\u00f9 talento, gli rub\u00f2 il posto. \u00c8 un episodio che, purtroppo, nel documentario, ha avuto poco spazio\u201d. <\/p>\n<p><strong>Avevate una bella responsabilit\u00e0. Sentivate il peso della pressione?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, in primis perch\u00e9 abbiamo utilizzato un linguaggio di cui Pupi \u00e8 un maestro. Durante le riprese mi chiedevo: Sono all\u2019altezza? Sto facendo le scelte giuste? Ma era una pressione sana che ci ha portato a curare ogni dettaglio, soprattutto la qualit\u00e0 della fotografia\u201d. <\/p>\n<p><strong>Dopo la messa in onda in prima serata di venerd\u00ec su Rai 3, avete in programma anche un passaggio nelle sale?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCi stiamo pensando, alcuni ce lo hanno chiesto. Abbiamo fatto qualche presentazione, una a met\u00e0 ottobre al Modernissimo insieme alla Cineteca di Bologna. Vediamo cosa ci riserver\u00e0 il futuro\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il suo film preferito di Pupi Avati?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon sar\u00e0 il pi\u00f9 famoso, ma dico \u2018La via degli angeli\u2019. Un altro che amo molto \u00e8 \u2018Regalo di Natale\u2019\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cTutti gli autori sono unici, ma forse Pupi lo \u00e8 pi\u00f9 degli altri\u201d. \u2018Pupi Avati. 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