{"id":27393,"date":"2025-08-04T08:55:10","date_gmt":"2025-08-04T08:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/27393\/"},"modified":"2025-08-04T08:55:10","modified_gmt":"2025-08-04T08:55:10","slug":"europa-divisa-sui-dazi-usa-la-germania-tratta-da-sola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/27393\/","title":{"rendered":"Europa divisa sui dazi Usa, la Germania tratta da sola"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>accordo tra Usa e Unione Europea <\/strong>sui dazi ha scontentato molti Paesi. Se Italia e Germania sono pi\u00f9 ottimiste sulla linea europea, Francia e Spagna hanno duramente criticato, pur accettandola, la soluzione trovata dai negoziatori. Il testo deve essere ancora stilato e ogni Stato sta cercando di inserirvi esenzioni per i propri prodotti.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sono nel frattempo impegnati anche su altri fronti. Continua la trattativa con la Cina per evitare di tornare alla <strong>guerra<\/strong> <strong>commerciale<\/strong> dei mesi scorsi. In Europa, la Svizzera si \u00e8 ritrovata con tariffe doganali di quasi il 40% in maniera inaspettata e ha chiesto spiegazioni.\n<\/p>\n<p>L\u2019accordo tra Usa e Ue piace a pochi in Europa<\/p>\n<p>Continua a non essere del tutto chiaro quale forma assumer\u00e0, nel dettaglio, <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/dazi-usa-contromisure-ue-rinvio\/922547\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019accordo tra Usa e Ue<\/a>. La base di <strong>dazi al 15%<\/strong> per buona parte delle merci importate dall\u2019Europa negli Stati Uniti per\u00f2 ha causato reazioni molto diverse tra i vari governi dell\u2019Ue:<\/p>\n<ul>\n<li>il primo ministro francese Fran\u00e7ois Bayrou ha criticato l\u2019accordo parlando di \u201cgiorno buio\u201d;<\/li>\n<li>il premier spagnolo Pedro Sanchez ha accettato l\u2019accordo, dicendosi comunque insoddisfatto;<\/li>\n<li>il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di \u201cdanni considerevoli\u201d all\u2019economia tedesca;<\/li>\n<li>la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto di trattare sui dettagli dell\u2019accordo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche a livello istituzionale europeo le critiche continuano ad arrivare. I<strong> socialisti europei<\/strong>, la famiglia di partiti europea di cui fa parte anche il Pd, hanno definito l\u2019accordo \u201c<strong>sbilanciato<\/strong>\u201c. Senza il loro supporto, il testo definitivo non passer\u00e0 in aula e, di conseguenza, potrebbe non essere raggiunta un\u2019intesa sui dazi.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-922222\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/dazi-chi-ci-perde-di-piu_134x100.jpg\" alt=\"dazi chi ci perde\" width=\"1584\" height=\"1182\"  \/><\/p>\n<p>La Germania tratta direttamente con Washington<\/p>\n<p>Saranno fondamentali, per calmare le lamentele dei governi europei e del Parlamento, le esenzioni. In trattati commerciali come quello che gli Usa vogliono stipulare, spesso i Paesi coinvolti stabiliscono delle quote annuali per molti prodotti, che rimangono esenti dai dazi.<\/p>\n<p>Nella giornata di oggi, luned\u00ec 4 agosto, il ministro delle Finanze della Germania <strong>Lars Klingbeil<\/strong> sar\u00e0 a Washington per incontrare <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/personaggi\/scott-bessent\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scott Bessent<\/a>, segretario al Tesoro degli Usa. Una visita programmata da tempo che per\u00f2 arriva proprio nel momento in cui Berlino cerca di ottenere esenzioni per i propri prodotti da esportare negli Usa.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 che la <strong>Germania<\/strong> tratti direttamente con gli Usa per ammorbidire le posizioni americane su acciaio e automotive, i due settori dell\u2019economia tedesca che pi\u00f9 esportano nel mercato americano, \u00e8 un rischio per gli altri Paesi. Il fronte europeo rischia quindi di spaccarsi, indebolendo la posizione dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>La situazione della Svizzera<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo annuncio di Trump sui dazi, una delle tariffe pi\u00f9 alte in assoluto \u00e8 quella che ha colpito la <strong>Svizzera<\/strong>. Il Paese si \u00e8 ritrovato con un dazio del 39% che partir\u00e0 dal <strong>7 agosto<\/strong>. Una decisione totalmente inaspettata, che ha causato confusione nel governo elvetico. Berna ha chiesto spiegazioni a Washington, ma per il momento dalla Casa Bianca non arriva nessuna richiesta specifica.<\/p>\n<p>I portavoce del governo della <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/finanza\/fuga-capitali-trump-dazi\/898976\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Svizzera<\/a>, che \u00e8 collegiale e quindi non ha una singola figura di riferimento, hanno dichiarato che tenteranno di trattare per abbassare la soglia delle tariffe. Hanno per\u00f2 anche specificato che il Paese non ha un<strong> surplus commerciale<\/strong> con gli Usa, considerando il grosso deficit di cui la Svizzera soffre verso gli Stati Uniti nel settore dei servizi.<\/p>\n<p>La trattativa tra Usa e Cina<\/p>\n<p>Quello europeo non \u00e8 l\u2019unico fronte su cui gli Usa stanno trattando. In questi giorni, a Stoccolma, prosegue la trattativa tra Stati Uniti e <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/cina-alternativa-dazi-usa\/922313\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cina<\/a>.<\/p>\n<p>Dopo aver concordato uno stop alla guerra commerciale, le due pi\u00f9 grandi economie del mondo stanno tentando di trovare un accordo che scongiuri il ritorno dei <strong>dazi<\/strong> <strong>altissimi<\/strong>, oltre il 140%, che Pechino e Washington si erano imposti vicendevolmente nei giorni scorsi.<\/p>\n<p>I temi pi\u00f9 importanti sono:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019accesso della Cina ai chip avanzati prodotti negli Usa;<\/li>\n<li>l\u2019afflusso dalla Cina di Fentanyl, oppioide sintetico che ha causato grossi problemi negli Stati Uniti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La Cina non \u00e8 riuscita a trovare nell\u2019Ue una sponda per fare fronte comune con gli Usa.<\/p>\n<p>Le tensioni commerciali <strong>tra Pechino e Bruxelles<\/strong>, dovute soprattutto al <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/video\/auto-cinesi-dumping\/809794\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dumping di automobili<\/a>, pannelli solari e pale eoliche sui mercati europei da parte delle aziende cinesi, ha impedito una collaborazione che facesse da argine all\u2019aggressivit\u00e0 della Casa Bianca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019accordo tra Usa e Unione Europea sui dazi ha scontentato molti Paesi. 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