{"id":279177,"date":"2025-12-27T03:38:12","date_gmt":"2025-12-27T03:38:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279177\/"},"modified":"2025-12-27T03:38:12","modified_gmt":"2025-12-27T03:38:12","slug":"restare-non-e-un-ripiego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279177\/","title":{"rendered":"restare non \u00e8 un ripiego"},"content":{"rendered":"<p>La mappa della formazione universitaria della <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/t\/campania\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Campania<\/a> non coincide pi\u00f9 soltanto con i grandi poli urbani. Negli ultimi anni gli atenei hanno scelto di spostare il baricentro, di presidiare territori interni e contesti fragili, spesso raccontati solo attraverso le loro carenze.<\/p>\n<p>Una scelta politica e culturale prima ancora che accademica. Portare l\u2019Universit\u00e0 dove non c\u2019era, significa incidere sulle traiettorie di vita, offrire alternative concrete allo spopolamento, restituire centralit\u00e0 a luoghi rimasti a lungo ai margini. <strong>Caivano, Grottaminarda, Sant\u2019Angelo dei Lombardi, Castel Volturno, Eboli<\/strong> entrano cos\u00ec in una nuova geografia della conoscenza. Non pi\u00f9 sedi occasionali, ma spazi stabili di formazione e ricerca. Luoghi che in questo modo possono arginare lo spopolamento e creare nuove occasioni di futuro. <\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>I CORSI SANITARI  <\/p>\n<p>L\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Campania <strong>Luigi Vanvitelli <\/strong>ha costruito una rete diffusa di corsi sanitari che attraversa l\u2019Irpinia e l\u2019area nord di Napoli. Rispondono a un fabbisogno reale, formando professionisti destinati a operare negli stessi territori in cui studiano. La formazione non \u00e8 pi\u00f9 quindi una parentesi che costringe alla partenza, ma un investimento che pu\u00f2 tradursi in permanenza. Anzi, attira perfino matricole da fuori regione, come capitato per la triennale in Infermieristica a <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/t\/grottaminarda\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Grottaminarda<\/a> (60 posti all\u2019anno) dove sono arrivati da Sicilia, Puglia e Calabria. E da altri comuni campani, come per Logopedia (30 posti) nello stesso comune irpino, Fisioterapia (38 posti) a Sant\u2019Angelo dei Lombardi. A Castel Volturno la presenza universitaria assume un valore ancora pi\u00f9 simbolico. Qui ha sede il corso interateneo di Medicina e Chirurgia, ospitato al Pineta Grande Hospital (120 posti). La didattica si intreccia con la pratica clinica, mentre un\u2019area a lungo associata a criticit\u00e0 ambientali e sociali diventa luogo di alta formazione medica. \u00c8 un cambio di sguardo che incide anche sul rapporto tra comunit\u00e0 e istituzioni. <\/p>\n<p>Grottaminarda ospita anche corsi di area biologica e biotecnologica dell\u2019Universit\u00e0 del Sannio, mentre Benevento accoglie <strong>Medicina e Chirurgia<\/strong> a indirizzo tecnologico, realizzata sempre da UniSannio ma insieme all\u2019Universit\u00e0 Federico II (77 posti). Un percorso che integra saperi clinici e competenze ingegneristiche, formando medici capaci di muoversi tra cura e tecnologia. Anche qui la scelta della sede non \u00e8 casuale. Portare un corso di medicina in un\u2019area interna significa rafforzare l\u2019intero sistema sanitario locale. <\/p>\n<p>LA RIQUALIFICAZIONE  <\/p>\n<p><strong>Caivano rappresenta un altro laboratorio significativo<\/strong>. Sia con i 30 posti di Infermieristica della Vanvitelli che con l\u2019Universit\u00e0 Parthenope che qui ha attivato il corso di Scienze Motorie (180 posti), con un\u2019offerta formativa orientata all\u2019inclusione, ai servizi alla persona, allo sport come strumento educativo. La Federico II affianca questo percorso con il progetto di rigenerazione dell\u2019ex macello, destinato a ospitare laboratori, corsi di restauro e attivit\u00e0 legate ai beni culturali. L\u2019universit\u00e0 entra cos\u00ec nel tessuto urbano, riattiva spazi dismessi, crea pres\u00ecdi di legalit\u00e0 e conoscenza in un\u2019area segnata da forti disuguaglianze. <\/p>\n<p>IL VINO  <\/p>\n<p>Per le aree interne dell\u2019Irpinia, la strategia \u00e8 diversa ma altrettanto mirata. La Federico II ha infatti inaugurato il Polo <strong>Enologico Abellinum:<\/strong> gli studenti possono ora completare l&#8217;intero ciclo di studi, dalla laurea triennale in Viticoltura ed Enologia (40 posti) alla laurea magistrale in Scienze Enologiche (20 posti) fino al dottorato, in un&#8217;unica sede specializzata. Un&#8217;opportunit\u00e0 unica nel mezzogiorno ma anche una scelta che valorizza una vocazione produttiva storica, mettendo in relazione ricerca, imprese vitivinicole e mercati internazionali. La formazione dialoga con il territorio, ne interpreta le specificit\u00e0, ne rafforza la competitivit\u00e0 senza snaturarne l\u2019identit\u00e0. <\/p>\n<p>LA CULTURA  <\/p>\n<p>Eboli completa questo mosaico. Da un lato il corso magistrale in <strong>Precision Livestock Farming,<\/strong> che coniuga zootecnia, sensoristica e intelligenza artificiale in un\u2019area agricola strategica, tutto in inglese e aperta a 10 italiani e 15 studenti stranieri. Dall\u2019altro il nuovo Centro Studi e di Alta Formazione dell\u2019Universit\u00e0 l\u2019Orientale, dedicato ad archeologia, cultura ambientale e conservazione dei beni culturali. Un campus aperto, immerso nel paesaggio del Sele, pensato come luogo di studio ma anche di incontro, residenza, produzione culturale. <\/p>\n<p>Questi interventi non cancellano le fragilit\u00e0 dei territori interni e marginali, ma ne modificano fortemente il racconto. Introducono flussi quotidiani di studenti e docenti, generano domanda di servizi, rafforzano il senso di appartenenza. Soprattutto, offrono ai giovani una possibilit\u00e0 concreta di scelta. Restare non come ripiego, ma come progetto. La scommessa \u00e8 tutta qui. Fare dell\u2019universit\u00e0 uno strumento di riequilibrio territoriale, capace di tenere insieme formazione, sviluppo e coesione sociale. In Campania questa strada \u00e8 stata imboccata. Ora la sfida \u00e8 renderla strutturale, continuativa, condivisa. I territori hanno aperto le porte. L\u2019universit\u00e0 ha deciso di attraversarle. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La mappa della formazione universitaria della Campania non coincide pi\u00f9 soltanto con i grandi poli urbani. 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