{"id":274239,"date":"2025-12-23T15:19:16","date_gmt":"2025-12-23T15:19:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/274239\/"},"modified":"2025-12-23T15:19:16","modified_gmt":"2025-12-23T15:19:16","slug":"ucraina-la-guerra-dei-blackout-linfermiere-italiano-si-lavora-in-reparti-senza-riscaldamento-i-chirurghi-operano-con-le-lampade-frontali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/274239\/","title":{"rendered":"Ucraina, la guerra dei blackout. L&#8217;infermiere italiano: \u00abSi lavora in reparti senza riscaldamento. I chirurghi operano con le lampade frontali\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesco Battistini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Enrico Vallaperta, responsabile locale di Medici Senza Frontiere, racconta il freddo e il buio in Ucraina. Negli ospedali, ma anche nelle scuole e nelle case<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Solstizio d\u2019inferno. A Dnipro, cinquecento chilometri a sud est di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/25_dicembre_23\/ucraina-russia-news-guerra-1.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Kiev<\/a>, nella citt\u00e0 che con Zaporizhzhia fa da bastione irrinunciabile della difesa ucraina, il giorno pi\u00f9 corto dell\u2019anno \u00e8 stato anche il pi\u00f9 lungo.<b> S\u2019\u00e8 fatto buio presto, il 21 dicembre. E molte caldaie non si sono accese<\/b>, perch\u00e9 erano state colpite due centrali elettriche. Poi i droni russi han tirato su un uomo d\u201986 anni e su una donna di 65, ma non \u00e8 stato tanto quello, purtroppo ci s\u2019\u00e8 abituati: la brutta novit\u00e0 \u00e8 che sull\u2019app dei blackout sono state postate le tabelle coi nuovi orari d\u2019interruzione dell\u2019energia elettrica. E l\u2019inverno-inferno, il peggiore di questi quattro anni di guerra, \u00e8 cominciato davvero. Anche per scuole e ospedali: \u00ab<b>Ormai si lavora in reparti senza riscaldamento, in terapie intensive alimentate da vecchi e scassati generatori<\/b> \u2013 descrive Enrico Vallaperta, responsabile locale di Medici Senza Frontiere -.<b> I chirurghi sono costretti a operare con le lampade frontali. <\/b>Gli anziani che sono malati e vivono in villaggi di campagna sperduti, non possiamo curarli: per sopravvivere, ci s\u2019affida alle teleconsultazioni mediche\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019emergenza \u00e8 totale. <b>\u00c8 dal febbraio 2022 che i russi colpiscono senza piet\u00e0 la rete elettrica<\/b> ed \u00e8 pi\u00f9 o meno dallo stesso periodo, ha scoperto la Procura speciale ucraina, che qualche politico di Kiev s\u2019arricchiva senza pudore sulle forniture, non si sa se pi\u00f9 per indifferenza o per indecenza. <b>Il peggioramento della situazione \u00e8 nelle parole di Vallaperta<\/b>, un infermiere veronese che ha visto le emergenze in Siria e a Gaza e nel \u201922, all\u2019inizio dell\u2019invasione, organizz\u00f2 per Msf l\u2019evacuazione dei feriti e dei malati pi\u00f9 gravi: \u00ab<b>Tra Dnipro e Donetsk \u2013 spiega -, ora la gente combatte soprattutto i blackout provocati dai bombardamenti russi<\/b>. Le case private e le strutture pubbliche dipendono dai generatori di corrente. Ma il numero di questi apparecchi \u00e8 nettamente inferiore alla necessit\u00e0. E nonostante gli invii, anche dall\u2019estero, trovarli \u00e8 sempre difficilissimo\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da un sondaggio fra i bambini ucraini che vivono in grandi citt\u00e0 come Dnipro, giunge una risposta che dice qualcosa: pi\u00f9 che le sirene antiaeree, <b>fonte di stress per meno d\u2019un ragazzino su tre, ad agitare i sonni \u00e8 la paura di non andare avanti con la scuola (34%) e di restare al buio e al gelo totale<\/b> (49%). In quest\u2019ultima percentuale, va inserita la conseguente ansia di finire in ospedale e non trovare l\u2019energia elettrica: \u00abIn effetti \u2013 dice l\u2019infermiere italiano -, anche per noi la disponibilit\u00e0 \u00e8 limitata e la priorit\u00e0 d\u2019utilizzo va ai casi pi\u00f9 gravi: il funzionamento dei ventilatori polmonari per pazienti in terapia intensiva, il riscaldamento dei pronto soccorso, l\u2019avvio dei macchinari essenziali\u00bb. E gli altri? \u00abAl resto degli ospedali, non restano che il buio e il freddo. Sempre pi\u00f9 penetranti, con l\u2019avvicinarsi dell\u2019inverno. Le temperature vanno ormai sotto lo zero, si prova a resistere\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/25_dicembre_22\/i-timori-della-ue-sugli-asset-di-mosca-ma-putin-ha-gia-espropriato-i-beni-europei-5e309981-923d-42ec-9690-1b793ee1exlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Putin<\/a> sa dove colpire, \u00abi blackout deliberati sono pi\u00f9 frequenti\u00bb, e dopo quattro anni senza manutenzione tecnica, lo stop and go della corrente sta creando problemi inediti: \u00ab<b>La corrente se ne va pi\u00f9 di quanto venga<\/b>. E ogni volta danneggia un po\u2019 di pi\u00f9 macchinari ospedalieri che sono gi\u00e0 vecchi e finiscono per rompersi, senza possibilit\u00e0 di sostituzione. A pagarne il prezzo maggiore, ovvio, sono i pazienti. <b>Per loro, le cure sono sempre pi\u00f9 limitate. E parlo perlopi\u00f9 d\u2019anziani, di donne e di bambini<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 una linea di fuoco in continuo movimento, i russi che avanzano, e spesso alcuni piccoli ospedali ancora funzionanti finiscono sotto i colpi dei droni e del fronte di guerra. \u00abE\u2019 successo a Prokrovsk, che \u00e8 stato evacuato e ormai \u00e8 inagibile. Un grave danno: gli ospedali locali sarebbero fondamentali per assistere la popolazione rimasta nei villaggi in prima linea, ma spesso accade che la maggior parte dei medici e degl\u2019infermieri locali siano fuggiti\u201d. Non sono molte le organizzazioni internazionali rimaste sul campo: a Dnipro, Msf ha 12 ambulanze e riesce a trasportare una ventina di feriti al giorno, ma \u00e8 con le cliniche mobili che \u00abriusciamo a raggiungere circa cento persone al giorno \u2013 racconta Vallaperta -, coprendo un\u2019area molto pi\u00f9 vasta, circa ottocento km dal nord al sud del Paese, lungo la linea del fronte orientale: da Dnipro a Donetsk, passando per Pavlohrad e Pokrovsk, fino ad arrivare a Zaporizhzhia\u00bb. Trasferimenti preziosissimi: \u00abPortando via i ricoverati della frontline, liberiamo i posti letto che possono servire a feriti pi\u00f9 urgenti\u00bb. Trasporti inevitabili: ci sono anche cinquecento ucraini che ogni giorno chiamano l\u2019Onu, nei cosiddetti \u00abtransit center\u00bb, perch\u00e9 non ce la fanno pi\u00f9 e vogliono andarsene in zone meno pericolose. <b>Nessuno \u00e8 mai al sicuro,\u00a0<\/b>\u00ab<b>nemmeno noi: durante gli spostamenti, i colleghi della sicurezza ci segnalano d\u2019ora in ora i tratti meno rischiosi<\/b>, per arrivare nelle zone pi\u00f9 remote. La precisione dei droni non fa che aumentare.\u00a0L\u2019area colpita da un\u2019esplosione \u00e8 triplicata, dai cinque ai quindici km. E i bombardamenti mirano sempre pi\u00f9 agli edifici residenziali\u00bb..<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 questa, la strage dei civili, la lama che pi\u00f9 ferisce la pellaccia esperta d\u2019uno come Vallaperta. Molte v<b>olte le ferite si ricuciono in poche ore, ma per il resto non basta una vita: \u00abQuesta gente ha bisogno di riappropriarsi della quotidianit\u00e0, d\u2019abitare liberamente la propria casa e di considerarla ancora sicura\u00bb<\/b>. Qualche settimana fa, a Dnipro, han portato d\u2019urgenza una famiglia con due bambini: un\u2019esplosione aveva devastato il loro condominio. \u00abIl figlio pi\u00f9 piccolo aveva perso tutt\u2019e due le gambe e la disperazione dei genitori era enorme. Li ascoltavo, mi sentivo male. Ma ancora pi\u00f9 grande, forse, era lo choc di quella famigliola. Non si capacitavano d\u2019essere stati un bersaglio. Persone normali, eppure da distruggere. E ancora nel mirino, dopo quattro anni di guerra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-23T10:28:58+01:00\">23 dicembre 2025 ( modifica il 23 dicembre 2025 | 10:28)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Francesco Battistini Enrico Vallaperta, responsabile locale di Medici Senza Frontiere, racconta il freddo e il buio in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":274240,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[1536,841,36,788,15827,920,17208,727,102315,56366,6691,14,164,165,6389,161286,4479,4467,27010,3566,13164,17903,161287,161288,9439,826,14908,6958,161289,1346,84941,15103,4965,946,77,4135,14823,161290,12312,47321,1599,400,4639,73304,161291,3441,161292,161293,4781,695,161294,161295,12552,8062,20129,1222,126361,5983,166,64375,7,15,133,2890,10225,1989,28232,161296,983,161297,37183,4477,170,11,167,12,168,161285,161,162,163],"class_list":{"0":"post-274239","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-anziani","9":"tag-area","10":"tag-arrivare","11":"tag-bambini","12":"tag-blackout","13":"tag-bombardamenti","14":"tag-buio","15":"tag-case","16":"tag-chirurghi","17":"tag-cinquecento","18":"tag-corrente","19":"tag-cronaca","20":"tag-dal-mondo","21":"tag-dalmondo","22":"tag-dnipro","23":"tag-dnipro-donetsk","24":"tag-donetsk","25":"tag-droni","26":"tag-elettrica","27":"tag-energia","28":"tag-energia-elettrica","29":"tag-enrico","30":"tag-enrico-vallaperta","31":"tag-enrico-vallaperta-responsabile","32":"tag-esplosione","33":"tag-feriti","34":"tag-finiscono","35":"tag-freddo","36":"tag-frontali","37":"tag-fronte","38":"tag-frontiere","39":"tag-generatori","40":"tag-gente","41":"tag-gravi","42":"tag-guerra","43":"tag-han","44":"tag-infermiere","45":"tag-infermiere-italiano","46":"tag-inferno","47":"tag-inverno","48":"tag-italiano","49":"tag-kiev","50":"tag-km","51":"tag-lampade","52":"tag-lampade-frontali","53":"tag-lavora","54":"tag-lavora-reparti","55":"tag-lavora-reparti-riscaldamento","56":"tag-linea","57":"tag-locale","58":"tag-locale-medici","59":"tag-locale-medici-frontiere","60":"tag-locali","61":"tag-macchinari","62":"tag-malati","63":"tag-medici","64":"tag-medici-frontiere","65":"tag-molte","66":"tag-mondo","67":"tag-msf","68":"tag-news","69":"tag-notizie","70":"tag-ormai","71":"tag-ospedali","72":"tag-pazienti","73":"tag-racconta","74":"tag-reparti","75":"tag-reparti-riscaldamento","76":"tag-responsabile","77":"tag-responsabile-locale","78":"tag-riscaldamento","79":"tag-russi","80":"tag-ucraina","81":"tag-ultime-notizie","82":"tag-ultime-notizie-di-mondo","83":"tag-ultimenotizie","84":"tag-ultimenotiziedimondo","85":"tag-vallaperta","86":"tag-world","87":"tag-world-news","88":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/274239","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=274239"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/274239\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/274240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=274239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=274239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=274239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}