{"id":27291,"date":"2025-08-04T07:52:15","date_gmt":"2025-08-04T07:52:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/27291\/"},"modified":"2025-08-04T07:52:15","modified_gmt":"2025-08-04T07:52:15","slug":"ngugi-wa-thiongo-biblioteche-che-muoiono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/27291\/","title":{"rendered":"Ng\u0169g\u0129 wa Thiong\u2019o: biblioteche che muoiono"},"content":{"rendered":"<p>\u00abIn Africa ogni anziano che muore \u00e8 una biblioteca che brucia\u201d disse il grande intellettuale maliano Amadou Hampat\u00e9 Ba, parlando della tradizione orale. Il 28 maggio 2025 un\u2019enorme biblioteca \u00e8 stata arsa dal fuoco, ma per fortuna i suoi libri sono stati salvati. Si chiamava Ngugi wa Thiong&#8217;o o meglio, si \u00e8 chiamato cos\u00ec. Nato nel 1938 a Kamiriithu, quando il Kenya era una colonia inglese, come James Ngugi, negli anni Settanta decise di abbandonare il suo nome \u201ccoloniale\u201d e di chiamarsi con il suo nome kikuyu: Ng\u0169g\u0129 wa Thiong\u2019o.<\/p>\n<p>Cresciuto sotto il dominio britannico fin da giovane partecipa alle battaglie per l\u2019indipendenza, violentemente represse dal governo britannico. Conosce il carcere e le percosse e intanto inizia a scrivere racconti, romanzi e articoli sulla situazione politica kenyana.<\/p>\n<p>Il suo romanzo d\u2019esordio si intitola Weep not, child\u00a0del 1964 (uscito in Italia per Jaca Book con il titolo\u00a0Se ne andranno le nuvole devastatrici), in cui parla della rivolta anticoloniale dei mau mau, il movimento di ribellione ferocemente represso dagli inglesi. N\u2019gugi non \u00e8 per\u00f2 uno che si fa condizionare dalle retoriche dominanti, neppure da quelle indipendentiste, infatti, tre anni dopo un altro capolavoro prende vita: Un\u00a0chicco di grano, in cui riflette sulle divisioni tra gli stessi kenyani dopo l\u2019indipendenza.<\/p>\n<p>\u00abLa storia culturale del continente si pu\u00f2 dividere in tre grandi fasi: l\u2019Africa prima della conquista dei bianchi, quella sotto la dominazione coloniale e quella di oggi, che si sforza di trovare la vera immagine di se stessa\u00bb. Cos\u00ec scriveva nel 1971 su The Unesco Courier, il mensile pubblicato dall\u2019organizzazione culturale delle Nazioni Unite. Lui, che aveva lottato per l\u2019indipendenza, si trovava ora a criticare fortemente i nuovi leader africani, per il loro comportamento spesso dittatoriale, per conformarsi ai modelli occidentali e per la corruzione. Tanto \u00e8 vero che nel 1977 fu incarcerato dal governo dell\u2019allora presidente Jomo Kenyatta, il padre dell\u2019indipendenza keniana, per aver scritto, insieme a Ng\u0169g\u0129 wa Mirii, l\u2019opera teatrale\u00a0Ngaahika ndeenda\u00a0(Mi sposer\u00f2 quando voglio), che criticava il sistema capitalistico adottato dalle nuove autorit\u00e0. Il successore di Kenyatta, Daniel Arap Moi, lo costrinse all\u2019esilio, prima nel Regno Unito, e poi negli Stati Uniti, dove ha insegnato a lungo all\u2019universit\u00e0. Ritornato in Kenya nel 2004, vive una terribile esperienza. Degli intrusi entrano nel suo appartamento, lo aggrediscono e violentano la moglie Njeeri. N\u2019Gugi si dice convito che sia stata una vendetta politica, per avere denunciato la corruzione e le incapacit\u00e0 delle \u00e9lites postcoloniali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"f014d230-4da5-4ec8-baa9-22036b233ef3\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Screenshot 2025-08-02 alle 12.44.42.png\" width=\"772\" height=\"1050\" alt=\"j\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>In un celebre saggio del 1986\u00a0dal titolo Decolonizzare la mente (Jaca Book 2015), sulla linea del Fanon di Pelle nera, maschere bianche, riflette appunto sull\u2019atteggiamento succube di molti leader africani, che inseguono gli schemi occidentali, invece di cercare una \u201cvia africana\u201d allo sviluppo e al cambiamento.<\/p>\n<p>Personaggio scomodo N\u2019Gugi, anche quando affronta tema letterari, come la lingua in cui scrivere. Dopo i primi romanzi in inglese, nel 1980 d\u00e0 alle stampe Caitaani mutharaba-Ini\u00a0(Diavolo in croce), scritto in lingua kikuyu, durante la sua reclusione in carcere, su fogli di carta igienica.<\/p>\n<p>\u00abOggi ci rendiamo conto sempre di pi\u00f9 che lo studio delle lingue africane \u00e8 importante per creare un\u2019immagine significativa di noi stessi. Incentivandolo, inevitabilmente sempre pi\u00f9 africani vorranno scrivere nelle loro lingue, aprendo nuove strade alla nostra immaginazione creativa\u00bb, scrive in un articolo su The Unesco Courier, sottolineando l\u2019importanza di usare la propria lingua madre.\u00a0<\/p>\n<p>Il tema della lingua \u00e8 stato spesso al centro dei dibattiti tra scrittori africani: scrivere nella lingua \u201ccoloniale\u201d consente di raggiungere un pubblico ampio, ma al di l\u00e0 del fatto che quella lingua riflette una sudditanza, fino a che punto l\u2019inglese, il francese o il portoghese possono esprimere il pensiero indigeno? Il riappropriarsi della propria lingua natale e farla diventare letteraria, \u00e8 sicuramente un gesto politico importante, ma restringe il pubblico alla propria etnia o meglio ai non molti della propria etnia che sanno leggere.<\/p>\n<p>Fedele alle proprie scelte, ancora nel 2024, insieme all\u2019intellettuale senegalese Boubacar Boris Diop, aveva firmato una lettera al neoeletto presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye invitandolo ad adottare le lingue locali come \u201cpietra angolare\u201d del nuovo Senegal.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abI suoi non erano solo romanzi\u00bb, ha commentato il giornalista ugandese Charles Onyango-Obbo, in \u00abcon i suoi libri ha istigato rivolte: ogni titolo era una molotov lanciata contro il cannone coloniale, il burocrate neocoloniale e i traditori dell\u2019indipendenza. Il vecchio leone se n\u2019\u00e8 andato, ma il suo ruggito risuona ancora\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Poeta, drammaturgo, romanziere e saggista, il suo nome \u00e8 comparso pi\u00f9 volte come candidato al Premio Nobel, che certamente avrebbe meritato a pieno titolo, per il suo impegno e per le sue capacit\u00e0 letterarie. \u00abFinisce un\u2019era di scrittori che hanno reso il novecento un periodo di cambiamento culturale e di evoluzione della letteratura africana\u00bb, ha scritto Aihehi Eidoro su un sito nigeriano di letteratura. \u00abInsieme ad Achebe, Soyinka, Aidoo e molti altri, Ng\u0169g\u0129 ha contribuito a gettare le basi della letteratura africana come la conosciamo oggi. Ha lottato per portare le voci africane sulla scena mondiale e ha fornito ad altri scrittori il linguaggio per raccontare vicende radicate nelle loro storie e culture\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><br \/>Marco Aime |\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/lafrica-non-e-un-paese\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019Africa non \u00e8 un paese<\/a><br \/>Marco Aime | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/lafrica-venezia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019Africa a Venezia<\/a><br \/>Marco Aime | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/africa-rossa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Africa rossa<\/a><br \/>Marco Aime | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/restituzione-di-chi-sono-le-opere-darte\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Restituzione: di chi sono le opere d\u2019arte?<\/a><br \/>Marco Aime | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/letnocentrismo-ministeriale-e-lafrica\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019etnocentrismo ministeriale. 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