{"id":277941,"date":"2025-12-26T07:35:11","date_gmt":"2025-12-26T07:35:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/277941\/"},"modified":"2025-12-26T07:35:11","modified_gmt":"2025-12-26T07:35:11","slug":"cremonini-giorgia-cardinaletti-mi-ha-chiesto-il-coraggio-di-amare-lucio-dalla-diceva-a-mia-madre-perche-non-posso-essere-amico-di-cesare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/277941\/","title":{"rendered":"Cremonini: \u00abGiorgia Cardinaletti mi ha chiesto il coraggio di amare. Lucio Dalla diceva a mia madre: &#8220;Perch\u00e9 non posso essere amico di Cesare?&#8221;\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo e Sandra Cesarale<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Intervista a Cesare Cremonini: la famiglia (\u00abConvinsi mia madre a lasciare mio padre\u00bb), la politica (\u00abHo il cuore rosso, ma non scelgo  tra Meloni o Schlein\u00bb), la musica (\u00abIl mio manager Walter Mameli mi scopr\u00ec, ma mi imprigion\u00f2 anche\u00bb), giganti come Dalla, Vanoni, Vasco<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ripubblichiamo l\u2019intervista di Aldo Cazzullo e\u00a0Sandra Cesarale a Cesare Cremonini, pubblicata il 30 novembre, una delle pi\u00f9 apprezzate dalle nostre lettrici e dai nostri lettori nel 2025.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cesare Cremonini, perch\u00e9 Lucio Dalla chiamava sua madre?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLe chiedeva: signora, come mai non posso essere amico di suo figlio?\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Finch\u00e9&#8230;<\/b>\u00a0<br \/>\u00abGli telefonai io, qualche anno prima che morisse: voglio prendere un caff\u00e8 da te. E lui: vieni, sono con De Gregori. Andai a casa sua, ricordo che sull\u2019ascensore intravedevo la collezione d\u2019arte di Lucio, pi\u00f9 salivo e pi\u00f9 aumentava, fra coccodrilli e maschere africane. Arrivai all\u2019ultimo piano, dove c\u2019era un terrazzino, parlammo tutti e tre di \u201cCom\u2019\u00e8 profondo il mare\u201d. Poi, in salotto, mi fece suonare il suo pianoforte, uno Steinway antichissimo. Sul pianoforte c\u2019era un foglio con su scritto a mano: \u201cVorrei essere una rondine&#8230;\u201d. Un appunto rimasto l\u00ec dove era stato pensato\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei cosa vorrebbe fare?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLa libert\u00e0 \u00e8 la mia strategia\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLa mia \u00e8 una storia articolata e complessa, con un sottotesto di manipolazione, di costrizione a una realt\u00e0 che non esisteva\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Costruita da chi?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abDal mio ex manager Walter Mameli. \u00c8 stato il mio scopritore, ma mi ha anche imprigionato: vivevo in un castello dorato, per\u00f2 mi era negata la possibilit\u00e0 di avere a che fare con qualunque essere umano che facesse parte del mio ambiente. Compreso Lucio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Fino a cinque anni fa.\u00a0<\/b><br \/>\u00abQuando me ne sono liberato. \u00c8 stata una rottura difficile. Sto riprendendo possesso di me, con calma ma con grandi risultati. Questa nuova apertura verso il mondo mi fa sentire un esordiente. Le collaborazioni con Luca Carboni, Elisa, Lorenzo Jovanotti derivano da un enorme fallo di reazione a una costrizione gigantesca\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da questa apertura \u00e8 arrivata La Santa Pennicanza.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abAvevo chiamato Fiorello per fargli gli auguri per il nuovo programma. Lui ha buttato l\u00ec: fammi una sigla. Gli ho risposto di s\u00ec, ma non ho dato troppo peso alle sue parole perch\u00e9 sapevo che lo aveva chiesto a tanti altri. Per\u00f2 la Pennicanza mi era entrata nella testa: una parola inventata, intelligente, con un bel suono. E quando c\u2019\u00e8 qualcosa che mi colpisce io non devo fare niente, perch\u00e9 scrivere canzoni non \u00e8 un lavoro, non ci sono libri o universit\u00e0 che ti spiegano come farlo. Cos\u00ec una domenica mattina mi sono svegliato alle 7 con la prima strofa in testa: \u201cLa Pennicanza \u00e8 una sostanza che si consuma dopo i pasti in abbondanza\u2026\u201d. E mi sono ritrovato al pianoforte, l\u2019ho scritta e registrata con una band. Ho chiamato Fiore: non ho una sigla, ho una canzone\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Renzo Arbore ha detto che avrebbe potuto cantarla lui.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abRenzo Arbore \u00e8 il mio modello. Lui, come la Rai degli anni 60 e 70, ha connesso la cultura popolare con l\u2019intrattenimento. Il nazionalpopolare alto non esiste pi\u00f9. Oggi si punta al basso, all\u2019omologazione\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 un nostalgico?\u00a0<\/b><br \/>\u00abNo, perch\u00e9 sono il frutto di un grande revival, quello degli anni 90 che hanno riportato tutti indietro nel tempo. Siamo ripartiti dai Beatles, da Aretha Franklin, Nina Simone, dalla psichedelia, sono tornate le canne, anzi i bong&#8230; tutto quello che era stato ingenuamente vissuto nei 60 e 70 da una generazione \u00e8 ritornato in maniera rimescolata\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>All\u2019inizio degli anni 90 sembrava che fosse finita la storia, con la vittoria della libert\u00e0.\u00a0<\/b><br \/>\u00abC\u2019\u00e8 stato un momento in cui ho avvertito che la globalizzazione avrebbe salvato il mondo. Mtv apriva la musica verso nuovi orizzonti, il Medio Oriente era davanti a Clinton per stringergli la mano, papa Giovanni Paolo II abbatteva i muri, liberandoci dalla schiavit\u00f9 della guerra fredda. Ci sono stati anche drammi che hanno segnato prepotentemente la mia generazione: la guerra in Jugoslavia, le morti di Falcone e Borsellino. Tutto si \u00e8 infranto con il G8 di Genova e l\u201911 settembre. I politici non capiscono: passa il tempo, i nomi restano. Sono sempre gli stessi, anche se cambiano corpo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per esempio?\u00a0<\/b><br \/>\u00abFascismo, mafia, autoritarismo esistono ancora, sotto altre forme. \u00c8 pericolosissimo dire che oggi l\u2019autoritarismo non c\u2019\u00e8 perch\u00e9 siamo in democrazia. O che il fascismo non esiste perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 Mussolini\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il fascismo esiste ancora?\u00a0<\/b><br \/>\u00abMio padre si definiva anti comunista e anti juventino. Quando il partito comunista di Fausto Bertinotti venne fatto fuori dal parlamento, con il berlusconismo, mi disse: \u201c\u00c8 un peccato.\u201d Oggi chi lo direbbe?\u00bb.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma c&#8217;\u00e8 una forma di autoritarismo in Italia?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLa vedo ovunque. Per me c\u2019\u00e8 autoritarismo anche nel mio piccolo mondo della musica, un business cieco che porta corporate tipo Spotify a essere un modello unico di fruizione della musica. Il digitale al 100% a chi giova? Lo stesso vale per l\u2019Intelligenza artificiale. La verit\u00e0 \u00e8 che la produzione e il profitto devono aumentare. Sempre. L\u2019individualismo di pochissimi pesa sulla pelle di miliardi di persone\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Meloni o Schlein?\u00a0<\/b><br \/>\u00abNessuna delle due, le leggi del tifo le applico volentieri soltanto al Bologna. La mia prospettiva \u00e8 quella di un artista che dal palco guarda la gente. E quello che vedo \u00e8 che per un ragazzo o una ragazza di oggi tre anni di governo sono una vita che vola via\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma lei da che parte sta?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abIl mio cuore \u00e8 tinto di rosso come i tetti di Bologna. Ma la politica di questi anni ha la bussola impazzita e ci rende spesso daltonici. Quando guardo figure come il cardinale Zuppi, che \u00e8 un amico, come per miracolo mi torna la vista\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa le disse Dalla di \u00abCom\u2019\u00e8 profondo il mare\u00bb?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abPer me \u00e8 un mistero quasi divino. Lucio si era rifugiato durante un\u2019estate sulle isole Tremiti, da solo, abbandonando i live e ogni impegno, ritorn\u00f2 tutto sgarrupato, a Bologna diciamo tot straz\u00e8, stracciato, sporco, come un pescatore gesuita. Aveva una borsa con dentro un disco, il primo in cui la musica italiana faceva un passo per portare il cantautorato verso il grande pubblico\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei non arriva dal mondo di Dalla.\u00a0<\/b><br \/>\u00abPer pi\u00f9 di trent\u2019anni \u00e8 stato il grande imperatore, il deus ex machina della musica bolognese, recuper\u00f2 anche Morandi quando sembrava finito\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Luca Carboni fu il primo.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abMi dice sempre: sono stato fortunato perch\u00e9 sono uscito fuori grazie a Lucio. Poi lui si convinse di essere un manager. Cambi\u00f2 look, mise giacca e cravatta. E fece nascere gli altri, dagli Stadio a Samuele Bersani\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le ha raccontato qualcosa di quel periodo?\u00a0<\/b><br \/>\u00abLuca a 19 anni non voleva cantare, scriveva i testi ma non faceva girare le cassette con la sua voce. Un giorno pass\u00f2 davanti alla trattoria da Vito, vide che c\u2019erano gli Stadio con Dalla che mangiavano in cucina. And\u00f2 dall\u2019oste e gli chiese di consegnare i suoi testi a Lucio. Si accorse che lui li leggeva e li passava agli altri. Quando vide che Lucio stava per chiamare il numero che aveva scritto sui fogli, corse a casa per rispondere al telefono\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha fatto anche cinema.\u00a0<\/b><br \/>\u00abPupi Avati mi invit\u00f2 nel suo studio. Chiamai Lorenzo Jovanotti: \u201cSono spaventato, che faccio?\u201d. Lui: \u201cSei protetto con Pupi, vai\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E lei?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abAndai da Pupi a Roma. Entrai e lanci\u00f2 una penna in faccia al mio ex manager\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abAveva paura di quanto gli sarei costato. La soddisfazione pi\u00f9 grande fu quando pronunciai la mia prima battuta e Pupi si mise a ridere, una risata contagiosa che pass\u00f2 a suo fratello e poi a tutta la troupe. Pupi venera i suoi attori, li tratta come figli. Mi chiamava di notte per rassicurarmi e alla fine della telefonata io non avevo parlato con una persona, avevo letto un libro, perch\u00e9 Pupi parla come scrive. \u00c8 una dote\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La sua qual \u00e8?\u00a0<\/b><br \/>\u00abLa scrittura. Mi ha accompagnato come un passepartout per aprire le porte della vita. Fin da bambino, scrivevo ponendomi nella testa del lettore, pensando a un pubblico. La mia sensibilit\u00e0 \u00e8 sempre alla ricerca di un incontro. Non ho mai avuto un diario segreto, anzi, quando i professori a scuola dicevano: comprate un diario, vi far\u00e0 bene, io pensavo: ma chi lo legger\u00e0?\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali porte le ha aperto la scrittura?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abUna volta ho mandato una mail a Vasco per coinvolgerlo nel numero di un magazine. L\u2019argomento era: vivere. Solitamente lui risponde in maniera pacata e concisa, ma riuscii ad aprire un varco nel suo cuore, un cuore difficile da raggiungere. Incredibilmente fece un articolo in cui parl\u00f2 della sua depressione, della sua vita. Si espose. Si diede\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha definito Vasco patrimonio dell\u2019umanit\u00e0.\u00a0<\/b><br \/>\u00abL\u2019ho incontrato sotto i portici di Bologna. Prima di salutarlo l\u2019ho voluto abbracciare pi\u00f9 volte, non lo lasciavo andare. Un abbraccio era per dirgli grazie per la sua musica, un altro per aver sopportato il peso di essere Vasco Rossi fino ad ora. Un altro ancora per i suoi occhi inquieti che parlano e ammoniscono tutti. Sembrano gridare: dobbiamo perdonarci\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando vi siete incontrati per la prima volta?\u00a0<\/b><br \/>\u00abNel backstage di un suo concerto. Avevo 24 anni: \u201cMi hai commosso\u201d gli dissi. Lui mi guard\u00f2 attraverso il filtro degli occhiali blu: \u201c\u00c8 la forza della musica\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche con Elisa vi siete conosciuti durante un live.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abNel 2000, a Udine, dietro le quinte di un concerto dei L\u00f9napop. Era come mettere insieme il diavolo e l\u2019acqua santa. Io suonavo in uno stadio, all\u2019apice del successo, lei era una ragazza timida e delicata, veniva dalla scuola Caselli, una scopritrice di talenti a cui la musica italiana deve tanto. Io ero un indipendente, una specie di prodotto punk, nessuna major voleva produrci\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u2019\u00e8 che vi unisce adesso?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abSappiamo maneggiare la musica. Possiamo essere burattini, ma anche burattinai di noi stessi, quindi autonomi e liberi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha salvato la vita a suo padre.\u00a0<\/b><br \/>\u00abEro con lui a cena in un ristorante, la Cesarina, dove andava sempre Lucio. Da quando si era separato da mamma che l\u2019aveva mandato via di casa, a volte dopo il lavoro mi chiedeva di cenare con lui\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Di cosa si era stancata sua madre?\u00a0<\/b><br \/>\u00abDi un marito che le diceva che persino il cinema era di troppo per lei perch\u00e9 aveva dei figli da seguire. Avevo 12 anni o poco pi\u00f9 quando una notte, vedendola piangere, andai in camera e le dissi: mamma, non \u00e8 difficile, bisogna che lo lasci. Lei mi prese sul serio, il giorno dopo mio padre era in campagna insieme al cane. Mio fratello e io restammo con lei a Bologna\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Di solito i bambini tentano di tenere i genitori insieme. Lei invece ha convinto sua madre a mandare via suo padre. Forse l\u2019ha salvata.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abCredo si sia salvata da sola. In casa eravamo tre maschi, famiglia del ceto medio bolognese, padre medico con tre specializzazioni che aveva sposato una sua paziente di 22 anni quando lui ne aveva gi\u00e0 52. Mia madre aveva bisogno di un alleato. Io sicuramente lo sono stato e lo sono ancora oggi, per sensibilit\u00e0 e passione verso l\u2019arte, la comunicazione, la libert\u00e0\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sua mamma \u00e8 una figura centrale per lei.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abL\u2019ho vista soffrire tanto non solo per mio padre. In casa ha aleggiato una forma depressiva, una palla infuocata che ci siamo passati a vicenda. Ho visto una persona molto imprigionata e molto sacrificata. Lei mi ricorda il diritto alla libert\u00e0, alla creativit\u00e0, all\u2019espressione di s\u00e9\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come va con il mostriciattolo verde, la lieve forma di schizofrenia?\u00a0<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 un percorso che continua. Sono due anni che prendo medicinali con costanza e questo mi permette di accettarmi come una persona che deve essere curata, mi d\u00e0 anche una forma di pacatezza. Sono felice la mattina quando vado in cucina, mi preparo il caff\u00e8 e vedo quelle pillole, rappresentano l\u2019accettazione di me stesso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Diceva di quella sera con suo padre da Cesarina.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abEro gi\u00e0 adulto, seduto a un tavolo con lui, davanti a un tortellino. Mi accorsi che non riusciva a parlare. Gli versai dell\u2019acqua ma ero talmente terrorizzato che usc\u00ec dal bicchiere perch\u00e9 continuavo a guardarlo e a chiamarlo, dopo poco riusc\u00ec a dire qualche parola e lo portai a casa. Decisi di dormire con lui, spensi la luce: \u201cBuonanotte\u201d. Non rispose, era in coma. Lo portai al pronto soccorso del Bellaria, venne operato d\u2019urgenza\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa era successo?\u00a0<\/b><br \/>\u00abAveva avuto un ictus micotico doppio, lo salvarono per un soffio. Dopo un mese lavorava di nuovo. Quel mese fu l\u2019unico in cui mia madre non ebbe una sgridata\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La musica quando comincia per lei?\u00a0<\/b><br \/>\u00abMia madre voleva che diventassi un concertista, i professori dicevano che ero portato, avevo orecchio. Provarono a iscrivermi al Conservatorio, feci l\u2019esame, mi ammisero, ma io ero innamorato\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Di chi?\u00a0<\/b><br \/>\u00abDella bambina al primo banco, Margherita. Le dedicai diverse canzoni\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non era corrisposto?\u00a0<\/b><br \/>\u00abNo, non ero il bello della classe, e questo ha contribuito enormemente alla mia carriera iniziale. Perch\u00e9 non \u00e8 mai il bello della classe che scrive le canzoni\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019amore con Giorgia Cardinaletti?<\/b>\u00a0<br \/>\u00ab\u00c8 centrale, \u00e8 appena uscita \u201cRagazze facili\u201d, una canzone scritta grazie a lei, perch\u00e9 mi ha chiesto una cosa che pu\u00f2 cambiare la vita di un uomo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abIl coraggio di amare. Ho sentito fortemente questa richiesta, ma non ero in grado di farlo perch\u00e9 ero circondato da alibi, fantasmi che io chiamo metaforicamente Ragazze facili: non sono solamente figure che ti circondano, ma \u00e8 il mondo che ti costruisci per non affrontare te stesso. Questa canzone ha rotto una diga, un argine che mi teneva fermo da anni. Sembra banale, ma si muore o ci si ammala per l\u2019incapacit\u00e0 di amare\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma la vostra storia continua o \u00e8 finita?\u00a0<\/b><br \/>\u00abNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 single?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abSono innamorato, non vado oltre\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha postato una foto con Ornella Vanoni.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abEravamo al Festival di Venezia, presentava il suo documentario. Era curiosa di conoscermi, io anche. Ci siamo seduti a un tavolo. Ornella ordina un gin tonic, io un bicchiere di vino. Ho commesso l\u2019errore, di cui mi pento, di trattarla con il rispetto che si deve ai giganti della musica e anche alle persone di una certa et\u00e0. Lei a un certo punto si \u00e8 stufata e mi ha sussurrato: ma tu come fai l\u2019amore?\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa ha risposto?\u00a0<\/b><br \/>\u00abAmo il normale\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha mai provato attrazione per un uomo?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abCerto. Su un braccio ho tatuato Freddie Mercury! A me sono arrivati come un bagaglio culturale i fumetti di Andrea Pazienza, la cultura underground di Bologna, le serate all\u2019Arcigay, la vicinanza con il mondo della musica elettronica di Riccione, il Cocoric\u00f2, il travestitismo. Un mondo che non aveva generi da dover specificare\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha avuto esperienze omosessuali?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abNo, per\u00f2 ho legato la mia vita a una visione in cui fosse naturale l\u2019inclusivit\u00e0 e il piacere come senso del vivere. Tanti pensano che il sesso sia un esperimento. Io sono convinto del contrario. L\u2019amore \u00e8 sperimentale, il sesso \u00e8 metodico. Io sono sperimentale\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa si fa dopo aver riempito gli stadi?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abIo ho comprato un sassofono, sto imparando a suonarlo, \u00e8 una mano tesa verso le persone, rappresenta il piccolo, il suono e il calore dell\u2019essere umano. Oggi c\u2019\u00e8 la convinzione che suonare in uno stadio dia uno status di credibilit\u00e0. Per me \u00e8 la cosa pi\u00f9 antica che si possa dire, oltre a togliere l\u2019identit\u00e0 al pubblico che diventa boato, massa, business\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi con gli stadi ha chiuso?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abAncora per quest\u2019anno andr\u00f2 avanti. Ho un obiettivo: portare la musica pop rock italiana negli spazi che hanno ospitato i grandi della storia del rock. Poi ritorner\u00f2 con piacere nei pi\u00f9 intimi Palasport\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Adesso qual \u00e8 il sogno che insegue?\u00a0<\/b><br \/>\u00abIl mio sogno \u00e8 e sar\u00e0 sempre lo stesso: di tenere insieme, raccontare una storia che unisce diversi artisti ed epoche per parlare a un pubblico che vorrei unito sotto uno stesso cielo. Nel prossimo album, forse non da solo, magari con uno come Lucio Corsi, prover\u00f2 a recuperare la musica popolare del Derby di Milano. Gaber, Jannacci, Fo, Cochi e Renato hanno ritratto l\u2019Italia attraverso l\u2019ironia, una delle mosse di karate per sconfiggere la disperazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/spettacoli\/25_novembre_30\/sanremo-2026-cantanti-concorrenti-113f848b-0df8-486d-a6fa-f20cf3d18xlk.shtml\" title=\"Sanremo 2026, ecco i cantanti in gara: tutti i nomi dei concorrenti Big, da Tommaso Paradiso e Nayt a Luch\u00e8 e Patty Pravo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">I big in gara al Festival di Sanremo<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-22T10:08:02+01:00\">26 dicembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo e Sandra Cesarale Intervista a Cesare Cremonini: la famiglia (\u00abConvinsi mia madre a lasciare 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