{"id":275384,"date":"2025-12-24T10:07:25","date_gmt":"2025-12-24T10:07:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/275384\/"},"modified":"2025-12-24T10:07:25","modified_gmt":"2025-12-24T10:07:25","slug":"ferdinando-scianna-helmut-newton-intrecci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/275384\/","title":{"rendered":"Ferdinando Scianna, Helmut Newton: intrecci"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p>Un conto \u00e8 vedere come diversi fotografi hanno interpretato, secondo il proprio sguardo, l\u2019opera di uno stilista (ricordo la mostra dedicata a Gianfranco Ferr\u00e9 al Forte di Bard dello scorso anno); un altro \u00e8 approcciarsi allo sguardo autonomo di due giganti della fotografia al concetto assoluto della moda. In particolare, quello tra Ferdinando Scianna (1943) ed Helmut Newton (1920-2004) pu\u00f2 essere un dialogo per molti aspetti antitetico, estremo. Il campo su cui avviene il dialogo tra i due titani non \u00e8 una mostra singola in cui incontrare entrambi gli sguardi messi a confronto. Si tratta, bens\u00ec, di due esposizioni distinte: <a href=\"https:\/\/www.clp1968.it\/mostra\/ferdinando-scianna-la-moda-la-vita\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ferdinando Scianna. La moda, la vita<\/a> presso la Castiglia di Saluzzo e curata da Denis Curti e <a href=\"https:\/\/www.filatoiocaraglio.it\/2025\/10\/15\/helmut-newton-intrecci\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Helmut Newton. Intrecci <\/a>al Filatoio di Caraglio, curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation, entrambe fino al 1\u00b0 marzo 2026.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"539ca380-36e3-4ee0-8666-1b780b262bae\" height=\"519\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/02.-Ferdinando-Scianna-Marpessa-Caltagirone-1987-\u00a9-Ferdinando-Scianna-1920x1277.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nFerdinando Scianna, Marpessa Caltagirone 1987 \u00a9 Ferdinando Scianna.<\/p>\n<p>Con un\u2019aura propria e indipendente, dunque, si presentano le mostre dei due autori, realizzate in collaborazione con la Fondazione Artea; sta a noi tessere un legame, trovare quei punti che hanno reso stili formali cos\u00ec diversi delle pietre miliari nella storia della fotografia.\u00a0<br \/>Ferdinando Scianna, per esempio, \u00e8 un reporter, primo membro italiano dell\u2019agenzia Magnum, giunto alla moda per caso, titubante di fronte a due ancora sconosciuti Domenico Dolce e Stefano Gabbana che volevano una campagna a firma del fotografo di Bagheria, siciliano come loro. \u00c8 una storia che in molti gi\u00e0 sapranno, ma \u00e8 bello ritracciarla: scelta la modella da una polaroid, che sar\u00e0 quella Marpessa iconica dell\u2019esordio nella moda di Scianna, il fotografo si avventur\u00f2 nei luoghi che gi\u00e0 cos\u00ec bene conosceva, quasi a memoria, tra le strade strette e assolatissime della sua Sicilia. Il sole a picco, le pietre, la gente proprio di un altro mondo rispetto all\u2019angelo snello che passeggiava indifferente col fotografo appresso. Scianna ebbe il grande dono non soltanto di nascondere s\u00e9 stesso nelle immagini, dando poche e vaghe indicazioni alla modella nelle scene pur di far accadere le azioni pi\u00f9 ordinarie della vita del posto (il bimbo che inizia a imitare Scianna con un pacchetto di fazzoletti, gli sguardi incuriositi delle persone), ma anche quello di nascondere la moda stessa, per le strade siciliane. Sebbene l\u2019eleganza degli abiti e del soggetto spicchino in ogni scatto del fotografo, allo stesso tempo pare inglobata perfettamente dalla vita in cui si trova immersa, come cosa normale del luogo, della dimensione terrena in cui \u00e8 stata trasportata. Le modelle che ridono a crepapelle sul muletto su cui \u00e8 issato un enorme volto di Stalin \u2013 futura scenografia cinematografica \u2013 a Budapest nel 1990, Monica Bellucci dietro il banco del polpo bollito col suo proprietario. Ogni scatto di Scianna vive del suo ambiente, dei contrasti e della spontaneit\u00e0 che in esso si scatenano: le risate dei bambini sulle scalinate che circondano Marpessa, la folla che si butta dentro e fuori dai mezzi pubblici in cui sta per salire Carmen Loderus a Leningrado nel 1987, o ancora il pezzo di carne macellata col costato in vista portato a spalla dall\u2019uomo sullo sfondo mentre Carmen San Mart\u00edn, a Palermo nel 1991, calze a rete e boa piumato, viene scolpita dal sole mentre ci raggiunge.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"b2bf2ccf-8d97-4329-a8c6-7fd98098a270\" height=\"1145\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/01.-Helmut-Newton-Heather-looking-through-a-keyhole-Paris-1994-\u00a9-Helmut-Newton-Foundation3-2-1308x19.jpeg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHelmut Newton, Heather looking through a keyhole Paris, 1994 \u00a9 Helmut Newton Foundation.<\/p>\n<p>Di questa spontaneit\u00e0, di questa autentica vita che si sprigionerebbe sia che esistesse una modella con abiti haute couture addosso, oppure no, Helmut Newton si fa poco. Nella grande mostra al Filatoio di Caraglio, una mezz\u2019ora buona di macchina da Scianna, ci viene ricordato che la moda \u00e8 anche costruzione, \u00e8 scena, \u00e8 cinema, \u00e8 carattere emancipato e violento. Newton non si \u00e8 mai nascosto: ha costruito nel dettaglio le sue donne, modelle che in ogni posa portano il marchio dell\u2019autore che ne ha estratto il succo aspro e necessario di uno spirito femminile nuovo, presente e aggressivo, audace, provocatorio, pienamente conscio dei suoi effetti sullo spettatore. Fotografo di riferimento per le maggiori testate di settore del tempo, Newton ha concepito la propria visione fondendo le sue ossessioni agli impulsi di una femminilit\u00e0 lontanissima dagli schemi di seduzione passiva e oggettificante, rendendola nelle pose quasi un animale nuovo, forte, indomabile. Negli scatti del fotografo tedesco \u00e8 lo spazio che viene piegato dalla forza centripeta della modella, centro di un mondo che la rende padrona senza opporsi. Le vedute industriali, gli hotel di lusso, le strade notturne, i caf\u00e9, tutto collassa attratto dalla gravit\u00e0 della donna: vista in scene esasperatamente quotidiane, pretesti perfetti per mostrarne il fascino anche quando la si vorrebbe grottesca. La borsetta caduta e il contenuto sparso sul pavimento, la bustina di zucchero tenuta alta sulla bocca che ne prende il rivolo granuloso, la sigaretta della Deneuve (e gli occhi, della Deneuve), la telefonata nascosta dagli sguardi di due uomini lasciati da soli nell\u2019altra stanza. Ogni frammento costruito da Newton ribadisce l\u2019esistenza di figure che osano mostrarsi sicure di s\u00e9 in ogni circostanza, imprendibili.<\/p>\n<p>Siamo esattamente in un mondo opposto rispetto a quello di Scianna, in cui le cose avvengono attorno al loro fluire naturale, e cos\u00ec le azioni delle modelle che portano gli abiti d\u2019alta moda. Newton, che molto prende dal cinema \u2013 famosa \u00e8 la citazione, visibile in mostra, di Intrigo Internazionale e la corsa a perdifiato per fuggire dall\u2019aereo minaccioso (Mansfield, British Vogue, 1967) \u2013 genera un mondo raccontato dalla fisicit\u00e0 dei corpi. Newton \u00e8 il regno dell\u2019esasperazione, dei muscoli tesi, delle emozioni palesi e forzate, mai accomodanti; un immaginario mentale che prende forma e vita secondo le istruzioni del fotografo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"b3ad1f9b-b3a9-48ea-8fa3-301f72a01501\" height=\"1039\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/03_Helmut-Newton-Mansfield-British-Vogue-London-1967-\u00a9-Helmut-Newton-Foundation-1441x1920.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHelmut Newton, Mansfield British Vogue London 1967 \u00a9 Helmut Newton.<\/p>\n<p>La bellezza in s\u00e9, se vogliamo, in Newton pare non essere neanche il fine vero e proprio dello scatto: se Scianna esalta a tal punto i suoi soggetti da renderli alla stregua di creature mitologiche in luoghi che paiono accoglierle per la prima volta, Newton gioca sul piano sottile della teatralit\u00e0, di un mondo creato apposta per dare sfogo alle proprie visioni. Cos\u00ec capiamo che il disegno finale verso cui le due mostre convergono, pi\u00f9 di un vero e proprio racconto approfondito dell\u2019opera dei due autori (per quanto molto ben tracciato) sia quello delle possibilit\u00e0 talvolta antitetiche in cui il discorso della moda pu\u00f2 essere inserito. Potenziato, dunque, ne esce il modo di concepirla: al di l\u00e0 dell\u2019abito in s\u00e9, degli stili con cui viene confezionato, delle reali condizioni in cui viene indossato, il ruolo della fotografia \u00e8 quello di trasportarlo nelle dimensioni immaginifiche cui per natura tenderebbe, interpretato nelle intenzioni e potenzialit\u00e0 latenti pi\u00f9 che nella sua mera declinazione nella vita reale. Ed \u00e8 qui che il discorso delle due mostre calca il bivio da cui pure partono: se Newton inventa il proprio immaginario, Scianna inizia e rimane in quella vita che noi diciamo reale. Dov\u2019\u00e8 dunque la cesura? Scianna possiamo dire che torca la realt\u00e0 a tal punto da farla diventare mito, luogo perlomeno in cui pu\u00f2 prendere forma, e allora anche la vera Sicilia, la sua vera gente, o quella di Budapest o Il Cairo, diventa parte di un sogno pilotato dalla sola presenza della modella, questa creatura venuta da lontano. \u00c8 Newton, scopriamo allora, a rendere a portata d\u2019uomo creature che ancora si fatica a concepire, soprattutto quando le concepiva Newton, e dunque a rendere il mito pi\u00f9 vicino di quanto si creda.<\/p>\n<p>Ricordiamo anche le epoche e i luoghi geografici cos\u00ec diversi in cui le menti dei due autori hanno iniziato a formulare le proprie immagini. Scianna cresce in un contesto in cui il racconto \u00e8 padrone di moltissima produzione fotografica: l\u2019Italia in questo aveva fatto scuola quando Ferdinando era solo un bambino e quando, cresciuto, incontrer\u00e0 Leonardo Sciascia o sar\u00e0 a Parigi come corrispondente di \u201cL\u2019Europeo\u201d e conoscer\u00e0 Henri Cartier-Bresson, i suoi occhi vedranno storie, popoli, gesti, e l\u00ec la verit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"db635963-5636-46f5-b57f-d4c489b9709d\" height=\"791\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/07_Helmut-Newton-Yves-Saint-Laurent-Paris-1991-\u00a9-Helmut-Newton-Foundation-1893x1920.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nYves Saint Laurent Paris 1991 \u00a9 Helmut Newton Foundation.<\/p>\n<p>Newton, nato a Berlino, fuggito a Singapore nel 1938 e poi espulso in Australia di cui divenne cittadino nel 1946, inizi\u00f2 a fotografare gi\u00e0 a sedici anni imparando da una nota fotografa tedesca di moda del tempo, Yva (pseudonimo di Else Ernestine Neul\u00e4nder-Simon), riconosciuta come donna forte, emancipata, e in grado di plasmare un nuovo modello femminile nei propri scatti. Le immagini, pi\u00f9 di 190 in totale tra le due mostre, allora, sono in grado di portare con s\u00e9 la propria origine, raccontando anche molto di chi le ha generate.<\/p>\n<p>Tra le varie collaborazioni di Newton con marchi italiani, come Lavazza e Blumarine, possiamo per\u00f2 trovare dei punti di incontro con Scianna nelle modelle stesse: mentre nel 1991 il fotografo italiano ritraeva Monica Bellucci a Palermo circondata dagli sguardi sedotti della gente del posto, nel 1992 erano gli occhi di Newton, a Monaco, a farla diventare una regina contornata di motivi liberty, bastante a s\u00e9 stessa, fulminante con occhi di Medusa e vari giri larghi di perle al collo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"02d2e85d-66f5-458b-a1fe-d8d12503ce93\" height=\"513\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/02_Ferdinando-Scianna-Monica-Bellucci-Palermo-1991-\u00a9-Ferdinando-Scianna-1920x1262.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nFerdinando Scianna, Monica Bellucci, Palermo, 1991 \u00a9 Ferdinando Scianna.<\/p>\n<p>Gli occhi plasmano la realt\u00e0 a piacimento, addirittura lo stesso soggetto, facendolo diventare emanazione delle proprie reminiscenze o sogno. Cos\u00ec, se Scianna ci racconta la moda attraverso la grana delle pellicole e le risate naturali, Newton lo fa trasformando il mondo in teatro, e le immagini in morsi.\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>In copertina, Helmut Newton, Monica Bellucci, Blumarine Monaco 1992 \u00a9 Helmut Newton Foundation.<\/p>\n<p><strong>Helmut Newton. <\/strong><strong>Intrecci<\/strong><br \/>A cura di Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation<br \/>Caraglio (CN), Il Filatoio<br \/>23 ottobre 2025 \u2013 1\u00b0 marzo 2026<\/p>\n<p><strong>Ferdinando Scianna. <\/strong><strong>La moda, la vita<\/strong><br \/>A cura di Denis Curti<br \/>Saluzzo (CN), La Castiglia<br \/>24 ottobre 2025 \u2013 1\u00b0 marzo 2026<br \/>Catalogo mostra edito da 24 ORE Cultura<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0 Un conto \u00e8 vedere come diversi fotografi hanno interpretato, secondo il proprio sguardo, l\u2019opera di uno stilista&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":275385,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,43410,4663,161905,204,1537,90,89,1617],"class_list":{"0":"post-275384","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-ferdinando-scianna","16":"tag-fotografia","17":"tag-helmut-newton","18":"tag-intrattenimento","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy","22":"tag-mostre"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115773994117525095","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/275384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=275384"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/275384\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/275385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=275384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=275384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=275384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}