{"id":275309,"date":"2025-12-24T09:07:11","date_gmt":"2025-12-24T09:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/275309\/"},"modified":"2025-12-24T09:07:11","modified_gmt":"2025-12-24T09:07:11","slug":"caro-presidente-ce-poco-da-ridere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/275309\/","title":{"rendered":"CARO PRESIDENTE, C&#8217;E&#8217; POCO DA RIDERE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il presidente dell\u2019Uci \u00e8 preoccupato per i corridori.<\/strong> Vanno troppo forte, troppo veloci. Le biciclette sono sempre pi\u00f9 scorrevoli, le bilance troppo frequentate, le applicazioni pronte all\u2019uso a dire quanto hai consumato e quanto hai diritto di integrare. \u00c8 preoccupato per una vita troppo scadenzata, a intervalli fissi e prestabiliti. Tutti con il bilancino, pochi con il braccino, visto che ormai sono tutti ormai con il gambone pronti a dare battaglia dall\u2019inizio alla fine.\n            <\/p>\n<p><strong>Via a tutta, sempre e comunque, come se non ci fosse un domani.<\/strong> La vita \u00e8 adesso canta da quarant\u2019anni Claudio Baglioni e i corridori la vivono intensamente, tra ritiri e test in galleria per compiacere la platea sempre pi\u00f9 esigente, anche perch\u00e9 ci ha fatto la bocca buona. Pensate quado Pogacar la smetter\u00e0 di scappare via a cento chilometri dal traguardo. Pensate quando Evenepoel la smetter\u00e0 di rincorrerlo. Pensate quando Van der Poel se ne far\u00e0 una ragione, cos\u00ec come Vingegaard e Del Toro, Pidcock e Van Aert e <strong>tutto torner\u00e0 nel solco di una \u201cnormalizzazione\u201d che sa tanto di mediocrit\u00e0.<\/strong> Teniamoci stretti questo ciclismo dal profilo alto che fa sorridere poco i corridori &#8211; gli altri, quelli che non riescono a tenere il passo di questi qui -, ma di fatto fa godere noi appassionati, anche quelli che di ciclismo sanno poco, ma si sono riavvicinati proprio grazie ad un Pogacar che fa cose talmente eccezionali rendendole fruibili a tutti: questa si chiama promozione.\n            <\/p>\n<p>Tornando per\u00f2 alle preoccupazioni del numero 1 del ciclismo mondiale,<strong> il presidente Lappartient \u00e8 preoccupato per il sorriso perso dai corridori,<\/strong> per il \u201c<strong>burnout<\/strong>\u201d o<strong> sindrome da esaurimento professionale.<\/strong> Per quello stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da uno stress prolungato che ammorba la mente di tanti atleti di ogni et\u00e0. Si manifesta con stanchezza ed \u00e8 riconosciuto dall\u2019OMS come un \u201cfenomeno occupazionale\u201d. Insomma, una malattia professionale bella e buona.<\/p>\n<p>Ma <strong>il problema non sono le corse e nemmeno i corridori o le loro squadre, ma proprio di chi si dice preoccupato: l\u2019UCI.<\/strong> I corridori oggi guadagnano tutti molto bene, ma la gran parte ha perso la leggerezza di vivere il lavoro pi\u00f9 bello del mondo, quello che sognavano di fare fin da bimbi. Il \u201ccapitale umano\u201d \u00e8 messo a dura prova, perch\u00e9 duri sono i calendari, dura \u00e8 la competizione,<strong> durissima \u00e8 racimolare punti in giro per il mondo, perch\u00e9 il meccanismo \u00e8 diabolico, esasperante al limite della follia.<\/strong> Le squadre non possono chiamarsi fuori: se vuoi giocare le regole di ingaggio sono queste. E per giocare devi mettere l\u00ec suon di milioni di euro per la squadra maschile, per quella femminile, per le \u201cdevo\u201d ragazzi e ragazze, fin quando non si inventeranno anche quelle junior. <strong>Servono budget \u201cmonstre\u201d per allestire squadre di quasi 200 elementi di personale.<\/strong> Non c\u2019\u00e8 via di scampo. Non c\u2019\u00e8 altro modo di ripagare chi spende dai trenta ai sessanta milioni di euro all\u2019anno. Sono aziende, che dietro non hanno quasi pi\u00f9 aziende, ma Stati sovrani, Fondi, Nazioni e multinazionali bandiera di interi Paesi. C\u2019\u00e8 meno passione e pi\u00f9 pressione: c\u2019\u00e8 poco da ridere.<\/p>\n<p><strong>IL TOUR DONNE DA RECORD.<\/strong> Quest\u2019anno<strong> il Tour de France femminile ha fatto pi\u00f9 ascolti del Roland Garros.<\/strong> \u00abGli ascolti per il ciclismo femminile sono in continuo aumento e questo ci rende felici &#8211; ha detto sempre David Lappartient -. In particolare gli ascolti dell&#8217;ultima tappa del Tour femminile sono stati pi\u00f9 alti di quelli di tutte le tappe di montagna del Tour maschile. Chi l\u2019avrebbe mai pensato cinque anni fa, quando il Tour femminile non esisteva nemmeno?\u00bb. Su queste parole e a questo interrogativo dovremmo forse riflettere un po\u2019 tutti, non solo Rcs Sport &amp; Events, ma noi appassionati, che fatichiamo a considerare lo sport femminile al pari di quello maschile. Chiaro che non ce lo ordina il medico di guardare il Giro donne, anche se a me piace un sacco. Forse per\u00f2 \u00e8 il caso di domandarci perch\u00e9 solo da noi le donne in bicicletta non piacciono cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p><strong>OTTIMISMO DEL CUORE.<\/strong> Tadej ha perso il torneo di padel organizzato a Rovato dai suoi manager Johnny e Alex Carera, cos\u00ec come la sfida con il simulatore. Ha perso e, in un certo senso, questa \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 una notizia di fine anno. Per il prossimo ci accontenteremmo di rivedere quelli l\u00e0 fare gli stessi numeri fatti quest\u2019anno con la leggerezza di chi non \u00e8 consapevole di farli e noi, italiani, di inserirci sempre di pi\u00f9 in quel ristretto consesso di fenomeni nel quale potremmo anche rientrare con qualche nostro nuovo elemento per sentirci un po\u2019 anche noi fenomenali. \u00c8 un piccolo sogno, un desiderio suffragato da diversi elementi inconfutabili di ripresa. Il movimento ciclistico italiano c\u2019\u00e8 e lotta insieme a loro. <strong>\u00c8 speranza e augurio. Pessimismo della ragione, ottimismo della volont\u00e0? Ottimismo del cuore. Buon Natale..<\/strong><\/p>\n<p>Editoriale da tuttoBICI di dicembre<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il presidente dell\u2019Uci \u00e8 preoccupato per i corridori. Vanno troppo forte, troppo veloci. 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