{"id":272197,"date":"2025-12-22T08:05:24","date_gmt":"2025-12-22T08:05:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272197\/"},"modified":"2025-12-22T08:05:24","modified_gmt":"2025-12-22T08:05:24","slug":"a-zaporizhzhia-il-fronte-dimenticato-tra-fibra-ottica-per-i-droni-vedove-scuole-e-fabbriche-sottoterra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272197\/","title":{"rendered":"A Zaporizhzhia, il fronte dimenticato tra fibra ottica per i droni, vedove, scuole (e fabbriche) sottoterra"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Marta Serafini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Vita e morte a otto chilometri dai reparti russi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">DALLA NOSTRA INVIATA\u00a0<br \/>REGIONE DI ZAPORIZHZHIA\u00a0\u00abNormal\u00bb. Alza gli occhi al cielo Gheorghy e sospira. Ha appena finito di fare benzina. Una kab, una bomba volante, \u00e8 caduta a pochi metri da lui. Ha colpito la Motor Sich, che un tempo produceva motori per i missili spaziali del programma sovietico e ora, nei suoi sotterranei anti atomici, contribuisce alla produzione bellica ucraina. Pi\u00f9 di venti feriti. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/25_dicembre_21\/ucraina-russia-le-notizie-sul-conflitto-in-diretta.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Vanno avanti a fatica le trattative<\/a>. Ma o<b>gni giorno Zaporizhzhia si sveglia e combatte la sua battaglia. <\/b>\u00abNormal\u00bb, dice Gheorghy rassegnato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 il fronte dimenticato, quello di una citt\u00e0 che prima dell\u2019invasione aveva 700 mila abitanti e ora \u00e8 in prima linea assieme alle decine di villaggi che la circondano. <b>Operai, agricoltori, abituati alla fatica e al dolore e che ora si portano la morte sulle spalle.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"A Zaporizhzhia, il fronte dimenticato tra fibra ottica per colpire il nemico, vedove, scuole (e fabbriche) sottoterra\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/69485a6032cb0.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/69485a6032cb0.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Su spalle meno larghe, lungo la strada per Malokaternyivka,<b> i bambini hanno  zaini colorati, camminano rasente la rete anti drone che ormai avvolge tutto.<\/b> Per loro sono state allestite scuole sotterranee. Come se fosse \u00abnormal\u00bb vivere l\u2019infanzia sottoterra.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma tornati in superficie il pericolo dal cielo resta.  Un gruppo di soldati sta sistemando le fortificazioni che corrono per centinaia di chilometri per  tutta la linea del fronte. Barriere, fossati anticarro. <b>Linea Egoza la chiamano, dal nome della fabbrica polacca che produce filo spinato.<\/b> Molte trincee sono interrate. \u00abLi vedi questi resti di drone? <b>Poco fa hanno colpito un trattore nei campi\u00bb, <\/b>spiega un militare con il volto coperto dal balaklava, il passamontagna che prende il nome da una battaglia in Crimea nel 1854.\u00a0<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Otto chilometri dai russi, un punto nel cielo che sembra un moscone: \u00e8 un FPV che sta fermo di vedetta. La pressione sale. <b>Il panico \u00e8 quello di un animale braccato. <\/b>I social media straripano di video che mostrano i soldati di entrambe le parti morire in diretta mentre la telecamera li riprende.  \u00abTranquilli, \u00e8 nostro\u00bb, spiega il soldato Volodymyr. \u00abNon vi far\u00e0 del male, a differenza dei russi noi non colpiamo obiettivi civili\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_30\/dalle-trincee-al-dominio-dei-droni-sul-fronte-ucraino-la-guerra-futura-528cff03-7f59-4830-bfa8-6f94271f4xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>E mentre lo dice tira su dall\u2019asfalto un fascio di fibra ottica:<\/b> <\/a>fili di plastica quasi invisibili e usati dal nemico per colpire una centralina elettrica e lasciare il villaggio al buio.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"A Zaporizhzhia, il fronte dimenticato tra fibra ottica per colpire il nemico, vedove, scuole (e fabbriche) sottoterra\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/69485aa91609f.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/69485aa91609f.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutto diverso dai tempi dell\u2019<b>anarchico Nestor Makhno<\/b> che nella regione, durante la guerra d\u2019Indipendenza ucraina (1917-1921), fond\u00f2 la cosiddetta Makhnovshchyna, territorio autogovernato controllato non da un singolo individuo ma da consigli e comuni, passato alla Storia come Territorio Libero. Ma anche Makhno usava la tecnologia.<b> E aveva fatto montare le mitragliatrici su carri trainati da cavalli<\/b> e, quando la fanteria nemica lanciava rapidi attacchi, i suoi uomini potevano rispondere.<br \/>\nI due pensionati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La via si avvicina a Orichiv dal 2022 bombardata senza sosta. Si sbracciano sul ciglio del sentiero Maria e Bogdan: sull\u2019ottantina entrambi, sono rimasti senza riscaldamento e non sanno come tornare in citt\u00e0 perch\u00e9 gli autobus non passano pi\u00f9. <b>Cercano un passaggio, tremano intirizziti<\/b>. Bogdan era ingegnere, ora \u00e8 in pensione. Maria \u00e8 casalinga. Sono preoccupati per il figlio al fronte che chiss\u00e0 se mai torner\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Arrivati a destinazione, ringraziano della corsa. E provano a offrire, premurosi, una banconota per sdebitarsi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Zaporizhzhia \u00e8 la citt\u00e0 con il viale dei caduti pi\u00f9 lungo. Sedute in un ristorante, <b>Yarina e Maria raccontano.<\/b> Entrambe hanno perso i loro uomini in battaglia. Yarina sta prendendo un PhD in filosofia, nel 2014 faceva parte delle brigate di Euromaidan, suo marito Rostislav era un cecchino. \u00c8 morto nel 2023 ad Adviivka. Maria ha dovuto dire addio per due volte a un uomo al fronte e ora si \u00e8 arruolata come pilota di droni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non cerca vendetta, racconta. Ma vuole solo prendersi cura.  E aiuta Yarina con \u00abMy love, I\u2019m alive\u00bb, ong che si occupa di <b>assistenza psicologica alle vedove di guerra.<\/b> Provano a trovarci una ragione. Senza smettere di guardare avanti e senza sentirsi vittime. \u00abOra parliamo di rimettere in sesto le donne che hanno perso i mariti. Ma\u00a0 chi si occuper\u00e0 dei traumi degli uomini che tendono a parlare poco? <b>E chi eviter\u00e0 a noi ucraine di essere messe da parte quando e se finir\u00e0 la guerra?<\/b>\u00bb, domandano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cattivi presagi arrivano dal Dnipro, trasportati dal vento di ghiaccio. Dopo il disastro della diga di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/23_giugno_06\/diga-kakhovka-conseguenze-controffensiva-ucraina-c0ab29e2-0470-11ee-b055-cc8350696114.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nova Kakovcha<\/a> nel 2024, il fiume \u00e8 cos\u00ec prosciugato che si favoleggia di <b>vascelli cosacchi emersi sul greto  vicino all\u2019isolotto di Khortytsia<\/b>. Ma i gabbiani che non trovano pi\u00f9 da mangiare non sono leggenda. Basta guardarli mentre volteggiano  nel cielo grigio in direzione della discarica.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"A Zaporizhzhia, il fronte dimenticato tra fibra ottica per colpire il nemico, vedove, scuole (e fabbriche) sottoterra\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/69485b3d39ff1.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/69485b3d39ff1.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E, no. Tutto questo non \u00e8 \u00abnormal\u00bb. E mai dovrebbe esserlo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-22T08:19:44+01:00\">21 dicembre 2025 ( modifica il 22 dicembre 2025 | 08:19)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marta Serafini Vita e morte a otto chilometri dai reparti russi DALLA NOSTRA INVIATA\u00a0REGIONE DI ZAPORIZHZHIA\u00a0\u00abNormal\u00bb. 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