{"id":271638,"date":"2025-12-21T22:05:10","date_gmt":"2025-12-21T22:05:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/271638\/"},"modified":"2025-12-21T22:05:10","modified_gmt":"2025-12-21T22:05:10","slug":"oltre-10-mila-persone-con-demenza-in-trentino-di-giacopo-agire-sui-fattori-di-rischio-e-fondamentale-serve-prevenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/271638\/","title":{"rendered":"Oltre 10 mila persone con demenza in Trentino. Di Giacopo: \u201cAgire sui fattori di rischio \u00e8 fondamentale. Serve prevenzione\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>TRENTO<\/strong>. In Italia si stima che<strong> 1.100.000 persone convivano con una forma clinicamente rilevante di demenza<\/strong> e quasi un milione con deterioramento cognitivo lieve o Mild Cognitive Impairment.<strong> Un carico assistenziale che coinvolge circa tre milioni di caregiver.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il <strong>Trentino<\/strong>, le stime elaborate sulla base dei dati istat al 1\u00b0 gennaio 2025 indicano: <strong>10.572 persone con demenza di et\u00e0 pari o superiore ai 65 anni<\/strong>; 8.868 persone con deterioramento cognitivo lieve di et\u00e0 pari o superiore ai 60 anni; <strong>224 casi di demenza ad esordio precoce, tra i 35 e i 64 anni.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>A pesare \u00e8 il <strong>progressivo invecchiamento della popolazione<\/strong> e questa \u00e8 una della <strong>maggiori sfide che ci troviamo da affrontare per il futuro<\/strong>. \u201cFondamentale \u00e8 <strong>la prevenzione che deve iniziare dalla scuola<\/strong>\u201d ci spiega<strong> la dottoressa Raffaella di Giacopo, <\/strong>dirigente medico dell&#8217;Unit\u00e0 Operativa di Neurologia &#8211; multizonale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dottoressa Di Giacopo, oggi in Trentino abbiamo oltre 10500 persone che convivono con una forma di demenza. Sono aumentate negli anni? Quali sono i primi sintomi di queste malattie?<\/strong><\/p>\n<p>Si, possiamo dire che le persone che convivono con una forma di demenza sono aumentate in particolare a causa dell&#8217;invecchiamo della popolazione in Trentino ma anche in tutta Italia.<\/p>\n<p>I sintomi riguardano i sei \u201cdomini\u201d in cui viene generalmente classificata la sfera cognitiva: Mnesico, Linguistico, Attentivo, Esecutivo, Visuospaziale e Prassico. Sta poi emergendo la necessit\u00e0 di includere la valutazione di un altro \u201cdominio\u201d che \u00e8 quello della Cognizione Sociale.<\/p>\n<p>Quando si ha una difficolt\u00e0 in uno o pi\u00f9 di questi domini si parla di \u201cdeterioramento cognitivo di grado lieve\u201d o Mci\u00a0(\u201cMild Cognitive Impairment\u201d). Quando queste difficolt\u00e0 cognitive rendono la persona dipendente dagli altri si parla di \u201cDemenza\u201d. Non \u00e8 facile, per un familiare, cogliere precocemente queste difficolt\u00e0. E\u2019 molto pi\u00f9 facile, per esempio, cogliere un disturbo della memoria di fissazione nel caso in cui ci si trivi di fronte ad un esordio classico di Malattia di Alzheimer, poich\u00e9 la persona, ad es., inizia ad essere ripetitiva, che cogliere difficolt\u00e0 visuo-spaziali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ha parlato della possibilit\u00e0 di introdurre un nuovo &#8216;dominio&#8217; che \u00e8 quello della Cognizione Sociale. Di cosa si tratta?<\/strong><\/p>\n<p>Si intende la capacit\u00e0 cognitiva ed emotiva di comprendere il pensiero altrui, anche in base a dati non verbali, e di saper interagire in maniera adeguata in base al contesto sociale. Le difficolt\u00e0 in questo dominio sono pi\u00f9 specifiche, ad esempio, di altre forme di demenza, come le Demenze Fronto-Temporali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il Covid ha avuto delle conseguenze sulle demenze?<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 stata fatta alcuna stima ufficiale sui pazienti. La mia personale impressione \u00e8 che \u201cl\u2019esperienza \u2013Covid\u201d abbia da una parte slatentizzato ci\u00f2 che prima o poi si sarebbe manifestato e che abbia, dall\u2019altro, favorito l\u2019aumento delle sindromi psichiatriche. Queste ultime rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo delle malattie neurodegenerative.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Si parla nei dati di persone con demenza di et\u00e0 pari o superiore ai 65 anni. Ci sono anche giovani che convivono con questa malattia?<\/strong><\/p>\n<p>Quando parliamo di malattie degenerative e di giovani intendiamo un esordio attorno ai 50 anni (range 40-64 anni). Si tratta in genere di forme do Demenza Fronto-Temporale o di forme atipiche di Malattia di Alzheimer (che si manifestano con disturbi visuo-spaziali o del linguaggio). La loro incidenza \u00e8 comunque inferiore rispetto a quella della forma classica di Malattia di Alzheimer.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Esiste una cura per le forme di demenza?<\/strong><\/p>\n<p>Se intendiamo per \u201ccura\u201d un agente farmacologico o non farmacologico che ripristini le condizioni pre-morbose, ad oggi questa forma di terapia non esiste.<\/p>\n<p>Esiste per\u00f2, ed \u00e8 importante sottolinearlo, la \u201cpresa in carico\u201d del paziente e del\/i suo\/suoi caregiver che abbraccia la fase diagnostica, terapeutica in senso stretto, assistenziale.<\/p>\n<p>Sono ormai in uso sia negli Stati Uniti, che in alcuni paesi europei (per es. Germania), che in alcuni paesi orientali (per es. la Cina) terapie \u201cdisease-modifying\u201d a base di anticorpi monoclonali che hanno come scopo quello di rallentare la progressione dei sintomi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il percorso che viene fatto per la diagnosi in Apss?<\/strong><\/p>\n<p>Quando un famigliare nota sintomi cognitivi o psichiatrici si rivolge al Medico di Medicina Generale. Quest&#8217;ultimo, che conosce il paziente, pu\u00f2 somministrare un test specifico (Gp-Cog) ed escludere le cause potenzialmente trattabili del disturbo cognitivo (es. ipovitaminosi, malfunzionamento della tiroide..). Pu\u00f2 decidere se indirizzare il paziente verso l\u2019ambulatorio specifico per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (Cdcd) o orientarsi verso una diagnosi alternativa (per es. le sindromi ansioso-depressive possono manifestarsi anche con sintomatologia cognitiva). Presso l\u2019ambulatorio Cdcd\u00a0la persona viene sottoposta a valutazione clinica ed eventualmente indirizzata ad esami di secondo e terzo livello (testistica neuropsicologica, neuroimaging, esame del liquor). Ogni percorso \u00e8 personalizzato.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>I servizi sono pronti ad affrontare la pressione che arriver\u00e0 dall&#8217;aumento delle demenze in futuro? Cosa si pu\u00f2 fare per evitare queste malattie?<\/strong><\/p>\n<p>I servizi non devono limitarsi a \u201crincorrere\u201d le statistiche. Credo che vi sia necessit\u00e0 di un diverso approccio, quale quello di investire nella prevenzione. Secondo il report pubblicato sulla rivista Lancet del 2024 si pu\u00f2 agire sui 14 fattori di rischio riconosciuti evitando, nel 45% dei casi, che vi sia una progressione da Mci\u00a0a Demenza. E\u2019 stato dimostrato che fattori come la bassa scolarit\u00e0, l\u2019introito di grassi saturi, l\u2019abitudine al fumo, la sedentariet\u00e0, l\u2019introito di eccessive quantit\u00e0 di alcool sono importanti fattori di progressione \u201cmodificabili\u201d. Sarebbe molto utile iniziare a fare prevenzione il pi\u00f9 precocemente possibile, a partire dalla scuola.\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"TRENTO. 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