{"id":277722,"date":"2025-12-26T02:32:57","date_gmt":"2025-12-26T02:32:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/277722\/"},"modified":"2025-12-26T02:32:57","modified_gmt":"2025-12-26T02:32:57","slug":"lorenzo-lotto-il-bagno-di-gesu-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/277722\/","title":{"rendered":"Lorenzo Lotto: il bagno di Ges\u00f9 Bambino"},"content":{"rendered":"<p>Il volto di Maria \u00e8 commovente, giovane, ingenuo quasi, assorto nel gesto delicato dell\u2019accudimento, come capita alle nuove mamme che hanno paura di far male al bambino, che se sbagliano qualcosa, fragile com\u2019\u00e8, si possa rompere. Incantevole.<\/p>\n<p>La giovanissima madre \u00e8 gi\u00e0 vestita, senza traccia dei dolori del parto, che forse le sono stati risparmiati, come afferma il Vangelo dello pseudo-Matteo. Indossa abiti semplici, di cui deve essersi coperta in tutta fretta, senza darsi cura delle apparenze, come sembrano suggerire i capelli ravviati alla bell\u2019e meglio con due ciocche appena accennate, meravigliose, che scendono una sulla fronte e l\u2019altra sulla tempia destra. \u201cVergine ha concepito, vergine ha partorito e vergine \u00e8 rimasta\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Dett Viso di Maria_0.jpg\" data-entity-uuid=\"677d378c-4e04-431f-967f-651485baab05\" data-entity-type=\"file\" alt=\"k\" width=\"780\" height=\"555\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Ora guarda con sublime dolcezza il Figlio, che la ricambia, ed \u00e8 osservata, quasi scrutata, con uno sguardo invece pieno di apprensione dalla levatrice a cui porge il bambino perch\u00e9 lo lavi, senza nessuna parola o raccomandazione, in piena fiducia, sicura che lei se ne prender\u00e0 cura con la necessaria cautela.<\/p>\n<p>Anche lei dovrebbe essere sicura nei suoi movimenti, ma \u00e8 come bloccata, sorpresa e sgomenta anche se cerca di non darlo a vedere, da ci\u00f2 che le \u00e8 appena capitato, con le mani che si sono anchilosate, paralizzate miracolosamente a causa della sua incredulit\u00e0 a proposito della verginit\u00e0 di Maria. L\u2019oggetto della sua attenzione, ora, \u00e8 pi\u00f9 la Madre che il Figlio che le viene affidato, e infatti la fissa ansiosa, come in attesa interrogativa di cosa accadr\u00e0, eppure, nonostante la menomazione, protesa anche, con il gesto automatico di chi per professione \u00e8 avvezzo a gestire i primi momenti della vita dei neonati, a cercare di dare un supporto alla madre-ragazzina. E forse \u00e8 in questo suo accostarsi che ne percepisce la singolarit\u00e0 e comincia a dubitare del proprio dubbio, a rinunciare alla propria incredulit\u00e0 e cos\u00ec a recuperare la propria salute e salvezza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Dett trio di centro 1.jpg\" data-entity-uuid=\"f264e971-1191-4d80-85eb-441356547c2d\" data-entity-type=\"file\" alt=\"k\" width=\"652\" height=\"608\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Fra poco il Bambino, scena mai rappresentata prima, far\u00e0 il suo primo bagnetto. Ed \u00e8 Il bagno di Ges\u00f9 Bambino che dovrebbe pi\u00f9 correttamente intitolarsi questa Nativit\u00e0 di Lorenzo Lotto, ospite al Museo diocesano di Milano fino al 1\u00b0 febbraio 2026 proveniente dalla Pinacoteca nazionale di Siena.<\/p>\n<p>Il vecchio san Giuseppe assiste alla scena allargando le braccia per lo stupore, abbagliato dalla luce che emana dal Bambino e gli illumina la veste e una parte del viso, catturato dall\u2019evidenza di un miracolo a cui astrattamente era gi\u00e0 preparato, ma che ora si manifesta nel suo fulgore davanti a lui. Si china verso il Bambino, tutto compreso di ci\u00f2 che sta accadendo, pensoso, meditativo, ma restando in ombra, un po\u2019 arretrato, timoroso di intralciare, e insieme pronto a proteggere, a soccorrere e a rendersi utile.<\/p>\n<p>In ombra, nonostante la vicinanza al bambino, \u00e8 parzialmente anche la levatrice, soprattutto la fronte e gli occhi, non ancora raggiunti dall\u2019illuminazione, che per\u00f2 non tarder\u00e0 ad arrivare, mentre invece in piena luce sono le mani, con le dita monche, che la connoterebbero come l\u2019Anastasia di alcune versioni delle leggende sull\u2019infanzia di Ges\u00f9 (secondo quanto decifrato da Daniel Arasse, in un testo citato da Daniele Dal Pozzolo nel suo saggio molto bello presente nel catalogo della mostra), o contratte, come per la Salom\u00e8 dei Vangeli apocrifi che dubitava della verginit\u00e0 di Maria (ma forse il pittore ha sovrapposto le due figure), rattrappite per l\u2019improvvisa paralisi che le ha colpite in punizione per la sua incredulit\u00e0, ma che stanno per esser sanate a breve, quando il velo d\u2019ombra che copre i suoi occhi sar\u00e0 rimosso.<\/p>\n<p>Il bagliore che si irradia al centro del quadro \u00e8 fortissimo e si riverbera in vario grado sui personaggi rappresentati, mentre tutto attorno resta sprofondato nel buio. \u00c8 la luce del Salvatore che \u00e8 venuta a illuminare il mondo, la luce che nelle sue mille declinazioni \u00e8 anche il fulcro di tutta l\u2019opera di Lorenzo Lotto, che ha dipinto la tavola nel 1525, alla fine del periodo bergamasco, il pi\u00f9 felice della sua vita personale e artistica. Lo sguardo dell\u2019osservatore si dirige immediatamente verso il Bambino che ne \u00e8 la fonte, motivo che \u00e8 gi\u00e0 presente in alcuni quadri fiamminghi (come l\u2019ambientazione notturna derivata dal Vangelo di Luca e probabilmente anche dalle Rivelazioni di santa Brigida di Svezia, come suggerisce Nadia Righi nel catalogo) e che verr\u00e0 ripreso anche negli stessi anni da Correggio, per diventare molto comune in seguito. \u00c8 la luce principale, spirituale, della scena da cui tutto prende senso e volume; mentre quella fioca, naturale, del camino sullo sfondo, che illumina solo la seconda levatrice e il panno che sta scaldando al fuoco, si annida nelle tenebre pi\u00f9 che dissolverle.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 immerso nell\u2019ombra di questa capanna dall\u2019apparenza spartana, ma che brulica di una stupenda teoria di umili oggetti disposti a terra, uno sgabello, e dietro, la culla dove il bambino verr\u00e0 presto deposto, un paiolo, una tazza fumante con cucchiaio su un ripiano di braci per rifocillare Maria, gli attrezzi (un falcetto e, forse, un coltello) appesi al pilastro alle spalle delle due donne, e infine, in basso a destra, una grossa anfora dove il pittore ha apposto la sua firma.<\/p>\n<p>Sullo sgabello, in parte tagliato ma che ancora si intravede in basso a sinistra, c\u2019\u00e8 un libro aperto, quasi certamente alla pagina di Isaia 9:5, o a quella di Michea 5:2, con la profezia della divina nascita, ma che mi piace pensare che Maria stesse ancora leggendo fino a quando sono cominciate le doglie e che lo abbia lasciato l\u00ec, aperto, per riprendere la lettura esattamente dal punto in cui era stata interrotta. Io avrei fatto cos\u00ec. Presto, appena possibile, perch\u00e9 in quelle righe \u00e8 indicato, ribattuto, anche il suo destino, essendo indubbiamente la verit\u00e0, quella enunciata dalle Sacre Scritture, anche se il libro potrebbe essere benissimo uno qualsiasi, perch\u00e9 tutte le scritture, secondo me, in qualche modo sono sacre. Alle spalle di Maria ci sono gli animali che assistono all\u2019evento, il bue tranquillo e assorto, e l\u2019asino che tende il lungo collo e spalanca la bocca (bellissime le labbra che lasciano scoperte le gengive e la dentatura, con l\u2019intensit\u00e0 che ritroveremo solo, ma con significato opposto, nel cavallo di Guernica) in un raglio che sembra voler annunciare la nascita al mondo intero, quasi a inneggiare all\u2019evento incomprensibile eppure cos\u00ec straordinario da aver scosso nel profondo lui pure.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/asino e fuoco.jpg\" data-entity-uuid=\"a6f5f122-12bb-4a7c-a18e-c167c5b6d8b1\" data-entity-type=\"file\" alt=\"k\" width=\"537\" height=\"623\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Tutta la scena \u00e8 concentrata, di impatto fortissimo proprio perch\u00e9 niente distrae dalla sua fulgida claustrofobia, anche se noi sappiamo, da una copia presente nei depositi degli Uffizi, che \u00e8 l\u2019effetto di un taglio della tavola, che ha tolto profondit\u00e0 in particolare allo spazio che sulla sinistra si prolungava in altri ambienti bui in fondo ai quali un uomo illuminava una scala con una torcia o candela, mentre sotto c\u2019erano la figura intera del bue, la culla e lo sgabello, trasformando il formato da orizzontale in verticale. Il taglio ha spostato il centro dell\u2019opera sul Figlio, mentre prima era la Madre. Cosa che per\u00f2 si afferma immediatamente anche ora. \u00c8 lei il fulcro emotivo. \u00c8 a lei che guardano il Bambino e la levatrice formando un triangolo ravvicinato di sguardi. Non appena ci si accosta sono la sua figura, la postura e soprattutto il volto che calamitano lo sguardo e subito commuovono.<\/p>\n<p>\u00c8 un quadro da guardare da vicino, questa Nativit\u00e0, accostandosi e sostando a lungo come certamente facevano il committente che pregava e meditava nella sua casa o cappella e Lorenzo Lotto mentre la dipingeva, che per lui era sovente un altro modo di pregare. Per questo la visita alla mostra \u00e8 indispensabile. Tra l\u2019altro c\u2019\u00e8 poca gente, non \u00e8 un\u2019esposizione che richiama le masse, e si pu\u00f2 arrivare quasi guancia a guancia con il quadro, nella stessa intimit\u00e0 che esso ci mostra, entrando nel suo spazio anche fisicamente, e non solo con l\u2019adesione devota, religiosa prima ancora che estetica, che l\u2019opera imperiosamente (con una delicatezza imperiosa) esige, cio\u00e8 richiede e comanda.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 quadro di Lorenzo Lotto che, almeno in me, non produca un\u2019intensa commozione. Era il suo obiettivo, peraltro, \u00e8 la sua singolarit\u00e0 e la sua forza. Ognuno ha un punto di commozione o di stupore diverso. Anche quando i motivi sono ripresi c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di inedito, una serie di invenzioni narrative e figurative senza eguali, dove anche la minima variante nella forma o nel gesto ne rispecchia un\u2019altra nell\u2019emozione e nel senso. Ogni volta \u00e8 una sorpresa, un turbamento, un incanto. Il riconoscimento di un comune sentire per sfumature prima ignorate, di una fratellanza.<\/p>\n<p>A rafforzare questo sentimento \u00e8 il fatto che, diversamente da altre Nativit\u00e0, qui la scena \u00e8 assolutamente terrena, domestica. Siamo in un interno, si stanno approntando le prime cure dovute al neonato. Non ci sono visitatori, n\u00e9 umani n\u00e9 angelici, nessuno assiste, solo le due levatrici e Giuseppe, che per\u00f2 non \u00e8 un estraneo, e anzi assicura la completezza del quadro famigliare. Potrebbe benissimo trattarsi di una delle infinite nascite che stanno avvenendo nel mondo in quel momento che \u00e8 tutti i momenti, come direbbe Borges, se non fosse per la luce che emana dal Neonato, che per\u00f2 non si discosta di molto da quella che tutti i famigliari vedono attorno a ogni neonato appena giunto nelle proprie case. Per tutti ogni nato \u00e8 divino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Dett il bambino e le mani.jpg\" data-entity-uuid=\"906b6c32-73ec-42d8-9d29-0943d9fbb6eb\" data-entity-type=\"file\" alt=\"k\" width=\"780\" height=\"411\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Il Figlio, come farebbe ogni altro bambino, sembra ritrarsi e raggrinzirsi, rabbrividendo al contatto con l\u2019acqua, anche se probabilmente \u00e8 calda. Le spalle si contraggono, le braccine, piegate, si stringono al corpicino, invece di protendersi, come sempre nelle nativit\u00e0, verso la madre, o per impartire una precocissima benedizione. Le labbra si arricciano, gli occhi sono spalancati come per timore di ci\u00f2 che gli stanno per fare, che ancora ignora, o per il destino che gli \u00e8 prefissato e che gi\u00e0 avverte. Appena nato gi\u00e0 sperimenta, come tutti, la paura. Anche il ventre sembra quasi che si inarchi per allontanarsi dal pelo dell\u2019acqua, esibendo in tal modo con maggiore evidenza il cordone ombelicale che pende verso il minuscolo sesso appena accennato, raddoppiandone il senso di testimone della piena umanit\u00e0 del Bambino. Postura e espressione stupende, di grande tenerezza e empatia (empatia con il Salvatore!), mai viste prima in pittura, e che mai pi\u00f9 si vedranno.<\/p>\n<p>La scena resta puramente, poveramente domestica, e solo in questo numinosa, come ogni vita e ogni donna che la vita la d\u00e0. Ci sono s\u00ec i raggi che partono dalla testolina del Bambino, appena delineati a formare proletticamente una croce, ma anche se non ci fossero non ci sarebbero dubbi sulla parte di trascendenza che dall\u2019evento quotidiano si sprigiona. Anche la Madre \u00e8 divina solo nella sua piena, totale umanit\u00e0, senza bisogno che adotti posture ieratiche, o di adorazione e preghiera, o che Qualcosa o Qualcuno lo attesti. Basta uno scambio di sguardi con il Figlio, e la divinit\u00e0 si effonde in pura luce su tutto e tutti. Niente \u00e8 pi\u00f9 divino della semplice e pura dolcezza umana. Dello sguardo amoroso e della cura di un essere indifeso, dell\u2019accudimento di un corpo.<\/p>\n<p>Lorenzo Lotto, <a href=\"https:\/\/chiostrisanteustorgio.it\/mostra\/lorenzo-lotto-nativita\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La nativit\u00e0<\/a>, a cura di Axel H\u00e9mery e Nadia Righi<br \/>Milano, Museo Diocesano, fino a 1\u00b0 febbraio 2026<br \/>Catalogo a cura di Axel H\u00e9mery e Nadia Righi, Dario Cimorelli editore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il volto di Maria \u00e8 commovente, giovane, ingenuo quasi, assorto nel gesto delicato dell\u2019accudimento, come capita alle nuove&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":277723,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,136871,1617,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-277722","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-lorenzo-lotto","14":"tag-mostre","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-notizie-di-cronaca","18":"tag-notizie-principali","19":"tag-notiziedicronaca","20":"tag-notizieprincipali","21":"tag-titoli","22":"tag-ultime-notizie","23":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","24":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","25":"tag-ultimenotizie","26":"tag-ultimenotiziedicronaca","27":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115783534516762957","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/277722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=277722"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/277722\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/277723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=277722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=277722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=277722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}