{"id":280706,"date":"2025-12-28T04:50:26","date_gmt":"2025-12-28T04:50:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/280706\/"},"modified":"2025-12-28T04:50:26","modified_gmt":"2025-12-28T04:50:26","slug":"cosa-cambia-davvero-per-residenti-e-amministratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/280706\/","title":{"rendered":"cosa cambia davvero per residenti e amministratori"},"content":{"rendered":"<p>La vita in condominio potrebbe cambiare profondamente a partire dal 2026. Una proposta di legge depositata alla Camera, a firma della deputata di Fratelli d\u2019Italia Elisabetta Gardini e di altri dieci parlamentari, punta a modificare il Codice civile e a ridefinire i rapporti tra cond\u00f2mini e amministratori. L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 ridurre il contenzioso, aumentare la trasparenza e rendere pi\u00f9 solida la gestione economica degli edifici. Le novit\u00e0 in arrivo toccano temi sensibili: dai morosi, che rischiano di coinvolgere economicamente anche i vicini in regola, allo stop ai pagamenti in contanti, fino all\u2019obbligo di laurea per chi amministra un condominio.<\/p>\n<p>Condomini e tribunali: un contenzioso senza fine<\/p>\n<p>Il punto di partenza della riforma \u00e8 un dato significativo: circa il 35% delle cause civili in Italia riguarda il contenzioso condominiale. Spesso si tratta di impugnazioni dei rendiconti, talvolta basate su rilievi pretestuosi o su verifiche contabili affidate a soggetti senza qualifiche adeguate. Non \u00e8 un fenomeno marginale. In Italia esistono circa 1,2 milioni di edifici condominiali che, solo per le spese correnti, muovono l\u20191,5% del PIL nazionale. La percentuale sale fino al 6% se si includono ristrutturazioni e interventi straordinari. Una massa di denaro enorme che richiede regole pi\u00f9 chiare e controlli pi\u00f9 rigorosi.<\/p>\n<p>Amministratori di condominio: arriva l\u2019obbligo di laurea<\/p>\n<p>Tra le misure pi\u00f9 incisive spicca l\u2019introduzione dell\u2019obbligo di laurea per gli amministratori di condominio. Secondo i proponenti, la figura del condomino-amministratore privo di una formazione specifica \u00e8 ormai superata. La proposta prevede la creazione di un elenco nazionale degli \u201cAmministratori\u201d, gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per iscriversi sar\u00e0 necessario possedere una laurea, anche triennale, in ambito economico, giuridico, scientifico o tecnologico. Non baster\u00e0 pi\u00f9 il semplice diploma di scuola superiore, come avviene oggi.<\/p>\n<p>L\u2019iscrizione all\u2019elenco diventer\u00e0 condizione indispensabile per esercitare la professione: chi opera senza requisiti rischia una sanzione amministrativa che va da 1.032 a 5.160 euro. \u00c8 prevista per\u00f2 una clausola di salvaguardia per i professionisti gi\u00e0 iscritti a ordini o collegi (economici, giuridici o tecnici), che potranno continuare a lavorare anche senza la nuova laurea specifica.<\/p>\n<p>Revisore condominiale: pi\u00f9 controlli sui conti<\/p>\n<p>Accanto all\u2019amministratore, la riforma introduce una nuova figura: il revisore condominiale. La sua nomina diventer\u00e0 obbligatoria nei condom\u00ecni con pi\u00f9 di 20 proprietari e nei supercondomini con oltre 60 cond\u00f2mini. Il revisore dovr\u00e0 essere terzo, indipendente e certificato. Il suo compito sar\u00e0 verificare la contabilit\u00e0 e certificare il rendiconto condominiale, offrendo maggiori garanzie sia ai cond\u00f2mini sia ai creditori esterni. Anche in questo caso sono richiesti requisiti stringenti: laurea in materie economiche o giuridiche e certificazione secondo le norme Uni. Se il condominio non provvede alla nomina, potr\u00e0 intervenire direttamente l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, anche su richiesta di un solo condomino.<\/p>\n<p>Stop ai contanti e nuove regole sui pagamenti<\/p>\n<p>La riforma punta anche a una maggiore tracciabilit\u00e0 dei flussi finanziari. Tutti i pagamenti dovranno transitare obbligatoriamente sul conto corrente condominiale, bancario o postale: l\u2019uso del contante sar\u00e0 vietato. Cambia inoltre il calendario per il recupero delle somme non pagate. L\u2019amministratore potr\u00e0 avviare i decreti ingiuntivi solo dopo l\u2019approvazione del rendiconto in assemblea e non pi\u00f9 entro sei mesi dalla chiusura dell\u2019esercizio contabile.<\/p>\n<p>Morosi e pagamenti: perch\u00e9 rischiano di pagare tutti<\/p>\n<p>Il tema pi\u00f9 delicato resta quello dei morosi. In caso di mancato pagamento dei debiti da parte del condominio, i fornitori esterni potranno rivalersi direttamente sul conto corrente condominiale. Questo significa che, in prima battuta, le conseguenze ricadono anche sui cond\u00f2mini in regola con i versamenti.<\/p>\n<p>In via sussidiaria, i creditori potranno agire sui beni dei singoli cond\u00f2mini nella misura della loro morosit\u00e0. Per il debito residuo, anche chi ha sempre pagato dovr\u00e0 rispondere in proporzione alla propria quota millesimale, con il diritto di rivalersi successivamente sui morosi.Una scelta che punta a garantire i creditori e a ridurre i contenziosi, ma che rischia di aumentare le tensioni all\u2019interno dei condom\u00ecni.<\/p>\n<p>Una riforma che cambia la vita condominiale<\/p>\n<p>Se approvata, la riforma segner\u00e0 un cambio di passo nella gestione dei condom\u00ecni italiani: pi\u00f9 professionalizzazione, pi\u00f9 controlli e maggiore responsabilit\u00e0 condivisa. Resta da capire se queste misure riusciranno davvero a ridurre le liti o se, al contrario, apriranno nuovi fronti di conflitto tra vicini di casa. Di certo, vivere in condominio non sar\u00e0 pi\u00f9 come prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La vita in condominio potrebbe cambiare profondamente a partire dal 2026. 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