{"id":276629,"date":"2025-12-25T07:59:14","date_gmt":"2025-12-25T07:59:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/276629\/"},"modified":"2025-12-25T07:59:14","modified_gmt":"2025-12-25T07:59:14","slug":"panatta-potevo-vincere-di-piu-ma-sarei-stato-piu-felice-mi-vergogno-di-cosa-feci-con-mita-medici-alcaraz-ha-punte-piu-alte-di-sinner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/276629\/","title":{"rendered":"Panatta: \u00abPotevo vincere di pi\u00f9, ma sarei stato pi\u00f9 felice? Mi vergogno di cosa feci con Mita Medici. Alcaraz ha punte pi\u00f9 alte di Sinner\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">L&#8217;ex campione di tennis: \u00abEntrai nel ristorante con Medici e ne uscii con Loredana Bert\u00e8: me ne sono sempre vergognato\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ripubblichiamo l\u2019intervista di Aldo Cazzullo ad Adriano Panatta, pubblicata il 7 luglio, una delle pi\u00f9 apprezzate dalle nostre lettrici e dai nostri lettori nel 2025.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Adriano Panatta, qual \u00e8 il suo primo ricordo?<\/b><br \/>\u00abIl motorino Solex che mi regal\u00f2 mio padre Ascenzio. Avevo 14 anni e mi sentivo il padrone del mondo\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Grandicello. Nessun ricordo pi\u00f9 antico?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 il 1957, ho sette anni, sono al tennis club Parioli, di cui mio padre \u00e8 il custode, e il conte Vaselli \u00e8 appena tornato dall\u2019America con la prima macchinetta telecomandata. Per noi, che giocavamo con il Pinocchio di legno, era arrivata la modernit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E la prima racchetta?<\/b><br \/>\u00abMe la diede sempre mio padre. Era una racchetta da adulto, a cui aveva tagliato il manico. Giocavo da solo contro il muro della casa del custode, su cui pap\u00e0 aveva dipinto una riga all\u2019altezza della rete\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nella sua autobiografia \u00abPi\u00f9 dritti che rovesci\u00bb, scritta con Daniele Azzolini, lei racconta la reazione di <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/sport\/l-omaggio-di-adriano-panatta-alla-camera-ardente-di-pietrangeli-la-mano-sulla-bara-lo-sguardo-commosso\/8cec1aad-b959-42f6-8e7b-bdf533bafxlk\" title=\"L&#039;omaggio di Adriano Panatta alla camera ardente di Pietrangeli: la mano sulla bara, lo sguardo commosso\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nicola Pietrangeli<\/a> all\u2019annuncio di Ascenzio Panatta: \u00abMi \u00e8 nato un figlio!\u00bb.<\/b><br \/>\u00abE chi se ne frega! rispose Nicola. Stava giocando, ma non a tennis; a calcetto. Uno sport inventato proprio l\u00ec, al Parioli. Tanti tennisti giocavano a calcio. E tanti calciatori giocano a tennis\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha giocato a calcio?<\/b><br \/>\u00abCerto. Nell\u2019inverno tra il 1975 e il 1976 giocai pure in prima categoria. Abitavo a Montecatini e mi presero al Montemurlo. Feci sette o otto partite. Oggi per un professionista del tennis sarebbe una pazzia. In realt\u00e0 fu una buona preparazione, il 1976 fu il mio anno migliore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Roma, Parigi la Davis. A calcio in che ruolo giocava?<\/b><br \/>\u00abCentravanti di sfondamento. Ero abbastanza prestante. Feci un paio di gol; ma pi\u00f9 che altro facevo spazio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pietrangeli ha raccontato che dopo il vostro primo match lei gli disse timidamente: \u00abLa saluta tanto pap\u00e0\u00bb.<\/b><br \/>\u00abIl primo incontro in realt\u00e0 fu al club delle Tre Fontane, all\u2019Eur, dove mio padre era stato trasferito. Per le Olimpiadi del 1960 al posto del tennis club Parioli fecero lo stadio Flaminio. Il club fu spostato sulla Salaria, dov\u2019\u00e8 ancora adesso. Pap\u00e0 fu assunto al centro Coni delle Tre Fontane. Abitavamo davanti al Luna Park dell\u2019Eur, e io andavo tutti i giorni in bicicletta sulla Salaria, all\u2019altro capo di Roma, a giocare a tennis. Per questo il motorino mi cambi\u00f2 la vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Diceva di Pietrangeli.<\/b><br \/>\u00abLo fecero palleggiare con i pi\u00f9 bravini della scuola Coni. Io ero tra quelli. Avevo una maestra severissima, Wally San Donnino, una che non diceva mai bravo a nessuno. Scendevo sempre a rete, scesi a rete pure contro Pietrangeli, e lui mi apostrof\u00f2: \u201cA regazzi\u2019, che fai, vieni a rete con me?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pietrangeli dice che per lui, figlio unico, lei fu il fratello minore che non aveva mai avuto.<\/b><br \/>\u00abAnche io voglio molto bene a Nicola. E gli mando un forte abbraccio per la perdita del figlio. In campo erano incontri duri, due finali degli Assoluti al quinto set, ma fuori eravamo amici. Il mio primo viaggio in America coincise con il suo ultimo anno di tennis, a Hollywood mi portava a giocare il doppio a casa di Anthony Quinn, sul Sunset Boulevard&#8230; Il problema con Nicola \u00e8 che dovevo difenderlo da se stesso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 \u00e8 polemico. \u00c8 sempre il pi\u00f9 bravo di tutti, a tennis ma pure a calcio, ha avuto pi\u00f9 di mille donne&#8230; Eppure voglio davvero molto bene a Nicola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 lo cacciaste da capitano della squadra di Davis?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 non lo sopportava pi\u00f9 nessuno. I miei tre compagni. Belardinelli. Il presidente federale Galgani. Lo difendevo soltanto io. Ma Nicola a volte era indifendibile, con il suo atteggiamento da Marchese del Grillo: io so\u2019 io, e voi&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pietrangeli \u00e8 geloso di Sinner?<\/b><br \/>\u00abMa no, dai. Nicola non \u00e8 geloso; vive in un mondo suo. \u00c8 un uomo straordinario. Ma \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Una volta disse a Gianni Rivera: \u201cTu sei stato molto fortunato\u201d. E perch\u00e9, chiese Rivera. \u201cPerch\u00e9 se anzich\u00e9 a tennis giocavo a calcio, diventavo pi\u00f9 forte di te\u201d rispose Nicola, serissimo. Rivera lo guardava come un matto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha detto: \u00abSono di sinistra per nascita e per cultura\u00bb. Nello sport \u00e8 rarissimo.<\/b><br \/>\u00abLo so. Ma mio nonno materno, Luigi, era un vecchio socialista, amico di Nenni. Anche mio pap\u00e0 era socialista. In casa si respirava quest\u2019aria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il suo grande maestro, Mario Belardinelli, era di destra.<\/b><br \/>\u00abBelarda era proprio un vecchio fascista. Aveva insegnato a giocare a tennis al Duce e ne era fierissimo. Raccontava che Mussolini si impegnava, ma non aveva il rovescio. Ogni volta lui cercava di insegnarglielo: \u201cDuce, oggi miglioriamo il rovescio\u201d. Ma quello si rifiutava: \u201cCamerata Belardinelli, noi tireremo sempre diritto!\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei tormentava Belardinelli.<\/b><br \/>\u00abEro dispettoso. In ritiro a Formia seguivamo in tv le tribune politiche. Quando parlava Almirante lui chiedeva silenzio, \u201czitti tutti che devo sentire!\u201d, e io facevo casino. Poi quando parlava Natta dicevo: \u201cMo\u2019 devo senti\u2019 io\u201d. Oppure mi presentavo a tavola con l\u2019Unit\u00e0. Poi, quando fondarono il Manifesto, con il Manifesto. E Belarda: \u201cChe \u00e8 \u2018sta roba? Mettila subito via!\u201d. E io: \u201cE che, nun se po\u2019 legge \u2018n giornale?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Belardinelli era un grande scommettitore.<\/b><br \/>\u00abCi portava in gita a Napoli. Prima a puntare sui cavalli ad Agnano, poi sui cani. Belardinelli era il massimo esperto vivente delle corse di cani. Ma non voleva che noi ragazzi finissimo nelle grinfie degli allibratori, filibustieri che lui conosceva benissimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Voi ragazzi eravate lei, Bertolucci, Barazzutti, Zugarelli: la squadra che vinse la prima delle tre Coppe Davis conquistate dall\u2019Italia.<\/b><br \/>\u00abLa prego: non la chiami pi\u00f9 Coppa Davis. Noi andavamo a giocare in Sud Africa, in Australia, in India. La Davis durava tutto l\u2019anno e per noi europei era la cosa pi\u00f9 importante, pi\u00f9 di Wimbledon. Per gli americani forse meno, Connors non la giocava, ma Stan Smith, McEnroe, Gerulaitis ci tenevano moltissimo, e anche Sampras e Agassi che affrontammo a Palermo quando ero capitano. Ora la Davis dura tre giorni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u2019\u00e8 successo?<\/b><br \/>\u00abPi\u00f9 il tennis diventava professionale, pi\u00f9 si guadagnava nei tornei e con gli sponsor, meno i giocatori avevano voglia di sobbarcarsi trasferte per la Nazionale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Diceva delle scommesse.<\/b><br \/>\u00abBelardinelli raccoglieva le nostre puntate. Se azzeccava il cavallo o il cane vincente, divideva tra noi la vincita. Se perdevamo, ci restituiva i soldi\u00bb (per un attimo Panatta d\u00e0 l\u2019impressione di commuoversi).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 considerato un cinico.<\/b><br \/>\u00abSono anche cinico\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1968 and\u00f2 in Australia.<\/b><br \/>\u00abDa novembre a marzo. Fu l\u2019unica volta che giocai gli Australian Open: allora contavano meno di Roma, per arrivare ci mettevi tre giorni&#8230; Ma fu un viaggio formativo, in uno dei Paesi pi\u00f9 belli del mondo, dagli spazi infiniti. Ho scoperto la musica: noi stavamo ancora con Gino Latilla; l\u00e0, \u201cdown under\u201d, gi\u00f9 in basso, ascoltavo Jim Morrison. E ho scoperto come si gioca a tennis. Andai a vedere Harry Hopman, il grande coach che allenava Laver, Rosewall, Newcombe, Roche. Capii l\u2019importanza del servizio, che per noi europei era una rimessa in campo, mentre quelli lo tiravano per fare il punto. Scoprii l\u2019importanza della vol\u00e9e&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Scopr\u00ec anche l\u2019amore?<\/b><br \/>\u00abMi fidanzai con una tennista australiana, molto carina. Non era la prima fidanzata, ma fu bello. Quest\u2019anno a Parigi, alla finale di Sinner, ho incontrato un gruppo di signore anziane, una mi ha detto: \u201cMi ricordo di te, in Australia eri fidanzato con Margaret Starr\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E lei?<\/b><br \/>\u00abHo chiesto se era ancora viva. Sa, aveva la mia et\u00e0&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dopodomani, 9 luglio, sono 75 anni. \u00c8 ancora viva Margareth?<\/b><br \/>\u00abPer fortuna, s\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Era un tennis di grandi personaggi.<\/b><br \/>\u00abTorben Urlich, il danese, era un hippie, con la barba, i capelli lunghi, la fascia in testa, grande amico di Gianni Clerici. Il pi\u00f9 aristocratico era <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/cards\/arthur-ashe-l-aids-quell-annuncio-che-sconvolse-mondo-gloria-dramma-uno-piu-grandi-tennisti-sempre\/carriera.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arthur Ashe<\/a>. Molto severo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il primo nero a vincere Wimbledon.<\/b><br \/>\u00abNastase lo chiamava Negrone. Oggi lo arresterebbero\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il leggendario Ilie Nastase.<\/b><br \/>\u00abA me mi chiamava Maccarone. Sapeva che sono superstizioso. Ci incontriamo in doppio al Roland Garros, io con Bertolucci, lui con Jos\u00e9-Luis Clerc, l\u2019argentino. Faccio per battere, alzo lo sguardo, e lo vedo con un gatto nero in braccio. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/24_novembre_12\/ilie-nastase-sinner-intervista-c329561c-0002-4d24-ae57-59c1d6908xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nastase si era procurato un gatto nero<\/a> e l\u2019aveva portato in campo. Al Roland Garros\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Prendeva in giro il povero Vilas, che scriveva poesie.<\/b><br \/>\u00abGuillermo Vilas lo prendevamo in giro tutti. Era davvero convinto di essere un grande poeta, tipo Neruda. Un po\u2019 come Pietrangeli, che pensava di essere pi\u00f9 forte di Rivera. Cos\u00ec cominciavamo al mattino a declamargli i suoi versi, a colazione. Solo che Nastase li recitava pure in campo, per farlo arrabbiare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E con lei, oltre al gatto nero?<\/b><br \/>\u00abAvevamo giocato un\u2019esibizione a Buenos Aires e dovevamo farne un\u2019altra in Venezuela, c\u2019erano anche Borg<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/cards\/bjorn-borg-ha-65-anni-trionfi-berte-mcenroe-droga-bancarotta-discese-risalite-una-leggenda-tennis\/primo-vero-divo-tennis_principale.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> <\/a>e Gerulaitis, simpaticissimo, con la sua chitarra. Si ruppe l\u2019aereo, arrivammo a Caracas via Rio e Miami, eravamo a pezzi. Propongo a Ilie un accordo: non ci sono premi, ognuno ha gi\u00e0 avuto il suo cachet; il primo set giochiamo sul serio; chi lo vince, vince pure il secondo. Lui accetta, a una condizione: \u201cNon mi fare la palla corta, non ho voglia di correre\u201d. Primo punto. Batte lui, sulla riga. Io faccio un movimento strano, e ne esce una palla corta vincente. Sentii il ruggito di Nastase: Maccarone maledetto! Giocammo alla morte per tre ore e mezza, vinsi 7-6 al terzo. A ogni cambio di campo, Nastase mi ringhiava: Maccarone, mi hai fatto la palla corta!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E Borg?<\/b><br \/>\u00abUn matto calmo. Il contrario di me; infatti siamo sempre andati d\u2019accordo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei Panatta poteva perdere contro chiunque, e vincere contro chiunque.<\/b><br \/>\u00abNon la trovavo una cosa molto importante\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le uniche due partite che Borg perse a Parigi in vita sua le perse contro di lei.<\/b><br \/>\u00abIo volevo sempre giocare con Borg, perch\u00e9 pensavo di vincere sempre. Aveva un gioco che si adattava al mio. Detestavo gli avversari che mi prendevano la rete. Borg invece non mi attaccava mai, io sceglievo la palla giusta per scendere a rete, oppure lo chiamavo avanti con una smorzata. L\u2019ho battuto sei volte, ho perso dieci, ma sempre di misura\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ricordo la finale di Roma 1978 al quinto set. Il pubblico del Foro Italico, che la adorava, tirava le monetine a Borg.<\/b><br \/>\u00abVinsi il primo set 6-1. Bj\u00f6rn mi disse: alla prossima monetina, mi ritiro. Li feci smettere. Al quinto set qualche monetina arriv\u00f2 ancora, ma Borg fece finta di non vederle. Ormai era sicuro di vincere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A Parigi 1976 lei lo batt\u00e9 ai quarti, e vinse il torneo. Primo italiano a conquistare uno Slam dopo Pietrangeli, ultimo prima di Sinner.<\/b><br \/>\u00abVidi il match degli ottavi tra Jauffret e Borg al caf\u00e9 Flore di Saint-Germain. Giocarono cinque ore. Ero l\u2019unico a tifare Borg\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Jauffret era un mediocre. Bj\u00f6rn Borg \u00e8 stato uno dei tennisti pi\u00f9 forti di tutti i tempi.<\/b><br \/>\u00abLo so, mica ero tanto normale. Ma Jauffret mi innervosiva. Con Borg sapevo che avrei dato il meglio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Borg vinse cinque Wimbledon e sei Roland Garros. Poi cedette di colpo e si ritir\u00f2 a ventisei anni.<\/b><br \/>\u00abGli era partita la brocca. Il tennis, com\u2019\u00e8 noto, l\u2019ha inventato il diavolo. Un grande tennista si consuma prima mentalmente che fisicamente. Bj\u00f6rn si era consumato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei batt\u00e9 anche Connors, in finale agli Open di Svezia, quando era numero 1 del mondo. Come lo ricorda?<\/b><br \/>\u00abUno stronzo. Molto antipatico. Sgradevole. Fuori dal campo diceva battute che non facevano ridere. In campo si comportava male. Non ha mai abbracciato nessuno in tutta la sua carriera, tranne me, alla fine di un epico match al quinto set agli Us Open\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Neanche con Barazzutti eravate amici.<\/b><br \/>\u00abNon uscivamo insieme la sera, non facevamo le vacanze; del resto io stavo sempre con Paolo Bertolucci, fin da ragazzino. Per\u00f2, quando ci giocavamo la Davis, con Corrado eravamo una squadra. E Corrado in Davis dava l\u2019anima\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma prima della semifinale del Roland Garros 1978 lei caric\u00f2 Borg contro il povero Barazzutti.<\/b><br \/>\u00abFu solo una battuta, per ridere. Gli dissi: \u201cBj\u00f6rn, ma che gli hai fatto al Barazza? Dice che domani ti massacra\u201d. \u201cAh, ha detto proprio questo?\u201d sogghign\u00f2\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come fin\u00ec?<\/b><br \/>\u00abBorg gli lasci\u00f2 un solo game\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un game?<\/b><br \/>\u00abGli diede 6-0, 6-1, 6-0. Ma mica era colpa mia. \u00c8 che Corrado aveva il suo stesso gioco. E quando si incontrano due che hanno lo stesso gioco, vince sempre il pi\u00f9 forte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Con voi l\u2019Italia scopr\u00ec il tennis. Serafino con la maglietta azzurra gridava a pieni polmoni: \u00abAdrianooooo!\u00bb.<\/b><br \/>\u00abNon aveva i soldi per il biglietto. Si metteva fuori dallo stadio e urlava talmente forte che lo facevano entrare per disperazione. In Davis ci seguiva pure in trasferta. I direttori degli hotel trovavano Serafino sul divano della hall: \u201cQuesto signore \u00e8 con voi?\u201d. Finivamo per pagargli la camera\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In Davis vinceste in Cile e perdeste altre tre finali.<\/b><br \/>\u00abLe giocammo tutte e quattro all\u2019estero. Nel 1979 contro McEnroe e Gerulaitis avremmo perso comunque; ma se avessimo giocato in casa avremmo battuto sia l\u2019Australia nel 1977, sia la Cecoslovacchia nel 1980. E pure il Sud Africa in semifinale nel 1974\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nella finale di Praga 1980 vi rubarono di tutto.<\/b><br \/>\u00abUna trappola. Ogni nostra palla sulla riga era chiamata fuori. Era dicembre, ci fecero trovare gli spogliatoi ghiacciati. La polizia politica picchi\u00f2 e arrest\u00f2 un nostro tifoso, dovemmo fermarci per farlo liberare. Era pure un militante del partito comunista, povero\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cile 1976. Le magliette rosse.<\/b><br \/>\u00abLa finale andava giocata e vinta, ma un segnale politico al dittatore Pinochet e al mondo andava dato. Cos\u00ec convinsi Paolo a scendere in campo nel doppio con la maglietta rossa. Lui era contrarissimo: \u201cQuesti ci sbattono in galera!\u201d. Ma no Paolo, non possono farci niente. \u201cE poi Adriano lo sai che io voto liberale!\u201d. Alla fine si convinse. Gliene sono grato ancora adesso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Adesso chi vota?<\/b><br \/>\u00abNon voto da tempo. Solo alle elezioni locali, dove scelgo la persona\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La Schlein non la convince?<\/b><br \/>\u00abNon mi convince nessuno. Sono amico di Carlo Nordio, che non \u00e8 certo un uomo di sinistra, ma mi racconta di Churchill e della Seconda guerra mondiale. Non parliamo di politica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La Meloni?<\/b><br \/>\u00abFa la Meloni. Fa il suo. In un mondo che mi fa impressione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa le fa impressione?<\/b><br \/>\u00abTutto. La guerra in Ucraina. Il massacro di Gaza. Trump presidente degli Stati Uniti. Alle sei del mattino leggo il Corriere. E mi angoscio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi \u00e8 il giocatore pi\u00f9 intelligente con cui ha giocato?<\/b><br \/>\u00abFibak, il polacco. Pochi mezzi, ma geniale. E poi McEnroe. In campo era insopportabile: dovevi menargli e basta. Ma \u00e8 un uomo straordinariamente intelligente. Qualche anno fa abbiamo giocato insieme in doppio a Parigi, al torneo delle leggende. Mi diceva: vieni Adriano, andiamo ad allenarci. \u2019Ndo nnamo, John? E lui: ad allenarci! Dobbiamo vincere!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Avete vinto?<\/b><br \/>\u00abAbbiamo perso. McEnroe ha giocato molto meglio di me, che non gioco mai, sono appesantito e ho quasi dieci anni di pi\u00f9; per\u00f2 ha ceduto il servizio decisivo. Mi stavo imbarcando per tornare a Roma quando mi \u00e8 arrivato un suo WhatsApp: \u201cScusa se ho perso quel servizio\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E la persona pi\u00f9 intelligente fuori dal campo?<\/b><br \/>\u00abPaolo Villaggio. Ci siamo incontrati tra Roma e la Sardegna, e siamo rimasti amici per tutta la vita. Era uomo di una cultura pazzesca, come avrebbe detto lui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Mostruosa.<\/b><br \/>\u00abEra pi\u00f9 cinico di me, perch\u00e9 il cinismo genovese \u00e8 pi\u00f9 profondo di quello romano. Mi disse: ci sono quattro libri che non puoi non avere letto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali?<\/b><br \/>\u00abDelitto e castigo di Dostoevskij. E poi Kafka: La metamorfosi, il Castello, e le Lettere. Io li comprai tutti e quattro. Li tenevo sul comodino, ma non osavo aprirli. Quando Paolo mor\u00ec, li ho letti. Tutti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Carlos Alcaraz ha confessato a Gaia Piccardi del Corriere di non aver mai letto un libro in vita sua.<\/b><br \/>\u00abCon Il Castello ho fatto fatica. Non capivo. Ogni volta che lo prendevo in mano dovevo rileggerlo da capo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Villaggio e Tognazzi le fecero perdere il torneo di Montecarlo.<\/b><br \/>\u00abEro in semifinale con Vilas. Paolo e Ugo mi dissero: stasera ti raggiungiamo per cena e domani andiamo a vederti. Dissi: no, stasera non venite, domani ho Vilas. \u201cDai Adriano, massimo alle nove siamo l\u00ec\u201d. Arrivarono alle undici e mezza. Tognazzi si ubriac\u00f2, vomit\u00f2 nei giardini dell\u2019hotel de Paris, gli tenevo la fronte, lo portai a casa, facemmo l\u2019alba. Il giorno dopo Vilas mi diede 6-2, 6-2. A ogni cambio di campo sputavo dal campo a Paolo Villaggio e a Ugo Tognazzi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Federer, Nadal, o Djokovic?<\/b><br \/>\u00abFederer \u00e8 il tennis. Gli ho visto fare cose che so che non si possono fare; ma lui le faceva\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oggi chi le fa?<\/b><br \/>Qualche volta Alcaraz\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 pi\u00f9 forte di Sinner?<\/b><br \/>\u00abHa punte pi\u00f9 alte. Sinner \u00e8 pi\u00f9 costante. Un caterpillar: quasi imbattibile. Ha un gioco \u2014 non voglio sembrare irriverente \u2014 schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. \u00c8 molto basico. L\u2019altro pu\u00f2 fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincer\u00e0 l\u2019uno, una volta l\u2019altro. Finora ha vinto di pi\u00f9 Alcaraz\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E Nadal?<\/b><br \/>\u00abQuando conquist\u00f2 il ventunesimo Slam, in Australia, rimontando Medvedev al quinto set, mi sono commosso. Un giocatore pazzesco, a livello fisico e mentale. Come si fa a vincere 14 volte il Roland Garros? Pare uno scherzo. Ma l\u2019episodio che racconta meglio Nadal non \u00e8 una vittoria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8?<\/b><br \/>\u00abAveva perso contro Djokovic. Una delle sue rarissime sconfitte a Parigi. Era stanco, sudato, morto dentro. Carico di racchette. Incazzato come un toro. Lo incrociai negli spogliatoi. Avrei voluto smaterializzarmi. E sa cosa fece Nadal, anzich\u00e9 mandarmi a quel paese, come avrebbe fatto chiunque?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa fece Nadal, sudato, carico di racchette, incazzato come un toro?<\/b><br \/>\u00abMi cedette il passo: \u201cPrego, Adriano\u201d. Questo significa avere tenuta. Avere forza morale. Aver avuto una buona educazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei non fu altrettante gentile con Salomon, negli spogliatoi di Parigi, prima della finale del 1976.<\/b><br \/>\u00abSi stava guardando allo specchio. Gli arrivai da dietro. Ero una spanna pi\u00f9 alto di lui. Non resistetti e gli dissi: \u201cE tu, con quel fisico, vorresti battere me?\u201d. Non si fa, lo so. Ma mi divertiva troppo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 la cosa peggiore che ha fatto?<\/b><br \/>\u00abNo. Con <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_maggio_10\/mita-medici-lotta-per-gli-alberi-ho-fatto-il-68-ora-sto-coi-comitati-perche-far-sparire-viali-che-ci-hanno-visto-crescere-7e5dde9d-cb63-4ce8-a345-9907ad8caxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mita Medici<\/a>, che si chiama in realt\u00e0 Patrizia, mi sono comportato molto peggio. Era una ragazza deliziosa. Ma una sera a Milano, al Santa Lucia, arriva <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/moda\/20_luglio_05\/loredana-berte-adriano-panatta-bjorn-borg-amore-tennis-ba449350-beb8-11ea-8284-a1c7a3d7e6e0.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Loredana Bert\u00e8<\/a>. Pelliccia di scimmia, modi da star. Andai via con lei. Mi comportai come una merda. Me ne sono sempre vergognato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Adriano Panatta e Loredana Bert\u00e8 erano una coppia da film.<\/b><br \/>\u00abUna sera andiamo al cinema. Loredana aveva una minigonna ascellare. Mise la gambe sul sedile davanti. Si accesero le luci nell\u2019intervallo: era praticamente nuda. Dalla galleria mi gridarono: \u201cA Panatta, puoi pure vincere, ma vatteneaffanculo&#8230;\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Celebre l\u2019incontro con Renato Zero.<\/b><br \/>\u00abLoredana mi dice: andiamo a prendere un mio amico, ci aspetta sotto il balcone di piazza Venezia. Arriviamo e vedo questo ragazzo magrissimo, con i capelli lunghi, vestito da marziano, tutto luccicante. Grigio metallizzato. Era Renato. Un personaggio meraviglioso. Gli anni 70 furono meravigliosi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se Pietrangeli ha avuto pi\u00f9 di mille donne, chiss\u00e0 Panatta\u2026<\/b><br \/>\u00abLa penso come Agnelli: parlo con le donne, non delle donne\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Agnelli l\u2019ha conosciuto?<\/b><br \/>Eravamo in vacanza in Sardegna a casa di Malag\u00f2. L\u2019Avvocato chiam\u00f2 all\u2019alba, noi eravamo appena andati a dormire, risposi io: \u201cNon le posso passare Giovanni, sta dormendo\u201d. \u201cMa io sono Agnelli\u201d. \u201cE io sono Panatta, e non glielo posso passare\u201d. Quando finalmente parl\u00f2 con Malag\u00f2, Agnelli era un po\u2019 seccato, un po\u2019 divertito: \u201cPer\u00f2 quel Panatta, che caratteraccio&#8230;\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Grandi amori?<\/b><br \/>\u00abRari e preziosi. Anche ora ho un grande amore. Per lei mi sono risposato a settant\u2019anni e mi sono trasferito da Roma a Treviso. Se non \u00e8 una prova d\u2019amore questa&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei Panatta avrebbe potuto vincere molto di pi\u00f9.<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 quello che dicono tutti. Ma sarei stato pi\u00f9 felice?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Della vittoria a Roma cosa ricorda?<\/b><br \/>\u00abAl bar del Foro Italico incontrai Wally San Donnino. La mia severissima maestra. Mi disse: non penserai mica che adesso ti dico bravo? Per carit\u00e0, risposi; ci mancherebbe altro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La morte le fa paura?<\/b><br \/>\u00abMica tanto. Sono ipocondriaco: mi sento morire tutti i giorni, un paio di volte al giorno. E lo annuncio: ho mal di testa, sar\u00e0 un ictus. Ho male al costato, sar\u00e0 un infarto&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Crede in Dio?<\/b><br \/>\u00abMi farebbe molto piacere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E nell\u2019aldil\u00e0?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 un mistero. Vorrei tanto ritrovare mio pap\u00e0 e mia mamma, gli amici che ho perso, e anche aspettare quelli che arriveranno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei non \u00e8 un cinico. \u00c8 un sentimentale.<\/b><br \/>\u00abSono anche sentimentale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-25T07:32:35+01:00\">25 dicembre 2025 ( modifica il 25 dicembre 2025 | 07:32)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo L&#8217;ex campione di tennis: \u00abEntrai nel ristorante con Medici e ne uscii con Loredana 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