{"id":279644,"date":"2025-12-27T11:54:11","date_gmt":"2025-12-27T11:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279644\/"},"modified":"2025-12-27T11:54:11","modified_gmt":"2025-12-27T11:54:11","slug":"olena-dallitalia-allucraina-per-stare-accanto-a-chi-muore-al-fronte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279644\/","title":{"rendered":"Olena, dall\u2019Italia all\u2019Ucraina per stare accanto a chi muore al fronte"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Dio ci ha dato la possibilit\u00e0, anche qui al fronte, di lodare Ges\u00f9 che deve nascere nel cuore di ogni persona&#8221;. \u00c8 il pensiero di questo medico ucraino quarantenne che dall\u2019inizio della guerra su larga scala aiuta a salvare le vite dei soldati del suo Paese<\/p>\n<p><b>Svitlana Dukhovych \u2013 Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>Dal 2008 Olena viveva in Italia. Dopo sette anni era rientrata in Ucraina, poi tornata nuovamente in Italia. All\u2019inizio della guerra su larga scala, per\u00f2, ha sentito con chiarezza che il suo posto era a casa. La mattina dell\u2019inizio dell\u2019invasione \u00e8 stata sua madre a chiamarla. &#8220;Figlia mia, da noi \u00e8 iniziata la guerra&#8221;, le ha detto al telefono. Senza esitazione, Olena ha risposto: &#8220;Mamma, venite da me&#8221;. Pensava anche al fratello e ai suoi figli piccoli. Ma la risposta \u00e8 stata ferma: &#8220;No, figlia mia, non andremo da nessuna parte da qui&#8221;. Quelle parole sono diventate per lei una chiamata interiore.<\/p>\n<p>Ha iniziato subito a prepararsi per partire, nonostante le difficolt\u00e0. &#8220;Ho deciso immediatamente di tornare a casa, anche se non c\u2019era alcun mezzo di trasporto&#8221;, racconta. Dopo aver trovato un pullmino che l\u2019ha portata fino al confine, ha proseguito quasi a piedi fino a Leopoli. In direzione opposta, si estendevano file interminabili di persone in fuga. Arrivata finalmente a casa, la madre ha accolto Olena con stupore. &#8220;Perch\u00e9 sei venuta?&#8221;. La risposta \u00e8 arrivata nei fatti: il luned\u00ec successivo la donna si \u00e8 presentata all\u2019ufficio di leva militare. Dopo l\u2019attesa, il 23 marzo Olena \u00e8 partita per una brigata di nuova formazione, nella quale presta servizio ancora oggi. \u00c8 medico militare, caposala del reparto di evacuazione. &#8220;Perch\u00e9 sono infermiera di formazione&#8221;, spiega.<\/p>\n<p><b>La forza che viene da Dio<\/b> <\/p>\n<p>Olena non ha mai avuto dubbi sulla sua decisione. Tuttavia, la realt\u00e0 del fronte si \u00e8 rivelata molto pi\u00f9 dura di quanto avesse immaginato. &#8220;Il dolore umano \u00e8 molto pi\u00f9 profondo di come lo avevo pensato. Vedere ogni giorno persone gravemente ferite mette a dura prova anche chi \u00e8 preparato professionalmente. Quando vedi una persona senza braccia o senza gambe \u00e8 gi\u00e0 difficile. Ma quando lo vedi pi\u00f9 volte nello stesso giorno diventa davvero pesante. E questo \u00e8 solo l\u2019inizio&#8221;. Olena sa che per molti feriti il cammino sar\u00e0 lungo, segnato da ulteriori prove e sofferenze. In mezzo a tutto questo, riconosce una fonte di forza che va oltre le capacit\u00e0 umane. &#8220;\u00c8 solo Dio che mi d\u00e0 cos\u00ec tanta forza&#8221;, afferma.<\/p>\n<p><b>Spuntano le ali<\/b> <\/p>\n<p>Per chi trascorre giorni, settimane, mesi e persino anni al fronte, non \u00e8 semplice ritrovare s\u00e9 stessi nemmeno quando si apre uno spazio di pausa. Olena racconta che nel 2023 ha partecipato per la prima volta a un progetto di recupero chiamato\u00a0Repower. Anche durante i dieci giorni del programma, il riposo sembrava irraggiungibile. &#8220;Forse era una forma di difesa&#8221;, dice. &#8220;La mente sa che dovr\u00e0 tornare al fronte e non ti permette davvero di fermarti&#8221;. Le forze per andare avanti arrivano in modi diversi: dal pianto, dal sostegno dei familiari \u2013 come una cugina che vive in Italia \u2013 e dalla fede. Ci sono momenti in cui, nonostante ogni sforzo, una persona muore. &#8220;In quei casi le braccia cadono davvero. Ti chiedi &#8216;perch\u00e9?&#8217;. Noi abbiamo fatto tutto il possibile fino all\u2019ultimo momento&#8221;. Accanto al dolore, per\u00f2, Olena testimonia anche momenti che definisce veri e propri miracoli. &#8220;Succede che arriva una persona senza segni di vita e, grazie a Dio e alle manovre di rianimazione, torna a vivere&#8221;. In quei momenti nasce una nuova energia. &#8220;\u00c8 come se spuntassero le ali, e trovi la forza di fare ancora di pi\u00f9&#8221;. La perdita dei compagni e degli eroi caduti pesa come una ferita aperta, ma viene in parte compensata da questi segni di speranza. &#8220;Quando una persona torna in vita, capisci che stiamo facendo tutto nel modo giusto&#8221;.<\/p>\n<p><b>Camminare con la morte accanto<\/b> <\/p>\n<p>Olena non nasconde le lacrime quando la morte irrompe nel lavoro quotidiano. I colleghi lo sanno: ogni perdita lascia un segno profondo. &#8220;\u00c8 molto difficile &#8211; racconta &#8211; perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 chi perde un padre, chi un figlio&#8221;. Nel tempo, le persone incontrate al fronte sono diventate una vera famiglia. Vivere insieme ventiquattr\u2019ore su ventiquattro, per mesi e anni, trasforma i rapporti. &#8220;Quando perdi persone cos\u00ec, accettare la realt\u00e0 \u00e8 durissimo&#8221;, confessa. La consapevolezza della fragilit\u00e0 accompagna ogni giornata. &#8220;Un medico mi dice sempre: &#8216;Sai che non siamo onnipotenti'&#8221;. Olena sa che la morte non riguarda solo chi arriva ferito, ma anche chi cura. &#8220;Come muoiono loro, potrei morire anch\u2019io&#8221;. In Ucraina, spiega, non esiste alcun luogo davvero sicuro: in qualsiasi momento pu\u00f2 arrivare un missile. Originaria della regione di Ternopil, ricorda con dolore l\u2019attacco russo il 19 novembre quando un missile ha colpito un palazzo mentre le persone dormivano. Olena affida la propria vita nelle mani della provvidenza. Pi\u00f9 volte lei e i suoi colleghi sono usciti da situazioni estremamente pericolose con ferite lievi. &#8220;Probabilmente Dio ci protegge. Ha dei piani per noi&#8221;. Anche di recente, il 9 ottobre, un raid ha colpito il loro punto di stabilizzazione (centro medico mobile). &#8220;Due minuti prima ero uscita da l\u00ec. Poi tutto \u00e8 stato distrutto&#8221;.<\/p>\n<p><b>\u201cGrazie\u201d<\/b> <\/p>\n<p>Olena ricorda con grande emozione i feriti che ha aiutato al fronte. &#8220;Non posso ricordarli tutti, \u00e8 molto difficile&#8221;, confessa. Talvolta li incontra per caso, ad esempio in un ufficio postale: &#8220;Si avvicinano e dicono: &#8216;Buongiorno! Non mi ricorda?&#8217;. E scopri che \u00e8 qualcuno che avevo trasportato dopo una ferita&#8221;. Per lei, il momento pi\u00f9 bello \u00e8 quando dicono: &#8220;Grazie&#8221;. &#8220;Non si pu\u00f2 esprimere a parole. \u00c8 qualcosa di molto nobile&#8221;. Il lavoro al fronte comporta sofferenze visibili e profonde. &#8220;\u00c8 faticoso vedere una persona che perde una mano o una gamba. Ma la cosa pi\u00f9 dura per me \u00e8 quando i soldati perdono la vista. Quando ti portano una persona ferita che dice: &#8216;Non vedo nulla. Forse vedr\u00f2 pi\u00f9 tardi&#8217;, e tu vedi le ferite e capisci che non vedr\u00e0 mai pi\u00f9 \u2026 \u00e8 molto duro perch\u00e9 non puoi consolarla&#8221;.<\/p>\n<p><b>Lodare la nascita di Ges\u00f9<\/b> <\/p>\n<p>La fede accompagna Olena ogni giorno al fronte. &#8220;Credo molto in Dio. E ci credevo anche prima della guerra&#8221;. Quando si trova davanti a tragedie impossibili da accettare, si rivolge a Lui: &#8220;A volte dico: &#8216;Perch\u00e9 quel ragazzo non \u00e8 sopravvissuto? Era cos\u00ec giovane'&#8221;. Sa per\u00f2 che Dio ha dei piani: &#8220;\u00c8 difficile da capire, ma Dio ha i suoi progetti&#8221;. Il periodo di Natale porta Olena a pensare alla sua famiglia. Lei sente il peso della loro preoccupazione, ma protegge la loro serenit\u00e0: &#8220;Comunico spesso via video, ma non voglio raccontare tutti i dettagli per non farli soffrire ancora di pi\u00f9&#8221;. La piccola nipotina le offre forza con la sua innocente preghiera: &#8220;Zia, che Dio protegga te e tutti quelli l\u00e0&#8221;. &#8220;La preghiera dei bambini \u00e8 molto importante&#8221;, commenta. Anche in guerra, Olena e i suoi compagni trovano momenti di speranza e spiritualit\u00e0. &#8220;Ogni anno prepariamo la\u00a0kutia\u00a0(piatto tradizionale natalizio in Ucraina,\u00a0ndr). Un anno abbiamo persino cantato canti natalizi. Dio ci ha dato la possibilit\u00e0, anche qui, di lodare la nascita di Ges\u00f9, che deve nascere nel cuore di ogni persona&#8221;. Pur lontana dall\u2019atmosfera familiare di casa, Olena riconosce la grazia di stare con chi \u00e8 diventato la sua nuova famiglia: &#8220;\u00c8 un motivo di grande gratitudine a Dio per questa opportunit\u00e0&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Dio ci ha dato la possibilit\u00e0, anche qui al fronte, di lodare Ges\u00f9 che deve nascere nel cuore&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":279645,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,6934,77,8,1537,90,89,79005,7,15,82,9,83,10,13,170,11,80,84,12,81,85,838],"class_list":{"0":"post-279644","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-fede","10":"tag-guerra","11":"tag-headlines","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-medicina-e-salute","16":"tag-news","17":"tag-notizie","18":"tag-notizie-di-cronaca","19":"tag-notizie-principali","20":"tag-notiziedicronaca","21":"tag-notizieprincipali","22":"tag-titoli","23":"tag-ucraina","24":"tag-ultime-notizie","25":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","26":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","27":"tag-ultimenotizie","28":"tag-ultimenotiziedicronaca","29":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","30":"tag-vittime"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115791401007841615","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279644","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=279644"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279644\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/279645"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=279644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=279644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=279644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}