{"id":280766,"date":"2025-12-28T06:13:21","date_gmt":"2025-12-28T06:13:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/280766\/"},"modified":"2025-12-28T06:13:21","modified_gmt":"2025-12-28T06:13:21","slug":"la-riforma-della-corte-dei-conti-e-la-firmite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/280766\/","title":{"rendered":"La riforma della Corte dei Conti e la &#8220;firmite&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Correva la fine del secolo scorso quando chi scrive, all\u2019epoca cronista praticante di questo quotidiano, saltabeccava da una parte all\u2019altra della Calabria per raccontarne i mali atavici e, insieme, l\u2019anelito di riscatto. E non era solo la malapianta della \u2018ndrangheta a vessare i calabresi, ma anche l\u2019eccessivo spreco di fondi in opere pubbliche non concluse, con cantieri beffardamente lasciati a met\u00e0 in attesa dell\u2019ennesima \u201cvariante in corso d\u2019opera\u201d: dighe mai ultimate, ospedali finiti ma rimasti chiusi, tratti stradali perennemente da riasfaltare\u2026 A volte, prima della magistratura ordinaria, a mettere il dito nelle piaghe di quella Sprecopoli calabra era l\u2019allora procuratore regionale della Corte dei Conti: Nicola Leone, un magistrato che non consumava i tacchi delle scarpe nei corridoi degli uffici. Seguire le sue tracce significava addentrarsi nella palude di incompiute che punteggiavano la Regione. Sulle Serre vibonesi, Leone scopr\u00ec addirittura un invaso non completato, ma gi\u00e0 presente su qualche mappa cartografica. Nel sito dell\u2019opera non ultimata, campeggiavano cartelli di lavori degli anni Ottanta e  qualche ruspa arrugginita. Troppo poco per una spesa di 100 miliardi di vecchie lire, dieci volte la previsione iniziale. Ne scrissero Avvenire e il Corriere della Sera, titolando in prima pagina sull\u2019epopea del \u00ablago che non c\u2019\u00e8\u00bb, quasi fosse l\u2019isola di Peter Pan.\u00a0Pareva folclore, ma non lo era: era la desolante cartina tornasole di una terra in cui promettere e non mantenere, sciupando denaro dell\u2019erario, veniva ritenuto meno grave rispetto ad altre condotte. Eppure quei fiumi di sperpero instillavano nei cittadini la demoralizzante convinzione che, a certe latitudini, allo Stato non interessasse la sorte di appalti nei quali pure profondeva milioni, anzi miliardi.<\/p>\n<p>Lo raccontiamo perch\u00e9 in queste ore, passato Natale e prima di San Silvestro, il Parlamento si appresta al varo definitivo di una riforma meno nota di quella sulla magistratura ordinaria, ma non meno rilevante. Si tratta del disegno di legge Foti (approvato ad aprile dalla Camera), che il Governo ritiene necessario per riorganizzare anche a livello territoriale l\u2019operato della Corte dei Conti e per superare la \u00abpaura della firma\u00bb, che rende titubanti molti funzionari pubblici. Non la pensano cos\u00ec i destinatari della riforma, i magistrati contabili, che da mesi appuntano come spilli circostanziate e preoccupate obiezioni su \u00abcriticit\u00e0\u00bb che, a loro dire, rischiano di portare a un indebolimento dei controlli e a un eccesso di istanze da esaminare, finendo per incidere in pejus sulla funzione costituzionale della giustizia contabile. Su tutto, spiccano il rischio di essere sommersi da valanghe di pareri preventivi (a cui dare risposta entro un mese, pena il silenzio-assenso) e ancor di pi\u00f9 l\u2019abbassamento del tetto massimo del risarcimento del danno erariale, limitato al 30% dell\u2019ammontare accertato (o al doppio della retribuzione annua lorda del responsabile). Misura che, per l\u2019Associazione dei magistrati della Corte, determinerebbe \u00abl\u2019eccessiva deresponsabilizzazione di chi maneggia il denaro pubblico\u00bb: su un danno di un milione di euro oggi risarcibile in toto, ad esempio, si scenderebbe a 300mila. E i restanti 700mila? \u00abLi pagherebbero i cittadini, cio\u00e8 tutti noi\u00bb, lamentano i magistrati contabili. E se quel mancato risarcimento, aggiungono, si moltiplicasse per dieci o cento episodi si rischierebbe, alla lunga, il dissesto dei bilanci di enti locali e regionali e infine del Paese.\u00a0Quel tetto insomma, pensato come antidoto alla firmite di governatori, sindaci e assessori, secondo i giudici contabili potrebbe minare la funzione deterrente della responsabilit\u00e0 amministrativa, allontanando il dettato legislativo dal faro dell\u2019articolo 97 della Costituzione, che prescrive il \u00abbuon andamento dell\u2019amministrazione\u00bb e mettendo a rischio \u00abla tutela della finanza pubblica\u00bb. Se cos\u00ec fosse, non sarebbe proprio il miglior viatico in questa stagione di investimenti infrastrutturali annunciati, sostenuti anche coi fondi (presi a prestito dall\u2019Ue) del Pnrr.<\/p>\n<p>Nelle opposizioni, c\u2019\u00e8 chi la giudica una riforma \u00abvendicativa\u00bb, stante il noto altol\u00e0 della Corte al Ponte sullo Stretto. Non pensiamo che lo sia. Ma certo, proprio perch\u00e9 per il Ponte s\u2019investiranno fior di miliardi pubblici, in euro stavolta, non andrebbe ignorato il timore che l\u2019allentamento di alcuni laccioli possa lasciare la magistratura contabile con gli strumenti normativi spuntati e indurre di converso alcuni amministratori e decisori politici a operare con leggerezza.\u00a0Stamani, come detto, il disegno di legge andr\u00e0 in Aula al Senato per l\u2019approvazione finale: \u00e8 molto probabile che la ottenga e che il Governo s\u2019intesti il risultato. In tal caso, ai magistrati contabili non resterebbe che sperare di poter interagire con l\u2019esecutivo nella stesura dei decreti attuativi, per mitigare gli effetti delle norme ritenute perniciose. Peraltro non \u00e8 escluso che il testo, in alcune sue parti, possa finire in futuro sul tavolo della Consulta, quando per\u00f2 i buoi, ossia i fondi pubblici, sarebbero gi\u00e0 usciti dalle casse.\u00a0Non sappiamo se in extremis il Senato tirer\u00e0 il freno a mano, ma appare difficile. Ci\u00f2 che comunque auspichiamo \u00e8 una riflessione ulteriore e profonda di Governo e Parlamento. I giudici della Corte dei Conti non sono tetragoni a una riforma e hanno gi\u00e0 proposto alcuni interventi \u00abchirurgici\u00bb. Perch\u00e9 non ascoltarne le voci? La posta in gioco \u00e8 alta. E non si tratta solo della firmite, ma del bene comune.<\/p>\n<p>\u00a9 riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Correva la fine del secolo scorso quando chi scrive, all\u2019epoca cronista praticante di questo quotidiano, saltabeccava da una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":280767,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-280766","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115795722416706258","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=280766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280766\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/280767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=280766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=280766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=280766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}