{"id":273491,"date":"2025-12-23T03:07:14","date_gmt":"2025-12-23T03:07:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/273491\/"},"modified":"2025-12-23T03:07:14","modified_gmt":"2025-12-23T03:07:14","slug":"amazon-licenzia-un-manager-lui-porta-lazienda-in-tribunale-a-torino-e-i-giudici-gli-danno-torto-ricorso-inammissibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/273491\/","title":{"rendered":"Amazon licenzia un manager, lui porta l\u2019azienda in tribunale a Torino e i giudici gli danno torto: ricorso inammissibile"},"content":{"rendered":"<p>Ricorso inammissibile. Cos\u00ec, con una sentenza dell\u20198 ottobre 2025 pubblicata nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione ha reso vani i tentativi di essere reintegrato o risarcito di un ex manager di Amazon, che aveva portato l\u2019azienda in tribunale a Torino, sostenendo di essere stato licenziato ingiustamente. Il verdetto di terzo grado sta facendo molto discutere perch\u00e9, al di l\u00e0 del caso specifico, sembra chiarire un nuovo punto fermo: le imprese hanno diritto di leggere le chat interne dei loro dipendenti.<\/p>\n<p>Rapporto fiduciario compromesso: licenziato<\/p>\n<p>Assunto nel 2017, il dipendente \u00e8 stato Reliability and Maintenance Engineering Manager fino al 2020. Quell\u2019anno, una persona aveva segnalato all\u2019azienda alcuni sospetti dopo aver letto delle conversazioni scambiate dal manager in una chat sulla piattaforma aziendale Amazon Chime, destinata alle comunicazioni di servizio. In queste, il manager avrebbe ammesso di aver ricevuto pressioni per non assumere una persona che si era fatta avanti per un nuovo impiego e che, nonostante le iniziali buone impressioni, era stata giudicata in modo negativo. Non solo: si sarebbe messo d\u2019accordo per \u201cgestire in modo ostruzionistico le verifiche interne avviate dagli uffici delle risorse umane\u201d. In questo modo, avrebbe avuto \u201cuna condotta lesiva del rapporto fiduciario, al punto da giustificare\u201d il licenziamento.<\/p>\n<p>Persi tutti i ricorsi<\/p>\n<p>L\u2019ex lavoratore ha provato a opporsi al licenziamento prima al tribunale di Torino, poi davanti alla Corte d\u2019appello e, infine, rivolgendosi alla Cassazione. In tutti i gradi di giudizio, il suo ricorso \u00e8 stato respinto. Sosteneva che le chat incriminate non dovessero essere tenute in considerazione perch\u00e9 l\u2019azienda non avrebbe potuto n\u00e9 dovuto acquisirle, visto che potenzialmente potrebbero contenere anche messaggi privati. Secondo Amazon, invece, quelle chat sono a tutti gli effetti strumenti di lavoro.<\/p>\n<p>Le parole dei giudici<\/p>\n<p>Scriveva la Corte d\u2019appello, con argomentazioni ritenute condivisibili dalla Cassazione: \u201cDati e informazioni raccolti attraverso strumenti di lavoro sono utilizzabili se viene data al lavoratore adeguata informazione delle modalit\u00e0 d\u2019uso degli strumenti\u201d. In questo caso la condizione sarebbe stata rispettata. In caso di fondato sospetto del datore di lavoro di comportamenti illeciti di un lavoratore, poi, \u00e8 possibile avviare anche controlli difensivi sulla chat, \u201cdovendo assicurare un corretto bilanciamento tra le esigenze di protezione di interessi e beni aziendali rispetto alle imprescindibili tutele della dignit\u00e0 e della riservatezza del lavoratore\u201d.<\/p>\n<p>Continua a leggere le notizie di <a href=\"https:\/\/www.torinotoday.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">TorinoToday<\/a>, segui la nostra pagina <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/TorinoToday\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Facebook<\/a> e iscriviti al nostro <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029VaDWXSwCMY0Jr5wm4a1v\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">canale WhatsApp<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ricorso inammissibile. 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