{"id":278076,"date":"2025-12-26T09:50:20","date_gmt":"2025-12-26T09:50:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/278076\/"},"modified":"2025-12-26T09:50:20","modified_gmt":"2025-12-26T09:50:20","slug":"scatti-di-sport-2025-foto-dellaltro-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/278076\/","title":{"rendered":"Scatti di sport 2025: foto dell\u2019altro mondo"},"content":{"rendered":"<p>Niente pi\u00f9 della fotografia riesce a cogliere un istante e consegnarlo all\u2019eternit\u00e0. Un potere magico, perfino religioso perch\u00e9 abbiamo la certezza che chi o ci\u00f2 che abbiamo amato non andr\u00e0 mai perduto. Tanto pi\u00f9 nello sport dove immortalare un gesto di un campione ha prodotto scatti leggendari che resistono all\u2019usura del tempo. Una bella foto colpisce subito chi la guarda: \u00e8 immediata, ma profonda, invita a fermarsi e riflettere non scorre via come un video. E un clic insegna, anche quando ritrae una sconfitta perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 la vita, fatta di istanti felici ma anche difficili e tristi.<\/p>\n<p>Dal golfista che per la gioia lancia in aria il suo bastone allo sciatore concentrato tra i pali di uno slalom, per non parlare del giocatore di football che si eleva da terra per evitare un placcaggio: sono tante le istantanee che ogni anno ci consegna il mondo dello sport, basta guardare alla selezione fatta per il 2025 dall\u2019agenzia Associated Press.<\/p>\n<p>\u00c8 davvero un\u2019arte saper cogliere il frammento giusto. Henri Cartier-Bresson, uno dei pi\u00f9 grandi fotografi del Novecento diceva: \u00abFotografare \u00e8 mettere sulla stessa linea di mira la testa, l\u2019occhio e il cuore\u00bb. Sotto canestro un artista \u00e8 Nathaniel S.Butler, fotografo ufficiale della Nba dal 1984, di cui la casa editrice Apogeo ha appena pubblicato: Terzo Tempo. Viaggio fotografico nella storia del basket Nba (pagine 288, euro 35,00). Un volume imperdibile per gli appassionati ma capace di rapire lo sguardo anche dei profani. Ci sono dentro oltre 200 fotografie, con tutte le star della palla a spicchi Usa: da Michael Jordan a Kobe Bryant, da Larry Bird ad Allen Iverson, da Magic Johnson e Kareem-Abdul Jabbar a Steph Curry e LeBron James. Un\u2019epopea raccontata da bordo campo anche in anni in cui la tecnologia non era ancora quella odierna. \u00abSono cresciuto nell\u2019era della pellicola \u2013 scrive Butler \u2013 Non potevo guardare lo schermo sul retro della fotocamera per vedere se l\u2019immagine fosse venuta bene\u2026\u00bb. E s\u2019intuisce ancora la sua adrenalina di allora quando ricorda il timore di aver \u201cbucato\u201d il famoso gancio (junior, junior skyhook) di Magic Johnson con la corsa a fine partita alla ricerca di un posto dove sviluppare il rullino.<\/p>\n<p>Ce l\u2019aveva fatta anche quella volta, perch\u00e9 come testimonia l\u2019indimenticabile Patrick Ewing: \u00abHo sempre avuto la sensazione che, in ogni momento importante della mia carriera, se mi fossi voltato avrei visto Nat\u00bb.<\/p>\n<p>In bianco e nero o a colori sono foto che parlano da sole ma colpiscono anche le \u201cdidascalie\u201d degli stessi campioni ritratti. Come James Harden detto \u201cIl Barba\u201d (oggi ai Los Angeles Clippers) in merito al suo scatto con gli occhi rivolti al cielo: \u00abQuesta foto rappresenta tutto quello che ho passato, sia nella mia vita privata che nella mia carriera, tutte le difficolt\u00e0 che ho dovuto superare per arrivare fin qui. \u00c8 una benedizione. Quindi, non posso che ringraziare Dio\u00bb. O Jayson Tatum (Boston Celtics) immortalato con le mani giunte: \u00abFin da quando ero bambino prima di ogni partita recito sempre una preghiera. Sono i miei venti secondi di calma prima di entrare in campo\u00bb.<\/p>\n<p>Ma in tutti gli sport ci sono scatti diventati iconici. Come per il ciclismo Coppi e Bartali che si scambiano la borraccia (o la bottiglia) al Tour de France del 1952. Avete provato mai a metterla idealmente accanto al celebre affresco di Michelangelo, la Creazione di Adamo, che adorna la volta della Cappella Sistina? Siamo proprio sicuri che non abbiano qualcosa in comune?<\/p>\n<p>Parte da questa provocazione un libro che fa davvero riflettere: E Dio cre\u00f2 lo sport. Immagini di una teologia minore (Rogas, pagine 144, euro 15,70). Da Maradona a Federer, da Senna a Pantani: uno scatto di sport pu\u00f2 aprire nuovi orizzonti, inimmaginabili. Soprattutto in un tempo che paradossalmente insegna a fare a meno del senso religioso. Eppure il bisogno di guardare in alto \u00e8 insopprimibile, una domanda inevitabile del cuore dell\u2019uomo. Lo sport fornisce un richiamo molto forte ad alzare gli occhi se, come insegnava Giovanni Paolo II, ovunque l\u2019uomo pu\u00f2 sperimentare momenti in cui il bello e il vero lo pongono a contatto direttamente con Dio. \u00c8 allora possibile, ne \u00e8 convinto Magnani, tracciare una vera teologia a partire dall\u2019atto sportivo come libera creazione delle creature amate da Dio: \u00abChi gioca esprime la propria identit\u00e0 pi\u00f9 profonda e rende cos\u00ec omaggio a colui che ci ha ritenuti meritevoli di esistenza\u00bb. Del resto gi\u00e0 nel mondo classico Socrate sosteneva che Dio ha donato agli uomini due arti, la musica e la ginnastica.<\/p>\n<p>Con queste premesse ammirare le foto pi\u00f9 belle del 2025 vi porter\u00e0 senz\u2019altro ad allargare lo sguardo. E allora, suggerisce il libro, nello scatto di un rugbista su un terreno limaccioso ritroverete facilmente il personaggio di una lirica di Montale, contenuta nel Quaderno genovese, dove si legge: \u00abChi trascina i piedi nel fango e gli occhi nelle stelle, \/ quello \u00e8 il solo eroe \/ quello \u00e8 il sol vivente\u00bb. Un\u2019immagine che accomuna un po\u2019 tutti gli sportivi e in generale tutti gli uomini: con i piedi a faticare sulla dura terra e l\u2019animo proteso a raggiungere il cielo e la felicit\u00e0 senza fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Niente pi\u00f9 della fotografia riesce a cogliere un istante e consegnarlo all\u2019eternit\u00e0. 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