{"id":272504,"date":"2025-12-22T12:38:11","date_gmt":"2025-12-22T12:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272504\/"},"modified":"2025-12-22T12:38:11","modified_gmt":"2025-12-22T12:38:11","slug":"toyota-pronta-a-importare-dagli-usa-la-svolta-imposta-da-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272504\/","title":{"rendered":"Toyota pronta a importare dagli USA, la svolta imposta da Trump"},"content":{"rendered":"<p>Toyota apre le porte del mercato giapponese all\u2019America. A seguito degli accordi politici instaurati negli scorsi mesi tra i due paesi, il Brand cede alle richieste di <strong>Donald Trump<\/strong> e alla sua linea dura sul commercio internazionale. Si rivedono cosi le <strong>strategie<\/strong> consolidate da decenni di un marchio che ha fatto della produzione domestica un simbolo identitario, segnando un passaggio storico.\n<\/p>\n<p>Tre modelli per il 2026<\/p>\n<p>Tre sono i modelli in arrivo nel mercato giapponese. Si tratta della berlina <b>Camry<\/b>, uscita di scena in Giappone nel 2023, del SUV <b>Highlander<\/b>, ritirato addirittura nel 2007, e del pickup<b> Tundra<\/b>, completamente inedito per il pubblico nipponico. Modelli molto diversi tra loro, ma sopratutto diversi da quello che \u00e8 il gusto del mercato giapponese, poco incline a dimensioni e impostazioni tecniche cosi massicce.<\/p>\n<p>Per quanto la Camry come modello rappresenti un ritorno alle origini, la veste \u00e8 ormai quella di un modello dall\u2019impronta americana, sensazione che si ha ancor di pi\u00f9 con i modelli Highlander e Tundra, che stonano con la cultura di auto green compatte e strade strette tipica del paese. \u00a0Non a caso, Toyota parla di un\u2019<strong>operazione graduale<\/strong>, pensata pi\u00f9 come <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/trump-smantella-svolta-green-auto\/307133\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">segnale politico-industriale<\/a> che come rivoluzione immediata dei volumi di vendita.<\/p>\n<p>Evitare le sanzioni di Trump<\/p>\n<p>Il contesto \u00e8 chiaro. Washington accusa da tempo il Giappone di mantenere <b>barriere non tariffarie<\/b> che rendono difficile l\u2019ingresso delle auto americane nel Paese. Un\u2019accusa che si \u00e8 tradotta, negli ultimi anni, in una serie di pressioni dirette e indirette, culminate con l\u2019<strong>inasprimento dei dazi<\/strong> sulle auto giapponesi importate negli Stati Uniti. Le tariffe volute da Trump sono arrivate a toccare il 27,5%, prima di essere ridimensionate al <strong>15%<\/strong> lo scorso settembre. Una montagna russa che ha pesato, e non poco, sui conti dei costruttori nipponici.<\/p>\n<p>Durante il<strong> vertice di Tokyo<\/strong> dello scorso ottobre, il Giappone si \u00e8 impegnato ad accettare veicoli certificati negli Stati Uniti senza ulteriori test di omologazione. Un passaggio chiave, che apre la strada proprio a operazioni come quella annunciata da Toyota. In questo modo, il marchio pu\u00f2 ribilanciare i flussi commerciali, ridurre l\u2019<a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/auto-giapponesi-crisi-dazi-trump\/302521\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">esposizione ai dazi<\/a> e dimostrare una collaborazione concreta con l\u2019amministrazione americana. Non a caso sembrerebbe che anche Honda e Nissan starebbero valutando strategie simili.<\/p>\n<p>Le preferenze dei giapponesi<\/p>\n<p>Resta per\u00f2 un nodo centrale: il mercato. Perch\u00e9 se la politica spinge in una direzione, i <strong>consumatori giapponesi<\/strong> vanno spesso in quella opposta. Le ricerche di settore raccontano di un Giappone in cui continuano a dominare le <a href=\"http:\/\/virgilio%20motori%20key%20car\" rel=\"nofollow\">auto compatte<\/a>, ibride ed efficienti, perfettamente adattate alla vita urbana. Le vetture americane, al contrario, vengono spesso percepite come troppo grandi e inadatte alle infrastrutture localii.<\/p>\n<p>I numeri lo confermano. Secondo i dati della Japan Automobile Importers Association (Jaia), nel 2024 sono state importate circa 230.000 auto straniere, pari a poco pi\u00f9 del <strong>5% delle immatricolazioni totali<\/strong>. Una quota stabile, ma lontanissima dai livelli europei. \u00c8 qui che Toyota gioca la sua partita pi\u00f9 delicata: convincere il pubblico giapponese che modelli nati per gli USA possano trovare una nuova identit\u00e0 anche in patria. Non sar\u00e0 semplice, ma il marchio sa di avere un vantaggio competitivo fondamentale: la fiducia dei clienti.<\/p>\n<p>In definitiva, l\u2019operazione Toyota racconta molto del futuro dell\u2019auto globale. Meno confini rigidi, pi\u00f9 compromessi politici e una produzione sempre pi\u00f9 intrecciata con la geopolitica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Toyota apre le porte del mercato giapponese all\u2019America. 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