{"id":278734,"date":"2025-12-26T19:56:10","date_gmt":"2025-12-26T19:56:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/278734\/"},"modified":"2025-12-26T19:56:10","modified_gmt":"2025-12-26T19:56:10","slug":"siria-lultimo-attacco-terroristico-a-homs-e-la-strategia-della-tensione-degli-ex-fedelissimi-di-assad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/278734\/","title":{"rendered":"Siria, l&#8217;ultimo attacco terroristico a Homs e la strategia della tensione degli ex fedelissimi di Assad"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Un boato, fumo e sangue. A terra 8 morti e 21 feriti. Sono queste le vittime provocate dall\u2019attacco terroristico che in <strong>Siria<\/strong> ha colpito la moschea <strong>Imam Ali Bin Abi Talib<\/strong> a <strong>Homs<\/strong>, nel quartiere a maggioranza alawita di <strong>Wadi al-Dahab<\/strong>. Per il ministro degli esteri siriano, Asaad Al Shibani, \u00e8 l\u2019ennesimo \u201ctentativo disperato\u201d di destabilizzare il Paese. E ha promesso che i responsabili saranno puniti. Ma \u00e8 in atto una <strong>strategia della tensione<\/strong>, con nuovi e vecchi attori in corsa per il potere.<\/p>\n<p class=\"p1\">Dopo ore di silenzio, su telegram il gruppo <strong>Saraya Ansar al Sunnah<\/strong> ha rivendicato la paternit\u00e0 dell\u2019attentato che ha colpito il luogo di culto Alawita. Negli ultimi mesi questo gruppo terrorista siriano, fondato da <strong>Abu Aisha al Shami<\/strong>, ha rivendicato anche altri attentati. Il primo \u00e8 del giugno scorso. Ad essere colpita fu la chiesa di Mar Elias, in centro a <strong>Damasco<\/strong>: 30 morti e 50 feriti.<\/p>\n<p class=\"p1\">Nel maggio scorso, il giornale libanese An Nahar era riuscito ad entrare in contatto con al Shami. \u201cIl gruppo \u00e8 nato, a Idlib, prima della caduta del regime siriano\u201d, aveva dichiarato il leader della milizia fondamentalista. Aggiungendo di aver fatto parte di \u201c<strong>Hayath Tahrir al Sham<\/strong>\u201d milizia radicale fondata da <strong>Abu Mohamad al Jolani<\/strong>, nome di battaglia del presidente siriano <strong>Ahmad al Sharaa<\/strong>. Ma che ora \u201cal Jolani \u00e8 un infedele\u201d, concludendo di non avere \u201cnessun legame con lo Stato Islamico in Siria\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma la galassia jihadista nel paese \u00e8 un buco nero, come ci hanno insegnato gli ultimi quattordici anni di guerra civile. Un esempio: nell\u2019ottobre scorso, una indagine della Cnn ha fatto luce sulla sorte del giornalsita Austin Tice, dal 2012 dato nelle mani di un gruppo fondamentalista. Era stato invece incarcerato dagli uomini del <strong>servizio segreto siriano<\/strong> che avevano poi inscenato il sequestro ad opera dei fondamentalisti. Tice venne infine giustiziano dai servizi siriani, secondo quanto rivelato a Clarissa Ward, corrispondente della Cnn, da Bassam al Hassan, vicino all\u2019ex presidente siriano <strong>Bashar al Assad<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\">Proprio gli ex uomini fedeli a Assad, secondo quanto riportano diverse inchieste, starebbero provando a finanziare una <strong>insurrezione<\/strong> sulla costa siriana. Non pi\u00f9 per riportare Bashar al Assad al potere, ma per cercare una alternativa. A versare milioni di dollari, in stipendi e finanziamenti per l\u2019acquisto di armi, ci starebbe pensando <strong>Rami Makhlouf<\/strong>, cugino di Assad, e per decenni considerato il Tycoon siriano, con interessi miliardari fra Damasco, Dubai e capitali europee. Fuggito dal paese nel dicembre scorso, secondo chi gli \u00e8 vicino \u2013 scrive il New York Times \u2013 oggi crede di essere il messia degli alawiti e di essere in possesso di un testo mistico che gi farebbe presagire gli eventi. Sta di fatto che sul campo, a coordinare la riorganizzazione del fronte armato, volando da Mosca a Beirut \u2013 conducendo incontri in luoghi sicuri nella costa siriana -, sarebbero <strong>Suheil Hassan<\/strong>, soprannominato \u201cil tigre\u201d per la sua ferocia in battaglia, un tempo a capo delle forze speciali, e <strong>Ghiath Dalla<\/strong>, ex membro della guardia repubblicana.<\/p>\n<p class=\"p1\">Proprio la costa \u00e8 diventata il nodo cardine per la costruzione della <strong>Siria di domani<\/strong>. A cominciare dall\u2019indagine per far luce sulle responsabilit\u00e0 della morte di oltre <strong>1500 civili alawiti<\/strong> uccisi nel marzo scorso in una operazione governativa per \u2013 formalmente \u2013 reprimere e arrestare membri del regime deposto. D\u2019allora le imboscate contro gli uomini fedeli al nuovo governo di Damasco sono continue, mentre si tenta di lavorare nell\u2019opera di riconciliazione fra <strong>sunniti<\/strong> e <strong>alawiti<\/strong>, questi ultimi visti come collusi con il vecchio regime. Solo due giorni fa, tre ufficiali vicini ad Assad sono stati uccisi a Jable, sulla costa, durante uno scontro a fuoco con le forze fedeli al governo di Damasco.<\/p>\n<p class=\"p1\">Mentre nell\u2019ultima settimana le milizie curde delle <strong>Forze Democratiche Siriane<\/strong>, braccio armato del PKK in Siria, un tempo finanziate da Washighton, composte anche da combattenti stranieri \u2013 italiani inclusi -, hanno bomabardato i sobborghi di Aleppo. Scaricati da Trump, ora interessato a Sharaa, hanno aumentato la pressione contro l\u2019esercito siriano alla ricerca di un nuovo accordo pi\u00f9 vantaggioso, mentre a fine anno scadr\u00e0 l\u2019intesa firmata nel marzo scorso proprio fra Damasco e i curdi volta a una integrazione di questi ultimi nell\u2019esercito del Paese. Nella Siria di oggi, dietro ogni esplosione, attentato o imboscata c\u2019\u00e8 qualcuno che cerca un posto al sole a Damasco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un boato, fumo e sangue. A terra 8 morti e 21 feriti. 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