{"id":280054,"date":"2025-12-27T17:50:14","date_gmt":"2025-12-27T17:50:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/280054\/"},"modified":"2025-12-27T17:50:14","modified_gmt":"2025-12-27T17:50:14","slug":"lanno-che-verra-i-tre-fattori-che-spingeranno-gli-usa-nel-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/280054\/","title":{"rendered":"L\u2019anno che verr\u00e0. I tre fattori che spingeranno gli Usa nel 2026"},"content":{"rendered":"<p>Il 2025 sar\u00e0 ricordato come l\u2019anno della svolta americana. O meglio, di due svolte americane. La prima \u00e8 dovuta a <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2025\/12\/29\/news\/il_2026_dei_leader_la_guerra_di_donald_trump_ai_prezzi-425057387\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a>. In pochi mesi, il nuovo presidente ha portato i dazi sui beni importati in media a quasi il 18% da circa il 2%; ha fermato l\u2019immigrazione, riducendo la crescita della forza lavoro; ha fatto salire l\u2019incertezza economica sopra il picco raggiunto negli anni del Covid; ha invertito le politiche industriali introdotte dall\u2019amministrazione Biden. <\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2025\/12\/29\/news\/l_anno_che_verra_grandi_potenze_a_caccia_di_nuove_sfere_d_influenza-425057591\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019anno che verr\u00e0. Grandi potenze a caccia di nuove sfere d\u2019influenza<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/autori\/maurizio_molinari\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Maurizio Molinari<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t29 Dicembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2025\/12\/29\/news\/l_anno_che_verra_grandi_potenze_a_caccia_di_nuove_sfere_d_influenza-425057591\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/145027553-069e3699-50b2-4419-9dc8-15faaa390cb4.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p><strong>La crescita americana<\/strong> <\/p>\n<p><strong>Molti, incluso chi scrive, si aspettavano che tutto questo avrebbe danneggiato la crescita economica degli Stati Uniti<\/strong>. E infatti un rallentamento c\u2019\u00e8 stato: la crescita si \u00e8 dimezzata, passando dal 2,8% del 2024 a un probabile 1,4% nel 2025. <strong>Ma nulla di catastrofico. <\/strong>La ragione \u00e8 che vi \u00e8 stata una seconda svolta, altrettanto importante: la corsa per vincere la gara dell\u2019intelligenza artificiale (IA). JP Morgan stima che <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2025\/12\/29\/news\/il_2026_dell_ia_i_superpoteri_tech_tra_rischi_bolla_e_sovranita_delle_menti-425054354\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">gli investimenti connessi all\u2019IA<\/a> abbiano contribuito alla crescita americana per pi\u00f9 dell\u20191% nella prima met\u00e0 del 2025. <\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2025\/12\/29\/news\/l_europa_avanti_piano_la_stabilita_non_basta_piu_per_competere-425057166\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019Europa avanti piano. La stabilit\u00e0 non basta pi\u00f9 per competere<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi Paolo Gentiloni<\/p>\n<p>\t\t\t29 Dicembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2025\/12\/29\/news\/l_europa_avanti_piano_la_stabilita_non_basta_piu_per_competere-425057166\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/115530404-1dd28102-e342-4b11-bddf-9cf13ea130ed.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Non sappiamo ancora quali altre novit\u00e0 ci riserver\u00e0 il presidente Trump nel 2026. Sicuramente ce ne saranno. Ma \u00e8 probabile che, anche nell\u2019anno nuovo, l\u2019economia americana ci sorprender\u00e0 per la sua forza e il suo dinamismo. Sia il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che il Congressional Budget Office (organo indipendente) prevedono per gli Stati Uniti una crescita poco sopra il 2% nel 2026, e anche altre previsioni sono intorno o poco sotto al 2%.<strong> Vi sono tre fattori che spingeranno l\u2019economia americana: un potente stimolo fiscale, che dovrebbe contribuire alla crescita per quasi l\u20191%; ancora gli investimenti legati all\u2019IA e alla sua adozione in tutta l\u2019economia; infine, ma non da ultimo, un clima di ottimismo e di fiducia nel futuro, che dovrebbe sostenere investimenti e consumi nell\u2019anno a venire. <\/strong>Naturalmente vi sono anche dei rischi: un aumento dell\u2019inflazione potrebbe portare a una politica monetaria meno espansiva o, se la banca centrale americana perdesse la sua indipendenza, farebbe salire i tassi di interesse a lungo termine; l\u2019adozione dell\u2019IA potrebbe distruggere pi\u00f9 posti di lavoro del previsto; o un\u2019ipotetica bolla speculativa sui titoli legati all\u2019IA potrebbe scoppiare, causando una caduta della borsa. <\/p>\n<p>La rivoluzione tecnologica<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/145808123-5738d83c-d210-4d9e-a8b9-08f9cbf4eb3c.jpg\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p><strong>La spinta dell\u2019IA<\/strong> <\/p>\n<p>La svolta dovuta all\u2019IA \u00e8 davvero epocale. Oggi la crescita potenziale dell\u2019economia americana, cio\u00e8 la crescita sostenibile in regime di pieno impiego, \u00e8 stimata intorno a 1,8% all\u2019anno. A questo numero si arriva ipotizzando che la forza lavoro cresca dello 0,4% e la produttivit\u00e0 del lavoro di 1,4%. <strong class=\"x-atex-highlight-3\">Studi rigorosi sugli effetti dell\u2019IA prevedono che, nei prossimi anni, la crescita della produttivit\u00e0 possa aumentare di 1,8 punti percentuali. <\/strong>Ci\u00f2 porterebbe la crescita potenziale americana al 3,5-4%, quasi ai livelli della Cina. Sarebbe una rivoluzione. <strong class=\"x-atex-highlight-1\">La sostenibilit\u00e0 del debito pubblico americano non sarebbe pi\u00f9 a rischio<\/strong>, il ridimensionamento della forza lavoro e l\u2019inflazione non sarebbero pi\u00f9 un problema, il dollaro tornerebbe a rinforzarsi, la borsa americana continuerebbe la sua corsa. <\/p>\n<p>Tutto questo non avverr\u00e0 l\u2019anno prossimo, e neanche l\u2019anno successivo. L\u2019esperienza passata insegna che rivoluzioni tecnologiche cos\u00ec profonde hanno bisogno di tempo per diffondersi nell\u2019economia. Tuttavia, i dati indicano che l\u2019adozione dell\u2019IA \u00e8 pi\u00f9 rapida rispetto alle altre recenti innovazioni, come i PC, internet e i cellulari. Un\u2019accelerazione significativa della produttivit\u00e0 potrebbe gi\u00e0 materializzarsi a partire dal 2030. Questa prospettiva infonder\u00e0 ottimismo e stimoler\u00e0 gli investimenti e i mercati finanziari gi\u00e0 nei prossimi anni, sebbene vi sia anche il rischio di disoccupazione tra i lavoratori spiazzati dalle nuove tecnologie. <\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa e l\u2019Italia<\/strong> <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2025\/12\/29\/news\/conti_pubblici_la_distanza_tra_fatti_e_promesse_il_rigore_non_basta_sul_debito_serve_di_piu-425056477\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le<\/a><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2025\/12\/29\/news\/conti_pubblici_la_distanza_tra_fatti_e_promesse_il_rigore_non_basta_sul_debito_serve_di_piu-425056477\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> prospettive per l\u2019Europa e per l\u2019Italia, invece, sono tutt\u2019altro che fulgide<\/a>. Il Fmi e l\u2019Ocse stimano una crescita di 1,1-1,2% per l\u2019area Euro nel 2026, con l\u2019Italia ulteriormente indietro a 0,6-0,8%. Un primo problema sono i cambiamenti globali in corso, che hanno eroso la competitivit\u00e0 europea. Le esportazioni verso gli Stati Uniti (circa un quinto delle esportazioni dell\u2019Unione Europea) sono diventate meno convenienti, per via dei dazi americani (circa il 16% in media sul valore dei beni esportati dall\u2019Unione Europea) e dell\u2019apprezzamento dell\u2019euro (il 7% da marzo 2025). <strong>L\u2019incertezza sulla politica commerciale americana non \u00e8 svanita, sia per l\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019amministrazione Trump, sia per via dei ricorsi pendenti presso la Corte Suprema americana<\/strong>. A questo si aggiunge l\u2019incertezza geopolitica sull\u2019esito della guerra in Ucraina, e la prospettiva che i termini di un\u2019eventuale tregua siano dettati soprattutto dagli interessi economici americani. Il Fmi stima che tutto questo possa far perdere mezzo punto percentuale alla crescita Europea nel biennio 2026-27, solo parzialmente compensato dall\u2019aumento previsto della spesa per difesa e infrastrutture. <\/p>\n<p><strong>In<\/strong><strong> teoria, gli aumenti di produttivit\u00e0 associati all\u2019IA dovrebbero beneficiare anche l\u2019economia europea. In pratica, tuttavia, vi sono differenze importanti tra i due continenti<\/strong>. Non essendo protagonista di questa rivoluzione tecnologica, l\u2019Europa non ha visto un\u2019accelerazione significativa degli investimenti in questo settore. Anche l\u2019adozione di IA in Europa \u00e8 indietro rispetto agli Stati Uniti. Pesano le rigidit\u00e0 strutturali, che rendono pi\u00f9 difficile la mobilit\u00e0 del lavoro, e la composizione strutturale dell\u2019economia, con un peso pi\u00f9 basso dei servizi finanziari e alle imprese e dei settori ad alta tecnologia, dove le applicazioni dell\u2019IA sono pi\u00f9 immediate e rilevanti. <\/p>\n<p><strong>I rischi per l\u2019Occidente<\/strong> <\/p>\n<p><strong>Complessivamente, anche nel 2026 i fondamentali economici dovrebbero restare buoni, con la crescita mondiale sopra il 3%, e senza rischi significativi di recessione o di impennate dell\u2019inflazione<\/strong>. Tuttavia, <strong>non \u00e8 un quadro economico rassicurante. <\/strong>Dal punto di vista politico e istituzionale, gli Stati Uniti si stanno allontanando dai valori e dalle tradizioni delle democrazie occidentali, e assomigliano sempre di pi\u00f9 a un\u2019oligarchia guidata da un regime affaristico e privo di scrupoli. Ma dal punto di vista economico sono pi\u00f9 forti che mai, capaci di innovare e di adattarsi velocemente a un mondo in rapida trasformazione.  <\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/commenti\/2025\/12\/20\/news\/la_finanziaria_ubriaca_dei_patrioti_massimo_giannini-425051256\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La finanziaria ubriaca dei patrioti<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/autori\/massimo_giannini\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Massimo Giannini<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t20 Dicembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/commenti\/2025\/12\/20\/news\/la_finanziaria_ubriaca_dei_patrioti_massimo_giannini-425051256\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/232421555-54f4fc40-f074-4c8d-8974-e4054e79baa2.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa, invece, rimane frammentata e intrappolata in un assetto istituzionale che le impedisce di reagire ai cambiamenti in corso<\/strong>. Senza una riforma dei trattati, che consenta di realizzare una pi\u00f9 profonda integrazione politica dei paesi europei, il declino economico dell\u2019Europa \u00e8 destinato a continuare. Ma riforme ambiziose delle istituzioni europee sembrano oggi difficilmente realizzabili. <\/p>\n<p>\u00a9RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 2025 sar\u00e0 ricordato come l\u2019anno della svolta americana. O meglio, di due svolte americane. 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