{"id":275562,"date":"2025-12-24T12:40:20","date_gmt":"2025-12-24T12:40:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/275562\/"},"modified":"2025-12-24T12:40:20","modified_gmt":"2025-12-24T12:40:20","slug":"sanzioni-usa-contro-thierry-breton-scontro-diplomatico-europa-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/275562\/","title":{"rendered":"Sanzioni USA contro Thierry Breton: scontro diplomatico Europa-Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/12\/23\/sanzioni-usa-breton-commissione-europea-tech-news\/8237565\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">bando imposto dall\u2019amministrazione di <strong>Donald Trump<\/strong> contro l\u2019ex commissario europeo <strong>Thierry Breton<\/strong><\/a> e altri quattro funzionari europei apre uno <strong>scontro politico<\/strong> con pochi precedenti tra Stati Uniti e Unione. E in Francia compatta un fronte trasversale che va dalla sinistra al<strong> Rassemblement National<\/strong>. La decisione di vietare l\u2019ingresso negli Usa a uno dei principali artefici della <strong>regolazione europea dei colossi del web<\/strong> viene letta come un <strong>attacco diretto alla sovranit\u00e0 normativa<\/strong> dell\u2019Ue e un segnale politico che va ben oltre il caso individuale.<\/p>\n<p>\u201cLa <strong>Commissione Europea<\/strong> condanna fermamente la decisione degli Stati Uniti\u201d, scrive l\u2019esecutivo Ue in una nota. \u201cLa <strong>libert\u00e0 di espressione<\/strong> \u00e8 un diritto fondamentale in Europa e un valore fondamentale condiviso con gli Stati Uniti in tutto il mondo democratico\u201d. Il presidente francese,<strong> Emmanuel Macron<\/strong>, sui social parla senza mezzi termini di \u201c<strong>intimidazion<\/strong>e e nella <strong>coercizione<\/strong> nei confronti della <strong>sovranit\u00e0 digitale<\/strong> europea\u201d. Evocando, tra le righe, <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/07\/14\/meccanismo-anti-coercizione-dazi-usa-trump-notizie\/8060273\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la possibilit\u00e0 di ricorrere al mai utilizzato <strong>strumento anti coercizione<\/strong><\/a> che consentirebbe di limitare l\u2019accesso dei gruppi Usa ai mercati finanziari europei e persino introdurre restrizioni sui diritti di propriet\u00e0 intellettuale. \u201cLa normativa digitale dell\u2019Unione Europea \u00e8 stata adottata a seguito di un <strong>processo democratico e sovrano<\/strong> dal Parlamento europeo e dal Consiglio\u201d, ricorda Macron. \u201cSi applica in Europa per garantire una concorrenza leale tra le piattaforme, senza prendere di mira alcun paese terzo, e per far rispettare online le regole che gi\u00e0 si applicano offline\u201d.<\/p>\n<p>Poco dopo interviene da Berlino il ministro degli Esteri tedesco<strong> Johann Wadephul<\/strong>, che attacca a sua volta: \u201cInaccettabile\u201d. Poi usa parole quasi identiche a quelle scritte da Macron, segno che la risposta \u00e8 coordinata: \u201cIl Dsa \u00e8 stato approvato democraticamente dall\u2019Ue per l\u2019Ue e non ha effetto extraterritoriale. Intendiamo chiarire le divergenze di opinione con gli Usa nel quadro del dialogo transatlantico, al fine di rafforzare la nostra partnership\u201d.<\/p>\n<p>La reazione della Commissione<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Ue \u00e8 un mercato unico aperto e basato su regole, con il <strong>diritto sovrano di regolamentare l\u2019attivit\u00e0 economica<\/strong> in linea con i nostri valori democratici e gli impegni internazionali \u2013 scrive la Commissione nella sua nota -. Le nostre regole digitali garantiscono condizioni di <strong>parit\u00e0<\/strong>, sicurezza e correttezza per tutte le aziende, applicate in modo <strong>equo<\/strong> e senza discriminazioni. Abbiamo richiesto chiarimenti alle autorit\u00e0 statunitensi e continuiamo a impegnarci. Se necessario, <strong>risponderemo<\/strong> rapidamente e con decisione per difendere la nostra autonomia normativa da misure ingiustificate\u201d.<\/p>\n<p>Breton: \u201cTorna la caccia alle streghe?\u201d<\/p>\n<p>In un messaggio pubblicato su X, l\u2019ex commissario colpevole di aver<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/09\/06\/amazon-apple-meta-e-altre-3-ecco-le-compagnie-gatekeepers-che-dovranno-attenersi-alle-nuove-regole-del-mercato-digitale-ue\/7283328\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> identificato 6 compagnie \u201cgatekeepers\u201d (da Amazon fino a Apple e Meta, 5 statunitensi e una cinese)<\/a> che dovevano attenersi alle nuove<strong> regole del mercato digitale <\/strong>evoca dal canto suo il ritorno della \u201c<strong>caccia alle streghe di McCarthy<\/strong>\u201d. E ricorda che il Digital Services Act \u00e8 stato <strong>approvato \u201cdal 90% del Parlamento europeo<\/strong> e all\u2019unanimit\u00e0 dai 27 Stati membri\u201d. \u201cAi nostri amici americani \u2013 aggiunge \u2013 la censura non \u00e8 dove pensate che sia\u201d. Itervistato da Le Figaro insieme all\u2019ex ministro Arnaud Montebourg, Breton \u2013 che lo scorso anno si era <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/09\/16\/terremoto-in-commissione-ue-si-dimette-thierry-breton-von-der-leyen-ha-chiesto-alla-francia-un-altro-nome-per-ragioni-personali\/7694972\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dimesso dal suo ruolo nella Commissione in polemica con <strong>Ursula von der Leyen<\/strong><\/a> \u2013 dice che \u201cl\u2019Europa e le sue istituzioni sono sotto attacco. Leggendo la <strong>Strategia per la sicurezza nazionale americana<\/strong>, tornano alla mente le dichiarazioni di <strong>J.D. Vance<\/strong> alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco: una visione molto dura, a tratti caricaturale, dell\u2019Europa. Oggi quella visione \u00e8 diventata dottrina scritta dell\u2019amministrazione Usa\u201d, afferma l\u2019ex commissario, secondo cui \u201cquando un Paese esplicita ci\u00f2 che si aspetta dai suoi alleati \u2013 o vassalli \u2013 va preso sul serio\u201d. Breton respinge l\u2019accusa americana \u2013 il presunto danno arrecato agli interessi americani dal <strong>Digital Services Act<\/strong>: \u201cBisogna dire le cose come stanno: siamo circondati da<strong> potenze dalla logica imperiale<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p>In Francia fronte trasversale dalla sinistra al Rassemblement National<\/p>\n<p>Le reazioni politiche in Francia sono state immediate e trasversali. \u201cNon siamo una colonia degli Stati Uniti. Siamo europei e dobbiamo difendere le nostre leggi, i nostri principi e i nostri interessi\u201d, scrive su X Raphael Glucksman, eurodeputato di <strong>Place Publique.<\/strong> Per il segretario generale del Partito socialista, <strong>Pierre Jouvet,<\/strong> la decisione americana \u00e8 \u201cdi una <strong>gravit\u00e0<\/strong> estrema\u201d e richiede \u201cuna risposta immediata della Francia e dell\u2019Unione europea\u201d. Sulla stessa linea l\u2019eurodeputata centrista <strong>Nathalie Loiseau<\/strong> (Horizons), secondo cui \u201cdietro questa misura \u00e8 in gioco la sovranit\u00e0 degli europei nel decidere e applicare le proprie leggi\u201d.<\/p>\n<p>Anche il Rassemblement National prende le distanze dalla scelta di Washington. \u201cL\u2019amministrazione Trump non solo si sbaglia nel merito, ma anche nell\u2019immagine degli Stati Uniti che invia al mondo\u201d, afferma il vicepresidente del partito, <strong>S\u00e9bastien Chenu<\/strong>, parlando a Rtl. Intanto continuano a moltiplicarsi gli attestati di solidariet\u00e0 a Breton, accusato da Washington di aver promosso una regolamentazione pi\u00f9 stringente dei colossi del web nell\u2019Unione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il bando imposto dall\u2019amministrazione di Donald Trump contro l\u2019ex commissario europeo Thierry Breton e altri quattro funzionari europei&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":275563,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-275562","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115774595011560598","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/275562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=275562"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/275562\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/275563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=275562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=275562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=275562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}