{"id":274852,"date":"2025-12-24T00:57:12","date_gmt":"2025-12-24T00:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/274852\/"},"modified":"2025-12-24T00:57:12","modified_gmt":"2025-12-24T00:57:12","slug":"la-stairway-to-heaven-di-jaelyn-keene-non-e-mai-troppo-tardi-per-la1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/274852\/","title":{"rendered":"La \u2018Stairway to Heaven\u2019 di Jaelyn Keene: non \u00e8 mai troppo tardi per l\u2019A1"},"content":{"rendered":"<p>Chi dice che bisogna sentirsi realizzati prima dei 30 anni mente sapendo di farlo, perch\u00e9 spesso le cose pi\u00f9 belle arrivano in et\u00e0 matura: quelle per cui hai lavorato una vita, e che ti riempiono di soddisfazione. A volte la risposta si trova nelle stelle, altre volte \u00e8 proprio davanti a te, ma la riconosci solo dopo aver percorso un lungo tratto di strada. \u00c8 andata cos\u00ec anche a <strong>Jaelyn Keene<\/strong>, la cui \u201cStairway to Heaven\u201d \u00e8 iniziata pi\u00f9 tardi rispetto alla consueta tabella di marcia.<\/p>\n<p>Dopo aver evocato i Led Zeppelin, possiamo citare il filosofo tedesco Gotthold Ephraim Lessing e capire direttamente dalle parole della centrale statunitense della Honda Cuneo Granda Volley \u2013 che a 30 anni sta vivendo la sua prima esperienza nella Serie A1 italiana, il campionato pi\u00f9 competitivo al mondo \u2013 se \u00e8 vero che \u201cl\u2019attesa del piacere \u00e8 essa stessa il piacere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Jaelyn, partiamo dal presente. Come sta andando la tua esperienza alla Honda Cuneo Granda Volley? Che tipo di ambiente hai trovato e come ti senti a far parte di questo club?<\/strong><br \/>\u201cFinora il percorso \u00e8 stato molto positivo. Mi piace l\u2019ambiente di lavoro sia in palestra sia in sala pesi. Anche quando le settimane sono impegnative, dal punto di vista fisico e mentale, affrontiamo ogni allenamento con la giusta mentalit\u00e0 e voglia di lavorare, e questo lo apprezzo tanto. Inoltre, trovo molto stimolante l\u2019idea di rafforzare sempre di pi\u00f9 la fiducia reciproca tra la squadra e il club\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come valuti la prima parte di stagione di Cuneo? Quali ritieni siano i principali punti di forza e le qualit\u00e0 della squadra?<\/strong><br \/>\u201cPer quanto riguarda i nostri risultati, penso ci siano molti aspetti positivi da evidenziare, anche se in alcune partite avremmo potuto fare meglio. Sicuramente la squadra d\u00e0 il massimo quando gioca unita e ogni giocatrice si fida delle altre. I nostri punti di forza come gruppo sono il duro lavoro e l\u2019impegno. A livello tecnico, credo che siamo molto efficaci sia in battuta sia in attacco\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come descriveresti la chimica del gruppo finora e, in particolare, la tua connessione in campo con la palleggiatrice Noemi Signorile?<\/strong><br \/>\u201cPenso che la squadra abbia sviluppato una bella chimica. Adesso stiamo lavorando per sostenerci ancora di pi\u00f9 a vicenda, ma prima era importante creare un buon legame tra di noi. Non c\u2019\u00e8 nessuna compagna con cui non mi piacerebbe prendere un caff\u00e8 o pranzare insieme. Io e Noe abbiamo un\u2019ottima connessione: da lei sento molta fiducia, sia negli allenamenti sia in partita. Credo che questo legame sia importante per la squadra e sicuramente continuer\u00e0 a crescere in modo positivo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quali obiettivi personali e di squadra ti sei posta per questa stagione?<\/strong><br \/>\u201cUno dei miei obiettivi personali per questa stagione \u00e8 migliorare alcuni aspetti del mio gioco in attacco, cos\u00ec da ampliare il mio \u2018arsenale\u2019. Voglio anche rendere sempre pi\u00f9 efficace la mia presenza a muro: \u00e8 un obiettivo che mi pongo ogni stagione e che \u00e8 davvero molto importante per me. Come squadra, penso che possiamo ottenere grandi risultati se tutte giochiamo al meglio. Arrivare tra le prime otto sarebbe davvero un risultato fantastico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti piace di pi\u00f9 della vita qui in Italia e come ti ricarichi quando non sei impegnata in palestra?<\/strong><br \/>\u201cLo stile di vita qui \u00e8 davvero fantastico. Adoro provare ristoranti e bar, visitare posti nuovi e vivere esperienze sempre differenti. Per ricaricarmi, amo trascorrere del tempo all\u2019aria aperta, anche quando fa freddo: questo mi aiuta a liberare la mente e ad apprezzare le piccole cose. Nelle settimane con tre match, invece, mi concedo un caff\u00e8 fuori e poi mi rilasso a casa, cercando di ottimizzare il recupero e ritrovare energie per affrontare al meglio allenamenti e partite\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sei arrivata nella Serie A1 italiana a 30 anni. Ti sorprende aver raggiunto un traguardo del genere o giocare a questi livelli \u00e8 sempre stato uno dei tuoi obiettivi?<\/strong><br \/>\u201cOggi non mi sorprende, ma se qualcuno me lo avesse detto quando andavo al college e avevo 18 o 20 anni, non ci avrei creduto. Una volta capito di poter giocare a livello professionistico all\u2019estero, il mio obiettivo \u00e8 sempre stato quello di arrivare in alto e giocare nel miglior campionato possibile. Dire che per me era un sogno giocare in Italia pu\u00f2 sembrare un clich\u00e9, ma lo era davvero e lo \u00e8 ancora. Sono profondamente grata per questa opportunit\u00e0 e per poter vivere un\u2019esperienza unica in questo campionato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti ha permesso di alzare costantemente il tuo livello nel corso degli anni?<\/strong><br \/>\u201cPenso di essere cresciuta molto nel corso della mia carriera perch\u00e9 ho sempre cercato di spingermi a un livello superiore rispetto all\u2019anno precedente. Questo ha significato a volte cambiare campionato, altre volte confrontarmi con allenatori diversi, ognuno con il proprio modo di vedere il gioco e di valutare me come giocatrice. In questo percorso \u00e8 stato fondamentale anche concedersi un po\u2019 di pazienza e ricordare che gli errori fanno parte del gioco: ci\u00f2 che conta \u00e8 saper distinguere tra un errore \u2018utile\u2019, da cui imparare, e uno che invece va corretto. Inoltre, sono convinta che avere una forte tenuta mentale ha avuto un impatto enorme anche sul mio rendimento tecnico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Possiamo dire che l\u2019esperienza con le Neptunes de Nantes \u00e8 stata il tuo \u201cturning point\u201d? Cosa ti hanno insegnato quelle tre stagioni?<\/strong><br \/>\u201cNantes \u00e8 stato un posto davvero speciale per me, perch\u00e9 per la prima volta ho avuto la sensazione di fare davvero quella che chiamano \u2018pallavolo professionistica\u2019. In ogni stagione trascorsa l\u00ec ho preso parte alle competizioni europee, e questo mi ha spinta a dare il massimo e a diventare la miglior giocatrice possibile. In particolare, la mia prima stagione a Nantes \u00e8 stata piena di aspettative, ed \u00e8 stato l\u00ec che sono cresciuta tanto in tutti gli aspetti del mio gioco. A livello personale ho vissuto molti successi, ma anche qualche momento pi\u00f9 difficile. Tuttavia, trascorrere tre anni nella stessa citt\u00e0 e nello stesso club ha fatto s\u00ec che quel luogo iniziasse a diventare come una vera e propria seconda casa per me\u201d.<\/p>\n<p><strong>Avendo giocato in Austria, Finlandia, Francia, Germania e Italia, quali differenze hai notato nella cultura pallavolistica, nello stile di gioco e nell\u2019organizzazione professionale tra questi paesi?<\/strong><br \/>\u201cLe mie prime stagioni oltreoceano, in Austria e in Finlandia, sono state uniche nel loro genere sia per lo stile di vita sia per il livello della pallavolo. Anche le culture erano molto particolari, quindi ci \u00e8 voluto del tempo per adattarmi. Inoltre, erano i miei primi anni lontano da casa, e questo non \u00e8 mai facile. La stagione in Finlandia, inoltre, \u00e8 stata condizionata dal Covid, che ha reso quell\u2019esperienza ancora pi\u00f9 particolare e non convenzionale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cFrancia e Italia, invece, sono abbastanza simili dal punto di vista culturale, ma il livello della pallavolo in Italia \u00e8 decisamente superiore rispetto agli altri paesi in cui ho giocato. Per quanto riguarda l\u2019organizzazione professionale, penso che molto dipenda dal singolo club e non esclusivamente dal campionato. Detto questo, l\u2019Italia rappresenta senza dubbio il massimo da questo punto di vista: un livello di pallavolo cos\u00ec elevato richiede standard di gestione e funzionamento altrettanto alti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Guardando avanti, quali sono i tuoi sogni per il futuro?<\/strong><br \/>\u201cPer quanto riguarda la mia carriera, il sogno \u00e8 continuare a giocare al massimo livello il pi\u00f9 a lungo possibile, magari anche in altri paesi, e concludere il mio percorso \u2013 quando arriver\u00e0 il momento \u2013 trascorrendo qualche anno a casa negli Stati Uniti, nelle due leghe professionistiche attualmente attive, LOVB e MLV. Sul piano personale, mi piacerebbe costruire una famiglia un giorno, con qualche bambino che corra in giro per casa. Invece, per il futuro al di fuori della pallavolo, vedremo: ho studiato Contabilit\u00e0 Finanziaria e ho un Master; quindi, potrei intraprendere un percorso in quell\u2019ambito\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNegli anni ho anche fatto un po\u2019 di esperienza come coach durante le estati, quando ero a casa a prepararmi per le stagioni successive; quindi, chiss\u00e0 se riuscir\u00f2 davvero a dire addio alla pallavolo una volta terminata la carriera da giocatrice. Oltre all\u2019indoor, pratico anche beach volley e grass volley, due mie grandi passioni che potrei continuare a coltivare anche in futuro\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per concludere, ci racconteresti chi \u00e8 Jaelyn Keene al di fuori del campo?<\/strong><br \/>\u201cLa pallavolo e la mia carriera sportiva hanno sicuramente contribuito a formarmi come persona, quindi \u00e8 difficile descrivermi senza tenerne conto, ma ci prover\u00f2. Sono una persona molto estroversa, che ama stare all\u2019aria aperta e adora fare attivit\u00e0 come escursioni, gite in barca o nuoto. Nel tempo libero mi piace anche leggere e dedicarmi allo sketching: sono un po\u2019 una \u2018ragazza da iPad&#8217;\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuando sono a casa negli Stati Uniti, amo trascorrere momenti con la mia famiglia, seguire gli eventi sportivi dei miei nipoti e condividere tempo di qualit\u00e0 con i miei cari. Mi piace anche seguire altri sport: ho praticato molte discipline da ragazzina, quindi guardarli resta una grande passione\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI miei amici sono molto importanti per me: non mi tiro indietro davanti a un viaggio in auto di 3-4 ore solo per condividere una cena insieme e poi tornare a casa. Se fai parte della mia cerchia, significa che ci metto impegno e dedizione per esserci davvero. Mi piace pensarmi come una persona gentile, competitiva, amichevole e rispettosa. Sorrido probabilmente il 90% del tempo, perch\u00e9, in fondo, la vita \u00e8 troppo breve per non godersi tutti gli alti e bassi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Intervista di Alessandro Garotta<br \/><\/strong>(\u00a9 Riproduzione riservata)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Chi dice che bisogna sentirsi realizzati prima dei 30 anni mente sapendo di farlo, perch\u00e9 spesso le cose&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":274853,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1474],"tags":[1537,90,89,245,244,1869],"class_list":{"0":"post-274852","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-volley","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-sport","12":"tag-sports","13":"tag-volley"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115771830626955015","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/274852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=274852"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/274852\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/274853"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=274852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=274852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=274852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}