{"id":272659,"date":"2025-12-22T14:51:09","date_gmt":"2025-12-22T14:51:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272659\/"},"modified":"2025-12-22T14:51:09","modified_gmt":"2025-12-22T14:51:09","slug":"prevenire-il-rischio-di-ictus-i-valori-da-non-superare-di-3-biomarcatori-chiave-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272659\/","title":{"rendered":"Prevenire il rischio di ictus: i valori da non superare di 3 biomarcatori chiave. Lo studio"},"content":{"rendered":"<p>Gli scienziati del Brigham and Women&#8217;s Hospital hanno scoperto che i livelli di proteina C-reattiva (CRP) ad alta sensibilit\u00e0, di colesterolo LDL a bassa densit\u00e0 e di lipoproteine(a) sono in grado di prevedere a 5 e a 10 anni il rischio cardiovascolare, e dunque la possibilit\u00e0 di soffrire di ictus, nella popolazione femminile. Lo studio \u00e8 stato pubblicato sul<strong> &#8220;The New England Journal of Medicine&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Ictus, il 75% a rischio ha pi\u00f9 di 65 anni<\/p>\n<p>L&#8217;ictus \u00e8 una grave patologia cerebrovascolare responsabile di <strong>7,25 milioni di decessi<\/strong> l&#8217;anno a livello globale. Dati alla mano, il 75% delle diagnosi interessa soggetti con <strong>pi\u00f9 di 65 anni<\/strong>, in particolare uomini.<\/p>\n<p>Si verifica quando l&#8217;<strong>afflusso di sangue <\/strong>al cervello si riduce o si interrompe completamente. Viene cos\u00ec meno la giusta quantit\u00e0 di ossigeno e, di conseguenza, si verifica la morte del tessuto cerebrale coinvolto. Esistono due <strong>tipologie<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Ischemico<\/strong>: \u00e8 la forma pi\u00f9 frequente ed \u00e8 provocata dal restringimento o dalla totale occlusione di un vaso arterioso cerebrale ad opera di un embolo o di un trombo<\/li>\n<li><strong>Emorragico<\/strong>: \u00e8 la forma pi\u00f9 pericolosa ed \u00e8 causata dalla rottura di un&#8217;arteria cerebrale. Spesso la perdita ematica, facendo pressione sul tessuto del cervello, d\u00e0 luogo a danni irreversibili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Attenzione ai fattori di rischio<\/p>\n<p>Le cause del colpo apoplettico si differenziano in base alla tipologia dello stesso. Quello ischemico \u00e8 spesso la conseguenza di un <strong>coagulo di sangue<\/strong> (spesso proveniente dal cuore) o dell&#8217;accumulo di <strong>placche di grasso<\/strong> nelle arterie cerebrali che provocano restringimenti oppure blocchi.<\/p>\n<p>Quello emorragico, come abbiamo gi\u00e0 detto, si verifica nel momento in cui si rompe un vaso sanguigno cerebrale. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire a causa di ipertensione arteriosa cronica, malformazioni artero-venose, <strong>aneurismi <\/strong>cerebrali e, ancora, <strong>traumi cranici<\/strong> o lesioni cerebrali di varia natura.<\/p>\n<p>Indipendentemente dalla natura del disturbo, esistono dei <strong>fattori di rischio<\/strong> in grado di aumentare significativamente la probabilit\u00e0 che esso si verifichi. Tra questi ricordiamo:<\/p>\n<p>Lo studio<\/p>\n<p>Allo <a href=\"http:\/\/www.nejm.org\/doi\/full\/10.1056\/nejmoa2405182\" rel=\"nofollow noopener\" data-datalayer-click-event-target=\"external\" target=\"_blank\">studio<\/a> hanno partecipato 27.939 donne statunitensi sane la cui et\u00e0 media in fase iniziale era di 54,7 anni. Tutte hanno fornito informazioni su fattori di rischio comportamentali, di stile di vita e demografici e sono state seguite in maniera sistematica e prospettica fino a gennaio 2023. Dunque il<strong> follow-up<\/strong> \u00e8 durato <strong>30 anni<\/strong>.<\/p>\n<p>Durante quest&#8217;ultimo i ricercatori hanno focalizzato l&#8217;attenzione su<strong> tre biomarcatori <\/strong>del sangue responsabili dell&#8217;<strong>infiammazione<\/strong> e della maggior parte delle problematiche cardiovascolari che, ricordiamo, rientrano tra le cause principali dell&#8217;ictus:<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> <strong>Proteina C- reattiva ad alta sensibilit\u00e0 (CRP)<\/strong>;<\/p>\n<p><strong>2. <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/tag\/colesterolo-ldl-151350.html\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Colesterolo<\/a> LDL a bassa densit\u00e0<\/strong>;<\/p>\n<p><strong>3. Lipoproteine(a)<\/strong>.<\/p>\n<p>I valori da non superare di tre biomarcatori chiave<\/p>\n<p>La <strong>proteina C-reattiva<\/strong> \u00e8 un indicatore di infiammazione, cio\u00e8 di attivazione del sistema immunitario. Viene infatti prodotta dal fegato in risposta a infezioni, danni ai tessuti, stati infiammatori cronici dovuti a malattie autoimmuni o a disturbi metabolici come obesit\u00e0 e diabete. Un<strong> livello superiore a 3 mg\/dl<\/strong> indica una flogosi marcata e, dunque, un <strong>rischio aumentato<\/strong> di patologie cardiovascolari.<\/p>\n<p>Il <strong>colesterolo LDL<\/strong> \u00e8 una lipoproteina a bassa densit\u00e0 che ha il compito di garantire un corretto metabolismo lipidico e le normali funzioni cellulari. <strong>Valori superiori a 130 mg\/dl<\/strong> sono considerati un fattore di rischio per aterosclerosi, ictus e infarto. Infatti le placche formate dal colesterolo LDL induriscono e<strong> ostruiscono i vasi sanguigni<\/strong>.<\/p>\n<p>La<strong> <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/benessere\/lipoproteina-nuovo-colesterolo-cattivo-cui-fare-attenzione-2390712.html\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lipoproteina(a)<\/a><\/strong> \u00e8 una particella lipidica simile al colesterolo LDL, ma con con una componente proteica aggiuntiva: l&#8217;apolipoproteina (a). Essa \u00e8 un importante fattore di rischio cardiovascolare. Livelli superiori a 30-50 mg\/dl, infatti, sono associati ad un <strong>aumento della probabilit\u00e0 di ictus<\/strong>, infarto, aterosclerosi e stenosi aortica.<\/p>\n<p>Come prevenire il rischio di ictus<\/p>\n<p>Gli scienziati durante il periodo di controllo hanno condotto numerose <strong>analisi sui biomarcatori<\/strong>: saggio ad alta sensibilit\u00e0 valutato per la proteina C-reattiva, saggio di misurazione diretta per il colesterolo LDL e saggio indipendente dalla dimensione dell&#8217;isoforma apolipoproteica per le lipoproteine(a).<\/p>\n<p>Il punto cardine del follow-up di 30 anni \u00e8 stato un primo evento cardiovascolare che ha interessato le partecipanti. Esso era una combinazione di infarto del miocardio, ictus e rivascolarizzazione coronarica.\n<\/p>\n<p> Il team \u00e8 giunto alla conclusione che i tre biomarcatori sono in grado di <strong>predire il rischio cardiovascolare 5-10 anni prima<\/strong> che si verifichi un disturbo.<\/p>\n<p>Anche se ora sono necessari ulteriori approfondimenti, gli studiosi ritengono che la prevenzione dell&#8217;ictus sia fondamentale. Essa si basa sul rispetto di alcune semplici <strong>regole<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>Monitorare costantemente la <strong>pressione arteriosa<\/strong><\/li>\n<li><strong>Alimentarsi in maniera sana<\/strong> e limitare i cibi che aumentano i livelli di trigliceridi e di colesterolo LDL (carni rosse e insaccati, cibi fritti e industriali, zuccheri semplici e carboidrati raffinati)<\/li>\n<li>Tenere sotto controllo la <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/farmaci-e-terapie\/glicemia-alta-quali-sono-i-sintomi-e-abbassarla-2137423.html\" title=\"Glicemia\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>glicemia<\/strong><\/a><\/li>\n<li>Praticare <strong>attivit\u00e0 fisica <\/strong>regolare<\/li>\n<li>Non eccedere con l&#8217;<strong>alcol<\/strong><\/li>\n<li>Gestire lo <strong>stress<\/strong><\/li>\n<li><strong>Non fumare<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli scienziati del Brigham and Women&#8217;s Hospital hanno scoperto che i livelli di proteina C-reattiva (CRP) ad alta&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":272660,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,4282,1537,90,89,240,32478],"class_list":{"0":"post-272659","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-ictus","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-studi-scientifici"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115763785509331545","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=272659"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272659\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/272660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=272659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=272659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=272659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}