{"id":279896,"date":"2025-12-27T15:45:17","date_gmt":"2025-12-27T15:45:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279896\/"},"modified":"2025-12-27T15:45:17","modified_gmt":"2025-12-27T15:45:17","slug":"intervista-a-valentino-campagnolo-tra-mercato-e-scelte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/279896\/","title":{"rendered":"Intervista a Valentino Campagnolo: tra mercato e scelte"},"content":{"rendered":"<p>Questa intervista risale a un paio di anni fa, non l\u2019avevo mai pubblicata. Era rimasta l\u00ec e ogni tanto ne prendevo idee. Mi \u00e8 tornata in mente ragionando sull\u2019azienda attuale, dopo <a href=\"https:\/\/cyclinside.it\/campagnolo-unaltra-curva-nella-sua-lunga-storia-dagli-esuberi-al-nuovo-corso-che-puo-riaprire-la-strada\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">averne scritto<\/a> sulle ultime vicissitudini. Ci ho trovato spunti che penso saranno interessanti per i lettori di Cyclinside (GPR).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vai a intervistare Valentino Campagnolo e ti aspetti una chiacchierata tecnica, al limite di storia che, col bagaglio che ha la sua azienda, ci starebbe tutta e sarebbe piacevole. In realt\u00e0, mi rendo conto, ne ho gi\u00e0 scritto di storia <a href=\"https:\/\/www.campagnolo.com\/it-it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Campagnolo<\/a>, devo pensare ad altro. Ho un quaderno di appunti nello zaino, fuori c\u2019\u00e8 un sole che invoglierebbe ad andare in bicicletta anche a dispetto del calendario che fa il piazzale tra la sala mensa e gli uffici in legno antico decisamente gelido.<\/p>\n<p>Quella prima volta, alcune pagine fa<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Penso alla tensione della prima intervista, ormai sono passati diversi anni, avevamo sicuramente tutti e due capelli bianchi in meno, si ragionava a 10 velocit\u00e0, ora siamo a tre in pi\u00f9. Quella volta avevo preparato le domande con cura, d\u2019altra parte mi avevano avvisato: \u201cfai domande sbagliate e lui si alza e va via. E la tua intervista finisce l\u00ec\u201d. Davvero \u00e8 cos\u00ec scorbutico Valentino Campagnolo?<br \/>In realt\u00e0 mi resi conto subito, dopo i saluti, che l\u2019immagine che mi ero fatto corrispondeva sempre meno alla realt\u00e0. Forse lo avevo assimilato a qualche racconto che mi era stato fatto di Tullio, il padre fondatore di quel piccolo impero. Me lo immaginavo corpulento e deciso, magari con le dita sporche di limatura. Chiss\u00e0 se ha mai corrisposto a realt\u00e0 questa foto in bianco e nero di ricordi che non ho.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Davanti invece mi si \u00e8 parato un uomo magro, quasi allampanato, che mi ha scrutato in silenzio come a capire le vere intenzioni. Tutto fil\u00f2 liscio, io mi attenni a quel copione che consideravo soddisfacente.<\/p>\n<p>I giorni nostri<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ad anni di distanza ripensavo a quel primo incontro con un sorriso dentro. Non me lo sarei immaginato a cacciarmi via, chiss\u00e0 se l\u2019avrebbe mai fatto. Di sicuro sapevo che adesso avrei potuto osare di pi\u00f9, almeno un po\u2019. Sapeva che non cercavo risposte clamorose e io non avrei fatto domande impertinenti. Ci sono molti modi per raccontare e non mi \u00e8 mai piaciuto chi urla. Sar\u00e0 perch\u00e9 ero cresciuto in una scuola giornalistica al contrario. Un po\u2019 come in bicicletta: un allungo pu\u00f2 fare pi\u00f9 male di uno scatto se piazzato al momento giusto. Soprattutto pu\u00f2 andare molto pi\u00f9 a segno di una fiammata che si spegne subito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La stretta di mano sempre la stessa, poi si \u00e8 messo comodo, ma attento come uno studente alla maturit\u00e0. Davanti, a esaminarlo, nessun professore. Solo una telecamera, un registratore e poi una penna. Avevo schierato cos\u00ec il mio attacco. Ma lui aveva l\u2019aria di chi non aveva bisogno di difendersi. Sapeva perfettamente gi\u00e0 tutte le parole. Chiss\u00e0 quante volte le aveva misurate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"Valentino Campagnolo 1 \u2013 Cyclinside.it\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-124682\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Valentino-Campagnolo-1.jpg\" alt=\"Valentino Campagnolo\" width=\"1100\" height=\"733\"  \/>Vicino al quadro dedicato a Tullio Campagnolo<br \/>\nLezione n\u00b0 1: il rispetto<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abOggi puoi cancellare cinquant\u2019anni di storia in un attimo\u00bb. Esord\u00ec cos\u00ec dopo i convenevoli. L\u2019immagine di Valentino Campagnolo pu\u00f2 essere quella di un uomo prudente, penso lo sia, ma non \u00e8 timido. Se lo \u00e8 stato ha imparato a non esserlo, meglio togliersi subito il problema affrontandolo, comunque. E allora \u00e8 andato dritto al punto prima ancora che potessi affilare la domanda. In un attimo ho capito che quella prima volta, se fossi andato fuori copione, se ne sarebbe andato non per impudenza, ma per noia. Avrei potuto essere alla sua altezza? Le migliori interviste, in fondo, sono una discussione, non un corpo a corpo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abMolti fanno sacrifici importanti, spesso coinvolgendo anche la famiglia, non si tratta di acquisti leggeri\u00bb. Quello che avevo visto comparire all\u2019Eroica esaltato come un dio dagli appassionati di bicicletta e ciclismo, era sceso dal suo olimpo verso la vita reale. Aveva appena strappato comunicati stampa patinati e rendering asettici. La realt\u00e0 sono soldi e oggetti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abUna bicicletta montata Campagnolo deve funzionare oggi come tra vent\u2019anni. Il nostro dovere \u00e8 progettare prodotti che offrano una soddisfazione ripetitiva nel tempo\u00bb. Chiss\u00e0 cosa ne penseranno, la domanda mi sale dentro, quelli che acquistano una bicicletta calcolando a quanto potranno rivenderla per comprare quella che sar\u00e0 di moda tra qualche anno. Mi viene anche la risposta: saranno contenti anche loro perch\u00e9 una soddisfazione che si ripete non perde di valore.\u00a0 Al massimo, pi\u00f9 prosaicamente, perde l\u2019IVA, prezzo da pagare all\u2019altare del conformismo travestito da autonomia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abE non possiamo nemmeno immaginare utenti costretti a pulire e ingrassare ogni volta la loro bicicletta. Deve funzionare per quello che \u00e8: una bicicletta\u00bb. Forse qui mi ha tolto un po\u2019 di quell\u2019odore di vernice di un telaio nuovo e della nafta con cui pulivo le vecchie catene. Erano parte del rito del sabato del villaggio, prima del d\u00ec di corse.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Avevamo appena iniziato a chiacchierare e gi\u00e0 mi aveva spiegato il rispetto per il suo cliente.<\/p>\n<p>Lezione n\u00b0 2: il prezzo dell\u2019emozione<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abLa bicicletta ha un valore emozionale che va oltre la funzionalit\u00e0\u00bb. In meno di una riga mi sono ritrovato spiegato un\u2019altra verit\u00e0 pesante come un macigno. Dentro c\u2019\u00e8 la spiegazione del perch\u00e9 una bicicletta non si compra mai per quel che serve ma per ci\u00f2 che fa sognare. Mi ha anche spiegato quella cosa per cui in Shimano si stupiscono di vendere, solo in Italia, pi\u00f9 gruppi Dura Ace che Ultegra. A quanto pare nel resto del mondo avviene il contrario. Benedette emozioni italiane, ma quanto ce la godiamo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma \u00e8 seguita anche un\u2019ammissione che \u00e8 diventata subito una dichiarazione di guerra: \u00abNon facciamo prodotti da supermercato\u00bb. Dentro contiene anche un \u201cnon cercateli\u201d. E prima che potessi controbattere mi aveva gi\u00e0 risposto con il concetto di \u201ccaro\u201d e di \u201ccostoso\u201d: \u00abCaro \u00e8 ci\u00f2 che costa tanto e vale poco. Costoso \u00e8 ci\u00f2 che vale quello che costa\u00bb. E se viene da pensare a ci\u00f2 che serva realmente si torni a guadare alla voce \u201cemozione\u201d, qualche riga pi\u00f9 in su.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In fondo, questo approccio restituisce dignit\u00e0 alle cose, al tempo e al lavoro. Anche alla competenza. Lo sviluppo accelerato non serve a nessuno se diventa inseguire.<\/p>\n<p>Lezione n\u00b0 3: la deviazione pu\u00f2 diventare una strada<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando penso a questo concetto mi viene in mente quando pedalo e sento la gamba buona a sufficienza da provare a perdermi. Non \u00e8 quello il modo migliore per scoprire un nuovo percorso? Vale su asfalto, tanto pi\u00f9 nel fuoristrada. Col gravel, poi, \u00e8 l\u2019essenza stessa del pedalare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abAll\u2019inizio pensavo fosse una moda\u00bb, ammette il signor Campagnolo senza esitazioni. \u00abMi ha sorpreso vedere quanto sia cresciuta\u00bb. Il gravel \u00e8 diventato l\u2019esempio di come il mercato ciclistico sappia cambiare pelle. L\u2019Ekar ha aperto una porta e oggi abbiamo visto dove Campagnolo stessa \u00e8 arrivata. Gravel, oggi, \u00e8 una nuova normalit\u00e0.<br \/>Non \u00e8 una rivoluzione urlata. \u00c8 un riequilibrio silenzioso, che ridefinisce le gerarchie senza bisogno di proclami.<\/p>\n<p>Lezione n\u00b0 4: la complessit\u00e0 che non si deve vedere<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il passaggio all\u2019elettronico resta uno dei temi pi\u00f9 divisivi. Soprattutto per chi \u00e8 cresciuto con l\u2019idea che la bici fosse qualcosa da regolare, capire, sentire. Ma Campagnolo \u00e8 netto: \u00abSi \u00e8 guadagnato molto pi\u00f9 di quello che si \u00e8 perso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Affidabilit\u00e0, precisione, personalizzazione. La tecnologia, per\u00f2, ha una condizione: non deve mai diventare un ostacolo. \u00abLa complessit\u00e0 deve restare invisibile\u00bb. Un po\u2019 come accade con gli oggetti quotidiani pi\u00f9 evoluti: li puoi usare in modo semplice, ma se vuoi approfondire ti offrono possibilit\u00e0 nuove. Mi cade l\u2019occhio sul telefono che sta conservando la nostra chiacchierata.<\/p>\n<p>Lezione n\u00b0 5: su romanticismo e necessit\u00e0<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli ultimi anni non sono stati semplici. \u00c8 come aver premuto sul tasto \u201cfast forward\u201d di un vecchio lettore a nastri. Le immagini si inseguono quasi ridicole, i suoni diventano striduli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pandemia, filiere spezzate, materie prime sempre pi\u00f9 costose, un mercato passato rapidamente dall\u2019euforia alla cautela. In questo scenario, Campagnolo ha fatto scelte che non hanno nulla di romantico, ma molto di concreto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vicenza resta il cuore simbolico e tecnico del marchio, ma non \u00e8 l\u2019unico centro produttivo. La presenza in Romania \u00e8 parte di una strategia di sopravvivenza industriale prima ancora che di crescita. \u00abSe fossimo rimasti solo a Vicenza, probabilmente oggi Campagnolo non esisterebbe pi\u00f9\u00bb si \u00e8 lasciato uscire il signor Valentino. \u00c8 anche qui che si leggono le vicissitudini pi\u00f9 recenti dell\u2019azienda: un periodo di assestamento, di riduzione del rumore di fondo, di attenzione all\u2019equilibrio. Meno promesse, pi\u00f9 coerenza. In un settore che spesso corre pi\u00f9 veloce del necessario, \u00e8 una scelta che richiede lucidit\u00e0.<\/p>\n<p>Lezione n\u00b0 6: la responsabilit\u00e0 collettiva<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Forse il passaggio pi\u00f9 denso dell\u2019incontro arriva lontano da cambi e rapporti. \u00abUn\u2019azienda non \u00e8 solo un fatto economico. \u00c8 un fatto sociale\u00bb. Significa responsabilit\u00e0 verso chi ci lavora, verso il territorio, verso una storia che non appartiene solo a chi la guida.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In un\u2019industria sempre pi\u00f9 dominata da logiche finanziarie e acquisizioni, Campagnolo rivendica un modello diverso. Pi\u00f9 lento, pi\u00f9 complesso, meno spettacolare e a volte, come adesso, pi\u00f9 doloroso. Ma coerente.<\/p>\n<p>Lezione n\u00b0 7: rimanere fedeli senza restare fermi<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Campagnolo oggi non insegue, ha il fiato grosso di chi arranca in salita, il ghigno di concentrazione di chi affronta una curva scivolosa e veloce. Osserva, seleziona, decide. Gravel che diventa standard, elettronica che avanza, un mercato che chiede risposte rapide e spesso contraddittorie. La sfida resta sempre la stessa: non tradire chi crede che una bicicletta possa durare una vita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E continuare, nonostante tutto, a emozionare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questa intervista risale a un paio di anni fa, non l\u2019avevo mai pubblicata. 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