{"id":274891,"date":"2025-12-24T01:33:21","date_gmt":"2025-12-24T01:33:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/274891\/"},"modified":"2025-12-24T01:33:21","modified_gmt":"2025-12-24T01:33:21","slug":"alla-querini-stampalia-la-venezia-del-settecento-vista-da-gabriel-bella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/274891\/","title":{"rendered":"Alla Querini Stampalia la Venezia del Settecento vista da Gabriel Bella"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n     &#13;<br \/>\n        &#13;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Con Bella la vita a Venezia la Fondazione Querini Stampalia presenta l\u2019intera collezione dei dipinti di Gabriel Bella, l\u2019artista che pi\u00f9 di ogni altro ha saputo raccontare la vita della citt\u00e0 lagunare del Settecento. Un titolo che gioca su tre linee di racconto: \u201cBella\u201d come aggettivo e come nome dell\u2019artista; \u201cla vita\u201d perch\u00e9 \u00e8 la quotidianit\u00e0 della citt\u00e0 a farsi protagonista; e \u201cVenezia\u201d, che attraverso queste immagini continua la sua secolare tradizione di autorappresentazione, propaganda e costruzione dell\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Il corpus esposto esalta la magnificenza veneziana e racconta, attraverso le immagini, il mito politico della Serenissima. Non si tratta di un insieme casuale, ma di un progetto iconografico unitario, probabilmente elaborato negli anni Ottanta del Settecento. Oltre alle 69 tele esposte, la mostra presenta alcune incisioni settecentesche del fondo storico della Biblioteca, tratte da Le Arti che vanno per via nella citt\u00e0 di Venezia di Gaetano Zompini, e una selezione di preziosi filmati provenienti dall\u2019Archivio Storico dell\u2019Istituto Luce, girati tra il 1929 e il 1956, che ampliano la lettura del contesto storico e aprono a suggestioni contemporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Gabriel Bella (Venezia, 1730 \u2013 1799) lavora in anni in cui l\u2019Ottocento \u00e8 alle porte e, con esso, un nuovo modo di fissare il reale attraverso la fotografia. Eppure, gi\u00e0 alla fine del secolo, il suo sguardo sembra parlare quella stessa lingua. Bella osserva la citt\u00e0 con una precisione e una sensibilit\u00e0 quasi fotografica: inquadra, isola, registra. Compone come se avesse tra le mani un obiettivo capace di cogliere movimento e immobilit\u00e0, folla e dettaglio, eccezionale e ordinario.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">La sua apparente ingenuit\u00e0, quasi fumettistica, diventa una chiave interpretativa per raccontare una societ\u00e0 regolata da cerimonie, rituali, feste, mercati e processioni. Bella \u00e8 un artista che si mescola alla citt\u00e0: un cittadino e un fl\u00e2neur guidato da una curiosit\u00e0 inesauribile, che attraversa calli e campielli lasciandosi sorprendere dalle scene che gli si offrono. Le sue opere conservano questa energia di scoperta, la stessa di chi trova nella vita urbana un teatro sempre aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Le vedute di Bella sono finestre sul Settecento veneziano: scorci che ancora oggi parlano con sorprendente familiarit\u00e0. Restituire questa collezione alla citt\u00e0 significa ridare forma a una parte della sua memoria visiva, preservando un patrimonio che rischiava di disperdersi. La raccolta Querini si configura come un atlante della \u201cliturgia della meraviglia\u201d su cui la Serenissima aveva costruito il proprio mito.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Il percorso espositivo invita il visitatore a osservare i dipinti non solo come ricostruzioni storiche, ma come immagini che hanno contribuito, nei secoli, a modellare l\u2019identit\u00e0 culturale e il racconto pubblico di Venezia. A completamento della mostra, un ricco apparato didascalico approfondisce temi come architetture effimere, giochi, moda, cibo, mascheramento e artigianato.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Un dialogo a pi\u00f9 voci si attiva inoltre tra le tele di Bella e i filmati del Novecento dell\u2019Istituto Luce, restituendo una Venezia vitale e pulsante, in cui sguardi lontani nel tempo tornano a riconoscersi. Inserita nel programma \u201cLe Citt\u00e0 in Festa\u201d del Comune di Venezia, la mostra ribadisce il legame profondo tra la Fondazione Querini Stampalia e la citt\u00e0, confermandone la vocazione a essere ponte tra patrimonio e comunit\u00e0.<\/p>\n<p> &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n            &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Con Bella la vita a Venezia la Fondazione Querini Stampalia presenta l\u2019intera collezione&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":274892,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,626,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-274891","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-eventi","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115771972215687578","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/274891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=274891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/274891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/274892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=274891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=274891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=274891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}