{"id":279279,"date":"2025-12-27T05:52:17","date_gmt":"2025-12-27T05:52:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279279\/"},"modified":"2025-12-27T05:52:17","modified_gmt":"2025-12-27T05:52:17","slug":"regali-di-natale-riciclati-quasi-un-italiano-su-due-li-riutilizza-un-valore-di-37-miliardi-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279279\/","title":{"rendered":"Regali di Natale riciclati, quasi un italiano su due li riutilizza: un valore di 3,7 miliardi di euro"},"content":{"rendered":"<p> <strong>Roma<\/strong> In Italia il <strong>riciclo dei regali<\/strong> di <strong>Natale <\/strong>non \u00e8 pi\u00f9 una semplice abitudine occasionale, ma un comportamento sempre pi\u00f9 <strong>diffuso <\/strong>e <strong>consolidato<\/strong>. A fotografare il fenomeno \u00e8 una ricerca del <strong>Centro Studi di Confcooperative<\/strong>, secondo cui i cosiddetti \u201c<strong>riciclatori seriali<\/strong>\u201d sono ormai poco meno di uno su due: circa <strong>28 milioni di persone<\/strong>. <\/p>\n<p> Una tendenza che cresce negli anni e che assume tratti quasi sistematici, nonostante l\u2019aumento delle tredicesime, passate dai 45,7 miliardi di euro del 2022 ai 52,5 miliardi stimati per il 2025. Il dato economico, dunque, non sembra bastare a frenare una pratica che si inserisce in un contesto pi\u00f9 ampio di incertezza e pressione sul potere d\u2019acquisto. <\/p>\n<p> Secondo lo studio, il <strong>riutilizzo dei doni<\/strong> consentir\u00e0 agli italiani di <strong>risparmiare <\/strong>complessivamente <strong>3,7 miliardi di euro<\/strong>, una cifra in crescita rispetto agli anni precedenti: 300 milioni in pi\u00f9 rispetto allo scorso Natale e 400 milioni in pi\u00f9 rispetto al periodo pre-pandemia. Alla base c\u2019\u00e8 una ricerca del risparmio definita \u201cspasmodica\u201d, legata al caro vita e all\u2019erosione dei redditi, che spinge molte famiglie a tutelare le proprie spese personali, talvolta per necessit\u00e0, talvolta per scelta. <\/p>\n<p> Il fenomeno si inserisce in un quadro sociale complesso, segnato dall\u2019indebolimento del ceto medio e da una platea di circa 10 milioni di persone in condizioni di povert\u00e0. In questo scenario, il riciclo dei regali diventa anche un indicatore del clima di malcontento che attraversa il Paese. <\/p>\n<p> Le <strong>modalit\u00e0 di riutilizzo<\/strong> sono diverse. Cinque italiani su dieci dichiarano di conservare i doni ricevuti durante le festivit\u00e0 \u2013 o accumulati nel corso dell\u2019anno \u2013 per regalarli nuovamente in occasioni successive. Tre su dieci, invece, scelgono di monetizzare, rivendendo i regali attraverso piattaforme online o social network. Altri optano per il cambio nei negozi, trasformando i doni in buoni spesa o in articoli diversi da rimettere a loro volta in circolazione. <\/p>\n<p> Quanto alla<strong> tipologia dei regali pi\u00f9 riciclati<\/strong>, in testa ci sono i prodotti alimentari, che rappresentano circa il<strong> 50% del totale<\/strong>: vini, spumanti, salumi, formaggi, dolci tipici delle feste, liquori, miele e confetture. Seguono, con il 21%, gli accessori e i prodotti per la persona \u2013 come sciarpe, guanti, cappelli, cosmetici e articoli di pelletteria \u2013 mentre libri e agende si attestano al 20%. Chiudono la classifica i giocattoli, con una quota del 9%. <\/p>\n<p> Un quadro che restituisce l\u2019immagine di un Natale sempre <strong>meno legato allo spreco<\/strong> e sempre pi\u00f9 segnato dalla necessit\u00e0 di far quadrare i conti, anche a costo di rimettere in circolo ci\u00f2 che, almeno in teoria, era nato per essere un regalo personale. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma In Italia il riciclo dei regali di Natale non \u00e8 pi\u00f9 una semplice abitudine occasionale, ma un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":279280,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-279279","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115789977674458886","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279279","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=279279"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279279\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/279280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=279279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=279279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=279279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}