{"id":277673,"date":"2025-12-26T01:34:22","date_gmt":"2025-12-26T01:34:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/277673\/"},"modified":"2025-12-26T01:34:22","modified_gmt":"2025-12-26T01:34:22","slug":"lezioni-di-investimento-ai-risparmiatori-dal-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/277673\/","title":{"rendered":"Lezioni di investimento ai risparmiatori dal 2025"},"content":{"rendered":"<p>Siamo di fatto arrivati alla fine di un anno che dal punto di vista dei mercati possiamo definirlo strano. E proprio per questo ci offre alcune <strong>lezioni di investimento<\/strong>, anche se la domanda che dovremmo porci tutti noi risparmiatori sarebbe la seguente: cosa abbiamo imparato davvero e cosa ancora no? Il 2025 si era aperto con aspettative di tagli ai tassi di interesse che sono risultate parzialmente eccessive.<\/p>\n<p>Lezioni di investimento, abbondano gli imprevisti<\/p>\n<p>La Federal Reserve, ad esempio, ha tenuto i tassi invariati fino a settembre, quando ha ripreso a tagliare forse pi\u00f9 su pressione della Casa Bianca che per convinzione.<\/p>\n<p> A marzo i <strong>rendimenti tedeschi<\/strong> erano esplosi imprevedibilmente sull\u2019annunciato riarmo della Germania. Ad aprile, sembrava che l\u2019economia mondiale dovesse andare allo scatafascio da un giorno all\u2019altro dopo gli annunci dei dazi da parte dell\u2019amministrazione Trump. E da allora siamo stati in altalena tra pessimismo e ritorno alla fiducia.<\/p>\n<p>Prima lezione imparata: i tassi contano meno del <strong>modello di business<\/strong>. Ci avevano detto che le <a href=\"https:\/\/www.investireoggi.it\/azioni-bancarie-europee-continuano-a-guadagnare-anche-con-tassi-in-calo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">azioni bancarie europee<\/a> sarebbero tornare a scendere con il taglio dei tassi, mentre sono letteralmente volate quest\u2019anno. Perch\u00e9? Hanno negli ultimi anni puntato pi\u00f9 sulle commissioni e si sono irrobustite sul piano patrimoniale.<\/p>\n<p>Seconda lezione: la <strong>volatilit\u00e0<\/strong> spaventa forse pi\u00f9 delle perdite vere e proprie. Le brusche inversioni di tendenza disorientano. Ed \u00e8 quanto accaduto nei primi mesi dell\u2019anno, quando bond prima e azioni subito dopo sono caduti a seguito di eventi geopolitici imprevisti. Non sarebbe dovuta essere una novit\u00e0. Era ancora fresco il ricordo di quanto accaduto nel febbraio del 2022, quando la Russia invase l\u2019Ucraina e determinava un cambio epocale anche per i mercati finanziari e le politiche economiche dei governi occidentali.<\/p>\n<p>Investitori retail colti dall\u2019ansia di fare<\/p>\n<p>Terza lezione: cambi repentini di <strong>strategie di investimento<\/strong>. Questo \u00e8 forse il vero problema, non l\u2019imprevisto in s\u00e9. Un modello robusto incorpora anche il rischio di un temporaneo cambio di direzione del mercato. Rivendere ogni volta che ci\u00f2 accade significa avere agito o di impulso o di avere adottato un modello fallace, impostato su una visione corta o eccessivamente rigido.<\/p>\n<p>Quarta lezione: c\u2019\u00e8 un eccessivo impiego della liquidit\u00e0 tra gli investitori retail. Se Warren Buffett ha accumulato centinaia di miliardi di dollari, preferendo restare fuori dal mercato per il momento, qualcosa vorr\u00e0 pur dire. Secondo gli studi comportamentali di Barber &amp; Odean, gli investitori retail tendono a <strong>sovra-operare<\/strong> del 40-60%. Pensano che debbano per forza fare qualcosa, anche quando sarebbe opportuno non fare niente. E ci\u00f2 deprimerebbe il loro rendimento di 1,5-2% all\u2019anno. A causa di questo atteggiamento, il 50% dei top performer in un dato anno arretra nella parte bassa della classifica nell\u2019anno successivo.<\/p>\n<p>Sui mercati confermata la memoria corta<\/p>\n<p>Il 2025 ha offerto diverse lezioni di investimento, essendo stato un anno partito con un certo umore e proseguito con tutt\u2019altro sentimento. E forse la lezione pi\u00f9 importante \u00e8 stata di ricordarci di avere la memoria corta. Non \u00e8 lontano il 2008, anno che rester\u00e0 per sempre segnato come quello della grande <strong>crisi finanziaria mondiale<\/strong>. Fino a met\u00e0 settembre nessuno avrebbe immaginato che sarebbe fallita una delle principali banche americane del tempo (Lehman Brothers). Il mondo non sarebbe stato pi\u00f9 lo stesso dal giorno successivo. Un incidente che cambi\u00f2 repentinamente la direzione del mercato, per quanto gi\u00e0 l\u2019economia americana avesse concluso il suo ciclo espansivo.<\/p>\n<p>Lezioni di investimento: prevedere il mercato non \u00e8 sempre possibile<\/p>\n<p>Tra le lezioni di investimento che non abbiamo imparato c\u2019\u00e8 l\u2019umilt\u00e0 di capire che i mercati sono e restano poco prevedibili. Istituti pubblici e privati nazionali e internazionali si affannano a fare <strong>previsioni<\/strong> a medio-lungo termine su tutti i principali dati macroeconomici, salvo essere puntualmente smentiti anche dopo pochi mesi. E gradualmente i mercati passano dallo scommettere su tali previsioni all\u2019adattarsi alla realt\u00e0 dei fatti. Il problema non \u00e8 sbagliare previsione, ma costruire portafogli che funzionano solo se la previsione \u00e8 giusta.<\/p>\n<p>giuseppe.timpone@investireoggi.it\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Siamo di fatto arrivati alla fine di un anno che dal punto di vista dei mercati possiamo definirlo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":277674,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-277673","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115783300905858254","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/277673","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=277673"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/277673\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/277674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=277673"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=277673"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=277673"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}