{"id":273401,"date":"2025-12-23T01:22:26","date_gmt":"2025-12-23T01:22:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/273401\/"},"modified":"2025-12-23T01:22:26","modified_gmt":"2025-12-23T01:22:26","slug":"per-il-consiglio-deuropa-litalia-viola-i-diritti-degli-insegnanti-di-sostegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/273401\/","title":{"rendered":"Per il Consiglio d&#8217;Europa l&#8217;Italia viola i diritti degli insegnanti di sostegno"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia nega il diritto degli insegnanti di sostegno ad un contratto di lavoro stabile e ad una formazione adeguata alla delicata funzione ricoperta e, allo stesso tempo, viola anche il diritto degli alunni con disabilit\u00e0 ad un\u2019effettiva e compiuta inclusione scolastica e sociale. Lo scrive il <b>Comitato europeo dei diritti sociali<\/b>, organo del Consiglio d\u2019Europa, accogliendo il reclamo contro l\u2019Italia presentato nel 2021 dal sindacato autonomo Anief. Pur riconoscendo gli sforzi del Governo per migliorare la situazione (come, per esempio, i 50mila insegnanti di sostegno precari confermati nel proprio posto quest\u2019anno per la prima volta), il Comitato ricorda la pesante situazione in cui versa ancora il sostegno scolastico nel nostro Paese.<\/p>\n<p><b>Sono soprattutto due i dati messi sotto osservazione dal Comitato: l\u2019elevato numero di docenti di sostegno precari (circa il 50% del totale) e l\u2019alta percentuale di insegnanti incaricati seppur privi di specializzazione sul sostegno (il 27% secondo l\u2019Istat).<\/b> Per queste ragioni, secondo il Comitato europeo dei diritti sociali, l\u2019Italia viola il diritto degli insegnanti di sostegno \u00aba guadagnarsi la vita con un lavoro liberamente intrapreso\u00bb perch\u00e9, appunto, \u00abun\u2019elevata percentuale \u00e8 assunta con contratti precari\u00bb e un terzo circa, come detto, non ha potuto seguire la formazione necessaria per fare questo lavoro.<\/p>\n<p>Contemporaneamente il Comitato, che evidenzia di aver esaminato la situazione fino al 19 marzo 2025, \u00e8 giunto unanimemente alla conclusione che, proprio per queste problematiche irrisolte, nel Paese \u00e8 violato anche il diritto a un\u2019istruzione inclusiva degli alunni con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella decisione il Comitato evidenzia poi che \u00abil Governo riconosce che un gran numero di insegnanti di sostegno hanno un impiego precario\u00bb, ma che da Roma si \u00absottolinea che il ricorso a contratti a tempo determinato nel settore dell\u2019istruzione in generale, e nel campo del sostegno in particolare, \u00e8 in parte inevitabile, data la difficolt\u00e0 di prevedere in anticipo le esigenze specifiche a causa di numerose variabili quali il numero di alunni con disabilit\u00e0 e bisogni speciali che arrivano e lasciano la scuola, le richieste di trasferimento degli insegnanti, i congedi per malattia, i pensionamenti\u00bb.<\/p>\n<p>Il Governo italiano, scrive il comitato, \u00abrespinge pertanto con forza l\u2019argomentazione secondo cui vi sarebbe una discrepanza tra il numero di posti assegnati e le esigenze effettive\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle sue conclusioni il Comitato europeo dei diritti sociali indica, quindi, che la situazione \u00e8 migliorata sotto diversi profili, anche quello legislativo, da quando l\u2019Anief ha presentato il ricorso nel 2021. Strasburgo evidenzia che i dati a sua disposizione \u00abdimostrano un impegno significativo da parte del Governo nel soddisfare la richiesta di sostegno per un numero crescente di alunni con disabilit\u00e0\u00bb. Facendo riferimento ai dati dell\u2019Istat e quelli forniti dal governo, il comitato scrive che dall\u2019anno scolastico 2010\/2011 a quello 2022\/2023 gli alunni con disabilit\u00e0 sono aumentati del 243%, passando da 139mila a 338mila e il numero degli insegnanti di sostegno \u00e8 cresciuto del 248%, aumentando da 94.430 a 234.460.<\/p>\n<p>\u00abTuttavia \u2013 osserva sempre il Comitato \u2013 questo aumento degli insegnanti di sostegno \u00e8 in gran parte dovuto a un forte incremento dei contratti a tempo determinato, passati dal 4,19% nel 2010\/2011 al 46,18% nel 2023\/2024\u00bb.<\/p>\n<p>Strasburgo evidenzia anche di aver messo in conto che \u00abper l\u2019anno scolastico 2024\/2025 \u00e8 stata istituita una procedura di assunzione straordinaria per contribuire a ridurre la precariet\u00e0 dell\u2019occupazione degli insegnanti di sostegno\u00bb, ma aggiunge che siccome \u00abla nuova procedura non \u00e8 stata ancora pienamente attuata non ha modo di valutarne l\u2019impatto\u00bb. Sul fronte della formazione, infine, il Comitato afferma che \u00abpur riconoscendo gli sforzi compiuti dal Governo per aumentare l\u2019offerta formativa e semplificarne l\u2019accesso, secondo i dati ufficiali dell\u2019Istat del febbraio 2024, un insegnante di sostegno su tre non ha completato la specializzazione richiesta\u00bb.<\/p>\n<p>Alla luce del pronunciamento del Comitato europeo dei diritti sociali, Anief chiede interventi correttivi in tempi brevi.<\/p>\n<p>\u00abIl Parlamento ora autorizzi tutte le immissioni in ruolo sui posti in deroga assegnati da diversi anni alle scuole \u2013 dichiara il presidente nazionale, Marcello Pacifico \u2013 e non si fermi, per ottenere la continuit\u00e0 didattica, alla conferma delle cattedre da parte delle famiglie.<b> Nell\u2019ultimo anno, infatti, sono stati autorizzati poco meno di 2mila posti in pi\u00f9 in organico di diritto, la met\u00e0 dei posti effettivamente utilizzati per garantire il diritto allo studio mentre, per la prima volta, 50mila supplenti sono stati confermati dalle famiglie<\/b>. \u00c8 un risultato che ci inorgoglisce \u2013 sottolinea Pacifico \u2013 perch\u00e9 rappresenta una risposta fondamentale per vincere, dopo anni di ricorsi e denunce anche all\u2019Unione europea, la nostra battaglia contro l\u2019abuso dei contratti a termine sui posti in deroga, per aumentare il numero di docenti specializzati rispetto all\u2019errato numero programmato degli Atenei, per assegnare tutte le ore di sostegno riconosciute dal Pei\u00bb.<\/p>\n<p>Sulla decisione del Comitato europeo dei diritti sociali, prende posizione anche la segretaria generale Snals-Confsal, Elvira Serafini: \u00abNon \u00e8 pi\u00f9 accettabile che il diritto allo studio degli alunni con disabilit\u00e0 sia subordinato a un sistema fondato sulla precariet\u00e0 strutturale. Servono interventi immediati e non pi\u00f9 rinviabili\u00bb.<\/p>\n<p>Per il ministro dell\u2019Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, \u00able conclusioni del comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d\u2019Europa\u00bb, confermano \u00abche <b>la situazione in Italia \u00e8 migliorata sotto diversi profili, anche quello legislativo, rispetto a quando l\u2019Anief ha presentato il ricorso nel 2021<\/b>\u00bb. \u00abIl Consiglio d\u2019Europa \u2013 ribadisce Valditara \u2013 ha riconosciuto, infatti, un impegno significativo da parte di questo Governo nel soddisfare la richiesta di sostegno per un numero crescente di alunni con disabilit\u00e0. Il Comitato d\u00e0 inoltre atto al Governo delle recenti misure sulla conferma del docente supplente di sostegno e sui nuovi percorsi di specializzazione dell\u2019Indire: misure che ho fortemente voluto per dare risposte concrete ai giovani e alle loro famiglie. Tutto questo dimostra che, rispetto al 2021, anno di presentazione del ricorso, il quadro \u00e8 in netto miglioramento nonostante la situazione di grave inadeguatezza strutturale che abbiamo ereditato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia nega il diritto degli insegnanti di sostegno ad un contratto di lavoro stabile e ad una formazione&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":273402,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-273401","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115766266646301676","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=273401"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273401\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/273402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=273401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=273401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=273401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}