{"id":278362,"date":"2025-12-26T14:03:09","date_gmt":"2025-12-26T14:03:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/278362\/"},"modified":"2025-12-26T14:03:09","modified_gmt":"2025-12-26T14:03:09","slug":"asta-record-per-gli-ultimi-penny-negli-stati-uniti-incasso-di-154-milioni-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/278362\/","title":{"rendered":"Asta record per gli ultimi penny negli Stati Uniti, incasso di 15,4 milioni di euro"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019uscita di scena di una <strong>moneta<\/strong> spesso coincide con il momento di massima attenzione da parte del mercato. \u00c8 quanto accaduto al <strong>penny statunitense<\/strong>, il centesimo di dollaro che la Zecca degli Stati Uniti ha smesso di coniare nel novembre scorso dopo oltre <strong>230 anni di produzione continua<\/strong>. La fine della coniazione ha acceso l\u2019interesse di collezionisti e investitori, culminato in un\u2019asta senza precedenti che ha trasformato gli ultimi penny in veri e propri asset da collezione.\n<\/p>\n<p>L\u2019asta record degli ultimi penny<\/p>\n<p>La scorsa settimana la casa d\u2019aste <strong>Stack\u2019s Bowers Galleries<\/strong> ha messo all\u2019incanto gli ultimi penny mai coniati, realizzando un incasso complessivo di<strong> 16,76 milioni di dollari<\/strong>. Considerando un cambio medio dollaro\/euro intorno a 0,92, il valore complessivo dell\u2019asta equivale a circa <strong>15,4 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019asta ha riguardato <strong>232 lotti<\/strong>, ciascuno composto da un set di tre monete contrassegnate dal simbolo Omega, utilizzato per identificare ufficialmente gli ultimi centesimi prodotti prima della sospensione della coniazione destinata alla circolazione. In media, il valore di ciascun set si \u00e8 quindi attestato intorno ai <strong>72.200 dollari<\/strong>, pari a circa 66.400 euro, anche se con forti differenze tra i singoli lotti.<\/p>\n<p>Ogni set comprendeva due penny coniati presso la <strong>Zecca di Filadelfia<\/strong>, di cui uno realizzato in oro 24 carati, e un penny coniato presso la Zecca di Denver. Il lotto numero 232, contenente gli ultimissimi penny coniati in entrambe le sedi, ha stabilito un primato assoluto: \u00e8 stato venduto per <strong>800.000 dollari,<\/strong> equivalenti a circa 736.000 euro, diventando l\u2019oggetto numismatico moderno pi\u00f9 prezioso mai realizzato negli Stati Uniti. L\u2019acquirente si \u00e8 aggiudicato anche i tre stampi utilizzati per la coniazione di quei centesimi di Lincoln. Anche nel Regno Unito si \u00e8 conclusa la coniazione di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/stop-monete-regno-unito-penny\/836793\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">penny<\/a>.<\/p>\n<p>Un risultato storico per il mercato numismatico<\/p>\n<p>Quella organizzata da Stack\u2019s Bowers \u00e8 stata l\u2019asta di monete statunitensi <strong>pi\u00f9 redditizia di sempre<\/strong>, sia in dollari sia in euro. Il precedente record risaliva al 2002, quando la stessa casa d\u2019aste aveva venduto un raro doppio aquila Saint-Gaudens del 1933 per <strong>7,5 milioni di dollari<\/strong>, pari a poco pi\u00f9 di 6,9 milioni di euro al cambio attuale.<\/p>\n<p>Negli anni pi\u00f9 recenti si erano gi\u00e0 registrati segnali di forte interesse per i penny storici: nel 2022 Great Collections aveva venduto dieci penny centenari per 1,1 milioni di dollari (circa 1 milione di euro), mentre nel 2016 due penny del XVIII secolo avevano raggiunto 869.500 dollari, equivalenti a circa 800.000 euro, in un\u2019asta Heritage Auctions.<\/p>\n<p>Secondo John Kraljevich, direttore della numismatica americana di Stack\u2019s Bowers, si \u00e8 trattato di un evento in cui il valore di mercato si \u00e8 formato esclusivamente durante la gara tra gli offerenti. Le cifre finali hanno mostrato come la rarit\u00e0 e il valore simbolico abbiano inciso pi\u00f9 del contenuto metallico delle monete.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un penny vale tanto<\/p>\n<p>Quando il penny fu introdotto nel 1793, aveva un potere d\u2019acquisto concreto: con un centesimo si poteva comprare un biscotto o una caramella. Oggi, paradossalmente, un singolo penny pu\u00f2 valere decine di migliaia di euro se inserito in un contesto collezionistico unico.<\/p>\n<p>Nel tempo, il ruolo del centesimo nell\u2019economia quotidiana si \u00e8 progressivamente ridotto, mentre i costi di produzione sono aumentati. Secondo i dati ufficiali della Zecca degli Stati Uniti, produrre un penny costa <strong>3,69 centesimi di dollaro<\/strong>, pari a circa 3,4 centesimi di euro, ben pi\u00f9 del suo valore nominale.<\/p>\n<p>La decisione di interrompere la coniazione consentir\u00e0 agli Stati Uniti di risparmiare circa <strong>56 milioni di dollari l\u2019anno<\/strong>, equivalenti a oltre 51 milioni di euro. I penny gi\u00e0 in circolazione continueranno a essere utilizzabili nei pagamenti, ma non ne verranno immessi di nuovi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019uscita di scena di una moneta spesso coincide con il momento di massima attenzione da parte del mercato.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":278363,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,14819,7511,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-278362","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-aste","10":"tag-attualita","11":"tag-business","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115786246149338915","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=278362"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278362\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/278363"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=278362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=278362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=278362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}