{"id":272491,"date":"2025-12-22T12:29:12","date_gmt":"2025-12-22T12:29:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272491\/"},"modified":"2025-12-22T12:29:12","modified_gmt":"2025-12-22T12:29:12","slug":"una-sedia-una-spazzola-una-citta-intera-perche-caltanissetta-chiede-una-statua-per-lo-sciuscia-peppino-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272491\/","title":{"rendered":"\u201cUna sedia, una spazzola, una citt\u00e0 intera\u201d: perch\u00e9 Caltanissetta chiede una statua per lo sciusci\u00e0 Peppino Romano"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019alba, quando le saracinesche sono ancora mezze abbassate e la luce si infila tra le facciate liberty del <strong>Corso Umberto I<\/strong>, c\u2019era una piccola isola di ordine che si ricomponeva sempre uguale: una sedia di legno, uno sgabello, una cassetta vissuta di legno e latta, stracci e creme, spazzole dalle setole consumate. In quell\u2019angolo di strada, un uomo di <strong>oltre 90 anni<\/strong> si piegava sulle scarpe dei passanti con la naturalezza di chi conosce a memoria il proprio mestiere e la propria citt\u00e0. Quel gesto \u2013 lucidare una tomaia, rianimare una punta \u2013 sembra poca cosa. Ma a <strong>Caltanissetta<\/strong> significava riconoscere un patto: la manualit\u00e0 al servizio dell\u2019orgoglio quotidiano, la cura come forma di convivenza. Ora che <strong>Giuseppe (Peppino) Romano<\/strong> non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, quella sedia \u00e8 diventata una domanda: come si conserva un\u2019eredit\u00e0 che non \u00e8 solo lavoro, ma linguaggio comune? E come si d\u00e0 forma visibile a un simbolo invisibile? \u00c8 qui che nasce la proposta: una statua in bronzo per lo \u201csciusci\u00e0\u201d che per pi\u00f9 di <strong>ottant\u2019anni<\/strong> ha presidiato il cuore della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Un uomo, un mestiere, un luogo: la geografia sentimentale di una citt\u00e0<\/p>\n<p>Per i nisseni <strong>Peppino Romano<\/strong> non \u00e8 stato semplicemente \u201cl\u2019ultimo lustrascarpe\u201d: \u00e8 stato un pezzo di <strong>Corso Umberto I<\/strong>, un punto fisso nella mappa emozionale di <strong>Piazza Garibaldi<\/strong> e delle traverse che la incorniciano. Ogni mattina, \u201csempre sorridente e affabile\u201d, arrivava con i suoi attrezzi, si sistemava e aspettava: a partire dalle <strong>7:30<\/strong>, in tutte le stagioni, senza clamori. Cos\u00ec lo raccontano, da anni, reportage televisivi, fotogallerie e articoli che hanno fatto di quel rito un patrimonio collettivo.<\/p>\n<p>La notizia della sua scomparsa, negli ultimissimi giorni del <strong>2025<\/strong>, ha attraversato i social e le bacheche dei giornali locali come un sussulto condiviso. Il <strong>Comune di Caltanissetta<\/strong>, guidato dal sindaco <strong>Walter Tesauro<\/strong>, ha espresso il cordoglio ufficiale: \u201cPerdiamo un pezzo della nostra storia quotidiana\u201d. Non un eccesso retorico: una constatazione. Perch\u00e9 nella figura di Romano si tenevano insieme almeno tre elementi che altrove vivono separati: la <strong>dignit\u00e0 del lavoro manuale<\/strong>, la <strong>continuit\u00e0 della memoria urbana<\/strong> e il <strong>rapporto diretto<\/strong> con chiunque si sedesse su quello sgabello.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/peppino_romano_2-1766336315533.JPG\" alt=\"\" width=\"927\" height=\"504\"\/><\/p>\n<p>Com\u2019era quando Caltanissetta aveva i bigliettini numerati<\/p>\n<p>Negli <strong>anni \u201950<\/strong>, in quella stessa grande piazza nissena \u2013 tra <strong>Piazza Garibaldi<\/strong>, <strong>Corso Umberto I<\/strong> e <strong>Corso Vittorio Emanuele II<\/strong> \u2013 i lustrascarpe erano circa <strong>32<\/strong>. Tanti, cos\u00ec tanti che, nelle giornate affollate, si ricorreva ai <strong>bigliettini numerati<\/strong> per mettere ordine tra i clienti. Romano, allora, era un ragazzino di meno di <strong>13 anni<\/strong>; aveva imparato il mestiere dal padre e lo praticava con i fratelli. Nel racconto della citt\u00e0, quella stagione profuma di cuoio e di lucido, e parla una lingua che la modernit\u00e0 ha quasi dimenticato: la lentezza dei gesti, l\u2019idea che le scarpe dicano qualcosa di noi, l\u2019abitudine di \u201cpassiare\u201d lungo il Corso per farsi vedere e guardare.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nostalgia facile in questo quadro: c\u2019\u00e8 l\u2019evidenza di un <strong>ecosistema urbano<\/strong> in cui i <strong>mestieri di strada<\/strong> erano infrastrutture sociali tanto quanto i tram o le edicole. E c\u2019\u00e8 il termine, <strong>\u201csciusci\u00e0\u201d<\/strong>, che arriva dal dopoguerra e dall\u2019anglicismo deformato di \u201cshoe-shiner\u201d, passato attraverso il cinema e l\u2019immaginario popolare, poi adottato in Sicilia come sinonimo di lustrascarpe. \u00c8 una parola-chiave per capire il valore antropologico di quel lavoro e, pi\u00f9 in generale, la trasformazione del paesaggio commerciale e dei consumi nel secondo Novecento.<\/p>\n<p>Un riconoscimento in vita e una memoria da scolpire<\/p>\n<p>Nel <strong>2021<\/strong>, per i suoi <strong>90 anni<\/strong>, l\u2019allora sindaco <strong>Roberto Gambino<\/strong> gli consegn\u00f2 una medaglia commemorativa con una motivazione che suona oggi come un epitaffio civile: \u201cPer una vita dedicata al suo lavoro di lustrascarpe, simbolo di una tradizione scomparsa da non dimenticare\u201d. Nello stesso periodo, servizi televisivi e articoli gli hanno dedicato ritratti affettuosi, raccontandone la puntigliosa dedizione e il rapporto con il quartiere. In un\u2019intervista, si accennava anche alla possibilit\u00e0 di un imminente conferimento di onorificenza nazionale: segno, in ogni caso, della considerazione pubblica maturata attorno alla sua figura.<\/p>\n<p>Oggi, nel giorno del lutto, la proposta avanza con nettezza: il <strong>prof. Leandro Janni<\/strong>, vicepresidente regionale di <strong>Italia Nostra Sicilia<\/strong>, chiede al <strong>Comune<\/strong> la <strong>realizzazione di una scultura in bronzo<\/strong> da collocare \u201cnel luogo dove egli ha vissuto e lavorato, sempre sorridente e affabile\u201d. L\u2019idea non \u00e8 un vezzo estetico: \u00e8 un progetto di <strong>tutela della memoria<\/strong> in forma plastica, coerente con la lunga battaglia civica di Janni sulla salvaguardia del centro storico e dei suoi simboli. Una proposta che, proprio perch\u00e9 sobria e concreta, ha il pregio di aprire un discorso pi\u00f9 ampio: come si decide cosa merita di diventare <strong>monumento<\/strong> in una citt\u00e0 che ha spesso faticato a raccontare s\u00e9 stessa?<\/p>\n<p>\u201cA botta du Mastru\u201d: un ragazzino diventa icona<\/p>\n<p>Nel <strong>2022<\/strong>, il documentarista allora diciannovenne <strong>Francesco Petrantoni<\/strong> vinse il Cuneo Film Festival con lo short \u201cA Botta du Mastru\u201d, proprio sulla figura di <strong>Giuseppe Romano<\/strong>. \u00c8 un dettaglio importante: un giovane che racconta un anziano artigiano dice di una <strong>staffetta generazionale<\/strong> possibile, di un interesse che attraversa et\u00e0 e linguaggi. Il corto, per quanto breve, ha fissato immagini e suoni \u2013 le spazzole che corrono, il rumore del Corso \u2013 che ora diventano archivio prezioso, patrimonio di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"All\u2019alba, quando le saracinesche sono ancora mezze abbassate e la luce si infila tra le facciate liberty del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":272492,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,28284,160267,160268,1612,203,160273,160269,204,1537,90,160274,89,160271,55062,160272,160270],"class_list":{"0":"post-272491","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-caltanissetta","14":"tag-corso-umberto-i","15":"tag-corso-vittorio-emanuele-ii","16":"tag-design","17":"tag-entertainment","18":"tag-francesco-petrantoni","19":"tag-giuseppe-romano","20":"tag-intrattenimento","21":"tag-it","22":"tag-italia","23":"tag-italia-nostra-sicilia","24":"tag-italy","25":"tag-leandro-janni","26":"tag-piazza-garibaldi","27":"tag-roberto-gambino","28":"tag-walter-tesauro"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115763227599759110","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=272491"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272491\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/272492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=272491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=272491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=272491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}