{"id":277974,"date":"2025-12-26T08:07:12","date_gmt":"2025-12-26T08:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/277974\/"},"modified":"2025-12-26T08:07:12","modified_gmt":"2025-12-26T08:07:12","slug":"cellik-il-nuovo-malware-che-spia-gli-utenti-e-infetta-le-app-come-difendersi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/277974\/","title":{"rendered":"Cellik, il nuovo malware che spia gli utenti e infetta le app: come difendersi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una nuova minaccia informatica il cellik sta emergendo nel mondo Android e mette seriamente in discussione la sicurezza delle app.<\/strong><\/p>\n<p>Nel panorama digitale attuale, infatti, la linea che separa fiducia e rischio \u00e8 sempre pi\u00f9 sottile. Gli <strong>smartphone<\/strong> sono diventati estensioni della nostra vita personale e professionale, custodiscono conversazioni, documenti, immagini, credenziali bancarie e abitudini quotidiane.<\/p>\n<p>Senza ombra di dubbio, proprio per questo rappresentano un obiettivo estremamente appetibile per il <strong>cybercrime<\/strong>. E nelle ultime ore \u00e8 emersa una notizia che ha fatto drizzare le antenne agli <strong>esperti di sicurezza<\/strong> informatica di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Cellik: la nuova minaccia che spaventa gli utenti<\/p>\n<p>Si chiama <strong>Cellik<\/strong> ed \u00e8 molto pi\u00f9 di un semplice <strong>malware<\/strong>. Non parliamo del classico virus rozzo e facilmente individuabile, per\u00f2 di una minaccia progettata con una cura quasi chirurgica. Cellik rientra nella categoria dei <strong>\u201cMalware-as-a-Service\u201d<\/strong>, un modello che consente anche a criminali con competenze tecniche limitate di sfruttare strumenti avanzati per colpire <strong>migliaia di utenti<\/strong>. Ma ci\u00f2 che rende Cellik particolarmente inquietante \u00e8 il suo approccio basato sul mimetismo.<\/p>\n<p>I <strong>ricercatori di iVerify<\/strong>, che hanno scoperto questa nuova minaccia, descrivono uno scenario inedito. Cellik \u00e8 in grado di <strong>clonare applicazioni<\/strong> legittime presenti sul Google Play Store, rendendole di fatto indistinguibili dall\u2019originale. Stessa interfaccia, stesso nome, stesso comportamento apparente. <strong>L\u2019utente<\/strong>, convinto di scaricare un\u2019app sicura e conosciuta, installa invece una versione alterata che nasconde un payload dannoso estremamente sofisticato.<\/p>\n<p>Una volta installato sul dispositivo, <strong>il malware<\/strong> trasforma lo smartphone in uno strumento di sorveglianza completa. Cellik pu\u00f2 <strong>trasmettere lo schermo in tempo reale<\/strong>, intercettare file, rubare dati personali e monitorare ogni interazione dell\u2019utente. Non si limita a osservare, ma costruisce un <strong>profilo dettagliato<\/strong> della vittima, aprendo la strada a furti di identit\u00e0, accessi non autorizzati e violazioni ben pi\u00f9 gravi. \u00c8 qui che la minaccia diventa concreta, tangibile, quasi intima.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1448638\" title=\"Smartphone\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"Cellik nuova minaccia smartphone \" width=\"1200\" height=\"800\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Smartphone-20-12-2025-macitynet-it.jpg\"\/>C\u2019\u00e8 una nuova minaccia per chi utilizza App sul cellulare \u2013 macitynet.it<\/p>\n<p>Il dettaglio forse pi\u00f9 preoccupante, per\u00f2, riguarda la capacit\u00e0 di Cellik di<strong> aggirare i sistemi di difesa<\/strong> ufficiali di Android. Secondo i ricercatori, il malware riesce a eludere anche Google Play Protect, nascondendo il <strong>codice malevolo<\/strong> all\u2019interno di pacchetti software gi\u00e0 validati e considerati sicuri. Durante le scansioni di sicurezza standard, quindi, <strong>l\u2019app infetta<\/strong> passa inosservata, come se fosse del tutto legittima. Un salto di qualit\u00e0 che segna un punto di svolta nel rapporto tra sicurezza e distribuzione delle app.<\/p>\n<p>Al momento <strong>Google<\/strong> non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito a questa specifica tecnica di <strong>\u201ciniezione di codice\u201d,<\/strong> e questo silenzio contribuisce ad aumentare l\u2019incertezza. Senza ombra di dubbio, il fatto che una minaccia simile possa eludere i controlli automatici mette in discussione molte certezze che utenti e aziende avevano costruito nel tempo.<\/p>\n<p>Gli <strong>esperti di iVerify<\/strong> raccomandano la <strong>massima prudenza<\/strong>, anche se ammettono che, a questo livello di sofisticazione, distinguere un\u2019app legittima da una compromessa \u00e8 diventato estremamente difficile. Il consiglio \u00e8 quello di <strong>limitare<\/strong> al minimo indispensabile <strong>le app installate<\/strong>, controllare con attenzione le autorizzazioni richieste e mantenere il sistema sempre aggiornato. Per\u00f2 \u00e8 chiaro che non basta pi\u00f9 affidarsi solo al buon senso dell\u2019utente.<\/p>\n<p><strong>Cellik<\/strong> racconta una storia pi\u00f9 ampia, quasi romantica nel suo lato oscuro. \u00c8 il racconto di un ecosistema che cresce, <strong>evolve<\/strong> e diventa sempre pi\u00f9 complesso, mentre le minacce si fanno pi\u00f9 silenziose e invisibili. <strong>Difendersi<\/strong> oggi significa essere consapevoli, informati e pronti ad accettare che la sicurezza non \u00e8 mai definitiva, ma un <strong>equilibrio fragile<\/strong> da proteggere ogni giorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una nuova minaccia informatica il cellik sta emergendo nel mondo Android e mette seriamente in discussione la sicurezza&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":277975,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-277974","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115784846164063267","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/277974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=277974"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/277974\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/277975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=277974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=277974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=277974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}