{"id":27192,"date":"2025-08-04T06:31:11","date_gmt":"2025-08-04T06:31:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/27192\/"},"modified":"2025-08-04T06:31:11","modified_gmt":"2025-08-04T06:31:11","slug":"libri-sui-marciapiedi-di-gaza-dalla-cultura-alla-sopravvivenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/27192\/","title":{"rendered":"Libri sui marciapiedi di Gaza: dalla cultura alla sopravvivenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Um Nasser<\/strong> strappa alcune pagine di un libro e le usa per tenere acceso il fuoco: \u201cMi piange il cuore, ma dobbiamo <strong>dare da mangiare ai nostri figli<\/strong>\u201c. Seduta su uno sgabello, tiene accese le fiamme dove scalda del pane bruciando i volumi che \u00e8 riuscita a recuperare dalle macerie dell\u2019<strong>Universit\u00e0 Islamica di Gaza<\/strong>, distrutta nell\u2019ottobre del 2023. \u201cHo studiato qui \u2013 racconta Um Nasser a <strong>al Sharq al Awsat<\/strong>, quotidiano saudita -, ma sopravvivere \u00e8 pi\u00f9 importante\u201d. Il centro accademico era stato fondato nel 1978 e, insieme a tutte le strutture accademiche della Striscia, \u00e8 stato colpito dai <strong>raid<\/strong> <strong>israeliani<\/strong>. Ma nel 2023 ad essere stato prese di mira fu anche il rettore, <strong>Sufyan<\/strong> <strong>Tayeh<\/strong>: ucciso insieme alla sua famiglia durante un bombardamento.<\/p>\n<p>\u201cQui c\u2019erano almeno 200 tonnellate di libri\u201d quantifica <strong>Hamad al Suiriky<\/strong> mentre mette in vendita sul <strong>marciapiede<\/strong> davanti alle macerie dell\u2019universit\u00e0 i testi che \u00e8 riuscito a recuperare. Al <strong>Suiriky<\/strong> dice di voler preservare la <strong>cultura della Striscia<\/strong>, ormai sotto attacco, insieme alla storia palestinese. \u201cNon li vendo ad un prezzo basato sul valore reale, ma in base a cosa ne deve fare la gente che li compra\u201d. E specifica che \u201cdue libri li vendo a uno <strong>scellino israeliano<\/strong> (circa 0.26 centesimi di euro)\u201d. A spulciare fra i volumi di questo negozio improvvisato sul marciapiede c\u2019\u00e8 <strong>Mohamed Tabyl<\/strong> che ha perso la libreria di casa sua mentre fuggiva da <strong>Beyt Hanun<\/strong> a Khan Younes. \u201cQuando sono tornato la mia casa non c\u2019era pi\u00f9: era distrutta e saccheggiata\u201d. Fra i testi cerca quelli che aveva raccolto durante la sua vita, sperando di recuperarli. \u201cLa maggior parte della gente non conosce il valore dei libri che vende Al Suiriky\u201d dice. \u201cMa \u00e8 la guerra!\u201d. Per <strong>Fadi Ahmed<\/strong>, rifugiato fra le macerie del campus, insieme a centinaia di famiglie che li vi hanno montato le tende, i libri hanno un\u2019altra <strong>funzione<\/strong> <strong>pratica<\/strong>. \u201cMolti li usano per impilarli e fare dei muri per proteggerli dal vento, o separare le tende\u201d spiega, mentre da sotto un muro distrutto recupera tre <strong>volumi<\/strong> <strong>impolverati<\/strong>. \u201cSappiamo tutti che \u00e8 un peccato\u201d sottolinea, ma non c\u2019\u00e8 nulla qui. Una delle poche librerie ancora attive \u00e8 la \u201c<strong>Samir<\/strong> <strong>Mansour<\/strong>\u201d fondata nel 2000 e bombardata diverse volte. Fra le attivit\u00e0 che mantiene ancora viva questa libreria c\u2019\u00e8, appunto, la promozione dei volumi che continua a pubblicare fungendo anche da <strong>casa editrice<\/strong>.<\/p>\n<p>Come il libro \u201c<strong>Khadesh<\/strong>\u201d di <strong>Dima<\/strong> <strong>Awwad<\/strong>, giovane autrice palestinese di Gaza, uccisa settimana scorsa. \u201cIl suo impatto rimarr\u00e0 fra le nostre pagine\u201d scrive in un post su<br \/><strong>Instagram<\/strong> la libreria, ricordando la scomparsa dell\u2019autrice, uccisa da un raid aereo. La guerra israeliana, denunciano molti report delle Nazioni Unite, \u00e8 anche contro la cultura e la storia della presenza palestinese a Gaza. \u201cQui era entrato <strong>Bill Clinton<\/strong> insieme a <strong>Yasser<\/strong> <strong>Arafat<\/strong>\u201d ricorda<strong> Ahmad al Kafarna<\/strong>, indicando un punto fra i detriti del centro culturale Rashad al-Shawa. \u201cMi sembra impossibile che ora siano rimaste solo le macerie e che io viva fra le mura del posto dove lavoravo\u201d. Incredulo, Al Kafarna, sentito dal <strong>quotidiano<\/strong> <strong>saudita<\/strong>, racconta che il centro culturale, che porta il nome dell\u2019uomo che fu sindaco di Gaza fra il 1975 e il 1982, era il punto di ritrovo per<strong> grandi eventi culturali<\/strong>. \u201cCi passavano politici da tutto il mondo quando venivano nella Striscia\u201d spiega. \u201cLi si erano seduti Clinton e Arafat durante una conferenza stampa\u201d. L\u2019uomo guarda le macerie. Il tetto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, i muri sono neri perch\u00e9 bruciati dal fuoco delle bombe. Bombe che hanno distrutto anche la <strong>libreria<\/strong> dedicata a <strong>Edward<\/strong> <strong>Said<\/strong>, intellettuale palestinese autore di <strong>Orientalismo<\/strong>. O la moschea <strong>al Omari<\/strong>, che al suo interno custodiva manoscritti in arabo risalenti a oltre duecento anni fa. Nella conta dei <strong>siti<\/strong> <strong>bombardati<\/strong> ci sono la quasi totalit\u00e0 delle librerie municipali. Poi c\u2019\u00e8 la vita reale. \u201cOgni pasto consuma 3 libri\u201d dice <strong>Sundus al Afifi<\/strong>, giovane rifugiata che attizza il fuoco con le pagine di un volume acquistato per strada\u201d. Al giorno, stima, \u201csono 12 libri che brucio ma qui non c\u2019\u00e8 gas: cosa devo fare?\u201d domanda, mentre i <strong>bombardamenti<\/strong> continuano. Le persone muoiono una volta, ma la cultura viene uccisa con i <strong>piccoli<\/strong> <strong>gesti<\/strong>, scompare. Come la storia della <strong>Striscia di Gaza<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Um Nasser strappa alcune pagine di un libro e le usa per tenere acceso il fuoco: \u201cMi piange&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":27193,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-27192","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27192\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}