{"id":276621,"date":"2025-12-25T07:48:14","date_gmt":"2025-12-25T07:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/276621\/"},"modified":"2025-12-25T07:48:14","modified_gmt":"2025-12-25T07:48:14","slug":"leconomia-usa-cresce-ma-non-per-lamericano-medio-ecco-perche-il-wall-street-journal-parla-di-boom-da-ozempic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/276621\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia Usa? Cresce, ma non per l&#8217;americano medio: ecco perch\u00e9 il Wall Street Journal parla di \u00abboom da Ozempic\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Mario Platero<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Le classi medie e basse non partecipano ai buoni dati macroeconomici del terzo trimestre. E la fiducia rimane negativa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">NEW YORK \u2013 L\u2019<b>economia americana <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/25_dicembre_23\/l-economia-usa-chiude-il-2025-con-i-fuochi-d-artificio-ecco-perche-d2c09161-4796-4deb-b225-b77c46175xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cresce a ritmi invidiabili <\/a><\/b>( 4,3% nel terzo trimestre), la borsa \u00e8 ai suoi massimi (l\u2019indice Dow Jones guarda a quota 50.000), le promesse della rivoluzione AI sono appena agli inizi. Tutto bene per Trump e gli Stati Uniti d\u2019America? Non proprio: sulle tavole natalizie apparecchiate nella grande America, dalla costa orientale, passando per il profondo sud e le grandi spianate del Midwest fino alla costa occidentale, <b>continua a dominare la sperequazione<\/b> tra una classe privilegiata sempre pi\u00f9 benestante e appunto una Grande America che continua <b>stringere la cinghia<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo non lo dicono solo i dati economici che abbiamo visto nei giorni scorsi, lo dicono i sondaggi e, soprattutto ce lo ha detto <b>Donald Trump<\/b> nel <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_dicembre_18\/trump-agli-americani-mi-batto-per-noi-ho-ereditato-un-disastro-ma-ora-tutto-e-cambiato-ecbf73ac-75c0-443c-a091-4214fb212xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">suo discorso alla Nazione<\/a> della settimana scorsa: si \u00e8 arrabbiato con i suoi concittadini ingrati (il suo indice di gradimento \u00e8 tra i pi\u00f9 bassi degli ultimi 50 anni): \u00abI prezzi scendono, i salari salgono, l\u2019AI investe caspita se facciamo progressi. Nessuno pu\u00f2 credere quel che sta capitando\u00bb. <b>Infatti, nessuno<\/b>.\u00a0<br \/>Soprattutto <b>chi non riesce ad arrivare alla fine del mese<\/b>. La sua sembrava una imitazione di Joe Biden, anche lui incredulo per l\u2019ingratitudine degli americani a fronte di un\u2019economia che cresceva. La differenza: Biden citava numeri con tono positivo, Trump ha citato numeri con tono di rimprovero acuto per i suoi concittadini. Ma per ora il re resta nudo, anche perch\u00e9 su questo <b>tema economico si giocheranno le elezioni del midterm<\/b> prossimo novembre. Elezioni chiave per la Casa Bianca, decisa a mantenere il controllo del Parlamento.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La domanda di fondo dunque, guardando in avanti, non \u00e8 tanto sull\u2019ottimo dato complessivo di marted\u00ec per il terzo trimestre, ma su <b>cosa ci aspetta nel 2026<\/b>. Soprattutto occorre capire se alcune componenti ormai strutturali alla radice della <b>sensazione di malessere economico dell\u2019americano a reddito medio-medio basso<\/b>, e cio\u00e9 la stragrande maggioranza, potranno cambiare in vista del Natale 2026. A giudicare dai dati disponibili oggi la risposta \u00e8 no.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma vediamo cosa si nasconde <b>dietro i dati pi\u00f9 recenti<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8\u00a0vero che nel terzo trimestre la domanda al consumo ha tenuto bene, ha contribuito per il 2,5% di quel 4,3% di crescita, ma un terzo di quel 2,3% deriva da un aumento delle spese sanitarie e da spese per viaggi. Per i viaggi in particolare, come per il resto di molte voci al consumo, <b>il contributo viene soprattutto dai consumatori pi\u00f9 ricchi e nel settore lusso<\/b>. La classe media \u00e8 generalmente rimasta a casa. Un dato talmente anomalo nella sua composizione quello del terzo trimestre che il Wall Street Journal si \u00e8 sentito in dovere di chiedersi: <b>\u00abSiamo forse in un boom da Ozempic?\u00bb<\/b>.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A questo dobbiamo aggiungere che <b>l\u2019inflazione continua a lasciare un segno<\/b> e che altri dati sul fronte del debito, ad esempio, crescono. Cominciamo dall\u2019inflazione. L\u2019indice \u00abcore\u00bb dei prezzi al consumo (il pi\u00f9 attendibile in quanto esclude i prezzi energetici e alimentari, pi\u00f9 volatili) \u00e8 aumentato del 2,9% nel terzo trimestre a fronte di un aumento del reddito disponibile del 2,8%, la differenza \u00e8 minima, 0,1%, ma pur sempre negativa per il lavoratore americano.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A questo occorre aggiungere che il <b>tasso di risparmio \u00e8 caduto del 4,2%<\/b>. Come mai? Vediamo alcune voci macro sul debito. Quello delle famiglie, nel terzo trimestre \u00e8 aumentato di 197 miliardi di dollari a quota 19 trilioni di dollari, i mutui sono aumentati per 137 miliardi di dollari a quota 13 trilioni dollari. Cifre colossali. Ci sono <b>difficolt\u00e0 per i prestiti subprime<\/b> per l\u2019acquisto auto ( c\u2019\u00e8 gi\u00e0 stata una piccola crisi finanziaria mesi fa), per il debito su carte di credito siamo a +24 miliardi di dollari a quota 1.230 miliardi di dollari, per i mutui immobiliari a +137 miliardi di dollari a quota 13.000 miliardi. I debiti per pagarsi gli studi hanno raggiunto il tetto di 1,65 trilioni di dollari con uno stock di quasi <b>43 milioni di studenti indebitati<\/b>, parliamo di ragazzi che si affacciano sul mondo del lavoro e che per anni e anni dovranno rimborsare un debito per aver studiato prima di risparmiare o godersi la vita.\u00a0\u00c8 un dato in diminuzione? No nel terzo trimestre l\u2019indebitamento netto per finanziare gli studi \u00e8 in aumento di 15 miliardi di dollari. Questo quadro, <b>debito in aumento<\/b>, tasso di risparmio in diminuzione, ha una connotazione strutturale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vediamo invece il percorso di una voce nuovissima che ha sostenuto la crescita in questo 2025, <b>gli investimenti in AI<\/b>. Per il terzo trimestre hanno addirittura <b>contribuito per il 14% della crescita complessiva<\/b>, ma sono in leggera diminuzione rispetto al secondo trimestre. E certo rappresentano una fiammata essenziale per la crescita, positiva sul piano strutturale, ma non necessariamente rassicurante su quello congiunturale: quanto potranno durare questi ritmi? Di quanto debito stiamo parlando per finanziarli? Sul fronte del debito stanno cominciando ad emergere preoccupazioni per rapporti costruiti su valori stellari di titoli in borsa che scontano aumenti di entrate che ancora non si sono verificate. E cosa succeder\u00e0 se la borsa, trainata solo da AI dovesse decidere di prendersi una pausa nella fiducia illimitata concessa al settore? Certo gli investimenti saranno distribuiti nel tempo. E se oggi si costruisce, domani si creer\u00e0 nuova occupazione, ma si tratter\u00e0 di un ritmo sostenibile nel 2026?\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Veniamo infine al settore manifatturiero<\/b>, quello che Donald Trump aveva promesso di rilanciare grazie alla forsennata politica tariffaria.\u00a0\u00c8 vero che le tariffe non hanno portato la recessione che molti economisti temevano, ma soltanto perch\u00e9 Trump dal 25%-50% minacciato \u00e8 generalmente sceso a un pi\u00f9 modesto ( e sostenibile) 15%. Il problema \u00e8 che a fronte dei contraccolpi politici ed economici che si sono portati dietro, <b>questi aumenti non hanno favorito la promessa crescita del settore manifatturiero che resta debole<\/b> e che in questo trimestre ( ma \u00e8 di nuovo un dato strutturale) ha contato per il 10% del tasso di crescita (quasi il 50% in meno rispetto al contributo dell\u2019AI).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo quadro d\u2019insieme aiuta a spiegare come mai nell\u2019era Trump gli <b>americani sul piano economico restano scontenti<\/b> a fronte di una crescita <b>per noi invidiabile del 4,3%<\/b>. Cosa che ci porta all&#8217;indice di fiducia nell\u2019economia, un punto di riferimento complessivo che non si pu\u00f2 ignorare e traduce i dati in sentimento positivo o negativo. Per dicembre l\u2019indice di fiducia nell\u2019economia misurato da Gallup, resta in territorio negativo, a quota -14, ma a novembre era a -30 e in ottobre a -23. Per dare un\u2019idea di questa misura occorre metterla in contesto, viene calcolata su una oscillazione tra +100 e -100. Il massimo storico dal 1992 \u00e8 stato +56, nel gennaio 2000, il minimo \u00e8 -72, registrato nell&#8217;ottobre 2008 in piena crisi sub prime. Negli ultimi cinque anni il minimo \u00e8 stato di -58 nel giugno 2022 in uscita dal Covid e il massimo a +41 nel febbraio del 2020, subito prima del Covid.<br \/>\u00a0\u00a0<br \/>\u00c8\u00a0dunque in questi equilibri che si riassume la sfida strutturale con cui si sta confrontando l\u2019America. E tornando alla domanda iniziale che si pone anche Trump: possibile che ci sia una forte inversione di tendenza da qui al prossimo novembre negli umori degli americani? Tutto \u00e8 possibile, ma alla luce di quel che sappiamo oggi \u00e8 poco probabile. Cosa che d\u00e0 forza all\u2019ipotesi sempre piu diffusa: <b>Trump perder\u00e0 l\u2019esile  maggioranza alla Camera alle prossime elezioni di novembre per il midterm<\/b>. E la cartina di tornasole l\u2019abbiamo in un ultimo dato contenuto nel Pil del terzo trimestre: la crescita salariale delle famiglie a basso reddito \u00e8 scesa del&#8217;1%, mentre quella delle famiglie a reddito pi\u00f9 elevato \u00e8 salita del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. A cavallo di questo Natale 2025, pi\u00f9 freddo del normale, forse per il forte vento che spira da nord, invece di stringersi, il delta fra ricchi e poveri continua a crescere. Unica consolazione per l\u2019Italia: sul tavolo di ricchi e poveri aumenta la passione per il panettone e sugli scaffali ce ne sono per tutti i prezzi. La gola per le cose buone per ora vince sulle tariffe.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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