{"id":272405,"date":"2025-12-22T11:18:11","date_gmt":"2025-12-22T11:18:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272405\/"},"modified":"2025-12-22T11:18:11","modified_gmt":"2025-12-22T11:18:11","slug":"natale-in-siria-tra-dolore-fatica-ma-anche-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272405\/","title":{"rendered":"Natale in Siria tra dolore, fatica ma anche solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il Natale per i siriani \u00e8 un momento per coltivare la speranza, ma non \u00e8 ancora un evento gioioso. \u00c8 quanto sottolineano i religiosi del Paese che, da Aleppo ad Homs, raccontano le preoccupazioni e i timori di un popolo che fatica a ritrovare un senso di normalit\u00e0. &#8220;Anche quest&#8217;anno Ges\u00f9 ha scelto di nascere qui &#8211; dice monsignor Jaques Mourad, arcivescovo di Homs dei Siri &#8211; facendosi profugo, povero e senza dimora; solidale con quanti stanno soffrendo&#8221;<\/p>\n<p><b>Stefano Leszczynski &#8211; Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>La Siria si prepara a vivere il suo secondo\u00a0Natale\u00a0dalla fuga dell\u2019ex presidente Bashar al-Assad in Russia. \u00c8 un momento speciale per tutto il Paese, che con fatica e tra infinite difficolt\u00e0 tenta di creare un clima di riconciliazione. Le strade delle principali citt\u00e0 siriane &#8211; racconta <b>monsignor Hannah Jallouf<\/b>, vicario apostolico di Aleppo dei Latini &#8211; sono addobbate a festa con il consenso delle autorit\u00e0, ma la situazione economica resta difficile e il carovita colpisce tutti, cristiani e non. &#8220;Di recente &#8211; dichiara monsignor Hannah &#8211; le autorit\u00e0 hanno alzato il prezzo del gasolio per il riscaldamento e hanno alzato anche il prezzo dell\u2019elettricit\u00e0. Costi che arrivano ad assorbire i tre quarti dello stipendio medio di un operaio&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La ricerca della normalit\u00e0 <\/p>\n<p>L\u2019inverno in Siria \u00e8 notoriamente rigido, soprattutto al nord, e la neve che ha imbiancato le provincie intorno ad Aleppo rappresenta un grave problema. In questa citt\u00e0 del nord vive un\u2019importante comunit\u00e0 cristiana e la parrocchia di San Francesco d\u2019Assisi, con le sue opere caritative gestite dai frati, \u00e8 il principale punto di assistenza socio-sanitaria per tutta la cittadinanza. Anche se i simboli delle festivit\u00e0 natalizie sono presenti un po\u2019 ovunque nelle citt\u00e0 e nei villaggi, soprattutto dove c\u2019\u00e8 una presenza cristiana, le difficolt\u00e0 e le paure non mancano. &#8220;Tentiamo di restituire una parvenza di normalit\u00e0 alla vita\u00a0 &#8211; spiega il parroco, <b>padre Bahjat Karakash<\/b> &#8211; per tornare a sentirci umani, ma sotto cova ancora il fuoco della paura. E questo genera certamente una sensazione di instabilit\u00e0 e una spinta migratoria che non si ferma mai, purtroppo&#8221;.<\/p>\n<p>\n   Ascolta l&#8217;intervista a padre Bahjat Karakash\n  <\/p>\n<p>La questione migratoria <\/p>\n<p>Il pesante calo demografico della Siria \u00e8 ancora una realt\u00e0 nonostante le pressioni internazionali per favorire il rientro dei profughi. &#8220;La grande speranza di questo\u00a0Natale\u00a0\u00e8 che il Signore possa donarci una pace duratura &#8211; riprende monsignor Hannah Jallouf &#8211; perch\u00e9 la gente ha bisogno di stabilit\u00e0 per decidere di tornare nel Paese, ha bisogno di lavoro e di sicurezza&#8221;. Pace e prosperit\u00e0 sono gli auspici ricorrenti in tutti le confessioni del cristianesimo siriano, cos\u00ec come nella maggior parte delle comunit\u00e0 musulmane del Paese. &#8220;Ma la minaccia integralista resta comunque pressante&#8221;, dice il vicario apostolico di Aleppo. &#8220;Il Paese \u00e8 ancora suddiviso in zone controllate da forze che si oppongono alla riconciliazione&#8221;, spiega padre Bahjat rievocando l\u2019attentato che recentemente nella zona di Palmira ha colpito i militari statunitensi della Guardia nazionale provocando tre morti.<\/p>\n<p>Mantenere l&#8217;attenzione internazionale <\/p>\n<p>&#8220;La Siria \u00e8 gravida di speranza &#8211; precisa il parroco di Aleppo &#8211; ma \u00e8 diffusa la sensazione che l\u2019attenzione internazionale sulla sofferenza del nostro popolo sia calata. La solidariet\u00e0 internazionale, invece, continua ad essere fondamentale per il popolo siriano e l\u2019immagine eccessivamente ottimistica tratteggiata dall\u2019Occidente sembra non tenere conto delle incertezze che ancora segnano il Paese. Il nostro compito come cristiani &#8211; conclude padre Bahjat\u2014 \u00e8 quello di diffondere la parola della riconciliazione e sicuramente abbiamo bisogno del sostegno di tutta la Chiesa universale per poter assolvere questo nostro compito&#8221;.<\/p>\n<p>\n   Ascolta l&#8217;intervista a monsignor Jaques Mourad\n  <\/p>\n<p>Un Natale sottotono <\/p>\n<p>Speranza e solidariet\u00e0, sono questi i due sostantivi che meglio descrivono il\u00a0Natale\u00a0che i cristiani della Siria si apprestano a celebrare, spiega <b>monsignor Jaques Mourad,<\/b> arcivescovo di Homs dei Siri. &#8220;Abbiamo deciso intenzionalmente di mantenere un basso profilo per queste festivit\u00e0, rinunciando a molte manifestazioni pubbliche, per dimostrare la nostra solidariet\u00e0 verso tutti coloro che ancora soffrono in Siria, in particolare nella comunit\u00e0 alawita, ma anche tra le famiglie cristiane che contano molte persone scomparse&#8221;. Un sentimento di empatia e compassione che sembra essere l\u2019elemento unificante di tutti i cristiani di Terra Santa: &#8220;Nel nostro Presepe, che mantiene sullo sfondo i simboli del Giubileo della speranza &#8211; spiega padre Bahjat Karakash &#8211; abbiamo scelto di mettere una riproduzione della mangiatoia di Betlemme. La Palestina ha passato quest\u2019anno momenti molto difficili. Questo \u00e8 un modo per collegarci anche a quella sofferenza, per ricordare i nostri fratelli che hanno sofferto i bombardamenti a Gaza e certamente anche per collegarci a Betlemme, che quest\u2019anno ha acceso l\u2019albero di\u00a0Natale\u00a0sperando in un futuro migliore&#8221;.<\/p>\n<p>Solidariet\u00e0 con chi soffre <\/p>\n<p>&#8220;Per noi cristiani questa Nativit\u00e0 assume un significato molto profondo &#8211; dice monsignor Mourad -, Ges\u00f9 incarna la nostra umanit\u00e0 sofferente e si fa solidale con noi: ha scelto di farsi profugo e povero, come molti di noi non ha una casa e patisce il freddo. Questa similiarit\u00e0 con Lui &#8211; prosegue l\u2019arcivescovo siro-cattolico di Homs \u2014 rappresenta una chiamata per tutti i cristiani a condividere le difficolt\u00e0 di chi non ha nulla. Questa \u00e8 la solidariet\u00e0 che simboleggia\u00a0oggi\u00a0la speranza e il mistero della nostra Chiesa&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Natale per i siriani \u00e8 un momento per coltivare la speranza, ma non \u00e8 ancora un evento&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":272406,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[819,134028,14,164,165,166,7,15,74,17362,11,167,12,168,131834,161,162,163],"class_list":{"0":"post-272405","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-chiesa","9":"tag-chiese-orientali","10":"tag-cronaca","11":"tag-dal-mondo","12":"tag-dalmondo","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-siria","17":"tag-terra-santa","18":"tag-ultime-notizie","19":"tag-ultime-notizie-di-mondo","20":"tag-ultimenotizie","21":"tag-ultimenotiziedimondo","22":"tag-violenza-politica","23":"tag-world","24":"tag-world-news","25":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115762948015530441","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272405","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=272405"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272405\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/272406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=272405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=272405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=272405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}