{"id":272813,"date":"2025-12-22T17:03:12","date_gmt":"2025-12-22T17:03:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272813\/"},"modified":"2025-12-22T17:03:12","modified_gmt":"2025-12-22T17:03:12","slug":"al-via-la-mostra-agli-arsenali-repubblicani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/272813\/","title":{"rendered":"al via la mostra agli Arsenali Repubblicani"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019esposizione \u2018Ligabue. Il ruggito dell\u2019anima\u2019, allestita negli storici Arsenali Repubblicani, intende celebrare il grande artista italo-svizzero, in occasione del sessantesimo anniversario della sua scomparsa. Un omaggio ad una delle figure pi\u00f9 intense, tormentate e originali dell\u2019arte italiana del Novecento. L\u2019evento \u00e8 prodotto da Artika, in collaborazione con Beside Arts e con il patrocinio della Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue, istituzione da anni impegnata nella valorizzazione dell\u2019opera dell\u2019artista. La curatela \u00e8 affidata a Mario Alessandro Fiori, segretario generale della Fondazione.<\/p>\n<p>Attraverso oltre ottanta opere, il percorso espositivo si snoda tra dipinti, disegni, sculture e autoritratti che raccontano la parabola umana e creativa di un uomo che ha saputo trasformare il dolore e la solitudine in visioni artistiche di straordinaria forza espressiva. Ligabue dipinge come chi cerca di respirare. La sua pittura non osserva: divora. Ogni tigre, ogni cavallo, ogni gallo in lotta \u00e8 una parte di s\u00e9 che emerge dalla tela con un\u2019urgenza che non ammette riposo. Nella prima sala, gli animali irrompono nello spazio come presenze totali &#8211; il mondo contadino e il bosco padano si fondono in un unico teatro primordiale. In Tigre con ragno, il corpo dell\u2019animale si tende in un equilibrio impossibile fra grazia e furia, mentre in Lotta di galli la violenza diventa danza. Tutto in Ligabue vibra di una fame di vita che non conosce misura: la natura \u00e8 il suo linguaggio, ma anche la sua condanna. Cresciuto ai margini, esiliato e deriso, Ligabue trova nella pittura un modo di esistere nel mondo.<\/p>\n<p>La sua selva di colori \u00e8 un rifugio e una confessione. Quando dipinge un leone o una tigre, \u00e8 s\u00e9 stesso che mette in scena: l\u2019artista che ruggisce contro il silenzio, che tenta di riconoscersi nello sguardo dell\u2019animale. E&#8217; questa la chiave del suo \u2018ruggito dell\u2019anima\u2019: un suono che nasce dal profondo, in cui il dolore diventa canto. Man mano che il percorso si apre, l\u2019universo di Ligabue si popola di creature che non appartengono pi\u00f9 solo alla terra padana. In Fagiani, la luce scivola sulle piume con una dolcezza inattesa, quasi che l\u2019istinto potesse farsi tenerezza. Nelle sculture &#8211; come il Levriero o l\u2019Autoritratto del 1955 &#8211; il gesto si fa pi\u00f9 concentrato, scavato. Il bronzo trattiene ci\u00f2 che la pittura lascia fuggire: la forma diventa carne, il volto si contrae in una smorfia che \u00e8 insieme dolore e orgoglio.<\/p>\n<p>Ogni autoritratto di Ligabue \u00e8 un ritorno all\u2019origine, una resa dei conti con s\u00e9 stesso. L\u2019uomo e l\u2019animale si fronteggiano come in uno specchio doppio, due forze che si riconoscono e si temono. In opere come Testa di tigre o Tigre con indigeno, la ferocia si unisce alla visione. I colori si addensano, il mondo diventa un sogno tropicale in cui l\u2019artista proietta la propria alterit\u00e0. Ligabue non ha mai visto la giungla, eppure la dipinge come se l\u2019avesse dentro. E&#8217; la sua giungla mentale, popolata di paure e desideri, dove ogni foglia brilla come una ferita. La pittura, allora, non \u00e8 pi\u00f9 solo rappresentazione: \u00e8 una forma di sopravvivenza, un modo per dare nome a ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere detto. Poi arriva la vastit\u00e0 delle scene corali: cavalli al galoppo, uomini e animali travolti dallo stesso destino. In Traversata della Siberia, il gelo e la fatica diventano epica contadina, memoria di un\u2019umanit\u00e0 umile ma eroica. Ligabue trasfigura la sua pianura in un mito personale, un territorio che somiglia alla memoria e alla febbre. E&#8217; come se in ogni quadro ci fosse una tensione verso la libert\u00e0 &#8211; un anelito di fuga che attraversa il colore e si perde oltre l\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima parte del percorso, la pittura si fa pi\u00f9 raccolta, quasi sommessa. Nella sua Ultima opera, Ligabue non ruggisce pi\u00f9: ascolta. Il colore si ritira, lasciando emergere un silenzio che non \u00e8 vuoto, ma pace. Camminando fra le sale, si ha la sensazione che ogni quadro, ogni scultura, ogni segno contenga la stessa domanda: chi sono io, dentro questa natura che mi respinge e mi accoglie? Ligabue ha risposto con la sola lingua che conosceva &#8211; il colore, la furia, la luce. In quella lingua ha trovato una verit\u00e0 che non appartiene solo a lui: la verit\u00e0 di chi, nel buio, continua a cercare il proprio ruggito.<\/p>\n<p>\u201cLa mostra dedicata ad Antonio Ligabue rappresenta un appuntamento culturale di grande rilievo per Pisa &#8211; dichiara il sindaco Michele Conti &#8211; La collaborazione fra amministrazione e Artika, gi\u00e0 avviata negli scorsi anni dall\u2019assessorato alla cultura, porta in citt\u00e0 un progetto espositivo di assoluto livello, che significa investire sulla qualit\u00e0 dell\u2019offerta culturale e rafforzare il ruolo di Pisa come luogo capace di attrarre mostre di respiro nazionale, valorizzando al tempo stesso i propri spazi e il proprio patrimonio. Gli Arsenali Repubblicani sono diventati negli anni un polo stabile per l\u2019arte e la cultura contemporanea, capace di attrarre grandi progetti espositivi e un pubblico ampio e trasversale. E&#8217; una scelta precisa dell\u2019amministrazione comunale: investire su spazi pubblici di valore, renderli vivi e accessibili, e farne motori culturali e turistici per la citt\u00e0. Ligabue \u00e8 un artista che parla a pubblici diversi, con un linguaggio potente e immediato, capace di coinvolgere e interrogare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOggi \u00e8 un giorno importante per il Comune e in particolare per l\u2019assessorato alla cultura &#8211; dichiara l\u2019assessore alla cultura Filippo Bedini &#8211; la mostra promossa da Artika che porta a Pisa il grandissimo Ligabue segna un salto di qualit\u00e0 nell\u2019offerta di eventi legati all\u2019arte ai massimi livelli. Gli sforzi di questi anni per promuovere i nostri spazi di prestigio, che possono avere destinazione espositiva, hanno prodotto i risultati sperati. L\u2019amministrazione comunale ha lavorato per offrire disponibilit\u00e0 e spazi all\u2019arte e agli artisti: un lavoro che si \u00e8 declinato costruendo settimana dopo settimana, mese dopo mese un percorso che ha portato ad avere in citt\u00e0 mostre ed esposizioni importanti, principalmente di artisti del territorio ma, come si vede in questa occasione, non soltanto. E il traguardo di Ligabue non \u00e8 un punto di arrivo, ma di partenza: i nostri meravigliosi Arsenali Repubblicani presto si arricchiranno dell\u2019area che li circonda, che verr\u00e0 restituita alla citt\u00e0 e offerta ai turisti come uno dei parchi pi\u00f9 belli di Pisa\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.whatsapp.com\/channel\/0029VaEXOu73gvWX7Qotm625\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>ISCRIVITI AL CANALE WHATSAPP DI PISATODAY<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019esposizione \u2018Ligabue. 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