{"id":279432,"date":"2025-12-27T08:58:10","date_gmt":"2025-12-27T08:58:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279432\/"},"modified":"2025-12-27T08:58:10","modified_gmt":"2025-12-27T08:58:10","slug":"che-giornata-lhellas-verona-prende-a-pallonate-il-milan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279432\/","title":{"rendered":"Che giornata, l&#8217;Hellas Verona prende a pallonate il Milan"},"content":{"rendered":"<p>D&#8217;accordo, c&#8217;\u00e8 un filo di fisiologica stanchezza che percorre le fila della truppa. La<strong> finale di Coppa delle Coppe<\/strong> di qualche giorno prima, a Salonicco, contro gli inglesi del Leeds, ha succhiato via energie. Per\u00f2 quel trofeo \u00e8 stato sollevato, il morale \u00e8 fotonico e poi, a scorrere la distinta delle due squadre, non ci pu\u00f2 essere gara. Come fa una formazione gi\u00e0 salva a spuntarla contro il Milan di <strong>Nereo Rocco <\/strong>e <strong>Gianni Rivera<\/strong>, che arriva al Bentegodi di Verona per vincere lo scudetto e cucirsi la stella sul petto? Dovrebbe sul serio apparire un cataclisma calcistico perch\u00e9 le cose non vadano nel verso giusto. Che poi sarebbe: Milan campione con una vittoria, Lazio e Juventus seconda e terza. Che vada diversamente \u00e8 una speranza dalle gambe gracili.<\/p>\n<p>Entriamo dunque in quell&#8217;assolato e tiepido <strong>20 maggio del 1973<\/strong>. Lo stadio \u00e8 ricolmo di spettatori incuriositi da un lato &#8211; i veronesi &#8211; e di sostenitori rossoneri che gi\u00e0 si sfregano le mani assaporando il titolo. Per tornare davanti alla Vecchia Signora, che ha vinto l&#8217;anno precedente, la dirigenza del diavolo ha affinato la rosa. Accanto al pallone d\u2019Oro Gianni Rivera, al vice campione del mondo Karl-Heinz Schnellinger, agli italiani Romeo Benetti e Pierino Prati, in estate \u00e8 arrivato l&#8217;attaccante dalla Fiorentina Luciano Chiarugi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il Milan di Rocco conduce un campionato di rango elevatissimo. La contesa, ancora una volta, \u00e8 con i bianconeri di<strong> Dino Zoff <\/strong>e<strong> Jos\u00e9 <\/strong><strong>Altafin<\/strong>i. Ma c&#8217;\u00e8 un terzo, inatteso, convitato: la<strong> Lazio<\/strong>, che salita dalla Serie B si ritrova in cima alla classifica facendo sgranare pupille in serie. Quando mancano tre giornate, il Milan si trova a 41 punti, i biancocelesti a 40 e la Juve a 39. Nel corso della penultima vincono tutte, per cui il destino di questa stagione della Serie A deve risolversi all&#8217;ultimo appuntamento disponibile.<\/p>\n<p>Tutto, dunque, \u00e8 nelle mani dei ragazzi di Rocco. In campo sfilano sicuri Vecchi, Sabadini, Zignoli, Anquilletti, Turone, Rosato, Sogliano, Benetti, Bigon, Rivera, Chiarugi, mentre l&#8217;Hellas di mister Cad\u00e8 schiera Pizzaballa, Nanni, Sirena, Busatta, Batistoni, Mascalaito, Bergamaschi, Mazzanti, Luppi, Mascetti, Zigoni. I rossoneri partono pure forte e il pubblico di casa slaccia sorrisi quasi rassegnati: mass\u00ec, noi non abbiamo pi\u00f9 obiettivi, come vuoi che vada a finire?<\/p>\n<p>Invece al sedicesimo <strong>Sirena<\/strong> porta davanti l<strong>&#8216;Hellas<\/strong>. E dieci minuti dopo Luppi raddoppia. Il Milan \u00e8 stordito, quasi avesse patito un delitto di lesa maest\u00e0. Com&#8217;\u00e8 possibile? Il Verona \u00e8 meno riflessivo e piazza <strong>un raggelante 3-0<\/strong> con l&#8217;autogol di Sabatini al ventinovesimo. Rocco rimugina amarissimo in panchina. Quella che si sta profilando \u00e8 una disfatta di dimensioni impensabili, un crollo emotivo che sembra filmico, ma \u00e8 maledettamente reale. Il diavolo riesce soltanto ad accorciare le distanze con Rosato, ma <strong>all&#8217;intervallo il risultato recita Verona 3, Milan 1<\/strong>. Sugli altri campi, nel frattempo, Juve e Lazio lottano rispettivamente contro Roma e Lazio.<\/p>\n<p>Mugugni multipli al Bentegodi. Anche gli italiani con l&#8217;orecchio incollato alla radiolina, milanisti e non, sono perplessi. Quel che appariva del tutto impronosticabile sta succedendo. Eppure la disfatta non \u00e8 ancora del tutto compiuta. Quando Rivera e compagni rientrano in campo qualcuno si augura un moto d&#8217;orgoglio, ipotizzando che possano confezionare un miracolo. Invece l&#8217;abisso diventa ancora pi\u00f9 profondo. Luppi sbatte in porta il 4-1 dell&#8217;Hellas, e poco dopo <strong>Turone mette nella sua porta il 5-1<\/strong>. Non c&#8217;\u00e8 davvero pi\u00f9 niente da fare. Ora il Verona, sazio, comincia a decelerare e incassa due gol, quelli di Sabadini e Bigon, quando la partita sfila verso il suo epilogo.<\/p>\n<p>Nel frattempo<strong> la Juve<\/strong>, che era andata <strong>sotto con la Roma<\/strong>, la<strong> ribalta<\/strong> con Altafini e Cuccureddu,<strong> vincendo lo scudetto<\/strong>. La Lazio, infatti, cede contro il Napoli nel finale di partita. Al Bentegodi i veronesi impazziscono di gioia: sanno che difficilmente rifileranno di nuovo un 5-3 al Milan. I rossoneri, invece, sono in catalessi.\n<\/p>\n<p> I tifosi sfilano via mestamente, cos\u00ec come la squadra, squagliatasi in campo &#8211; sosterranno alcuni &#8211; per le fatiche di coppa troppo ravvicinate. Qualunque sia la spiegazione, quel giorno di maggio diventa la parte prima della <strong>&#8220;Fatal Verona&#8221;<\/strong>, perch\u00e9 i rossoneri si smarriranno ancora contro l&#8217;Hellas nel 1990, in un altro momento decisivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"D&#8217;accordo, c&#8217;\u00e8 un filo di fisiologica stanchezza che percorre le fila della truppa. 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