{"id":276121,"date":"2025-12-24T22:11:32","date_gmt":"2025-12-24T22:11:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/276121\/"},"modified":"2025-12-24T22:11:32","modified_gmt":"2025-12-24T22:11:32","slug":"45-anni-da-vai-pure-il-dialogo-tra-lonzi-e-consagra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/276121\/","title":{"rendered":"45 anni da Vai pure il dialogo tra Lonzi e Consagra"},"content":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 nella tragedia classica, in particolare in Antigone di Sofocle, troviamo un\u2019analogia con il dialogo fallito tra <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/carla-lonzi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Carla Lonzi<\/a><\/strong> e il suo compagno <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/pietro-consagra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Pietro Consagra<\/a><\/strong>. Tra uomini e donne, tra Creonte e Antigone, c\u2019\u00e8 uno sbarramento insuperabile: non c\u2019\u00e8 comprensione reciproca, non ci sono parole di speranza. Antigone ha il suo Paradiso nel \u201ccondividere amore\u201d, una ragione per cui \u00e8 nata. Ma Creonte non capisce e dunque lei deve, alla fine, arrendersi all\u2019incomunicabilit\u00e0 profonda. \u201cDei tuoi discorsi nulla mi \u00e8 accetto, n\u00e9 mai possa essermi accetto; e cos\u00ec i miei sono per te naturalmente sgraditi.\u201d\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"741\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Carla-Lonzi-_2-741x1024.jpg\" alt=\"Carla Lonzi\" class=\"wp-image-591312\" style=\"width:840px;height:auto\"  \/>Carla LonziVai pure, lo scambio tra Lonzi e Consagra\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019andamento dello scambio tra Carla Lonzi e Pietro Consagra, nelle quattro giornate di registrazione di un dialogo continuamente inceppato per l\u2019incomprensione, ha qualcosa di tragico: sembra che Carla Lonzi voglia a tutti i costi scongiurare l\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare profondamente con il compagno che dovr\u00e0 congedare con il \u201cvai pure\u201d che chiude l\u2019esperimento, liberando Consagra dallo sfinimento di una trasformazione impossibile del loro rapporto.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Dopo aver praticato l\u2019autocoscienza relazionale con <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2024\/03\/carla-accardi-artista-ritratto\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2024\/03\/carla-accardi-artista-ritratto\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Carla Accardi <\/a>e gli amici artisti convocati per Autoritratto, dopo averla praticata e perfezionata con le compagne di <strong>Rivolta Femminile <\/strong>(Vai pure viene pubblicato per la prima volta nei \u201cPrototipi\u201d delle edizioni di Rivolta Femminile nel 1980, ndr), Carla Lonzi si trova a un bivio: approfondire fino all\u2019estremo questa pratica trasformatrice mettendola alla prova con il suo amato compagno, oppure proseguire in silenzio una relazione di coppia che si sta riempiendo di zone oscure, e forse di non detti. Per una pensatrice radicale, \u00e8 stato impossibile scegliere la seconda opzione. Dunque, ecco il sofferto tentativo di esplorare il limite della relazione tra un uomo e una donna, in autocoscienza. Cosa vuole Carla Lonzi? Cosa vuole una donna? Vuole il riconoscimento radicale della sua differenza, dei suoi desideri, della sua capacit\u00e0 di amare, volendo essere amata non solo sessualmente, non solo ammirata per la sua genialit\u00e0 che, comunque, pu\u00f2 tornare utile al suo compagno.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il femminismo e Carla Lonzi\u00a0<\/p>\n<p>Vuole una fedelt\u00e0 amorosa che sappia resistere alle differenze, vuole la comprensione della sua impresa: elevare i rapporti umani allo \u201cstato d\u2019amore\u201d. Non ottiene questo riconoscimento da Pietro Consagra che pure l\u2019ama, ma di un amore troppo dipendente dal sesso, troppo sessualizzato, troppo poco erotizzato. Carla Lonzi non si sente veramente capita, anche se il compagno continua a sostenere di capire quello che lei dice, ma lo intende razionalmente, come si capisce quello che dice una persona se parla in lingua italiana. Ovvio. Non \u00e8 questo che chiede Carla Lonzi. Vorrebbe essere tranquillizzata dal compagno sentendogli dire che le rimarr\u00e0 accanto anima e corpo, nonostante la differenza tra loro. Dopo quattro lunghissime giornate, lei congeda Pietro Consagra con quel \u201c<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/femminismo\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/femminismo\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">vai pure<\/a>\u201d in cui \u00e8 racchiusa la rinuncia, la sofferenza, l\u2019angoscia per la solitudine interiore, ma anche il rispetto dell\u2019alterit\u00e0 granitica dell\u2019uomo. Lei non ha \u201csentito\u201d la vicinanza, non ha trovato l\u2019esperienza dei \u201ccuori concordi\u201d che significano la perfezione dell\u2019amore, del reciproco profondo riconoscimento. Per Hegel il riconoscimento reciproco \u00e8 tra servo e padrone, a rischio della morte di entrambi. Ma questo non vale per Carla Lonzi che ha \u201csputato\u201d fuori da s\u00e9 Hegel, per la salvezza di tutte noi.\u00a0<\/p>\n<p>Eppure, come accade a molte di noi, a molte donne di sempre, senza mai rinnegare o abbandonare l\u2019altro, ha dovuto accettare l\u2019impossibile accesso al Paradiso attraverso il dialogo trasformatore della relazione tra un uomo e una donna. Carla Lonzi avrebbe voluto portare Consagra in questo Paradiso (Annarosa Buttarelli).\u00a0<\/p>\n<p><strong>Le cose si svolgono sempre attraverso un dialogo<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Aristotele asseriva che la Meraviglia fosse la scintilla prima della conoscenza: l\u2019uomo desidera com-prendere, conoscere, approfondire, prendere-con-s\u00e9 ci\u00f2 che lo sorprende. L\u2019Uomo, appunto. Non la Donna. Nella visione aristotelica \u2013 profondamente conservatrice \u2013 alla donna infatti non appartiene nessuna di queste prerogative: solo l\u2019Uomo pu\u00f2 essere considerato un essere umano \u201ccompleto\u201d che, grazie alla sua superiore intelligenza, pu\u00f2 dominare nella societ\u00e0. \u201cNella relazione del maschio verso la femmina l\u2019uno \u00e8 per natura superiore, l\u2019altra (inferiore) \u00e8 comandata, ed \u00e8 necessario che fra tutti gli uomini sia proprio in questo modo\u201d. Questo semplice esempio che ci arriva dall\u2019antichit\u00e0, da uno dei giganti del pensiero (la posizione di Platone era pi\u00f9 sfumata laddove riconosceva parit\u00e0 di condizione all\u2019uomo e alla donna, senza per\u00f2 mai indicare una progettualit\u00e0 \u201cgenerativa\u201d in grado di valorizzare la differenza femminile), mette in chiaro un pregiudizio radicato nei millenni e che ritroviamo profondamente \u201cagito\u201d nell\u2019immaginario collettivo ancora oggi. Il mondo maschile \u00e8 compiuto, completo e quindi inevitabilmente autoreferenziale, mentre quello femminile \u00e8 aperto, imperfetto, inevitabilmente pi\u00f9 debole e automaticamente inferiore.\u00a0<\/p>\n<p>La relazione tra Lonzi e Consagra\u00a0<\/p>\n<p>In molti casi nel nostro mondo questa postura diventa riflesso condizionato, ancora pi\u00f9 difficile da individuare e sradicare proprio perch\u00e9 spesso inconsapevole, non manifesto n\u00e9 manifestato, anche nelle dimensioni apparentemente meno \u201callineate\u201d al pensiero corrente, come quello artistico. Ed \u00e8 su questo punto che il confronto estenuante tra Carla Lonzi e il suo compagno Pietro Consagra, registrato nel 1980 in 4 lunghi giorni di auto-coscienza e riportati nella pubblicazione Vai pure edito da La Tartaruga, costituisce un esempio emblematico. Lonzi sollecita il suo compagno verso la soglia di una \u201csensibilit\u00e0 ulteriore\u201d, extra-artistica, che si manifesta nella capacit\u00e0 di dialogo, intervenendo su un piano di insoddisfazione che incide nella loro relazione interpersonale e nel contesto pi\u00f9 ampio della loro attivit\u00e0, tra artista e curatrice d\u2019arte: ma lui non comprende, non reagisce, non regge il confronto, sfugge, semplicemente non ci sta, perch\u00e9 non ce la fa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Per Consagra la relazione \u00e8 infatti prima di tutto con l\u2019oggetto d\u2019arte, nel quale identifica la sua realizzazione, impermeabile a qualsiasi contributo \u201cin opera\u201d. La visione artistica e la creativit\u00e0 fuori dagli schemi, si concentrano su un\u2019istanza che lui stesso definisce \u201cgraziosit\u00e0 intorno all\u2019arte\u201d, diventando un ricostituente per rigenerare il DNA della propria autostima sfibrata, continuamente messa alla prova, alla ricerca di continue conferme in una societ\u00e0 \u201cdiffidente\u201d nei confronti della \u201cdifferenza\u201d che l\u2019arte \u00e8 in grado di garantire. A un certo punto Consagra riconosce candidamente: \u201cNon posso lavorare senza desiderare che ci siano persone che mi vengano a dire BRAVO\u201d. Attorno a questo \u201cgigante monolitico\u201d rappresentato dall\u2019IO dell\u2019artista e dall\u2019oggetto della sua Opera, si produce nella sua testa una danza secondo lo schema tutto maschile della guerra, della dinamica amico-nemico, che non si apre mai alle logiche del ri-conoscimento, della reale corrispondenza con il mondo, della relazione con la propria compagna che ama e lo ama, ma anche dall\u2019intero sistema di relazioni che accompagnano la sua attivit\u00e0.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>La rivoluzione culturale in Carla Lonzi\u00a0<\/p>\n<p>Lonzi si affanna a proporre invece quello che lei chiama un rivoluzionamento del campo culturale che incrocia l\u2019arte, nel quale l\u2019identit\u00e0 dell\u2019artista e del suo oggetto diventino \u201cuna coscienza\u201d, in grado di rilevare, risuonare, riconoscere: in ultima analisi di produrre riconoscimento e riconoscenza invece che graziosit\u00e0, dando un respiro nuovo alla loro relazione, e alla relazione di lui con il mondo. Consagra non capisce che da un\u2019unicit\u00e0 implicita (l\u2019oggetto del suo lavoro), il portato di umanit\u00e0 della sua opera potrebbe rafforzarsi attraverso il dialogo, diventando esplicito.\u00a0<\/p>\n<p>A distanza di 45 anni da questo confronto a tratti commovente \u2013 tanto sterile da risolversi in un disarmante Vai pure \u2013 che si limita a riconoscere l\u2019impermeabilit\u00e0 maschile alla dimensione del dialogo, emerge con forza la linea di forza delle nuove sfide (dell\u2019arte e della societ\u00e0) che sembrano invece attestare l\u2019assoluta necessit\u00e0 di una corrispondenza (che non \u00e8 solo ascolto e risposta, ma capacit\u00e0 proattiva di decisione comune) che rimane il filo sottile che speriamo possa reggere il destino rischioso di una convivenza dell\u2019umanit\u00e0 che \u2013 come vediamo ogni giorno \u2013 danza sull\u2019orlo di una rottura irreparabile (Francesco Morace).\u00a0<\/p>\n<p>Annarosa Buttarelli e Francesco Morace\u00a0<\/p>\n<p>            <strong>Libri consigliati:<\/strong><br \/> <br \/>\n            (Grazie all&#8217;affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)        <\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gi\u00e0 nella tragedia classica, in particolare in Antigone di Sofocle, troviamo un\u2019analogia con il dialogo fallito tra Carla&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":276122,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-276121","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115776840617972859","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276121","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=276121"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276121\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/276122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=276121"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=276121"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=276121"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}