{"id":272241,"date":"2025-12-22T08:50:56","date_gmt":"2025-12-22T08:50:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272241\/"},"modified":"2025-12-22T08:50:56","modified_gmt":"2025-12-22T08:50:56","slug":"recensione-mostra-berthe-weill-parigi-musee-de-lorangerie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272241\/","title":{"rendered":"Recensione mostra Berthe Weill, Parigi, Mus\u00e9e de l&#8217;Orangerie"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/179p_ilaria-baratta.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Ilaria Baratta<\/a><br \/>\n                    , scritto il 20\/12\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:                 <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Recensioni mostre<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/parigi.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Parigi<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-moderna.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Moderna<\/a> <\/p>\n<p>\n                Una grande donna, una gallerista in un mondo di maschi, una ribelle: Berthe Weill fu una pioniera del mercato dell\u2019arte moderna. Sostenne Picasso, Matisse, Modigliani e le avanguardie, sfidando pregiudizi e potere maschile. Il Mus\u00e9e de l\u2019Orangerie a Parigi la riscopre e le dedica una grande retrospettiva. La recensione di Ilaria Baratta.            <\/p>\n<p>Oggi, se ci pensiamo, non \u00e8 inconsueto imbattersi in <strong>galleriste d\u2019arte<\/strong>: accolgono i visitatori nelle loro gallerie, in Italia cos\u00ec come all\u2019estero, al pari dei loro colleghi galleristi, e anche in occasione delle tante fiere d\u2019arte che si svolgono nel corso dell\u2019anno nelle varie citt\u00e0 italiane e nel mondo non rappresentano una rarit\u00e0. Il mondo lavorativo fortunatamente si \u00e8 evoluto in questo senso e una professione che, non pi\u00f9 lontano del secolo scorso, era considerata una prerogativa soprattutto maschile, oggi \u00e8 diventata universale. L\u2019esempio pi\u00f9 celebre di <strong>gallerista e collezionista<\/strong>, tuttora vista come un\u2019eccezione per l\u2019epoca in cui visse, il <strong>Novecento<\/strong>, \u00e8 sicuramente l\u2019americana <strong>Peggy Guggenheim<\/strong>, che a soli trentanove anni apr\u00ec la sua prima galleria d\u2019arte a Londra, estendendosi poi dopo quattro anni a New York, per poi infine innamorarsi perdutamente di Venezia tanto da trasferirsi e trasferire qui la sua intera collezione dal 1949 fino alla sua scomparsa nel 1979. E durante tutti questi anni, dagli inizi della sua carriera fino alla morte, fu una vera <strong>mecenate<\/strong>, si circond\u00f2 costantemente di arte e di artisti famosi ma anche di quelli fino ad allora sconosciuti, contribuendo lei stessa, attraverso la sua attivit\u00e0, le mostre temporanee e le acquisizioni, a far conoscere tanti di questi ultimi; per fare qualche esempio, Mark Rothko, Robert Motherwell, e Jackson Pollock, il caso pi\u00f9 eclatante, ma anche Hans Arp, Constantin Br\u00e2ncu\u0219i, Emilio Vedova. Prima della famosissima Peggy Guggenheim per\u00f2, il Novecento vide un\u2019altra <strong>gallerista, collezionista e mecenate <\/strong>che nel corso della sua esistenza si circond\u00f2 di arte e di artisti, contribuendo per <strong>quasi quarant\u2019anni <\/strong>alla scoperta e al successo di pittori e scultori entrati poi nell\u2019Olimpo della storia dell\u2019arte: <strong>Berthe Weill<\/strong> (Parigi, 1865 \u2013 1951).<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante il suo ruolo fondamentale nella <strong>diffusione dell\u2019arte moderna<\/strong> e la sua grande influenza sull\u2019arte del periodo, la sua storia \u00e8 stata ingiustamente <strong>quasi dimenticata<\/strong> o comunque rimane ancora oggi poco conosciuta. \u00c8 quindi per far riscoprire al grande pubblico la figura di questa importante mercante d\u2019arte che anticip\u00f2 i tempi, in un\u2019epoca dominata dagli uomini, che il <strong>Mus\u00e9e de l\u2019Orangerie<\/strong> di <strong>Parigi <\/strong>ripercorre in un\u2019articolata mostra di <strong>circa cento opere<\/strong>, intitolata Berthe Weill. Galeriste d\u2019avant-garde (\u201cBerthe Weill. Gallerista d\u2019avanguardia\u201d, a cura di Sophie Eloy, Anne Grace, Lynn Gumpert e Marianne Le Morvan) e visitabile fino al 26 gennaio 2026, la sua attivit\u00e0 e la sua carriera, rivelandone con chiarezza sia la personalit\u00e0 sia il cruciale contributo. \u201c\u00c8 una mostra che si propone di restituirle il posto che le spetta\u201d, secondo le parole della direttrice del Mus\u00e9e de l\u2019Orangerie <strong>Claire Bernardi<\/strong>, e l\u2019intento, secondo chi scrive, \u00e8 ben riuscito. Ma ripercorriamo la sua storia seguendo il flusso della mostra e le opere esposte.<\/p>\n<p>Nata a Parigi il 20 novembre 1865 in una <strong>modesta famiglia ebrea <\/strong>di origini alsaziane, Berthe Weill inizi\u00f2 il suo percorso nell\u2019arte giovanissima, apprendendo il mestiere presso il cugino, il mercante di stampe e quadri <strong>Salvator Mayer<\/strong>, grazie al quale ebbe l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere sia i protagonisti della scena artistica parigina sia i collezionisti. Dopo la morte di Mayer nel 1896, Berthe apr\u00ec la sua prima<strong> bottega di antiquariato <\/strong>nel vivace quartiere di <strong>Pigalle<\/strong>, ai piedi di Montmartre, dove molti artisti d\u2019avanguardia vivevano e lavoravano in condizioni precarie. Fin da subito dimostr\u00f2 audacia non solo artistica ma anche politica: nel 1898, in pieno <strong>Affaire Dreyfus<\/strong>, prese posizione esponendo in vetrina la grande tela Zola aux outrages di Henry de Groux, un gesto che le caus\u00f2 minacce e insulti, rivelando subito cos\u00ec la sua <strong>natura combattiva<\/strong>. I primi anni furono<strong> economicamente difficili<\/strong>: dovette rendere varia l\u2019attivit\u00e0 della sua bottega, vendere libri ed esporre incisioni accanto a opere di illustratori e caricaturisti, per far entrare un maggior guadagno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" title=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/allestimenti-mostra-berthe-weill-orangerie-1.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d\u2019avant-garde&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" title=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/allestimenti-mostra-berthe-weill-orangerie-2.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d\u2019avant-garde&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" title=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/allestimenti-mostra-berthe-weill-orangerie-3.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d\u2019avant-garde&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" title=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/allestimenti-mostra-berthe-weill-orangerie-4.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d\u2019avant-garde&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" title=\"Allestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d'avant-garde\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/allestimenti-mostra-berthe-weill-orangerie-5.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Berthe Weill. Galeriste d\u2019avant-garde&#13;<\/p>\n<p>Nel 1901, a trentasei anni, con l\u2019aiuto del mercante catalano <strong>Pere Ma\u00f1ach<\/strong>, che promuoveva la giovane generazione spagnola, trasform\u00f2 la sua bottega nella <strong>Galerie B. Weill<\/strong>, nascondendo il suo nome di battesimo, probabilmente per mascherare il fatto che fosse una donna a dirigere l\u2019attivit\u00e0. La inaugur\u00f2 il 1\u00b0 di dicembre. La sua acuta sensibilit\u00e0 emerse immediatamente: Ma\u00f1ach le aveva presentato <strong>Pablo Picasso <\/strong>appena arrivato da Barcellona, e Weill non solo acquist\u00f2 le sue opere, ma ne vendette una quindicina prima ancora che l\u2019artista tenesse la sua personale presso la galleria di Ambroise Vollard. Fu di fatto <strong>la sua prima mercante<\/strong>. In mostra si possono ammirare alcuni dipinti di Picasso che lei acquist\u00f2, tra cui La M\u00e8re, Nature Morte e la Chambre bleu, opera quest\u2019ultima  appartenente al \u201cperiodo blu\u201d.<\/p>\n<p>Divenne nota come<strong> scopritrice di talenti emergenti<\/strong>, vendendo nell\u2019aprile del 1902 per la prima volta un quadro di <strong>Henri Matisse<\/strong> nella sua galleria (qui esposte di Matisse la Premi\u00e8re nature morte orange e Le lit) e stringendo amicizia con<strong> Raoul Dufy<\/strong> (qui presenti, Paysage de Provence e La Rue pavois\u00e9e). La sua determinazione era \u201cincrollabile\u201d, come lei stessa la defin\u00ec nelle sue memorie pubblicate nel 1933 con il titolo di Pan! dans l\u2019oeil&#8230; Ou trente ans dans les coulisses de la peinture contemporaine 1900-1930, da cui sono tratte le frasi pi\u00f9 significative che la gallerista scrisse e che fanno da titolo alle diverse sezioni della mostra parigina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\u00c9milie Charmy, Portrait de Berthe Weill (1910-1914; olio su tela, 90 \u00d7 61 cm; Montr\u00e9al, Mus\u00e9e des beaux-arts de Montr\u00e9al, achat, legs Horsley et Annie Townsend). Foto \u00a9 MBAM \/ Julie Ciot \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" title=\"\u00c9milie Charmy, Portrait de Berthe Weill (1910-1914; olio su tela, 90 \u00d7 61 cm; Montr\u00e9al, Mus\u00e9e des beaux-arts de Montr\u00e9al, achat, legs Horsley et Annie Townsend). Foto \u00a9 MBAM \/ Julie Ciot \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/emilie-charmy-ritratto-di-berthe-weill.jpg\" width=\"750\" height=\"1102\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\n\u00c9milie Charmy, Portrait de Berthe Weill (1910-1914; olio su tela, 90 \u00d7 61 cm; Montr\u00e9al, Mus\u00e9e des beaux-arts de Montr\u00e9al, achat, legs Horsley et Annie Townsend). Foto \u00a9 MBAM \/ Julie Ciot \u00a9 Adagp, Paris, 2025&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Marc Louis Ren\u00e9 Vaux, Ballo per le nozze d'argento della Galerie B. Weill al ristorante Dagorno a La Villette, 28 dicembre 1926: al centro, Berthe Weill porta un monocolo (fotografia, 16,1 \u00d7 29 cm; Collezione privata). Foto: Mus\u00e9e d'Orsay\/ Allison Bellido \/ \u00a9 Centre Pompidou - MNAM \/ CCI - Biblioth\u00e8que Kandinsky\" title=\"Marc Louis Ren\u00e9 Vaux, Ballo per le nozze d'argento della Galerie B. Weill al ristorante Dagorno a La Villette, 28 dicembre 1926: al centro, Berthe Weill porta un monocolo (fotografia, 16,1 \u00d7 29 cm; Collezione privata). Foto: Mus\u00e9e d'Orsay\/ Allison Bellido \/ \u00a9 Centre Pompidou - MNAM \/ CCI - Biblioth\u00e8que Kandinsky\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nozze-d-argento-galleria-berthe-weill.jpg\" width=\"750\" height=\"532\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMarc Louis Ren\u00e9 Vaux, Ballo per le nozze d\u2019argento della Galerie B. Weill al ristorante Dagorno a La Villette, 28 dicembre 1926: al centro, Berthe Weill porta un monocolo (fotografia, 16,1 \u00d7 29 cm; Collezione privata). Foto: Mus\u00e9e d\u2019Orsay\/ Allison Bellido \/ \u00a9 Centre Pompidou &#8211; MNAM \/ CCI &#8211; Biblioth\u00e8que Kandinsky&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pablo Picasso, La Chambre bleue (1901; olio su tela 50,48 \u00d7 61,59 cm; Washington, D.C., The Phillips Collection, acquistato nel 1927). Foto su concessione di The Phillips Collection, Washington, D.C. \u00a9 Succession Picasso 2025\" title=\"Pablo Picasso, La Chambre bleue (1901; olio su tela 50,48 \u00d7 61,59 cm; Washington, D.C., The Phillips Collection, acquistato nel 1927). Foto su concessione di The Phillips Collection, Washington, D.C. \u00a9 Succession Picasso 2025\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/pablo-picasso-la-chambre-bleue.jpg\" width=\"750\" height=\"610\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPablo Picasso, La Chambre bleue (1901; olio su tela 50,48 \u00d7 61,59 cm; Washington, D.C., The Phillips Collection, acquistato nel 1927). Foto su concessione di The Phillips Collection, Washington, D.C. \u00a9 Succession Picasso 2025&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Henri Matisse, Premi\u00e8re nature morte orange (1899; olio su tela, 56 \u00d7 73 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d'Art moderne \/ Centre de cr\u00e9ation industrielle, in deposito al Mus\u00e9e d\u00e9partemental Matisse, Le Cateau-Cambr\u00e9sis). Foto \u00a9 Centre Pompidou, MNAM-CCI, dist. GrandPalaisRmn \/ Bertrand Pr\u00e9vost\" title=\"Henri Matisse, Premi\u00e8re nature morte orange (1899; olio su tela, 56 \u00d7 73 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d'Art moderne \/ Centre de cr\u00e9ation industrielle, in deposito al Mus\u00e9e d\u00e9partemental Matisse, Le Cateau-Cambr\u00e9sis). Foto \u00a9 Centre Pompidou, MNAM-CCI, dist. GrandPalaisRmn \/ Bertrand Pr\u00e9vost\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/henri-matisse-premiere-nature-morte-orange.jpg\" width=\"750\" height=\"574\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nHenri Matisse, Premi\u00e8re nature morte orange (1899; olio su tela, 56 \u00d7 73 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d\u2019Art moderne \/ Centre de cr\u00e9ation industrielle, in deposito al Mus\u00e9e d\u00e9partemental Matisse, Le Cateau-Cambr\u00e9sis). Foto \u00a9 Centre Pompidou, MNAM-CCI, dist. GrandPalaisRmn \/ Bertrand Pr\u00e9vost&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Raoul Dufy, Paysage de Provence (1905; olio su tela, 60 x 73 cm; Parigi, Mus\u00e9e d'Art Moderne de Paris, dono Mme Genevi\u00e8ve Gallibert, 1971)\" title=\"Raoul Dufy, Paysage de Provence (1905; olio su tela, 60 x 73 cm; Parigi, Mus\u00e9e d'Art Moderne de Paris, dono Mme Genevi\u00e8ve Gallibert, 1971)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/raoul-dufy-paysage-de-provence.jpg\" width=\"750\" height=\"610\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nRaoul Dufy, Paysage de Provence (1905; olio su tela, 60 x 73 cm; Parigi, Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de Paris, dono Mme Genevi\u00e8ve Gallibert, 1971)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Raoul Dufy, La rue pavois\u00e9e (1906; olio su tela, 81 x 65 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d'Art moderne)\" title=\"Raoul Dufy, La rue pavois\u00e9e (1906; olio su tela, 81 x 65 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d'Art moderne)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/raoul-dufy-la-rue-pavoisee.jpg\" width=\"750\" height=\"931\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nRaoul Dufy, La rue pavois\u00e9e (1906; olio su tela, 81 x 65 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d\u2019Art moderne)&#13;<\/p>\n<p>La Galerie B. Weill svolse inoltre un ruolo importante nel riconoscimento del <strong>Fauvismo<\/strong>. Gi\u00e0 dal 1902, prima della loro consacrazione-scandalo al Salon d\u2019Automne del 1905 per via dei colori troppo accesi e della semplificazione delle forme, la mercante ospitava infatti regolarmente mostre di Maurice de Vlaminck, Andr\u00e9 Derain, Albert Marquet e di un gruppo di allievi di Gustave Moreau riuniti attorno a Henri Matisse. Ne sono esempi in mostra i dipinti di Raoul de Mathan, di Pierre Girieud, di Kees Van Dongen. Scopr\u00ec poi in occasione del Salon des Ind\u00e9pendants del 1905 il talento e l\u2019indipendenza della pittrice <strong>\u00c9milie Charmy<\/strong> che in ventotto anni espose nella Galerie B. Weill trenta volte, con la quale strinse un <strong>rapporto di amicizia<\/strong> che dur\u00f2 tutta la vita (\u00e8 qui esposto un suo autoritratto e un ritratto con mani in tasca e orologio da polso che l\u2019artista realizz\u00f2 della sua mecenate e amica Berthe).<\/p>\n<p>Il suo <strong>sostegno alle avanguardie<\/strong> non si ferm\u00f2 qui: diede spazio anche al <strong>Cubismo<\/strong>, nonostante le difficolt\u00e0 nell\u2019epoca in cui la disputa estetica mascherava spesso considerazioni di natura nazionalista. Weill sostenne infatti sin dagli esordi molti artisti, il cui lavoro includeva un periodo cubista, esponendo prima del conflitto mondiale quasi tutti i principali esponenti del Cubismo, e organizzando, nel 1914, mostre personali per Jean Metzinger e Diego Rivera (qui esposta la sua Tour Eiffel), dei quali \u00e8 possibile vedere opere in mostra, affianco a quelle di Andr\u00e9 Lhote, Louis Marcoussis e Alice Halicka, che Georges Braque defin\u00ec \u201ccubisti\u201d.<\/p>\n<p>Nei primi decenni del Novecento, Parigi si afferm\u00f2 come <strong>polo di attrazione internazionale <\/strong>per gli artisti provenienti dall\u2019Europa, dai territori dell\u2019ex Impero austro-ungarico fino agli Stati Uniti. L\u2019attivit\u00e0 di Berthe Weill si inserisce in questo<strong> contesto dinamico<\/strong>, contribuendo in modo decisivo a far emergere <strong>personalit\u00e0 artistiche spesso marginalizzate<\/strong>, segnate da condizioni di precariet\u00e0 economica e da forme di esclusione sociale. Animata da una curiosit\u00e0 indipendente e da uno <strong>sguardo personale<\/strong>, Weill sceglieva gli artisti senza aderire a programmi teorici, ma affidandosi piuttosto <strong>alla propria sensibilit\u00e0 <\/strong>e alla qualit\u00e0 delle opere. Mostra dopo mostra, si opponeva inoltre a una <strong>visione conservatrice dell\u2019arte francese<\/strong>, spesso intrisa di chiusure nazionalistiche, xenofobe e antisemite.<\/p>\n<p>Ma soprattutto la sua <strong>attenzione verso i giovani artisti<\/strong> rimase salda nel tempo, traducendosi in un impegno continuo nel promuoverli attraverso esposizioni dedicate. Vediamo quindi in questa sezione un bel nudo di <strong>Suzanne Valadon<\/strong> (da donna, Weill ebbe un\u2019attenzione particolare per le artiste), la Vie en rose di <strong>Raoul Dufy<\/strong>, che l\u2019artista realizz\u00f2 nel 1931 per celebrare<strong> i trent\u2019anni della Galerie B. Weill<\/strong>, e dipinti del pittore bulgaro Jules Pascin che dopo il loro incontro avvenuto nel 1910 lo espose nella sua galleria ben ventitr\u00e9 volte.<\/p>\n<p>Nel 1917, la gallerista si indebit\u00f2 per spostarsi in uno spazio pi\u00f9 grande. Fu in questa nuova sede, al 50 di rue Taitbout, che si verific\u00f2 uno degli eventi pi\u00f9 clamorosi della sua carriera: su sollecitazione del poeta d\u2019origine polacca <strong>L\u00e9opold Zborowski<\/strong>, organizz\u00f2 l\u2019unica mostra personale dedicata ad <strong>Amedeo Modigliani <\/strong>quando ancora il pittore livornese era in vita. L\u2019esposizione, che presentava trentadue opere tra cui <strong>quattro nudi<\/strong> diventati poi celebri, fu interrotta da uno <strong>scandalo <\/strong>a causa dei <strong>peli pubici <\/strong>visibili nei dipinti. Il commissario di polizia locale intervenne, ordinando di \u201cenlever toutes ces ordures!\u201d (\u201ctogliere tutte queste schifezze\u201d) per \u201coltraggio al pudore\u201d. Nonostante il clamore, l\u2019esposizione fu un fallimento commerciale, ma Weill, ammirando la pittura di Modigliani, acquist\u00f2 cinque opere per sostenerlo. Sono presenti in mostra due dipinti di Modigliani, di cui un <strong>audace nudo di donna <\/strong>sdraiata su un letto con al collo una collana di corallo, ma non si sa esattamente se questo era effettivamente tra i quattro nudi presentati all\u2019esposizione menzionata, per via della mancata precisione del catalogo di quella mostra. \u00c8 esposta anche La Chambre Bleu di <strong>Suzanne Valadon<\/strong>, altro quadro che andava<strong> contro le convenzioni del tempo <\/strong>per la sua modernit\u00e0 e che Weill espose nella sua galleria nel 1927. Apprezz\u00f2 poi la pittura di Odette des Garets, di Georges \u00c9mile Capon e di Georges Kars, come testimoniato da loro opere qui esposte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Maurice de Vlaminck, Le Restaurant de la Machine \u00e0 Bougival (1905; olio su tela, 60,0 x 81,5 cm; Parigi, Mus\u00e9e d'Orsay, Dono Max e Rosy Kaganovitch, 1973) \u00a9 Mus\u00e9e d'Orsay, dist. GrandPalaisRmn \/ Patrice Schmidt \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" title=\"Maurice de Vlaminck, Le Restaurant de la Machine \u00e0 Bougival (1905; olio su tela, 60,0 x 81,5 cm; Parigi, Mus\u00e9e d'Orsay, Dono Max e Rosy Kaganovitch, 1973) \u00a9 Mus\u00e9e d'Orsay, dist. GrandPalaisRmn \/ Patrice Schmidt \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/maurice-de-vlaminck-le-restaurant-de-la-machine-a-bougival.jpg\" width=\"750\" height=\"542\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMaurice de Vlaminck, Le Restaurant de la Machine \u00e0 Bougival (1905; olio su tela, 60,0 x 81,5 cm; Parigi, Mus\u00e9e d\u2019Orsay, Dono Max e Rosy Kaganovitch, 1973) \u00a9 Mus\u00e9e d\u2019Orsay, dist. GrandPalaisRmn \/ Patrice Schmidt \u00a9 Adagp, Paris, 2025&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\u00c9milie Charmy, Autoportrait (1906-1907; olio su tela 81 \u00d7 65 cm; Collezione privata). Foto: \u00a9 Studio Gibert. Su concessione di Galerie Bernard Bouche \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" title=\"\u00c9milie Charmy, Autoportrait (1906-1907; olio su tela 81 \u00d7 65 cm; Collezione privata). Foto: \u00a9 Studio Gibert. Su concessione di Galerie Bernard Bouche \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/emilie-charmy-autoportrait.jpg\" width=\"750\" height=\"944\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\n\u00c9milie Charmy, Autoportrait (1906-1907; olio su tela 81 \u00d7 65 cm; Collezione privata). Foto: \u00a9 Studio Gibert. Su concessione di Galerie Bernard Bouche \u00a9 Adagp, Paris, 2025&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Jean Metzinger, Champs de pavots (1904; olio su tela 44,1 \u00d7 59,7 cm; Minneapolis, Minneapolis Institute of Arts, dono Anne Dalrymple Hull) \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" title=\"Jean Metzinger, Champs de pavots (1904; olio su tela 44,1 \u00d7 59,7 cm; Minneapolis, Minneapolis Institute of Arts, dono Anne Dalrymple Hull) \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/jean-metzinger-champs-de-pavots.jpg\" width=\"750\" height=\"564\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJean Metzinger, Champs de pavots (1904; olio su tela 44,1 \u00d7 59,7 cm; Minneapolis, Minneapolis Institute of Arts, dono Anne Dalrymple Hull) \u00a9 Adagp, Paris, 2025&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Alice Halicka, Nature morte au violon (1918; olio su tela, 92,5 x 73 cm; Bordeaux, Mus\u00e9e des Beaux-Arts, acquisto, 1972 municipio di Bordeaux, Mus\u00e9e des Beaux-Arts,). Foto \u00a9 F. Deval \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" title=\"Alice Halicka, Nature morte au violon (1918; olio su tela, 92,5 x 73 cm; Bordeaux, Mus\u00e9e des Beaux-Arts, acquisto, 1972 municipio di Bordeaux, Mus\u00e9e des Beaux-Arts,). Foto \u00a9 F. Deval \u00a9 Adagp, Paris, 2025\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/alice-halicka-nature-morte-au-violon.jpg\" width=\"750\" height=\"942\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAlice Halicka, Nature morte au violon (1918; olio su tela, 92,5 x 73 cm; Bordeaux, Mus\u00e9e des Beaux-Arts, acquisto, 1972 municipio di Bordeaux, Mus\u00e9e des Beaux-Arts,). Foto \u00a9 F. Deval \u00a9 Adagp, Paris, 2025&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Raoul Dufy, 30 ans ou la Vie en rose (1931; olio su tela, 98 \u00d7 128 cm; Paris, Mus\u00e9e d'Art Moderne de la Ville de Paris, dono Mathilde Amos, 1955) \u00a9 Paris Mus\u00e9es \/ Mus\u00e9e d'Art Moderne\" title=\"Raoul Dufy, 30 ans ou la Vie en rose (1931; olio su tela, 98 \u00d7 128 cm; Paris, Mus\u00e9e d'Art Moderne de la Ville de Paris, dono Mathilde Amos, 1955) \u00a9 Paris Mus\u00e9es \/ Mus\u00e9e d'Art Moderne\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/raoul-dufy-la-vie-en-rose.jpg\" width=\"750\" height=\"567\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nRaoul Dufy, 30 ans o la Vie en rose (1931; olio su tela, 98 \u00d7 128 cm; Paris, Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris, dono Mathilde Amos, 1955) \u00a9 Paris Mus\u00e9es \/ Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Jules Pascin, Claudine au repos (1913; olio su tela, 81 x 60 cm; Chicago, The Art Institude, inv. 1936.11)\" title=\"Jules Pascin, Claudine au repos (1913; olio su tela, 81 x 60 cm; Chicago, The Art Institude, inv. 1936.11)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/jules-pascin-claudine-au-repos.jpg\" width=\"750\" height=\"1029\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJules Pascin, Claudine au repos (1913; olio su tela, 81 x 60 cm; Chicago, The Art Institude, inv. 1936.11)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Amedeo Modigliani, Nu au collier de corail (1917; olio su tela, 66,5 \u00d7 101,1 cm; Oberlin, Allen Memorial Art Museum, Oberlin College, Ohio). Foto \u00a9 Allen Memorial Art Museum, Oberlin College, Ohio\" title=\"Amedeo Modigliani, Nu au collier de corail (1917; olio su tela, 66,5 \u00d7 101,1 cm; Oberlin, Allen Memorial Art Museum, Oberlin College, Ohio). Foto \u00a9 Allen Memorial Art Museum, Oberlin College, Ohio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/amedeo-modigliani-nu-au-collier-de-corail.jpg\" width=\"750\" height=\"487\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAmedeo Modigliani, Nu au collier de corail (1917; olio su tela, 66,5 \u00d7 101,1 cm; Oberlin, Allen Memorial Art Museum, Oberlin College, Ohio). Foto \u00a9 Allen Memorial Art Museum, Oberlin College, Ohio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Suzanne Valadon, La Chambre bleue (1923; olio su tela, 90 \u00d7 116 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d'Art moderne \/ Centre de cr\u00e9ation industrielle, in deposito al Mus\u00e9e des Beaux-Arts di Limoges). Foto \u00a9 Centre Pompidou, MNAMCCI, Dist. GrandPalaisRmn \/ Jacqueline Hyde\" title=\"Suzanne Valadon, La Chambre bleue (1923; olio su tela, 90 \u00d7 116 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d'Art moderne \/ Centre de cr\u00e9ation industrielle, in deposito al Mus\u00e9e des Beaux-Arts di Limoges). Foto \u00a9 Centre Pompidou, MNAMCCI, Dist. GrandPalaisRmn \/ Jacqueline Hyde\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/suzanne-valadon-la-chambre-bleue.jpg\" width=\"750\" height=\"578\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSuzanne Valadon, La Chambre bleue (1923; olio su tela, 90 \u00d7 116 cm; Parigi, Centre Pompidou, Mus\u00e9e national d\u2019Art moderne \/ Centre de cr\u00e9ation industrielle, in deposito al Mus\u00e9e des Beaux-Arts di Limoges). Foto \u00a9 Centre Pompidou, MNAMCCI, Dist. GrandPalaisRmn \/ Jacqueline Hyde&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Georges Kars, Dans le salon de peinture (1933; olio su compensato, 56 \u00d7 46 cm; Collezione privata). Foto \u00a9 Jana Hojstri\u010dov\u00e1\" title=\"Georges Kars, Dans le salon de peinture (1933; olio su compensato, 56 \u00d7 46 cm; Collezione privata). Foto \u00a9 Jana Hojstri\u010dov\u00e1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/georges-kars-dans-le-salon.jpg\" width=\"750\" height=\"903\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGeorges Kars, Dans le salon de peinture (1933; olio su compensato, 56 \u00d7 46 cm; Collezione privata). Foto \u00a9 Jana Hojstri\u010dov\u00e1&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Otto Freundlich, Composition 1939 (1939; tempera su marouflage applicato su tela, 193 \u00d7 146 cm; Pontoise, Mus\u00e9e Tavet-Delacour). Foto \u00a9 mus\u00e9e d'art et d'histoire Pissarro-Pontoise\" title=\"Otto Freundlich, Composition 1939 (1939; tempera su marouflage applicato su tela, 193 \u00d7 146 cm; Pontoise, Mus\u00e9e Tavet-Delacour). Foto \u00a9 mus\u00e9e d'art et d'histoire Pissarro-Pontoise\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/otto-freundlich-composition.jpg\" width=\"750\" height=\"997\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nOtto Freundlich, Composition 1939 (1939; tempera su marouflage applicato su tela, 193 \u00d7 146 cm; Pontoise, Mus\u00e9e Tavet-Delacour). Foto \u00a9 mus\u00e9e d\u2019art et d\u2019histoire Pissarro-Pontoise&#13;<\/p>\n<p>Nel 1924 organizz\u00f2 la sua <strong>prima mostra collettiva<\/strong>, che da quel momento si sarebbe tenuta ogni fine dell\u2019anno su un tema specifico. Festeggi\u00f2 due anni dopo i <strong>venticinque anni di attivit\u00e0<\/strong> con una grande festa in maschera, qui documentata da una gigantografia che ritrae la gallerista, riconoscibile dal monocolo che porta, in mezzo ai suoi artisti e i tanti invitati, ma il crollo di Wall Street del 1929 la costrinse a <strong>mettere in vendita la sua collezione personale<\/strong>. Alla fine degli anni Trenta decise di esporre artisti che non aveva ancora promosso, come<strong> Otto Freundlich<\/strong> (qui la sua Composition del 1939, anno in cui il pittore venne internato e <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/opere-e-artisti\/la-storia-di-otto-freundlich\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quattro anni dopo ucciso in un campo di sterminio<\/a>), e spost\u00f2 la sua attenzione verso <strong>l\u2019astrazione<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>sua carriera quarantennale <\/strong>fu drammaticamente interrotta dalla storia: per aggirare le leggi contro gli ebrei, che vietavano loro di gestire attivit\u00e0 commerciali, mise un\u2019amica a capo della galleria, prima della sua chiusura definitiva nel 1940. Weill, dopo essersi fratturata il femore nel 1941, visse nascosta e in grande povert\u00e0, probabilmente nello studio dell\u2019amica \u00c9milie Charmy. Solo nel 1946 venne organizzata una <strong>grande asta di beneficenza<\/strong>, con oltre ottanta opere donate da amici, artisti e persino galleristi concorrenti, per risollevarla dalla miseria. Nel 1948, fu nominata Cavaliere della Legione d\u2019onore. Scomparve il 17 aprile 1951, nella sua casa, all\u2019et\u00e0 di ottantacinque anni. In <strong>quarant\u2019anni di attivit\u00e0<\/strong>, Berthe Weill sostenne <strong>pi\u00f9 di trecento artisti<\/strong> e organizz\u00f2 <strong>centinaia di mostre <\/strong>per contribuire alla loro causa. Nonostante ci\u00f2, la sua storia \u00e8 oggi quasi del tutto caduta nell\u2019oblio. \u00c8 stata una<strong> gallerista d\u2019avanguardia <\/strong>che ha dedicato quarant\u2019anni della sua vita a sostenere gli artisti del suo tempo con un entusiasmo e una perseveranza senza pari, tenendo sempre a mente il suo proposito: \u201cPlace aux jeunes\u201d, diceva.<\/p>\n<p>Dedicarle una mostra come quella del Mus\u00e9e de l\u2019Orangerie significa perci\u00f2 restituire il giusto tributo a una pioniera che ha combattuto in prima linea a favore dell\u2019arte e degli artisti, in un\u2019epoca tutta al maschile, con l\u2019augurio che la sua riscoperta non venga ancora oscurata.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n<p>                        <img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ilaria-baratta.jpg\" title=\"Ilaria Baratta\" alt=\"Ilaria Baratta\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autrice di questo articolo: <strong>Ilaria Baratta<\/strong><\/p>\n<p>Giornalista, \u00e8 co-fondatrice di <strong>Finestre sull&#8217;Arte<\/strong> con Federico Giannini. \u00c8 nata a Carrara nel 1987 e si \u00e8 laureata a Pisa. \u00c8 responsabile della redazione di <strong>Finestre sull&#8217;Arte<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Ilaria Baratta , scritto il 20\/12\/2025 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Parigi &#8211; Arte Moderna Una grande&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":272242,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,11183,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1289],"class_list":{"0":"post-272241","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arte-moderna","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-parigi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115762370947179051","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272241","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=272241"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272241\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/272242"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=272241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=272241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=272241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}