{"id":280441,"date":"2025-12-28T00:09:16","date_gmt":"2025-12-28T00:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/280441\/"},"modified":"2025-12-28T00:09:16","modified_gmt":"2025-12-28T00:09:16","slug":"le-farfalle-della-giudecca-le-detenute-si-raccontano-in-un-docufilm-tra-dolore-speranza-e-voglia-di-rinascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/280441\/","title":{"rendered":"\u201cLe farfalle della Giudecca\u201d: le detenute si raccontano in un docufilm tra dolore, speranza e voglia di rinascita"},"content":{"rendered":"<p>Inizia con il rombo di un elicottero, <strong>il documentario \u201cLe farfalle della Giudecca\u201d<\/strong>, di <strong>Rosa Lina Galantino e Luigi Giuliano Ceccarelli<\/strong>, con la partecipazione di <strong>Ottavia Piccolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Da quell\u2019elicottero, il 29 aprile del 2024 scese<strong> papa Francesco<\/strong>, che incontr\u00f2 le detenute. Sono loro, le farfalle della Giudecca: creature in via di trasformazione, alcune imprigionate nel bozzolo del proprio dolore, in condizioni di partenza sfavorevoli, che le hanno portate su strade sbagliate. Altre sono pronte a liberarsi in volo, una volta superate le sbarre.<\/p>\n<p>A rendere possibile la trasformazione da bruchi a farfalle, i tanti progetti in corso, il lavoro spesso difficilissimo delle agenti di polizia penitenziaria, degli educatori e delle associazioni di volontariato.<\/p>\n<p>\u00abIl documentario racconta proprio questo,<strong> la vita quotidiana del carcere<\/strong>, in modo da superare i preconcetti e far s\u00ec che queste persone non restino invisibili\u00bb, spiega Ceccarelli. Nei 65 minuti di proiezione, le protagoniste sono le donne, detenute e lavoratrici della casa di reclusione. E il carcere, \u00abcasa delle cento solitudini che si incontrano e scontrano\u00bb, come recita Piccolo, trova finalmente voce.<\/p>\n<p>Il carcere come avamposto della battaglia\u00a0delle donne<\/p>\n<p>Si chiama <strong>fondamenta delle Convertite<\/strong>, quella in cui sorge il carcere femminile della Giudecca a Venezia perch\u00e9 nel 1.500 accoglieva le prostitute. Entravano, solitamente contro la propria volont\u00e0, e non uscivano pi\u00f9.<\/p>\n<p>Torna, allora, nel documentario il concetto dell\u2019<strong>\u00abessere peccatrice femmina\u00bb<\/strong>, come spiega Piccolo in video, \u00abe quindi il carcere diventa un avamposto della battaglia delle donne <strong>per la loro emancipazione e per scardinare quei preconcetti maschilisti<\/strong> che le hanno portate qui\u00bb.<\/p>\n<p><img alt=\"Ottavia Piccolo durante le riprese del docufilm alla Giudecca\" loading=\"lazy\" width=\"3840\" height=\"2160\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/farfalle-giudecca-2-jpg.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Donne che, spesso, sono state ragazze e bambine cresciute ai margini, in equilibrio sui bordi di una societ\u00e0 che probabilmente non \u00e8 stata in grado di vederle e aiutarle, di far germogliare in loro degli strumenti per poter essere in grado di scegliere una strada che non conducesse al reato.<\/p>\n<p>Arrivano alla Giudecca con alle spall<strong>e un vissuto complesso<\/strong>, fatto di droghe e violenza maschile e in carcere non solo \u201cpagano\u201d i loro errori, no, si emancipano. Grazie alla scuola, per molte sconosciuta, e ai percorsi di inserimento lavorativo trovano una loro strada per ripartire, una volta fuori. Dopo essersi perse o forse mai conosciute, si ritrovano. Lasciano i margini per andare al centro, accompagnate dalla dedizione di altre donne.<\/p>\n<p>Le aule della libert\u00e0<\/p>\n<p>Una lavagna in ghisa, i banchi uno vicino all\u2019altro, quaderni e penne: <strong>la scuola del carcere \u00e8 innanzitutto una scuola di libert\u00e0<\/strong>, che passa dal saper leggere, scrivere, contare. Per molte detenute, \u00e8 la prima aula che frequentano.<\/p>\n<p>\u00abHo imparato a leggere all\u2019Icam (Istituto a custodia attenuata per detenute madri, ndr), per poter sfogliare i libri con mio figlio <strong>Raoul<\/strong>\u00bb, racconta <strong>Sabrina<\/strong>.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019impegno delle <strong>due insegnanti, Eliana e Daria<\/strong>, le donne della Giudecca non acquisiscono solo nozioni e concetti, ma una vera e propria grammatica sentimentale per potersi raccontare. \u00abOggi mi sento un po\u2019 strana, forse mi manca un po\u2019 casa. Le sbarre mi frenano, mi soffocano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Veronica mette in versi la propria angoscia<\/strong>, per poi condividerla ad alta<\/p>\n<p>voce davanti alla telecamera.<\/p>\n<p><strong>Anna scrive una lettera all\u2019eroina<\/strong>: \u00abTrasformi i nostri caratteri, non ci rendiamo conto ma diventiamo irriconoscibili\u00bb.<\/p>\n<p>Il lavoro come antidoto ai pensieri<\/p>\n<p>La missione rieducativa del carcere si persegue tramite i tanti progetti di inserimento lavorativo in collaborazione con le varie realt\u00e0 del territorio, dalle cooperative<strong> Il cerchio e Rio Ter\u00e0 dei Pensieri <\/strong>a grandi realt\u00e0 come<strong> l\u2019Hilton Molino Stucky e la Biennale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abIl lavoro \u00e8 dignit\u00e0\u00bb<\/strong>, commenta<strong> Monia<\/strong>, che poco dopo la registrazione del documentario sarebbe uscita, \u00ab\u00e8 fondamentale trarre qualcosa di buono da questa esperienza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Faith<\/strong> produce candele e racconta che \u00abvenire in laboratorio significa uscire dal carcere\u00bb, anche se il locale in cui avviene la lavorazione \u00e8 all\u2019interno, ma la detenzione pesa meno quando hai mani e testa impegnate. Lo conferma anche <strong>Ylinka<\/strong>, arrivata dall\u2019Europa dell\u2019Est. \u00abIn stanza vengo presa da troppi pensieri, lavorare aiuta\u00bb.<\/p>\n<p><img alt=\"Le riprese del docufilm &quot;Le farfalle&quot;\" loading=\"lazy\" width=\"3840\" height=\"2160\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/farfalle-giudecca-1-jpg.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Mamme senza bambini e figlie senza madri<\/p>\n<p><strong>\u00abI miei figli sono le cose pi\u00f9 belle che ho fatto nella vita\u00bb<\/strong>. Una frase che torna spesso, che pi\u00f9 detenute ripetono davanti alla telecamera, con gli occhi lucidi. Raccontano di pensare ogni giorno ai loro bambini, molti lasciati nel paese d\u2019origine, affidati alle cure della famiglia, altri in carico ai servizi sociali, accuditi da genitori affidatari o adottivi.<\/p>\n<p>Sabrina ha tenuto con s\u00e9 il proprio figlio in Icam per due mesi, poi ha scelto di separarsene, affidandolo al mondo fuori: \u00abE\u2019 giusto cos\u00ec, <strong>ho sbagliato io, non lui<\/strong>. Non deve pagare per me, un bambino non deve crescere tra le sbarre\u00bb. Un\u2019agente spiega che \u00abin qualit\u00e0 di donne e mamme dobbiamo imparare a leggere i loro silenzi, studiare le reazioni alle telefonate. Le detenute lasciano i loro figli, \u00e8 un\u2019esperienza forte\u00bb.<\/p>\n<p>Il docufilm delle carcerate: farfalle in cerca di una nuova libert\u00e0<\/p>\n<p>Alcune, per\u00f2, sono cos\u00ec giovani da essere ancora pi\u00f9 sperdute delle altre e <strong>sentono la mancanza di una figura materna<\/strong>, di una guida che possa indirizzarle. Allora si affidano alle pi\u00f9 anziane, che nel carcere sono da pi\u00f9 tempo e hanno pi\u00f9 strumenti per affrontarlo. Come Anna, \u201csenatrice\u201d della casa di reclusione: \u00abMolte vengono da me a chiedermi consigli, io dico sempre loro di comportarsi bene. S\u00ec, abbiamo sbagliato, ma stiamo pagando\u00bb.<\/p>\n<p>Donne che governano altre donne<\/p>\n<p>In gergo,<strong> si chiama \u201ccarcerite\u201d<\/strong> e, spiega Valentina, agente di polizia penitenziaria, non \u00e8 solo lo stress psicologico dettato dal lavorare in un contesto particolare, ma anche la passione verso quello stesso contesto, che ribolle di umanit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abMi sono innamorata di questo lavoro e quando sono fuori, mi manca la divisa\u00bb, racconta.<\/p>\n<p><strong>La comandante della polizia penitenziaria, Lara Boco<\/strong>, compare in pi\u00f9 frame del documentario: una presenza costante a fianco delle donne ristrette e delle agenti. \u00abCi sono ancora tanti, troppi luoghi comuni sul carcere\u00bb, premette, \u00able detenute a volte hanno solo bisogno di essere ascoltate, e noi ci siamo sempre\u00bb.<\/p>\n<p>Donne che ascoltano altre donne, che le governano, perch\u00e9 la routine di una struttura detentiva \u00e8 rigida e le regole ferree. <strong>La colazione \u00e8 alle 7, il pranzo alle 12, la cena alle 19<\/strong>. Due ore d\u2019aria, che aumentano in estate. Alle 20 le porte delle camere si chiudono fino alla mattina dopo. Sei le telefonate al mese e le sigarette diventano una sorta di moneta corrente con cui si baratta tutto.<\/p>\n<p>Banditi\u00a0il vetro e altri oggetti con cui le detenute potrebbero farsi male, i nomi delle agenti dovrebbero restare sconosciuti, tant\u2019\u00e8 che tra di loro si chiamano solo \u201ccollega\u201d, ma poi quelli delle pi\u00f9 alte in grado si sanno, dopo anni di contatto quotidiano.<\/p>\n<p>Verso la libert\u00e0<\/p>\n<p><strong>Maurizia Campobasso, neo direttrice della casa di reclusione femminile<\/strong>, si rivolge alle detenute che hanno assistito alla proiezione del documentario: \u00ab<strong>Non dovete mai perdere la speranza<\/strong>, che \u00e8 la consapevolezza e la certezza che quello che facciamo qui ha un senso, indipendentemente da come andr\u00e0 a finire. L\u2019attenzione verso se stessi \u00e8 un gesto di generosit\u00e0: possiamo amare gli altri solo se prima ci amiamo\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco, allora, la missione rieducativa del carcere, che insegna alle donne che solo amandosi si pu\u00f2 essere libere da ogni sbarra. \u00abAbbiate sempre la sensazione\u00bb, prosegue <strong>la regista Rosa Lina Galantino<\/strong> \u00abche il passaggio da qui non sia un marchio per la vita, ma un aiuto per ricostruirla\u00bb.<\/p>\n<p>Il documentario si chiude con una detenuta che s\u2019incammina per la propria strada, trascinando dietro di s\u00e9 un trolley grigio. Una domanda sorge spontanea: e se fosse il mondo fuori ad aver bisogno di essere riabilitato?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Inizia con il rombo di un elicottero, il documentario \u201cLe farfalle della Giudecca\u201d, di Rosa Lina Galantino e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":280442,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-280441","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115794291594890056","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=280441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280441\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/280442"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=280441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=280441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=280441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}