{"id":279436,"date":"2025-12-27T09:00:17","date_gmt":"2025-12-27T09:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279436\/"},"modified":"2025-12-27T09:00:17","modified_gmt":"2025-12-27T09:00:17","slug":"i-vincitori-del-premio-lissone-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279436\/","title":{"rendered":"I vincitori del premio Lissone 2025"},"content":{"rendered":"<p>Torna con una nuova formula l\u2019ormai classico <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2025\/10\/premio-lissone-2025-mostra-6-artisti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>Premio Lissone<\/strong><\/a>, al <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/museo-darte-contemporanea-lissone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Museo d\u2019Arte Contemporanea<\/a> della cittadina lombarda: tre curatori in veste di selezionatori, sei artisti, tre doppie personali e nessun vincitore. O meglio <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/mostre-evento-arte\/premio-lissone-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">sei vincitori ex aequo<\/a>, dato che la dotazione economica del riconoscimento viene divisa equamente tra gli invitati.\u00a0La nuova modalit\u00e0 di svolgimento stempera dunque la competizione per esplicita volont\u00e0 di <strong>Stefano Raimondi<\/strong>, direttore del museo e uno dei tre selezionatori. La sua scelta guarda alla scena internazionale con <strong>Ariel Schlesinger<\/strong> (Gerusalemme, 1980) e <strong>Landon Metz <\/strong>(Phoenix, 1985), entrambi astrattisti sui generis e, tra i sei artisti, quelli pi\u00f9 direttamente legati all\u2019eredit\u00e0 delle Neoavanguardie.\u00a0Schlesinger mette in discussione la forma canonica del quadro, ricorrendo a perfettamente calibrate bruciature che fanno del dipinto un paradossale oggetto sospeso tra bidimensionalit\u00e0 e tridimensionalit\u00e0. Le sue installazioni costituiscono poi interventi minimi ma in qualche modo \u201cviolenti\u201d sullo spazio espositivo. Nei dipinti di Metz, invece, la forma assoluta tipica di certo astrattismo novecentesco diventa relativa, liquida e vagamente corporea: sulle sue tele campeggiano ombre di una forma potenziale anzich\u00e9 forme conclamate.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/premio-lissone-2025-mac-museo-darte-contemporanea-di-lissone-allestimento-photo-roberto-marossi-1-10.jpeg\" alt=\"Premio Lissone 2025, MAC - Museo d\u2019arte contemporanea di Lissone, allestimento. Photo Roberto Marossi\" class=\"wp-image-1203102\"  \/>Premio Lissone 2025, MAC \u2013 Museo d\u2019arte contemporanea di Lissone, allestimento. Photo Roberto Marossi<strong>Onirismo e questioni esistenziali al Premio Lissone 2025<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Di tutt\u2019altro tenore la doppia personale dei due artisti scelti da <strong>Hanne Mugaas<\/strong>. Nelle sale da lei curate si viaggia tra atmosfere oniriche, sottocultura giovanile, trasfigurazione di generi come l\u2019illustrazione. Delle tre mostre, questa \u00e8 sicuramente quella pi\u00f9 intonata con la generale tendenza della giovane pittura.\u00a0I corpi raffigurati da <strong>Cecilia Granara<\/strong> (Jeddah, 1991) sono ibridi potenziati, in metamorfosi, quasi mistici. La sua ricerca sulla forma, memore di spunti che furono della Transavanguardia, coincide con l\u2019atto stesso di delineare la figura umana, aliena ma anche compenetrata con lo spazio che la contiene. <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/giuliana-rosso\/\" data-type=\"artist\" data-id=\"571694\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Giuliana Rosso<\/strong> <\/a>(Chivasso, 1992) adotta invece un approccio decisamente alternativo, quasi \u201cpunk\u201d, che descrive stati d\u2019animo postadolescenziali come simbolo di pi\u00f9 generali questioni esistenziali. I tratti marcati e antigraziosi della sua pittura trovano una misura inaspettata.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/premio-lissone-2025-mac-museo-darte-contemporanea-di-lissone-allestimento-photo-roberto-marossi-2-10.jpeg\" alt=\"Premio Lissone 2025, MAC - Museo d\u2019arte contemporanea di Lissone, allestimento. Photo Roberto Marossi\" class=\"wp-image-1203103\"  \/>Premio Lissone 2025, MAC \u2013 Museo d\u2019arte contemporanea di Lissone, allestimento. Photo Roberto Marossi<strong>Scompaginare i canoni al MAC di Lissone<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>La doppia mostra che deriva dalla selezione di <strong>Lorenzo Balbi<\/strong> \u00e8, infine, quella che pi\u00f9 gioca a scompaginare i canoni, a mettere in discussione le categorie di alto e basso, di raffinato e di kitsch. <strong>Valerio Nicolai<\/strong> (Gorizia, 1988) espande e parodizza il linguaggio pittorico, proponendo un unico quadro di grande perizia e due installazioni stranianti, anch\u2019esse descritte in didascalia come olio su tela in quanto dipinte a mano: un \u201cdivano parlante\u201d e una serie di portafogli allineati sul pavimento.\u00a0<strong>Viola Leddi<\/strong> (Milano, 1993), invece, sorprende perch\u00e9 utilizza come soggetti le classiche \u201cbuone cose di pessimo gusto\u201d e riesce a trasformarle in spunti poetici dotati di un\u2019eleganza sui generis. Le sue visioni descrivono allo stesso tempo la quotidianit\u00e0 e la dimensione intima\/psicologica, mentre il linguaggio si assesta su un punto ibrido tra figura e astrazione.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Stefano Castelli\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Torna con una nuova formula l\u2019ormai classico Premio Lissone, al Museo d\u2019Arte Contemporanea della cittadina lombarda: tre curatori&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":279437,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-279436","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115790717196817277","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279436","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=279436"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279436\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/279437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=279436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=279436"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=279436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}