{"id":271547,"date":"2025-12-21T20:38:19","date_gmt":"2025-12-21T20:38:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/271547\/"},"modified":"2025-12-21T20:38:19","modified_gmt":"2025-12-21T20:38:19","slug":"il-mondo-cosi-come-la-fotografia-secondo-ghirri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/271547\/","title":{"rendered":"Il mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8: la fotografia secondo Ghirri"},"content":{"rendered":"\n<p> Tra le tante domande che Luigi Ghirri ha lasciato in eredit\u00e0 con la sua vastissima opera e le riflessioni contenute nelle \u201cLezioni di fotografia\u201d, trascritte e pubblicate da Quodlibet nel 2010 e ora riproposte dallo stesso editore nella collana \u201cUnlimited\u201d, ce ne sono alcune che spiccano con particolare evidenza. Cosa significa \u201cviaggiare\u201d, in senso reale e metaforico? Cosa si vede veramente nel corso del \u201cviaggio\u201d? Dove passa il confine tra la \u201crealt\u00e0\u201d e la reinvenzione operata dallo sguardo fotografico? E infine: cosa si pu\u00f2 contrapporre alla celebre quanto perentoria (e opinabile) affermazione di Susan Sontag? \u00abLa conseguenza pi\u00f9 grandiosa della fotografia \u00e8 che ci d\u00e0 la sensazione di poter avere in testa il mondo intero come antologia di immagini\u00bb.<\/p>\n<p>  Scrittura \u201cin esposizione\u201d <\/p>\n<p> La pubblicazione del volume \u201cViaggio in Italia\u201d, forse il pi\u00f9 ambizioso tra i tanti progetti di Ghirri, sicuramente uno dei pi\u00f9 importanti punti di snodo nella storia della fotografia italiana contemporanea, riproposto lo scorso anno sempre da Quodlibet in occasione dei quattro decenni dalla prima edizione, ha rinnovato e per taluni versi attualizzato simili domande, perch\u00e9 si ha sempre pi\u00f9 la tendenza a considerare acquisiti una volta per tutte concetti come \u201crealt\u00e0\u201d, \u201cvisione\u201d e \u201cviaggio\u201d.<\/p>\n<p> L\u2019opera fotografica di Ghirri propone infatti una forma di approccio ai dati del reale che mette in dubbio non solo la logica raziocinante, ma anche talune ipocrite e indiscusse certezze umanistiche, dove c\u2019\u00e8 sempre un io regolatore e ordinatore. Il suo amico e compagno di scorribande padane Gianni Celati, parlando della cosiddetta \u201cscrittura in esposizione\u201d dell\u2019amatissimo Stendhal e del flusso di immagini che sostanziano la struttura narrativa de \u201cLa Certosa di Parma\u201d (ma sono considerazioni che dicono moltissimo anche di Ghirri e la sua concezione della fotografia) ha osservato che l\u2019autentica conoscenza non \u00e8 mai \u00abun sapere composto di nozioni che si capitalizzano per far carriera in qualche settore\u00bb. Esattamente come i trasporti immaginativi di Stendhal, anche la realt\u00e0 osservata e reinventata nelle fotografie di Ghirri si pone quindi agli antipodi di \u00abtutti i totalitarismi moderni, che vogliono farci dimenticare le incertezze su noi stessi; ma proprio perch\u00e9 predicano la felicit\u00e0, ci rendono ancora pi\u00f9 estranei al mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8\u00bb. Il che \u00e8 semplicemente verissimo.<\/p>\n<p> Si tratta peraltro di una verit\u00e0 espressa con estrema chiarezza dallo stesso Ghirri in una delle sue lezioni: \u00abCredo che dietro i disastri dell\u2019ambiente vi sia una disaffezione che l\u2019uomo ha sviluppato nei confronti del suo ambiente negli ultimi trenta o quarant\u2019anni, alla quale ha corrisposto una fondamentale incapacit\u00e0 di relazionarsi con l\u2019ambiente attraverso la rappresentazione. Quindi il recupero della rappresentazione visiva come strumento di relazione col mondo, di rapporto con l\u2019ambiente, pu\u00f2 avere un grande peso culturale e una grande efficacia\u00bb.<\/p>\n<p>  Poetica della visione <\/p>\n<p> \u00c8 una dichiarazione di poetica (poetica della visione, si potrebbe dire) sulla quale Ghirri insiste a varie riprese nelle lezioni. Ma non solo: \u00e8 una poetica che spiega tutta la sua opera e restituisce il senso del progetto culminato alcuni anni prima nel \u201cViaggio in Italia\u201d. Relazionarsi tramite la rappresentazione con l\u2019ambiente (inteso in senso ampio come \u201cpaesaggio\u201d) significa guardare il mondo con occhi diversi, percepirlo come inesauribile fonte di visioni e incantamenti, considerare il \u201cviaggio\u201d, nelle sue varie forme, come ricerca e possibilit\u00e0 di attivare una conoscenza quale avventura del pensiero e dello sguardo, lontanissima da tutte le vanaglorie umanistiche e le pretese di aver capito qualcosa in generale del mondo esterno. <\/p>\n<p>\u00c8 precisamente ci\u00f2 che Goethe, il viaggiatore italiano per eccellenza, aveva definito la \u201cterza realt\u00e0\u201d, \u00abaffascinante proprio nella sua fittizia esistenza\u00bb. In questo senso, \u201ctrovare\u201d significa sempre \u201critrovare\u201d qualcosa si \u00e8 gi\u00e0 trovato o comunque \u00e8 gi\u00e0 presente nell\u2019immaginazione.<\/p>\n<p> Le tredici lezioni, tenute da Ghirri tra il gennaio 1989 e il giugno 1990 all\u2019\u201dUniversit\u00e0 del Progetto\u201d di Reggio Emilia (una scuola di design e comunicazione che nel frattempo ha purtroppo cessato le attivit\u00e0), toccano vari temi (l\u2019esposizione, la soglia, la trasparenza, solo per citarne alcuni) ma giungono sempre alla medesima conclusione: un semplice \u201cluogo\u201d diventa un \u201cpaesaggio\u201d solo ed unicamente quando \u00e8 scritto \u2013 nel senso di visto, percepito, vissuto \u2013 in una lingua che si conosce, perch\u00e9 in caso contrario rimane un \u201cnon luogo\u201d anonimo e incomprensibile. Il mondo attuale ne \u00e8 pieno, esattamente come \u00e8 pieno di \u201clocation\u201d che non dicono nulla all\u2019immaginazione: panorami frigidi, sfondi astratti sui quali \u00e8 impossibile proiettare il pensiero, \u201cnon luoghi\u201d dove non si ha \u00abla sensazione di essere al mondo\u00bb (sono parole di Ghirri). \u201cNon luoghi\u201d, soprattutto, dove ha poco senso vivere, perch\u00e9 non ha alcun senso morire.<\/p>\n<p>  Il \u201cniente di speciale\u201d <\/p>\n<p> Ai \u201cnon luoghi\u201d \u00e8 necessario rispondere col \u201cniente di speciale\u201d, che Ghirri ha proposto nel solco del leggendario e pioneristico progetto \u201cUn paese\u201d di Cesare Zavattini e del fotografo americano Paul Strand, confluito nel 1955 nell\u2019omonimo libro fotografico (uno dei primi esempi di \u201cletteratura per immagini\u201d e ideale precursore del \u201cViaggio in Italia\u201d) dedicato al luogo natale di Zavattini, la cittadina di Luzzara nella zona di Reggio Emilia. <\/p>\n<p> Ghirri \u00e8 riuscito da parte sua a comunicare l\u2019idea del paesaggio inteso come un sistema di risorse impensate, minime, inappariscenti e quotidiane, lontane non solo dal sensazionalismo della cronaca, ma anche dai panorami dolciastri e improbabili delle cartoline turistiche (oggi diremmo forse dall\u2019immancabile scatto a corredo dell\u2019immancabile e inutilissimo \u201cpost\u201d su qualche social network). Nelle lezioni tenute a Reggio Emilia si profila l\u2019idea della fotografia \u2013 di una certa fotografia \u2013 non gi\u00e0 come semplice e banale \u201cantologia di immagini\u201d, ma piuttosto come forma della conoscenza, perfino come abito morale e costume dell\u2019intelligenza.<\/p>\n<p> Le sue considerazioni, lontanissime (allora come oggi) dai frasari d\u2019attualit\u00e0, rimangono insomma un invito a guardare il mondo nel suo \u201cniente di speciale\u201d, cos\u00ec com\u2019\u00e8, con altri occhi che non siano quelli dell\u2019ottimismo aziendale, della cementificazione selvaggia, delle ubriacature pubblicitarie e della cronaca fine a se stessa. Un\u2019utopia? Pu\u00f2 darsi, ma le sue fotografie ci ricordano che l\u2019utopia \u00e8 forse l\u2019unico modo plausibile di essere al mondo. Come ha scritto Celati nel ricordo biografico che chiude il volume, sono fotografie che \u00abci insegnano che il mondo prende forma perch\u00e9 qualcuno lo osserva. Prende forma quando qualcuno sente il desiderio di contemplarlo, non di invaderlo o massacrarlo per farsi strada\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra le tante domande che Luigi Ghirri ha lasciato in eredit\u00e0 con la sua vastissima opera e le&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":271548,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[4924,1615,1613,1614,1611,1610,81244,1644,1612,203,4663,159757,8477,204,1537,90,89,39435,477,9964,197,93743,1567,159756,196,188,2062],"class_list":["post-271547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-ambiente","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-cesare-zavattini","tag-cultura","tag-design","tag-entertainment","tag-fotografia","tag-gianni-celati","tag-inquinamento","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-luigi-ghirri","tag-politica","tag-politica-interna","tag-scienza","tag-scienza-generico","tag-storia","tag-susan-sontag","tag-tecnologia","tag-tempo-libero","tag-turismo"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115759487580373286","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/271547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=271547"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/271547\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/271548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=271547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=271547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=271547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}