{"id":275647,"date":"2025-12-24T14:03:22","date_gmt":"2025-12-24T14:03:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/275647\/"},"modified":"2025-12-24T14:03:22","modified_gmt":"2025-12-24T14:03:22","slug":"chrome-e-tra-i-browser-meno-sicuri-al-mondo-ma-non-e-il-peggiore-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/275647\/","title":{"rendered":"Chrome \u00e8 tra i browser meno sicuri al mondo (ma non \u00e8 il peggiore di tutti)"},"content":{"rendered":"<p>Ogni clic online racconta qualcosa di noi. Ogni pagina aperta, ogni ricerca, ogni secondo trascorso in rete lascia una traccia perci\u00f2 la scelta del browser non \u00e8 pi\u00f9 soltanto una questione di velocit\u00e0, ma di privacy. Ed \u00e8 proprio sulla privacy che <b>ChatGPT Atlas<\/b>, il nuovo browser di OpenAI basato sull\u2019intelligenza artificiale, mostra i suoi limiti pi\u00f9 evidenti, insieme a <b>Google Chrome<\/b>: un dato tutt\u2019altro che marginale, se si considera che quest\u2019ultimo \u00e8 il browser pi\u00f9 utilizzato al mondo.<\/p>\n<p>Sono i risultati pubblicati da <b>Digitain<\/b>, societ\u00e0 specializzata nello sviluppo di software per il settore iGaming, che assegna a ChatGPT Atlas un punteggio di <b>rischio per la privacy<\/b> pari a 99 su una scala da 1 a 99, in cui i valori pi\u00f9 alti corrispondono a un <b>livello di protezione pi\u00f9 basso<\/b>. L\u2019analisi ha preso in esame 13 browser differenti, valutandoli sulla base di diverse metriche legate alla capacit\u00e0 di tutelare i dati personali degli utenti durante la navigazione.<\/p>\n<p>Da Chrome a Tor, ecco quali sono i browser pi\u00f9 sicuri (e quelli meno)<\/p>\n<p>Il test ha messo alla prova i browser pi\u00f9 diffusi per capire quanto riescano davvero a proteggerci mentre navighiamo. L\u2019analisi si \u00e8 concentrata sulla capacit\u00e0 di neutralizzare il <b>fingerprinting<\/b> (la tecnica che scansiona le caratteristiche tecniche del nostro dispositivo per riconoscerci ovunque) e sul blocco dei <b>tracker<\/b> (i pedinatori digitali che monitorano ogni nostro movimento per creare un profilo delle nostre abitudini).<\/p>\n<p>La ricerca ha inoltre valutato la protezione dei dati nel momento in cui passiamo da un sito all\u2019altro. In questa fase delicata, i browser pi\u00f9 sicuri agiscono come un compartimento stagno, impedendo ai siti di scambiarsi informazioni su di noi e garantendo che ogni nuova pagina visitata non \u201csappia\u201d nulla di quella precedente.<\/p>\n<p>Il peggiore: Atlas di ChatGpt<\/p>\n<p>In cima a questa classifica, quasi fuori scala con un punteggio di 99, troviamo <b>ChatGPT Atlas<\/b> di <b>OpenAI<\/b>, che si posiziona come lo strumento meno orientato alla protezione dei dati personali. Poco pi\u00f9 in basso, nella zona calda della vulnerabilit\u00e0, compare il colosso <b>Google Chrome<\/b> con un punteggio di 76, seguito a brevissima distanza da <b>Vivaldi<\/b> a quota 75. Entrambi offrono difese ancora fragili contro i sistemi di tracciamento pi\u00f9 moderni.<\/p>\n<p>Scendendo verso una fascia intermedia, incontriamo <b>Microsoft Edge<\/b> a 63 e <b>Opera<\/b> a 58. Questi browser iniziano a mostrare una maggiore attenzione alla sicurezza, pur lasciando ancora diverse porte aperte ai pedinatori digitali. In una zona d\u2019ombra tra rischio e protezione si colloca <b>Ungoogled<\/b> a 55, tallonato da uno storico paladino della privacy come <b>Mozilla Firefox<\/b>, che raggiunge la soglia psicologica di 50.<\/p>\n<p>Incontriamo infine i software pi\u00f9 attenti alla nostra privacy. Qui si posiziona <b>Safari<\/b> con un punteggio di 49, grazie a una solida capacit\u00e0 di respingere i tentativi di identificazione del dispositivo. Ancora pi\u00f9 efficace \u00e8 <b>DuckDuckGo<\/b>, che scende a quota 44, precedendo quello che i test indicano come il browser pi\u00f9 sicuro in assoluto: <b>Tor Browser<\/b> che, con un punteggio di appena 40, si conferma una vera fortezza, capace di rendere ogni nostra traccia sul web quasi invisibile.<\/p>\n<p>Lo studio segnala invece risultati positivi per <b>Brave<\/b> e <b>Mullvad Browser<\/b>, indicati come tra i pi\u00f9 efficaci nel limitare il tracciamento gi\u00e0 con le impostazioni predefinite. Entrambi adottano infatti sistemi di blocco nativo di annunci e tracker, offrendo un livello elevato di protezione senza richiedere interventi o configurazioni avanzate da parte degli utenti.<\/p>\n<p>Il paradosso dell\u2019IA: pi\u00f9 intelligenza significa meno privacy?<\/p>\n<p>Oggi il browser \u00e8 la nostra porta d\u2019accesso a tutto: lavoro, affetti e tempo libero. Proprio per questo, il livello di protezione che offre determina quanta parte della nostra vita privata venga osservata. In un mondo cos\u00ec connesso, la privacy non \u00e8 pi\u00f9 un dettaglio tecnico, ma uno dei fattori pi\u00f9 importanti che guidano le nostre scelte.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo dell\u2019intelligenza artificiale ha per\u00f2 rimescolato le carte. Browser come ChatGPT Atlas basano la loro efficienza proprio sulla raccolta e sull\u2019analisi di enormi quantit\u00e0 di dati: il rischio \u00e8 che questi strumenti finiscano per gestire un volume di informazioni personali superiore rispetto ai software tradizionali. <b>L\u2019integrazione dell\u2019IA, quindi, non \u00e8 sinonimo di sicurezza<\/b>; al contrario, se non accompagnata da barriere rigorose, pu\u00f2 trasformarsi in una finestra spalancata sulla nostra privacy, aumentando l\u2019esposizione dei dati invece di ridurla.<\/p>\n<p>Navigare senza lasciare tracce. Come funzionano i browser anonimi<\/p>\n<p>Una possibile risposta ai limiti di privacy dei browser pi\u00f9 diffusi arriva dai cosiddetti browser anonimi, progettati per restituire all\u2019utente un <b>maggiore controllo sui propri dati<\/b>. Questi strumenti non promettono velocit\u00e0 o funzioni avanzate, ma protezione e invisibilit\u00e0: riducono al minimo la raccolta di informazioni personali, oscurano le tracce di navigazione e impediscono che i comportamenti online vengano profilati o monetizzati.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/171414803-e0992959-d6e7-4b72-9734-d33bd7b0dfcf.jpg\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>A differenza dei software comuni, non si limitano a bloccare le pubblicit\u00e0, ma agiscono <b>sull\u2019identit\u00e0 stessa della connessione<\/b>. Tor Browser, ad esempio, fa rimbalzare il segnale tra diversi nodi nel mondo, nascondendo l\u2019indirizzo IP e rendendo estremamente difficile risalire alla posizione reale di chi naviga. Altri, come Ungoogled, partono dal motore di Chrome ma ne rimuovono ogni singola riga di codice che comunica con i server esterni, eliminando qualsiasi invio di dati non autorizzato.<\/p>\n<p>Utilizzare un browser anonimo significa rinunciare a qualche comodit\u00e0 (come il salvataggio automatico delle password o i suggerimenti personalizzati) in cambio di una navigazione che riduce al minimo le impronte digitali e rende molto pi\u00f9 complesso ricostruire la nostra identit\u00e0 online.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ogni clic online racconta qualcosa di noi. 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